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IL TORDO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un tordo andava a cibarsi in una macchia di mirti e tanto erano dolci quelle bacche che non sapeva staccarsene. Un uccellatore osservò che il luogo gli piaceva vi mise le panie e lo prese. "Me infelice!", esclamò il tordo prima di morire. "Ecco che per la gola ci rimetto la vita". Questa è una favola che si adatta a tutti quegli uomini sregolati che si rovinano per amore dei piaceri.
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L'arciere e il leone
VERSIONE DI GRECO di Esopo
Traduzione dal libro Favole
TRADUZIONE
Un Arciere, noto per la sua abilità con arco e frecce, andò a caccia in montagna. Appena entrò nella foresta, tutti gli animali presero paura e si misero a fuggire e solo un Leone stette a fronteggiarlo. Quando l'arciere lo vide, lanciò subito una freccia, gridando: «Il mio ambasciatore ha qualcosa da dirti!» Il leone fu ferito al fianco e, per il dolore della ferita, fuggí nel folto della boscaglia. Tuttavia, quando la Volpe lo vide fuggire, cercò di incoraggiarlo a far fronte al nemico, ma «No, » rispose il Leone «non c'è verso che tu mi possa convincere a dar battaglia. Pensaci un po', un momentino: se il messaggero può fare tutto il danno che ha già fatto, che cosa posso mai fare io, per vincere l'uomo che l'ha mandato?» La favola dimostra che non è piacevole avere un vicino che può colpire a distanza con tanta facilità.
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IL TOPO E LA RANOCCHIA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un topo di terra per sua disgrazia (lett. per cattiva sorte) aveva fatto amicizia con una rana. La rana, malintenzionata, legò il piede del topo al suo. E in un primo tempo se ne andarono nei campi per mangiar grano; poi, avvicinatisi al bordo di uno stagno, la rana trascinò dentro (lett. imperi. ) nel fondo il topo, mentre essa sguazzava nell'acqua e gracchiava i suoi "gra gra gra". Il povero topo gonfiatosi d'acqua era affogato; galleggiava però legato al piede della rana. Avendolo visto un nibbio, se lo portò via tra gli artigli. La rana, legata, gli tenne dietro (lett. imperf. ), divenuta anch'essa pasto per il nibbio. La favola dimostra che, anche qualora uno sia morto, ha la possibilità di vendicarsi: infatti la giustizia divina vede tutto.
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IL SERPENTE, LA DONNOLA E I TOPI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
In una casa una serpe e una donnola stavano battendosi. I topi del luogo, che erano continuamente preda dell'uno e dell'altra, vedendo che quelli si azzuffavano, uscirono fuori a passeggiare. Ma quando i combattenti videro i topi, rinunciarono al loro duello e si rivolsero contro di loro. Così in uno Stato, chi si immischia nelle contese demagogiche, diventa inconsciamente la preda degli uni e degli altri.
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IL SERPENTE CALPESTATO E ZEUS
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un serpente calpestato da molti uomini parlò a Zeus di ciò. Zeus allora gli disse: "Ma se tu avessi morso il primo che ti pestò, il secondo non ci avrebbe provato". La favola mostra che coloro che sanno resistere ai primi aggressori diventano temibili agli altri.