- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 7
LA VECCHIA E IL MEDICO DI ESOPO
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Katà logon
Una donna anziana, essendo malata agli occhi, chiamò un medico a pagamento. Ed egli, entrando, tutte le volte che ungeva gli occhi, mentre quella teneva gli occhi chiusi, continuava a portare via uno per uno gli utensili. Ma quando, dopo aver portato via tutto, l’ebbe anche guarita, chiedeva il compenso pattuito; non volendo però ella darglielo, la condusse dagli arconti. Ed ella diceva che aveva promesso il compenso se le avesse guarito gli occhi, ma che ora, dopo la cura, stava peggio di prima: "Allora infatti vedevo - disse - tutti i miei utensili nella casa, ora invece non riesco a vedere nulla. " Così gli uomini malvagi, a causa della avidità, senza accorgersene forniscono argomenti contro se stessi.
----------------------------
LA VECCHIA E IL MEDICO DI ESOPO
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro ELLENION
Una vecchia donna, poiché era malata agli occhi, chiamò un medico, dopo essersi accordata sul prezzo che, se l'avesse curata, gli avrebbe dato il prezzo accordato, se no, non avrebbe dato niente, dunque il mendico incominciò la cura. Visitando di giorno la vecchia e ungendole gli ochhi, poiché quella in quel momento non poteva aprire gli occhi per l'unguento, egli andava via ogni giorno rubando qualcosa degli oggetti della casa. Dunque la vecchia vedeva la sua ricchezza che un pò alla volta diminuiva fino a così tanto che nulla fossa alla fine lasciato a lei che era guarita. Esigendo il medico i soldi patuiti e dal momento che lei era guarita completamente, quella chiamò i testimoni e disse: " Ora io non vedo affatto di più; quando ero infatti malata agli occhi, vedevo molte delle mie cose nella mia casa; ora quando tu mi dici di vedere, non vedo alcuna di esse". La favola mostra che gli uomini malvagi, senza accorgersene, in seguito a ciò che fanno, lasciano la prova contro di essi.
ANALISI GRAMMATICALE
A. VERBI
νοσούσα: Participio Presente Attivo, nominativo femminile singolare di νοσέω (essere malato).
Paradigma: νοσέω, νοσήσω, ἐνόσησα, νενόσηκα, -, -.
παρεκάλεσεν: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di παρακαλέω (chiamare, invitare).
Paradigma: παρακαλέω, παρακαλέσω / παρακαλῶ, παρεκάλεσα, παρακέκληκα, παρακέκλημαι, παρεκλήθην.
εἰσιών: Participio Presente Attivo, nominativo maschile singolare di εἴσειμι (entrare).
Paradigma: εἴσειμι, εἰσελεύσομαι, εἰσῆλθον, εἰσελήλυθα, -, -.
ἔχριε: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di χρίω (ungere, frizionare). Tradurremo con imperfetto: "ungeva" o "frizionava".
Paradigma: χρίω, χρίσω, ἔχρισα, -, κέχριμαι, ἐχρίσθην.
διετέλει: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di διατελέω (continuare). Tradurremo con imperfetto: "continuava".
Paradigma: διατελέω, διατελέσω / διατελῶ, διετέλεσα, διατετέλεκα, διατετέλεσμαι, διετέλεστην.
συμμυούσης: Participio Presente Attivo, genitivo femminile singolare di συμμύω (chiudere gli occhi).
Paradigma: συμμύω, συμμύσω, συνέμυσα, -, -, -.
ὑφαιρούμενος: Participio Presente Medio, nominativo maschile singolare di ὑφαιρέω (sottrarre, rubare).
Paradigma: ὑφαιρέω, ὑφαιρήσω, ὑφεῖλον, ὑφῄρηκα, ὑφῄρημαι, ὑφῃρέθην.
ἐκφορήσας: Participio Aoristo Attivo, nominativo maschile singolare di ἐκφορέω (portar via, asportare).
