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Cleopatra medita il suicidio
VERSIONE DI GRECO di Cassio Dione
TRADUZIONE dal libro kata logon
Καὶ ἡ μὲν τοιαῦτα ὡς καὶ ἐλεηθησομένη ἔλεγε, Καῖσαρ δὲ πρὸς μὲν ταῦτα οὐδὲν ἀπεκρίνατο, φοβηθεὶς δὲ μὴ ἑαυτὴν διαχρήσηται, θαρσεῖν τε αὐτῇ αὖθις παρεκελεύσατο, καὶ οὔτε τὴν θεραπείαν αὐτῆς ἀφείλετο καὶ ἐν ἐπιμελείᾳ αὐτὴν ἐποιεῖτο, ὅπως οἱ τὰ ἐπινίκια ἐπιλαμπρύνῃ. Τοῦτό τε οὖν ὑποτοπήσασα, καὶ μυρίων θανάτων χαλεπώτερον αὐτὸ νομίσασα εἶναι, ὄντως τε ἀποθανεῖν ἐπεθύμησε, καὶ πολλὰ μὲν τοῦ Καίσαρος, ὅπως τρόπον τινὰ ἀπόληται, ἐδεῖτο, πολλὰ δὲ καὶ αὐτὴ ἐμηχανᾶτο. Ἐπεὶ δ´ οὐδὲν ἐπέραινε, μεταγιγνώσκειν τε ἐπλάσατο ὡς καὶ ἐλπίδα πολλὴν μὲν καὶ ἐς ἐκεῖνον πολλὴν δὲ καὶ ἐς τὴν Λιουίαν ἔχουσα, καὶ ἑκουσία τε πλευσεῖσθαι ἔλεγε, καὶ κόσμους τινὰς ἀποθέτους ἐς δῶρα ἡτοιμάζετο, εἴ πως πίστιν ἐκ τούτων μὴ τεθνήξειν λαβοῦσα ἧττόν τε τηρηθείη καὶ ἑαυτὴν ἐξεργάσαιτο. ὃ καὶ ἐγένετο. Ἐπειδὴ γὰρ οἵ τε ἄλλοι καὶ ὁ Ἐπαφρόδιτος, ᾧπερ ἐπετέτραπτο, πιστεύσαντες ταῦθ´ ὡς ἀληθῶς φρονεῖν, τῆς ἀκριβοῦς φυλακῆς ἠμέλησαν, παρεσκευάζετο ὅπως ὡς ἀλυπότατα ἀποθάνῃ. Καὶ γραμματεῖόν τι, δι´ οὗ ἐδεήθη τοῦ Καίσαρος ἵνα αὐτὴν μετὰ τοῦ Ἀντωνίου ταφῆναι κελεύσῃ, αὐτῷ τῷ Ἐπαφροδίτῳ σεσημασμένον, ὅπως προφάσει τῆς ἀποκομιδῆς αὐτοῦ ὡς καὶ ἄλλο τι ἔχοντος ἐκποδών οἱ γένηται, δοῦσα ἔργου εἴχετο. Τήν τε γὰρ ἐσθῆτα τὴν περικαλλεστάτην ἐνδῦσα καὶ ἑαυτὴν εὐπρεπέστατα εὐθετήσασα, τό τε σχῆμα τὸ βασιλικὸν πᾶν ἀναλαβοῦσα, ἀπέθανε.
TRADUZIONE
Ella parlò così con l'intenzione di ottenere il perdono, ma Cesare non le diete nessuna risposta. Temendo egli per altro che lei si uccidesse, la confortò di nuovo a stare di buon animo (a stare tranquilla) e nulla le tolse di ciò che riguardava le sue abitudini e diede ordine che fosse guardata diligentemente, per per potersene poi servire a render più magnifico il suo trionfo. Ma Cleopatra venuta in sospetto di questo, e reputanto questa cosa assolutamente più dura di tutte le morti, desiderà davvero morire e quindii supplicò Cesare di toglierle in qualunque modo la vita, e tentà di togliersela anche da se stessa. Ma essendo invano tutto, finse d'essersi cambiata intenzione, e disse che riponeva non poca speranza nello stesso Cesare e che molta ne avesse in Livia, e quindi voleva far vela per andarsene da lei, preparando per questo motivo alcuni tesori per offrirli alla stessa in dono e illudendosi così di poter far credere che non voleva morire e quindi poter darsi la morte quando calmati nella loro attenzione sulla credenza che lei avesse realmente cambiato idea, allora Cleopatra si accinse a terminare i suoi giorni in un modo il meno doloroso possibile. Dunque la lettera nella quale chiedeva a cesare di dare ordine che lei fosse sepolta insieme ad Antonio, la diede da portare ad Epafrodito stesso, e gliela consegnò sigillata. E costui immaginandosi che la medesima contenesse tutt'altro, partì per recapitare la suddetta lettera a Cesare, ed appena fu uscito, ella si dispose a dar seguito a quanto si era prefissa, Pertanto si vestì dell'abito pià bello che avesse si adronè nel modo più elegante che potè, e messasi indosso ogni ornamento regale morì (usci' di vita)
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Le calunnie e l'odio rovineranno Socrate
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro kata logon
inizio: Θεμιστοκλής δὲ δόξας αἴτιος γενέσθαι
fine: προτερημάτων αἴτιος ἐγένετο τοις Ἓλλησι.
