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UN'ARGUZIA DEI SACERDOTI DI CIBELE
versione di greco di Esopo
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione - pag. 403 n. 3
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LA PARTE...DEL LEONE
Versione greco Esopo traduzione libro Greco terza edizione
pag. 221 n. 66
Λέων και ονος και αλώπηξ κοινωνίαν συνετίθεσαν ΐνα συνεξέρχοιντο εις άγραν και πολλήν θήραν συνελαμβανον. Επει δ' εν τω γλαφυρω σπηλαίω ησαν, ο λέων εκέλευε τον ονον τας μερìδας ποιειν. Ο δέ τρεις μεριδας ως σπουδαιος θεραπων εξ ισου διανεμει και εκλεγεσθαι τοις εταιροις παραινει, αλλ'ο λεων αγανακτει και τον σχετλιον ονον κατεσθιει. Ειτα τω αλωπεκι μεριξειν προστασσει. Ή δέ παντα εις μιαν μεριδα συναθροιζει ξαι μικρα εαυτη υπολειπεται και παραινει τω λεοντι αφθονως αιρειν. Ο δέ αρπαξ λεων, οτι εθαυμαζε την αλωπεκα ουτω σοφην γιγνεσθαι, λεγει: "Πως ουτως ποιεις; ". Ή δέ αλωπηξ απεκρινετο: " Η του ονου δυστυχια παραδειγμα εμοι εστι, ουδε βουλομαι τους ονυχας και τους οδοντας του λεοντος πειραν". Ο λογος δηλοι οτι αιτια σωφροσυνης γιγνεται τοις ανθρωποις τα των αλλων δυστυχηματα.
TRADUZIONE
Un leone e un asino e una volpe facevano società per andare a caccia insieme e prendevano molta preda. Dopo che furono nella terribile spelonca il leone ordinava all'asino di fare le parti. Esso come un servo obbediente divide in tre parti poi invita i compagni a scegliere. Ma il leone si adira e divora il misero asino. Poi ordina alla volpe di fare le parti e quella riunisce tutto in una sola parte e lasciò per sè stessa una piccola(parte) ed esorta il leone a prendere abbondantemente. Il rapace leone poiché si meraviglia che la volpe fosse così saggia dice: "Perchè fai così?" E la volpe risponde: "La digrazia dell'asino è per me un esempio: non voglio provare gli artigli e i denti del leone". La favola insegna che le disgrazie degli altri sono causa di saggezza per gli uominI
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L'AQUILA DALLE ALI MUTILATE E LA VOLPE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Versioni per il biennio - pag. 202 n. 196
TRADUZIONE
una volta uomo cacciò un'aquila a cui mutilò le ali; la collocò in un recinto della casa affinché vivesse con le galline. L'aquila era triste e non mangiava più dal dolore era simile a un re in catene. Un altro, dopo aver comprato questa e aver tirato via le penne mozze la fece anche essere di nuovo munita di ali con un unguento. Questa preso il volo e avendo catturato un coniglio con gli artigli glielo portò come dono. Allora una volpe diceva, avendo visto tutto ciò: "non donare il coniglio a questo, ma al primo padrone poiché egli è buono per natura: piuttosto rendi benevolo quello se no di nuovo ti cattura e ti priva delle ali. La favola insegna che bisogna dare buone ricompense ai benefattori ma anche stare in guardia assennatamente contro i malvagi.