Paradigma: ἐκφορέω, ἐκφορήσω, ἐξεφόρησα, -, -, ἐξεφορήθην.
ἐθεράπευσεν: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di θεραπεύω (curare).
Paradigma: θεραπεύω, θεραπεύσω, ἐθεράπευσα, τεθεράπευκα, τεθεράπευμαι, ἐθεραπεύθην.
ἀπῄτει: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di ἀπαιτέω (richiedere, esigere). Tradurremo con imperfetto: "esigeva".
Paradigma: ἀπαιτέω, ἀπαιτήσω, ἀπῄτησα, ἀπῄτηκα, ἀπῄτημαι, ἀπῃτήθην.
βουλομένης: Participio Presente Medio/Passivo, genitivo femminile singolare di βούλομαι (volere).
Paradigma: βούλομαι, βουλήσομαι, -, -, βεβούλημαι, ἐβουλήθην.
ἀποδιδόναι: Infinito Presente Attivo di ἀποδίδωμι (restituire, pagare).
Paradigma: ἀποδίδωμι, ἀποδώσω, ἀπέδωκα, ἀποδέδωκα, ἀποδέδομαι, ἀπεδόθην.
ἤγαγεν: Indicativo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di ἄγω (condurre).
Paradigma: ἄγω, ἄξω, ἤγαγον, ἦχα, ἦγμαι, ἤχθην.
ἔλεγε: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di λέγω (dire, affermare). Tradurremo con imperfetto: "diceva".
Paradigma: λέγω, ἐρῶ / λέξω, εἶπον / ἔλεξα, εἴρηκα / λέλεχα, εἴρημαι / λέλεγμαι, ἐρρήθην / ἐλέχθην.
ὑποσχέσθαι: Infinito Aoristo Medio di ὑπισχνέομαι (promettere).
Paradigma: ὑπισχνέομαι, ὑποσχήσομαι, ὑπεσχόμην, ὑπέσχημαι, -, -.
θεραπεύσῃ: Congiuntivo Aoristo Attivo, 3ª persona singolare di θεραπεύω (curare).
Paradigma: θεραπεύω, θεραπεύσω, ἐθεράπευσα, τεθεράπευκα, τεθεράπευμαι, ἐθεραπεύθην.
ἔχειν: Infinito Presente Attivo di ἔχω (avere, stare).
Paradigma: ἔχω, ἕξω / σχήσω, ἔσχον, ἔσχηκα, ἔσχημαι, -.
ἔβλεπον: Indicativo Imperfetto Attivo, 1ª persona singolare di βλέπω (vedere). Tradurremo con imperfetto: "vedevo".
Paradigma: βλέπω, βλέψω, ἔβλεψα, -, -, ἐβλέφθην.
ἔφη: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona singolare di φημί (dire). Tradurremo con imperfetto: "diceva".
Paradigma: φημί, φήσω, ἔφησα, -, -, -.
ἰδεῖν: Infinito Aoristo Attivo di ὁράω (vedere).
Paradigma: ὁράω, ὄψομαι, εἶδον, ἑώρακα / ὄπωπα, ἑώραμαι / ὦμμαι, ὤφθην.
δύναμαι: Indicativo Presente Medio/Passivo, 1ª persona singolare di δύναμαι (potere).
Paradigma: δύναμαι, δυνήσομαι, -, δεδύνημαι, ἐδυνήθην / ἠδυνήθην.
λανθάνουσι: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale di λανθάνω (sfuggire all'attenzione; con participio: agire di nascosto, senza rendersi conto).
Paradigma: λανθάνω, λήσω, ἔλαθον, λέληθα, -, -.
ἐπισπώμενοι: Participio Presente Medio/Passivo, nominativo maschile plurale di ἐπισπάομαι (attirare su di sé).