TRADUZIONE n. 1
Temistocle, artefice della vittoria, aveva in animo un'altro stratagemma non inferiore a quello. Infatti, poiché i Greci temevano di combattere a piedi una tanto grande miriade, in questo modo diminuì di molto la forza dell'esercito pedestre. Mandò il pedagogo dei propri figli presso Serse, affinché spiegasse perché i greci che navigarono presso il ponte erano in procinto di romperlo. Perciò il re, fidandosi della parola a causa della forza persuasiva di quello, diventava timoroso di perdere il ritorno verso l'Asia, perché i greci avevano il dominio del mare; appreso come passare al più presto dall'Europa all'Asia, dopo aver abbandonato Mardonio in grecia con i più valorosi cavalieri e fanti, dei quali il totale fu non meno di 40 miriadi, Temistocle essendosi servito di due stratagemmi, divenne motivo di grandi glorie per i greci.
traduzione n. 2
Temistocle essendo sembrato il responsabile per la vittoria, pensò ad un altro stratagemma non meno importante di questo. Infatti avendo i greci temuto di lottare a piedi contro una tanto grande moltitudine di nemici, diminuì di molto gli eserciti dei soldati pedestri a causa di un tale atteggiamento. Inviò da Serse il pedagogo dei propri figli perché gli rivelasse che i greci dopo essere partiti per mare erano sul punto di fare a pezzi il ponte presso la banchina. Perciò il re avendo prestato fede ai discorsi per la sua capacità di persuadere, diventò timoroso di essere privato del ritorno in Asia, avendo i greci il dominio sul mare capì di dover andare il prima possibile dall'Europa all'Asia, avendo lasciato indietro Mardonio in Grecia con i cavalieri migliori e quelli pedestri, il cui numero intero era realmente di non meno di 40 mila. Temistocle dunque essendosi servito di due stratagemmi divenne il responsabile di grandi successi militari per i greci.
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PROCLAMAZIONE DI INNOCENZA
VERSIONE DI GRECO DAL COREUTA di Antifonte
Αἰτιῶνται δὲ οὗτοι μὲν ἐκ τούτων, ὡς αἴτιος ὃς ἐκέλευσε πιεῖν τὸν παῖδα τὸ φάρμακον ἢ ἠνάγκασεν ἢ ἔδωκεν• ἐγὼ δ' ἐξ αὐτῶν τούτων ὧν αἰτιῶνται οὗτοι ἀποφανῶ ὅτι οὐκ ἔνοχός εἰμι• οὔτε γὰρ ἐκέλευσα οὔτ' ἠνάγκασα οὔτ' ἔδωκα• καὶ ἔτι προστίθημι αὐτοῖς ὅτι οὐδὲ παρεγενόμην πίνοντι. Καὶ εἴ φασιν ἀδικεῖν εἴ τις ἐκέλευσεν, ἐγὼ οὐκ ἀδικῶ• οὐ γὰρ ἐκέλευσα. Καὶ εἴ φασιν ἀδικεῖν εἴ τις ἠνάγκασεν, ἐγὼ οὐκ ἀδικῶ• οὐ γὰρ ἠνάγκασα. Καὶ εἰ τὸν δόντα τὸ φάρμακόν φασιν αἴτιον εἶναι, ἐγὼ οὐκ αἴτιος• οὐ γὰρ ἔδωκα. Αἰτιάσασθαι μὲν οὖν καὶ καταψεύσασθαι ἔξεστι τῷ βουλομένῳ• αὐτὸς γὰρ ἕκαστος τούτου κρατεῖ• γενέσθαι μέντοι τὰ μὴ γενόμενα καὶ ἀδικεῖν τὸν μὴ ἀδικοῦντα οὐκ ἐν τοῖς τούτων λόγοις ἡγοῦμαι εἶναι, ἀλλ' ἐν τῷ δικαίῳ καὶ ἐν τῷ ἀληθεῖ.
TRADUZIONE
Gli stessi accusano di queste cose, perché l’accusato reo il quale ordinò o costrinse o permise il fanciullo di bere il farmaco. Io invece dimostrerò di queste stesse cose che essi accusano che non sono quello: infatti non ho ordinato né costretto né permesso; ed inoltre imputo a loro perché non ero presente a chi beveva. E se dicono di essere colpevole se qualcuno ha ordinato, io non sono colpevole; infatti non ho ordinato. E se dicono che sono colpevole se qualcuno costrinse, io non sono colpevole; infatti non costrinsi. E se dicono che sono reo colpevole che ho permesso il farmaco, io non sono reo colpevole; infatti non ho permesso. È permesso accusare dunque e mentire a chi si vuole; difatti ciascuno ha potere di ciò: io pensavo che nelle parole di costoro difatti non ci sono né ci furono fatti e né colpa di essere colpevole, ma sono nel giusto e nel vero.
