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LA MOSCA E LA LEONESSA
Versione greco Esopo Traduzione libro Metis - pag. 36
e da altro libro
In un bosco la leonessa dopo la caccia dorme all'ombra di un luogo selvoso, la mosca si avvicina e ammira la forza della leonessa e la teme. Poi a causa dell'immobilità della leonessa la mosca osa e si posa sulla testa della leonessa e dice con vanteria : "Le mosche regnano sulle leonesse e governano la Terra". Il grido della mosca sveglia la leonessa e la mosca fugge. La leonessa vede la fuga della mosca, scuote la testa e dice : "La regina della terra già fugge".
Altro libro
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FACILI PROMESSE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro I greci: la lingua e la cultura
TRADUZIONE
Un uomo povero essendo malato e trovandosi maldisposto, dopo che fu privato di ogni speranza dai medici, pregava gli dèi promettendo di fare un sacrificio e di dedicare un ornamento, se si fosse rialzato dal letto. Così la donna essendo informata: "E come darai queste cose?" diceva: "Infatti credi che mi allontanerò affinché gli dèi mi chiedano anche queste cose (ciò)?". La favola insegna che gli uomini promettono facilmente quelle cose che non pensano di portare a compimento con il lavoro.
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I DUE NAUFRAGHI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Due tali, che navigavano sulla stessa nave entrambe, essendo posti una verso la prua, uno verso la poppa, stavano seduti. poiché una tempesta si stava abbattendo, colui che era a prua chiese al pilota quale delle due parti della nave si sarebbe sommersa per prima. il pilota rispose "la prora" "ma almeno per me la morte sarà meno dura, disse, se sto per verede il mio nemico che muore prima di me, il racconto dimostra che la maggior parte degli uomini non si curano affatto della propria rovina, se soltanto possono vedere danneggiatti i nemici prima di loro.
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I DUE VIAGGIATORI E L'ORSO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Due amici percorrevano la stessa strada essendosi mostrata agli stessi un orsa, uno dei due che precedeva sali' su un albero e vi si nascose, l'altro essendo sul punto di essere raggiunto, essendo caduto al suolo si fingeva morto. quando il muso dell'orsa si avvicinò a lui e fiutava intorno, tratteneva i respiri: infatti sembrando morto non veniva attaccato dall' animale. allontanandosi, essendo sceso quello dall'albero, chiedeva a quello che cosa l'orsa gli avesse detto nell'orecchio. quello rispose: "in futuro non viaggiare insieme a quegli amici che nel pericolo ti abbandonano. " La storia narra che le disgrazie mettono alla prova i fedeli fra gli amici
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I MENAGIRTI VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Anthropoi
Μηναγύρται ὄνον ἔχοντες τούτῳ εἰώθεσαν τὰ σκεύη ἐπιτιθέντες ὁδοιπορεῖν. Καὶ δή ποτε ἀποθανόντος αὐτοῦ ἀπὸ κόπου, ἐκδείραντες αὐτόν, ἐκ τοῦ δέρματος τύμπανα κατεσκεύασαν καὶ τούτοις ἔχρωντο. Ἑτέρων δὲ αὐτοῖς μηναγυρτῶν ἀπαντησάντων καὶ πυνθανομένων αὐτῶν ποῦ εἴη ὁ ὄνος, ἔφασαν τεθνηκέναι μὲν αὐτόν, πληγὰς δὲ τοσαύτας λαμβάνειν ὅσας ποτὲ οὐδὲ ζῶν ὑπέμεινεν. Οὕτω καὶ τῶν οἰκετῶν ἕνιοι, καίπερ τῆς δουλείας ἀφειμένοι, τῶν δουλικῶν ἀρχῶν οὐκ ἀπαλλάττονται.
Avendo i menagirti un asino, erano soliti viaggiare caricandolo con bagagli. Un giorno morendo questo (l'asino) per la fatica, lo scuoiavano e con la pelle fabbricavano dei tamburi e si servivano di questi. Allorchè una volta avvicinandosi altri menagirti domandavano a quelli dove fosse l'asino e quelli rispondevano: "Il misero non vive più, riceve percosse tanto forti che non tollerava neppure in vita". Così anche alcuni dei servi, sebbene liberatisi dalla schiavitù, non si liberano delle fatiche servili.