Paradigma: ἐπισπάομαι, ἐπισπάσομαι, ἐπεσπασάμην, -, ἐπέσπασμαι, ἐπεσπάσθην.
B. NOMI (Sostantivi propri e comuni):
Γυνή: Nominativo femminile singolare. Nom: γυνή, Gen: γυναικός.
πρεσβύτις: Nominativo femminile singolare. Nom: πρεσβῦτις, πρεσβύτιδος (anziana).
ὀφθαλμοὺς: Accusativo maschile plurale. Nom: ὀφθαλμός, Gen: ὀφθαλμοῦ.
ἰατρὸν: Accusativo maschile singolare. Nom: ἰατρός, Gen: ἰατροῦ.
μισθῷ: Dativo maschile singolare. Nom: μισθός, Gen: μισθοῦ (salario, compenso).
μισθόν: Accusativo maschile singolare. Nom: μισθός, Gen: μισθοῦ.
σκευῶν: Genitivo neutro plurale. Nom: σκεῦος, Gen: σκεύους (oggetto, suppellettile).
ἡμέραν: Accusativo femminile singolare. Nom: ἡμέρα, Gen: ἡμέρας.
ἀρχοντας: Accusativo maschile plurale. Nom: ἄρχων, Gen: ἄρχοντος (magistrato, arconte).
νόσου: Genitivo femminile singolare. Nom: νόσος, Gen: νόσου.
οἰκίας: Genitivo femminile singolare. Nom: οἰκία, Gen: οἰκίας (casa).
ἄνθρωποι: Nominativo maschile plurale. Nom: ἄνθρωπος, Gen: ἀνθρώπου.
πλεονεξίαν: Accusativo femminile singolare. Nom: πλεονεξία, Gen: πλεονεξίας (avidità).
ἔλεγχον: Accusativo maschile singolare. Nom: ἔλεγχος, Gen: ἐλέγχου (rimprovero, accusa, condanna).
C. AGGETTIVI:
ὡμολογημένον: Participio Perfetto Passivo (aggettivato), accusativo maschile singolare di ὁμολογέω (promettere, concordare; al passivo: concordato, promesso).
πάντα: Accusativo neutro plurale. Nom: πᾶς, πᾶσα, πᾶν.
ἑκάστη: Dativo femminile singolare. Nom: ἕκαστος, ἑκάστη, ἕκαστον (ogni, ciascuno).
χεῖρον: Avverbio comparativo ("peggio").
οὐδὲν: Pronome/aggettivo indefinito ("niente", "nulla").
πονῆροι: Nominativo maschile plurale. Nom: πονηρός, πονηρά, πονηρόν (malvagi).
D. PRONOMI:
τοὺς: Articolo determinativo accusativo maschile plurale.
αὐτὴν: Personale, 3ª persona, accusativo singolare. (Compare due volte)
ὁ: Articolo determinativo nominativo maschile singolare.
ἐκείνης: Dimostrativo, genitivo femminile singolare ("di quella").
πάντα: Accusativo neutro plurale.
κακείνη: Congiunzione καί pronome dimostrativo ἐκείνη (e quella).
τὸν: Articolo determinativo accusativo maschile singolare. (Compare due volte)
αὐτῆς: Personale, 3ª persona, genitivo singolare ("sua").
μου: Personale, 1ª persona, genitivo singolare ("mia").
νῦν: Avverbio temporale ("ora"). (Compare due volte)
τῆς: Articolo determinativo genitivo femminile singolare. (Compare due volte)
τὰς: Articolo determinativo accusativo femminile plurale.
τὰ: Articolo determinativo accusativo neutro plurale.
οἱ: Articolo determinativo nominativo maschile plurale.
E. PARTICELLE/AVVERBI/PREPOSIZIONI/CONGIUNZIONI:
ἐπὶ: Preposizione con dativo (con), con accusativo (verso).
δὲ: Congiunzione postpositiva (e, ma, poi). (Compare quattro volte)
ὁπότε: Congiunzione temporale (quando, ogni volta che).
