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UN PATTO NON RISPETTATO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca 2 - pag. 16 n. 133
Inizio: Κύων προ επαυλεως τινος εκαθευδε. λυκου δ' επιτρεχοντος και...
Fine: ταυτα εις υστερον φυλαξονται
TRADUZIONE
Un cane dormiva davanti all'aia. Gli balza addosso un lupo e sta per farne un boccone, ma quello comincia a pregarlo di non ucciderlo. Ora, dice, son magro e tutt'ossa; ma se aspetti un po, in casa dei miei padroni ci saranno delle nozze. Allora io mangerò abbondantemente, diventerò grasso e sarò un pasto più soddisfacente per te. Il lupo ci credette e se ne andò. Tornando dopo un po di giorni, trovò il cane che dormiva in alto nella casa. Si fermò e cominciò a chiamarlo dal basso, ricordandogli i loro patti. E il cane: Caro lupo, non aspettarle più, le nozze, se mai ti capita di trovarmi ancora addormentato davanti all'aia.
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LA ZANZARA IL LEONE E IL RAGNO VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Anthropoi e da altro libro TRADUZIONE anthropoi
Una zanzara andò dal leone e gli disse: “Io non ti temo e tu non sei affatto più forte di me. Non credi a ciò che ti dico? In che cosa consiste la tua forza? Graffiare con le unghie e mordere con i denti? Ma questo lo fa qualsiasi donna quando litiga col marito. Io sono molto più forte di te. Combattiamo, se vuoi”. E dato fiato alla tromba, la zanzara gli si gettò contro, punzecchiandolo intorno alle narici, in quella parte dove il muso non è protetto dai peluria. Il leone con i suoi artigli non faceva che graffiare se stesso, finché rinunciò al combattimento. Rimasta così vincitrice del leone, la zanzara suonò la tromba, cantò l’epinico e poi prese il volo. Ma andò a sbattere nella ragnatela di un ragno. E mentre questo se la succhiava, essa si lamentava, essa che, dopo aver mosso guerra ai più potenti, perì ora, per opera di un ragno, il più vile degli insetti.
TRADUZIONE alternativa
Una zanzara giungendo disse ad un leone: "non ti temo, né sei più forte di me. Infatti ti gratti con gli artigli e mordi con i denti; lo fa anche una donna litigando con il marito. Io sono molto più forte di te. Se vuoi, possiamo anche andare in battaglia. " e la zanzara suonando la tromba si slanciò, mordendo il volto senza pelo di lui attorno alle narici. E il leone si graffiò con i proprio artigli e rinunciò allo scopo. La zanzara vinto il leone, dopo aver suonato e cantato l'epinicio, volò via, ma su impigliò alla tela di un ragno e fu mangiata mentre si lamentava. Così la zanzara fece guerra contro i più grandi, ma perì a causa di un semplice animale, il ragno.
TRADUZIONE DA ALTRO LIBRO
Una zanzara andò dal leone e gli disse: “Io non ti temo e tu non sei affatto più forte di me. Non ci credi? In che cosa consiste la tua forza? Graffiare con le unghie e mordere coi denti? Ma questo lo fa qualsiasi donnetta quando litiga col marito. Io sì che sono molto più forte di te. Scendiamo pure in campo, se vuoi”. E dato fiato alla tromba, la zanzara gli si gettò contro, punzecchiandolo intorno alle narici, in quella parte dove il muso non è protetto dai peli. Il leone con i suoi artigli non faceva che graffiare se stesso, finché rinunciò al combattimento. Risultata così vincitrice del leone, la zanzara sonò la tromba, cantò l’epinicio e poi prese il volo. Ma andò a sbattere nella tela di un ragno. E mentre questo se la succhiava, essa faceva lamento, essa che, dopo aver mosso guerra ai più potenti, periva ora per opera di un ragno, il più vile degli insetti.