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LA FELICITà
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro kata logon
i nizio: επειδη πασα γνωσις και προαιρεσις...
fine: ... ηαι τουτοις πασιν αιτιον εστι του ειναι.
TRADUZIONE
dal momento che è amato ogni mezzo di conoscenza e la determinazione di ogni bene, che cosa è ciò a cui dicono che tende la politica e qual'è il più alto di tutti i beni fra quelli fattibili? dunque dalla maggior parte c'è accordo sul nome: infatti sia i più sia le persone colte la chiamano felicità, ma ritengono che il ben vivere e il ben agire sia la stessa cosa che essere felici; ma riguardo alla felicità, che cosa sia, sono in disaccordo e molto non la pensano nello stesso modo dei saggi. alcuni infatti (ritengono che la felicità) sia qualcosa di visibile, come ad esempio il piacere o la ricchezza o l'onore, ma altri (la pensano) in altro modo, anzi spesso la stessa persona (la intende) in altro modo, ; se è malato, (pensa che la felicità corrisponda) alla salute, se è povero alla ricchezza; essendo consapevoli della propria ignoranza ammirano coloro che pronunciano discorsi elevati; alcuni invece ritengono che tutte queste cose siano buone e che oltre a questi numerosi beni ce ne sia uno che esiste in sè e per sè, che per tutti loro è ragione dell'esistere.
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Il destino di Roma
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro kata logon
ὅταν γὰρ πολλοὺς καὶ μεγάλους κινδύνους διωσαμένη πολιτεία μετὰ ταῦτα εἰς ὑπεροχὴν καὶ δυναστείαν ἀδήριτον ἀφίκηται, φανερὸν ὡς εἰσοικιζομένης εἰς αὐτὴν ἐπὶ πολὺ τῆς εὐδαιμονίας συμβαίνει τοὺς μὲν βίους γίνεσθαι πολυτελεστέρους, τοὺς δ' ἄνδρας φιλονεικοτέρους τοῦ δέοντος περί τε τὰς ἀρχὰς καὶ τὰς ἄλλας ἐπιβολάς. ὧν προβαινόντων ἐπὶ πλέον ἄρξει μὲν τῆς ἐπὶ τὸ χεῖρον μεταβολῆς ἡ φιλαρχία καὶ τὸ τῆς ἀδοξίας ὄνειδος, πρὸς δὲ τούτοις ἡ περὶ τοὺς βίους ἀλαζονεία καὶ πολυτέλεια, λήψεται δὲ τὴν ἐπιγραφὴν τῆς μεταβολῆς ὁ δῆμος, ὅταν ὑφ' ὧν μὲν ἀδικεῖσθαι δόξῃ διὰ τὴν πλεονεξίαν, ὑφ' ὧν δὲ χαυνωθῇ κολακευόμενος διὰ τὴν φιλαρχίαν. τότε γὰρ ἐξοργισθεὶς καὶ θυμῷ πάντα βουλευόμενος οὐκέτι θελήσει πειθαρχεῖν οὐδ' ἴσον ἔχειν τοῖς προεστῶσιν, ἀλλὰ πᾶν καὶ τὸ πλεῖστον αὐτός. οὗ γενομένου τῶν μὲν ὀνομάτων τὸ κάλλιστον ἡ πολιτεία μεταλήψεται, τὴν ἐλευθερίαν καὶ δημοκρατίαν, τῶν δὲ πραγμάτων τὸ χείριστον, τὴν ὀχλοκρατίαν.
TRADUZIONE
quando infatti una costituzione, dopo aver respinto molti e grandi pericoli, raggiunge infine un'eccellenza e potenza inoppugnabile, è evidente che, es-sendovisi stabilita una diffusa prosperità, la vita privata diventa più sontuosa, e gli uomini più ambiziosi del dovuto riguardo a cariche e altri obiettivi. Questi fatti accadranno sempre più spesso, e l'inizio del cambiamento in peggio sarà dovuto alla bramosia di potere e alla vergogna di vivere senza fama, oltre che all'ostentazione di ricchezze e allo sperpero; il vanto del cambiamento lo assumerà il popolo, quando riterrà di subire ingiustizia da alcuni, a causa della loro brama di guadagno, e sarà gonfiato di adulazione da altri, avidi di potere. Allora, in preda all'ira, e guidato dall'animosità in tutte le sue decisioni, non vorrà più obbedire né essere pari ai capi, ma pretenderà che il potere sia solo e soltanto suo. Avvenuto questo, la costituzione muterà il suo nome nel più bello di tutti, cioè in quello della libertà e democrazia, ma adotterà il peggiore dei sistemi: l'oclocrazia.
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