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LA SCIMMIA CHE IMITAVA I PESCATORI
Versione greco Esopo Traduzione libro Anthropoi
una scimmia seduta su un alto albero, quando vide dei pescatori su un fiume gettare una rete da pesca, spiava ciò che era fatto da loro. e dunque quelli avendo lasciata la rete da pesca, essendo andati un pò indietro per mangiare scesa dall'albero, provava ad imitarli; infatti dicono che questo animale sia imitatore. avendo afferrate le reti e essendo catturata corse il pericolo di soffocare. e lei disse a se stessa: "ma io almeno soffro ciò che è giusto; perché infatti non sapendo pescare ho tentato ciò?". il racconto mostra che il tentativo di quelli che non sono adatti non solo è inutile ma anche nocivo.
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LA PULCE E L'ATLETA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un giorno una pulce si posò con un salto sulla parte anteriore del piede di un atleta che era malato e, subito, gli dette un morso. Si irritò allora l'atleta e, preparate le unghie, era pronto a schiacciare la pulce. Ma quella, balzata ancora in alto per istinto naturale, fuggì sottraendosi alla morte. L'atleta allora sospirando disse: " Oh Eracle, se è così che tu mi aiuti contro una pulce, come sarai mio compagno di lotta contro i miei avversari?". La favola dunque insegna anche a noi che non dobbiamo, per cose minime e di nessuna importanza, invocare subito gli dei, ma farlo solo in caso di necessità abbastanza grandi.
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IL RE TRAVICELLO Versione greco Esopo
Traduzione libro greco nuova edizione e da greco terza edizione

Le rane, poiché erano addolorate per la mancanza di governo, inviavano gli ambasciatori presso Zeus per chiedere di dare loro un re. Egli, conoscendo l'ingenuità delle rane, lanciava un legno (una trave) verso lo stagno. Le rane, poiché dapprima sono stordite dal rumore, si immergono nel profondo stagno. In seguito, poiché il legno era immobile, dopo che emergevano, giungevano al disprezzo del nuovo re e salivano sopra al legno. Poichè mal sopportavano di avere un re pigro, giunsero di nuovo presso Zeus e pregavano il padre degli dei di cambiargli il sovrano. Dicevano infatti che il primo era troppo pigro. Dunque Zeus, adirato, mandava una serpe verso le rane affinché le rane, essendo catturate dalla serpe, fossero mangiate. Il discorso dimostra che è giusto, da una parte, avere sovrano pigri e non malvagi, e dall'altra è male averli malvagi e perturbanti.
TRADUZIONE da altro libro
Le rane addolorate per l'anarchia mandavano degli ambasciatori a Zeus chidendogli di dare a loro un re. Questi conoscendo l'ingenuità delle rane, getta nello stagno un travicello. All'inizio le rane, spaventate dal rumore si immersero nello stagno profondo. Dopo poiché il travicello era immobile emergendo andavano con disprezzo dal nuovo re e salivano sopra al travicello. Sdegnandosi di avere un re pigro, si recavano nuovamente presso Zeus e pregavano il padre degli Dei di cambiare a loro il re. Dicevano infatti che era troppo pigro.
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IL LUPO E L'ASINO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti e Antropon odoi
TRADUZIONE
TRADUZIONE DAL LIBRO ELLENISTI
Un lupo eletto capobranco dagli altri lupi mettendosi davanti a quelli decretò per tutti una legge, affinché, quando uno di quelli fosse andato a caccia, portasse al centro qualsiasi cosa e la dividesse con tutti. Dunque l'asino avendo sentito le parole (lett. le cose) di quello scosse la criniera e ridendo diceva queste cose: "Hai detto giustamente, o comandante dei lupi, ma in che modo tu ieri hai avuto nella tana una preda che tenevi come tuo nutrimento nascosto? Porta questa affinché tu la divida con tutti". Questo spaventatosi abolì le leggi. La favola dimostra che quelli che sembrano stabilire le leggi nelle quali non rimangono fedeli.
TRADUZIONE DAL LIBRO ANTROPON ODOI
un asino, mentre pascolava in un prato, quando vide che un lupo si dirigeva verso di lui, faceva finta di zoppicare. Poiché quello gli si avvicinò e gli domandò il motivo per cui zoppicava (l' asino) diceva che, mentre oltrepassava una siepe, aveva calpestato una spina; e lo consigliava in primo luogo di estrarre la spina, poi allora di cibarsi di lui per non essere trafitto mentre mangiava. Mentre quello, essendo persuaso e avendo sollevato il piede di lui, rivolgeva tutta la mente allo zoccolo, l' asino con un calcio sulla bocca gli fece saltare via i denti. e quello ridotto male diceva: "Io però ho patito giustamente; perché infatti, avendomi mio padre insegnato il mestiere di macellaio, io ho intrapreso la professione medica?". Così anche tra gli uomini quelli che tentano imprese non convenienti per nulla, naturalmente hanno cattiva sorte.
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IL MARITO E LA MOGLIE BISBETICA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un tale avendo una moglie molto bisbetica per abitudine verso tutti i domestici, voleva sapere se anche nella famiglia paterna si comportava allo stesso modo; la mandò con un valido motivo dal padre. Tornando indietro dopo pochi giorni le chiese come i genitori la avessero accolta. Rispondendo lei: "I bovari e i pecorai non mi potevano vedere. " Lui le disse: "O moglie mia, se ti sei fatta odiare da quelli che portano fuori il gregge all'alba e rientrano dopo molto tempo, che cosa bisogna aspettarsi da quelli con cui trascorrevi l'intera giornata?" Così spesso dalle cosa piccole vengono a conoscenza le cose grandi e dalle cose chiare vengono a conoscenza le cose celate"