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Γεωργοῦ παῖδα ὄφιϛ ἑρπύσαϛ ἀπέκτεινεν. Ὁ δὲ ἐπὶ τούτῳ δεινοπαθήσαϛ πέλεκυν ἀνέλαβεκαὶ παραγενόμενοϛ εἰϛ τὸν φωλεὸν αὐτοῦ εἱστήκει παρατηρούμενοϛ, ὅπωϛ εὐθέωϛαὐτὸν ἐξερχόμενον πατάξῃ. Παρακύψαντοϛ δὲ τοῦ ὄφεωϛ, κατενεγκὼν τὸν πέλεκυν, τοῦμὲν διήμαρτε, τὴν δὲ παραγιγνομένην πέτραν διέκοψεν. ῞Υστερον δὲ παρεκάλει αὐτὸνὅπωϛ αὐτῷ διαλλάσσοιτοὉ δὲ εἶπεν· "Ἀλλ’ οὔτε ἐγὼ δυνατόϛ εἰμι σοι εὐνοῆσαι, ὁρῶντὴν κεχαραγμένην πέτραν, οὔτε σὺ ἐμοί, ἀποβλέπων εἰϛ τὸν τοῦ παιδὸϛ τάφον". Ὁ λόγοϛ δηλοῖ ὅτι αἱ μεγάλαι ἔχθραι οὐ ῥᾳδίωϛ τὰϛ καταλλαγὰϛ ἔχουσι.
Un serpente strisciando, uccise il figlio di un contadino. Ma quello non dandosi pace per questo motivo, prese un’ascia e essendo arrivato presso il suo antro stava a spiarlo, per colpirlo subito appena uscisse fuori (lett. per colpire subito questo che usciva fuori). Ma il serpente osservandolo di soppiatto, (il contadino) calando giù la scure, lo mancò, colpì invece una pietra che stava lì vicino. Più tardi lo chiama per riconciliarsi con lui. Ma quello disse: “Ma né io sono capace di essere benevolo con te vedendo la pietra spezzata, né tu con me vedendo la tomba di tuo figlio. Il mito insegna che le grandi inimicizie non facilmente ottengono le riconciliazioni
ANALISI GRAMMATICALE
A. VERBI
ἔρπων: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di ἕρπω (striscio, serpeggio).
Paradigma: ἕρπω, ἕρψω, εἵρπυσα, -, -, -.
ἀπέκτεινεν: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di ἀποκτείνω (uccidere).
Paradigma: ἀποκτείνω, ἀποκτενῶ, ἀπέκτεινα, ἀπέκτονα, -, -.
δεινοπαθών: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di δεινοπαθέω (soffrire amaramente, essere afflitto).
Paradigma: δεινοπαθέω, δεινοπαθήσω, ἐδεινοπάθησα, -, -, -.
ἀναλαμβάνει: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di ἀναλαμβάνω (prendere su, impugnare).
Paradigma: ἀναλαμβάνω, ἀναλήψομαι, ἀνέλαβον, ἀνείληφα, ἀνείλημμαι, ἀνελήφθην.
προσιών: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di πρόσειμι (andare verso, avvicinarsi).
Paradigma: πρόσειμι, προσελεύσομαι, προσῆλθον, προσελήλυθα, -, -.
ἵσταται: Indicativo Presente Medio/Passivo, 3ª persona singolare di ἵστημι (collocarsi, fermarsi).
Paradigma: ἵστημι, στήσω, ἔστησα (trans.) / ἔστην (intr.), ἕστηκα, ἕσταμαι, ἐστάθην.
τηρούμενος: Participio Presente Medio/Passivo, nominativo maschile singolare di τηρέω (osservare, sorvegliare; al medio/passivo: stare in agguato, osservare).
Paradigma: τηρέω, τηρήσω, ἐτήρησα, τετήρηκα, τετήρημαι, ἐτηρήθην.
ἐξίῃ: Congiuntivo Presente Attivo, 3ª persona singolare di ἔξειμι (uscire).
Paradigma: ἔξειμι, ἐξελεύσομαι, ἐξῆλθον, ἐξελήλυθα, -, -.
πατάσσῃ: Congiuntivo Presente Attivo, 3ª persona singolare di πατάσσω (colpire).
Paradigma: πατάσσω, πατάξω, ἐπάταξα, -, -, ἐπατάχθην.
Παρακύπτοντος: Participio Presente Attivo, genitivo maschile singolare di παρακύπτω (sporgersi).
Paradigma: παρακύπτω, παρακύψω, παρέκυψα, -, -, -.