καθ': Preposizione con accusativo (κατὰ ἑκάστην).
Ἐπεὶ δὲ: Congiunzione temporale ("e dopo che").
καί: Congiunzione copulativa (e, anche).
Μὴ: Particella di negazione (con participi/infiniti).
δ': Congiunzione postpositiva (δὲ apostrofato).
ἐπὶ: Preposizione con accusativo (davanti a).
μὲν... δὲ: Congiunzioni correlative (da una parte... dall'altra).
ἐὰν: Congiunzione condizionale (se, qualora).
ἢ: Congiunzione avversativa (o, che, di).
πρότερον: Avverbio temporale (prima).
Τότε μὲν γὰρ: Locuzione (infatti allora).
διὰ: Preposizione con accusativo (a causa di).
καθ᾿: Preposizione con genitivo
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
ZEUS E LA TARTARUGA versione greco Esopo
Da vari libri
Ζεὺς γαμῶν τὰ ζῷα πάντα εἱστία. μόνης δὲ χελώνης ὑστερησάσης διαπορῶν τὴν αἰτίαν τῇ ὑστεραίᾳ ἐπυνθάνετο αὐτῆς, διὰ τί μόνη ἐπὶ τὸ δεῖπνον οὐκ ἦλθε. τῆς δὲ εἰπούσης· οἶκος φίλος, οἶκος ἄριστος, ἀγανακτήσας κατ' αὐτῆς παρεσκεύασεν αὐτὴν τὸν οἶκον αὐτὸν βαστάζουσαν περιφέρειν. οὕτω πολλοὶ τῶν ἀνθρώπων αἱροῦνται μᾶλλον λιτῶς οἰκεῖν ἢ παρ' ἄλλοις πολυτελῶς διαιτᾶσθαι.
Zeus celebrando le nozze aveva a banchetto tutti gli animali. E poiché la sola tartaruga aveva ritardato, ignorando il motivo il giorno dopo le chiese perché lei sola non era venuta al pranzo. E siccome lei disse: Casa cara, casa ottima, sdegnatosi con lei fece in modo che lei si porti in giro la casa stessa sostenendola sulla schiena. Così molti tra gli uomini preferiscono abitare in modo sobrio che vivere in modo dispendioso a casa di altri.
Zeus e la tartaruga versione greco dal libro EULOGOS
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
IL CARBONAIO E IL TESSITORE VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Ellenisti - pag. 72 n. 1
Ἀνθρακευς επι τινος οικιας κατοικων, ως εθεασατο κναφεα, παρεκαλει αυτον εν τω αμα κατοικησαι αμφοτερους. Και ό κναφευς υπολαβων εφη· "Αλλ' εγωγε παντελως πραξαι τουτο ου δυναμαι". Του δε πυνθανομενου, δι ' ην αιτιαν εφη·"Φοβουμαι, μηπως, α εγω λευκαινω, συ ασβολωνης ταυτα". Ὁ μυθος δηλοι, οτι παν το ανομοιον ακοινωνητον ἐστιν. , συ ασβολωνης ταυτα". Ὁ μυθος δηλοι, οτι παν το ανομοιον ακοινωνητον ἐστιν.
Traduzione numero 1
Un carbonaio che lavorava in una casa, quando vide un lavandaio, lo invitava a diventare suo coabitante. E il lavandaio di rimando disse: "Ma io non posso fare assolutamente questo. Quando chiese per quale ragione, egli disse: temo che le cose che io sbianco, tu (le) annerisci". La favola dimostra che tutto ciò che è opposta non è accomunabile.