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LA CORNACCHIA E IL CORVO
Versione greco Esopo traduzione libro Greco nuova edizione
inizio: Κορωνη φθονησασα κορακι fine: και γελωτα οφλισκανουσιν
TRADUZIONE
La cornacchia, gelosa del corvo, il quale dà auspici agli uomini, prevede il futuro ed è perciò da essi invocato come testimone, si mise in testa di fare altrettanto. Vedendo passare dei viandanti, volò su un albero e messosi là, cominciò a gracchiare con tutta forza. Al suono della sua voce, quelli si volsero spaventati, ma uno disse subito: “Nulla, nulla amici, andiamo pure avanti. E’ soltanto una cornacchia, e le sue grida non significano nulla”. Così anche tra gli uomini, chi si mette a gareggiare coi più potenti di lui non solo non riesce ad uguagliarli, ma si guadagna anche gli insulti.
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Τέττιξ ἀκριβὴς ποτέ, ὑπὸ τῶν ποιμένων θηρευομένη, οὕτως δακρύουσα ἔλεγε «Τίπτε, ποιμένες, ὁμῇ ἄγρᾳ ἔλεγε ἀπὸ τῶν δροσερών κλάδων τὴν ἀθλὴν τέττιγα, τὴν τῶν Νυμφῶν ἀηδόνα, ᾄδουσαν ἡδέως τῇ λιγυρῇ φωνῇ ἐν ὄρεσι καὶ ἐν πατραῖς νάπαις, τοῦ θέρους, Ἰδού κίχλαι καί κόσσυφοι, ἄρπαγες τῆς εὐπορίας τῆς ἀφούρας καὶ τῶν πόνων τῶν ἀκαμάντων γεωργών τοὺς τῶν καρπῶν λυμαντῆρας ἀφανίζειν θέμις ἐσὺν ἐκείνους ἀποκτενετε. ᾿Αλλὰ τῶν φύλλων καὶ τῆς ψυχρᾶς δρόσου τίς ἠθόνος ἐστίνα».
Una volta una cicala diligente, poiché era cacciata dai pastori, così diceva piangendo: " Perché mai, o pastori, con una caccia crudele attirate dai rami rugiadosi una misera cicala, usignolo delle ninfe, che canta dolcemente con voce armoniosa nelle montagne e nelle valli ombrose d' estate? Ecco i tardi e i meli, rapaci dell' abbondanza della terra e dei lavori dei contadini infaticabili, è lecito uccidere i corruttori dei profitti, quelli condannate. Ma delle foglie e delle gelide rugiade, quale rovina c'è?
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L'AIRONE BEFFATO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione - pag. 32 n. 10
Λύκος καταπιὼν ὀστοῦν περιῄει ζητῶν τὸν ἰασόμενον. περιτυχὼν δὲ ἐρωδιῷ τοῦτον παρεκάλει ἐπὶ μισθῷ τὸ ὀστοῦν ἐξελεῖν. κἀκεῖνος καθεὶς τὴν ἑαυτοῦ κεφαλὴν εἰς τὸν φάρυγγα αὐτοῦ τὸ ὀστοῦν ἐξέσπασε καὶ τὸν ὡμολογημένον μισθὸν ἀπῄτει. ὁ δὲ ὑποτυχὼν εἶπεν· ὦ οὗτος, οὐκ ἀγαπᾷς ἐκ λύκου στόματος σῴαν τὴν κεφαλὴν ἐξενεγκών, ἀλλὰ καὶ μισθὸν ἀπαιτεῖς; ὁ λόγος δηλοῖ, ὅτι μεγίστη παρὰ τοῖς πονηροῖς εὐεργεσίας ἀμοιβὴ τὸ μὴ προσαδικεῖσθαι ὑπ' αὐτῶν
TRADUZIONE
Un lupo, avendo inghiottito un osso, andava in giro cercando colui che lo avrebbe curato. Ed essendosi imbattuto in un airone lo pregò di estrargli l'osso dietro compenso. E quello avendo spinto la propria testa nella gola di lui estrasse l'osso e chiese il compenso concordato. Ma quello rispondendo disse: "Ehi tu, non ti accontenti di riportare sana la testa fuori dalla bocca di un lupo, ma addirittura chiedi un compenso?" La favola dimostra che (è) un grandissimo compensodi un beneficio da parte dei malvagi il (fatto di) non subire anche dei torti da loro