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Il Leone, Prometeo e l'Elefante
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: Λέων κατεμεμφετο Προμηθεα...
Fine: ως και ελεφαντα φοβειν.
TRADUZIONE
Il leone si lamentava spesso con Prometeo, che lo aveva fatto grande e bello, che lo aveva fornito di una mascella con i denti, che gli aveva indurito gli artigli, e che lo rese più forte degli altri animali; "Io pur essendo così forte" disse "temo il gallo". E Prometeo rispose "qual è l'invano motivo? Tu sorvegli tutto ed escogiti; la tua anima è debole verso questa cosa soltanto". Dunque il leone compiangeva sé stesso e si accusò della codardia e alla fine desiderava togliersi la vita. Essendo in questo stato d'animo, incontrò per caso un elefante, dopo averlo chiamato, si fermò a parlare, osservando che scuoteva le orecchie; "cosa ti succede?" disse "perché le tue orecchie non stanno ferme neanche un po'?" E l'elefante, mentre una zanzara gli volava intorno per destino, "vedi" disse "questo piccolo ronzante? se entrasse nel mio orecchio, sarei morto". E il leone "e perché muori così?" rispose "bisogna che io sia più potente e più fortunato dell'elefante, così come il gallo è più forte della zanzara?"
vedi quanta forza ha la zanzara da far paura all'elefante.
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Un leggendario racconto di amore filiale VERSIONE DI GRECO di Licurgo TRADUZIONE dal libro Kata logon
Λέγεται ἐν Σικελία ἐκ τῆς Αἴτνης ῥύακα πυρὸς γενέσθαι· τοῦτον δὲ ῥεῖν φασιν ἐπὶ τὴν ἄλλην χώραν, καὶ δὴ καὶ πρὸς πόλιν τινὰ τῶν ἐκεῖ κατοικουμένων· τοὺς μὲν οὖν ἄλλους ὁρμῆσαι πρὸς φυγήν, τὴν αὑτῶν σωτηρίαν ζητοῦντας, ἕνα δέ τινα τῶν νεωτέρων, ὁρῶντα τὸν πατέρα πρεσβύτερον ὄντα καὶ οὐχὶ δυνάμενον ἀποχωρεῖν, ἀλλὰ ἐγκαταλαμβανόμενον, ἀράμενον φέρειν. Φορτίου δ' οἶμαι προσγενομένου καὶ αὐτὸς ἐγκαταλήφθη. Ὅθεν δὴ καὶ ἄξιον θεωρῆσαι τὸ θεῖον, ὅτι τοῖς ἀνδράσιν τοῖς ἀγαθοῖς εὐμενῶς ἔχει. Λέγεται γὰρ κύκλῷ τὸν τόπον ἐκεῖνον περιρρεῦσαι τὸ πῦρ καὶ σωθῆναι τούτους μόνους, ἀφ' ὧν καὶ τὸ χωρίον ἔτι καὶ νῦν προσαγορεύεσθαι «τῶν εὐσεβῶν χῶρον»· τοὺς δὲ ταχεῖαν τὴν ἀποχώρησιν ποιησαμένους καὶ τους ἑαυτῶν γονεῖς ἐγκαταλιπόντας ἅπαντας ἀπολέσθαι.
Si dice che in Sicilia dall'Etna nascesse un fiume di fuoco, e dicono che scorresse verso il resto della regione e tra l'altro verso una delle città lì abitate. Mentre gli altri si diedero alla fuga per salvarsi, uno solo dei giovani, vedendo il padre che era piuttosto vecchio e non era in grado di fuggire, ma era bloccato, lo portava sulle spalle. Però a causa del peso eccessivo, credo, restò anche lui bloccato. Donde val la pena ammirare la divinità, poiché è benevola nei confronti degli uomini buoni. Infatti si dice che il fuoco scorresse in cerchio intorno a quel luogo, e che si salvarono solo quei due, dai quali il luogo ancora oggi è chiamato «luogo dei pii». Invece quelli che erano scappati di corsa, abbandonando i propri genitori, morirono tutti.
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Le ultime parole di Socrate
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Kata logon
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Solone e Creso
Versione greco Erodoto libro Kata logon
iNZIO: μετἀ δε, ἡμἑρῃ τριτῃ ἤ τετἁρτῃ, ... FINE Ὦ βασιλεῦ, Τέλλον Ἀθηναῖον
VERSIONE SKUOLASPRINT. IT Essendo giunto veniva ospitato da Creso tra le sue ricchezze; il terzo o il quarto giorno, Creso avendo ordinato ai ai servitori di condurre Solone verso i tesori e di fargli tuto ciò che era grande e splendido. Avendo guardato ogni cosae avendo ammirato, quando stavano al momento giusto, Creso disse: "Oh straniero ateniese, presso di noi infatti si è fatto un gran parlare di te e della tua saggezza e del tuo viaggiare, poiché per il tuo amore per il sapere hai visitato molte terre; quindi giunse a me il desiderio di sapere se hai visto uno (che sia) il più felice di tutti. " Quello sperando di essere il più felice degli uomini chiedeva queste cose, Solone non avendolo adulato, ma essendosi servito della realtà, disse: "Oh re, l'ateniese Tello" VERSIONE SKUOLASPRINT. IT.
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inizio: Πατρός μέν δη ο Κυρος...fine: εν Πεσων νομοις
Dunque da una parte si dice che fu, dell'antenato cambise, re dei persiani: dall'altra parte questo cambise era figlio di Perseo: i discendenti di Perseo contrariamente a Perseo, erano chiusi: Ciro riconobbe di essere nato dalla madre Mandane: la stessa Mandane era figlia del re dei persiani Astiage. inoltre si dice che Ciro discenda e sia celebrato ancora oggi dai barbari sia per il più bell'aspetto, sia per l'anima più benevola e avidissima di conoscenza e desiderosissima d'onore, tanto da, da un lato, sopportare tutte le cose faticose, dall'altro affrontare tutte le cose pericolose allo scopo di essere elogiato. avendo una tale origine, egli è ricordato anche per l'animo: in ogni caso è stato certamente educato in ambito delle leggi dei persiani.