TRADUZIONE n. 2
Un carbonaio, che operava in un negozio quando vide che gli era vicino un tessitore, (andando da lui) lo pregò di diventare suo convivente. Il tessitore di rimando disse: "Per me, tutto ciò non è possibile, tu di sicuro sporchrai tutto ciò che io tesso. " La storia ci mostra che non ogni cosa opposta può convivere.
traduzione n. 3
un carbonaio che abitava in una casa, quando vide un lavandaio, lo invitò ad andare ad abitare tutti e due insieme (con lui). E poi il lavandaio di rimando disse: " ma io assolutamente non posso farlo". E quello chiedendo per quale motivo dice: "temo che tu sporchi quelle cose che io imbianco". Il detto dice che tutte le cose differenti non sono compatibili.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
IL CONTADINO E LA FORTUNA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Mythos - pag. 352 n. 27
Γεωργος τις εν τω αγρω σκαπτων χρυσιον ευρεν. Κάθεκαστην ημεραν ουν τη Γη θυσιας και στεφανους παρειχεν, ως αυτον ευεργετησαση. Τω δε η Τυχη απεφηνατο και ειπεν: "Ω φιλε, τι τη Γη χαριν εχεις δια τα δωρα οπερ εγω σοι εχαριστα πλουτισαι σε βουλομενη: ει γαρ ο καιρος μεταβαλοι και προς ετερας χἑιρας τουτο σοι το χρυσιον ελθοις τηνικαυτα εμε την Τυχην μεμψαιο αν " Ο μυθος δελοι οτι χρη ευεργετην επιγιγνωσχειν και τουτο χαριν εχειν.
TRADUZIONE n. 1 - mythos
Un contadino scavando nel campo trovò dell'oro. Per ciascun giorno poi offre alla Terra delle corone, ritendendo benefattrice la Terra. Il Fato si dirige verso l’ uomo e dice: ” O amico, perché consegni i miei doni alla Terra?Se infatti il tempo propizio muta la rotta e l’oro giunge presso l’ altro contadino, sei pronto a rimporverare il fato. La favola insegna che è necessario riconoscere il benefattore e a costui dare in cambio riconoscenze.
Traduzione n. 2
Un tal contadino zappando nel campo trovò dell'oro. Per ciascun giorno dunque sacrifici e corone offriva alla Terra, poiché gli era stata benefattrice. Ma gli apparve la Fortuna e disse: "O caro, perché sei grato alla Terra per i doni che io ti ho regalato, volendo che tu diventassi ricco? Se infatti l'occasione fosse stata diversa e l'oro finito presso altre mani, allora avresti rimproverato me, la Fortuna". La favola mostra che bisogna conoscere il benefattore e a lui essere grati.
Traduzione numero 3 dal libro Metis
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco di ESOPO
- Visite: 6
Il toro e le capre selvatiche versione greco Esopo
Ταῦρος διωκόμενος ὑπὸ λέοντος κατέφυγεν εἴς τι σπήλαιον, ἐν ᾧ ἦσαν αἴγες ἄγριαι. Τυπτόμενος δὲ ὑπ’αὐτῶν και κερατιζόμενος ἔφη· «Ἀλλ’ οὐχ ὑμᾶς φοβούμενος ἀνέχομαι, τὸν δὲ πρὸ στομίου ἑστῶτα λέοντα. » Οὕτω πολλοὶ διὰ φόβον τῶν κρειττόνων καὶ τὰς ἐκ τῶν ἡττόνων ὕβρεις ὑπομένουσιν.
Un toro, inseguito da un leone, si rifugiò in una caverna, dove c'erano delle capre selvatiche che lo picchiarono e presero a cornate. E lui: " se mi ci rassegno, non è perché abbia paura di voi, ma è per colui che sta fermo all'entrata della caverna ". Così molti, per paura dei più forti, tollerano anche gli oltraggi dei più deboli.
TRADUZIONE dal libro Mythos
Un toro, essendo inseguito da un leone, fugge in una grotta: là c'erano capre selvatiche. Essendo colpito mediante le corna dalle capre, il toro diceva: "Non temendo voi ma ciò che è fuori la grotta, aspetto i (vostri) colpi".