καταφέρων: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di καταφέρω (abbattere, calare).
Paradigma: καταφέρω, κατοίσω, κατήνεγκα / κατήνεγκον, κατενήνοχα, κατενήνεγμαι, κατησέχθην.
διαμαρτάνει: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di διαμαρτάνω (sbagliare, mancare il bersaglio).
Paradigma: διαμαρτάνω, διαμαρτήσομαι, διήμαρτον, διημάρτηκα, διημάρτημαι, -.
διακόπτει: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di διακόπτω (tagliare a metà, spezzare).
Paradigma: διακόπτω, διακόψω, διέκοψα, διακέκοφα, διακέκομμαι, διεκόπην.
Εὐλαβούμενος: Participio Presente Medio/Passivo, nominativo maschile singolare di εὐλαβέομαι (essere cauto, temere).
Paradigma: εὐλαβέομαι, εὐλαβήσομαι, ηὐλαβήθην, -, -, -.
παρακαλεῖ: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di παρακαλέω (esortare, chiedere).
Paradigma: παρακαλέω, παρακαλέσω / παρακαλῶ, παρεκάλεσα, παρακέκληκα, παρακέκλημαι, παρεκλήθην.
διαλλάσσηται: Congiuntivo Presente Medio/Passivo, 3ª persona singolare di διαλλάσσω (riconciliarsi).
Paradigma: διαλλάσσω, διαλλάξω, διήλλαξα, διήλλαχα, διήλλαγμαι, διηλλάγην.
λέγει: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di λέγω (dire).
Paradigma: λέγω, ἐρῶ / λέξω, εἶπον / ἔλεξα, εἴρηκα / λέλεχα, εἴρημαι / λέλεγμαι, ἐρρήθην / ἐλέχθην.
δύναμαι: Indicativo Presente Medio/Passivo, 1ª persona singolare di δύναμαι (potere).
Paradigma: δύναμαι, δυνήσομαι, -, δεδύνημαι, ἐδυνήθην / ἠδυνήθην.
εὐνοεῖν: Infinito Presente Attivo di εὐνοέω (essere benevolo).
Paradigma: εὐνοέω, εὐνοήσω, ηὐνόησα, ηὐνόηκα, ηὐνόημαι, ηὐνοήθην.
ὁρῶν: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di ὁράω (vedere).
Paradigma: ὁράω, ὄψομαι, εἶδον, ἑώρακα / ὄπωπα, ἑώραμαι / ὦμμαι, ὤφθην.
ἀποβλέπων: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di ἀποβλέπω (guardare verso, fissare).
Paradigma: ἀποβλέπω, ἀποβλέψομαι, ἀπέβλεψα, -, -, -.
δηλοῖ: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di δηλόω (mostrare, indicare).
Paradigma: δηλόω, δηλώσω, ἐδήλωσα, δεδήλωκα, δεδήλωμαι, ἐδηλώθην.
ἔχουσιν: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale di ἔχω (avere).
Paradigma: ἔχω, ἕξω / σχήσω, ἔσχον, ἔσχηκα, ἔσχημαι, -.
B. NOMI (Sostantivi propri e comuni):
Γεωργοῦ: Genitivo maschile singolare. Nom: γεωργός, Gen: γεωργοῦ (contadino). (Compare due volte)
παῖδα: Accusativo maschile singolare. Nom: παῖς, Gen: παιδός (figlio).
ὄφις: Nominativo maschile singolare. Nom: ὄφις, Gen: ὄφεως (serpente). (Compare due volte)
πέλεκυν: Accusativo maschile singolare. Nom: πέλεκυς, Gen: πελέκεως (ascia). (Compare due volte)
φωλεὸν: Accusativo maschile singolare. Nom: φωλεός, Gen: φωλεοῦ (tana).
ὄψεως: Genitivo maschile singolare. Nom: ὄφις, Gen: ὄφεως. (Compare due volte)
ζώου: Genitivo neutro singolare. Nom: ζῷον, Gen: ζῴου (animale).
πέτραν: Accusativo femminile singolare. Nom: πέτρα, Gen: πέτρας (roccia).
λόγος: Nominativo maschile singolare. Nom: λόγος, Gen: λόγου (racconto, favola).
χάραξιν: Accusativo femminile singolare. Nom: χάραξις, Gen: χαράξεως (incisione, solco).
τάφον: Accusativo maschile singolare. Nom: τάφος, Gen: τάφου (tomba).
ἔχθραι: Nominativo femminile plurale. Nom: ἔχθρα, Gen: ἔχθρας (inimicizia).
καταλλαγὰς: Accusativo femminile plurale. Nom: καταλλαγή, Gen: καταλλαγῆς (riconciliazione).
C. AGGETTIVI:
δεινοπαθών: Participio presente come aggettivo ("afflitto").
παρακειμένην: Participio presente medio/passivo (aggettivato), accusativo femminile singolare di παράκειμαι (trovarsi accanto).
βαθεῖαι: Nominativo femminile plurale. Nom: βαθύς, βαθεῖα, βαθύ (profondo).
D. PRONOMI:
Ὁ δὲ: Articolo determinativo nominativo maschile singolare con δὲ (e/ma egli). (Compare due volte)
αὐτὸν: Personale, 3ª persona, accusativo singolare. (Compare tre volte)
τοῦ: Articolo determinativo genitivo maschile singolare. (Compare due volte)
τοῦτον: Accusativo maschile singolare (pronome dimostrativo, "questo").
ἐγὼ: Personale, 1ª persona, nominativo singolare.
σοι: Personale, 2ª persona, dativo singolare ("a te").
ἐμοὶ: Personale, 1ª persona, dativo singolare ("a me").
σὺ: Personale, 2ª persona, nominativo singolare.
τὸν: Articolo determinativo accusativo maschile singolare. (Compare due volte)
αἱ: Articolo determinativo nominativo femminile plurale.
τὰς: Articolo determinativo accusativo femminile plurale.
E. PARTICELLE/AVVERBI/PREPOSIZIONI/CONGIUNZIONI:
ἐπὶ: Preposizione con dativo (per).
καὶ: Congiunzione copulativa (e, anche). (Compare cinque volte)
εἰς: Preposizione con accusativo (in, verso).
παρά: Preposizione con accusativo (vicino a, presso).
ὅπως: Congiunzione finale (affinché) o interrogativa indiretta.
ἐὰν: Congiunzione condizionale (se, qualora).
εὐθέως: Avverbio (subito).
δὲ: Congiunzione postpositiva (e, ma, poi). (Compare quattro volte)
μὲν... δὲ: Congiunzioni correlative (da una parte... dall'altra).
ὕστερον: Avverbio temporale (dopo).
Ἀλλ': Congiunzione avversativa (ma).
οὔτε... οὔτε: Congiunzioni correlative (né... né).
ἐν: Preposizione con dativo (in).
ὅτι: Congiunzione dichiarativa (che).
οὐ ῥᾳδίως: Avverbio negativo avverbio (non facilmente).
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L'AQUILA E LA VOLPE VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Oi ellenes
L'aquila e la volpe legano amicizia e decidono di abitare vicino. E allora una sale su un alto albero e genera uccelli; l'altra invece entra in un cespuglio sotto l'albero e partorisce. Una volta la volpe si dirigeva in un pascolo, mentre l'aquila volò giù sul cespuglio e rapi' i figli della volpe e li divorò insieme ai (suoi) uccellini. Quando la volpe ritorna, vuole prendere vendetta contro l'aquila. Gli agricoltori sacrificavano una capra agli dei su un campo, l'aquila portò via dall'altare le viscere infiammate e le portò presso la capanna, ma innesca una fiamma ardente e la cucciolota è bruciata. Cosi gli uccelli ardono e cadono a terra. La favola insegna che i traditori degli amici non possono allontanare la punizione del dio.