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NON BISOGNA PROMETTERE L'IMPOSSIBILE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro La lingua greca - pagina 294 numero CXLV
Ἀνὴρ πένης νοσῶν καὶ κακῶς διακείμενος, ἐπειδὴ ὑπὸ ἰατρῶν ἀπηλπίσθη, τοῖς θεοῖς ηὔχετο ἑκατόμβην ποιήσειν ἐπαγγελλόμενος καὶ ἀναθήματα καθιερώσειν, ἐὰν ἐξαναστῇ. Τῆς δὲ γυναικὸς πυνθανομένης· 'Καὶ πόθεν αὐτὰ ἀποδώσεις; ', ἔφη· 'Νομίζεις γάρ με ἐξαναστήσεσθαι, ἵνα καὶ ταῦτά με οἱ θεοὶ ἀπαιτήσωσιν; ' Ὁ λόγος δηλοῖ ὅτι ταῦτα ῥᾴδιον οἱ ἄνθρωποι κατεπαγγέλλονται, ἅ τελέσειν ἔργῳ οὐ προσδοκῶσιν.
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IL LUPO FERITO E LA PECORA
Versione greco Esopo Traduzione libro
Alfabeta grammata 2 numero 7 pagina 88
Λυκος υπο δακνεται και κακως διακειται μη δυναμενος τροφην εαυτω περιποιεσθαι και δη ορων προβατον, τουτου δειται ποτον αυτω κομιζειν εκ του παραρρεοντος ποταμου Εαν γαρ συ μοι ποτον ποριζης, εγω την τροφην εμαυτω ευρησω. Το δε υποκρινεται Εαν ποτον σοι παρεχω εγω, συ και τροφη μοι χρηση. Προς ανδρα κακουργον δι υποκρισεως εωεδρευοντα ο λογος ευκαιρος
Traduzione n. 1 - Alfa beta grammata
Un lupo viene ferito da dei cani e si trova in cattive condizioni, non potendo procurarsi il cibo e vedendo una pecora la prega di portargli da bere dal fiume che scorre lì accanto. «Se tu mi porti da bere, io troverò il cibo per me». Quella risponde: « Qualora io ti porti l'acqua, tu userai anche me come cibo». La favola è adatta ad un uomo malvagio che tende insidie con la simulazione.
Traduzione n. 2 (altra proposta di traduzione)
Il lupo dopo che era stato morso dai cani e aveva subito malamente, si gettava a terra non riuscendo a procurare il pasto per se stesso. Allora guardando la pecora cercava di prendere la sua acqua per se stesso dal fiume che scorreva vicino. Disse ''- Se infatti tu mi offrirai da bere, io troverò il cibo per me stesso''. Dopo rispondendo diceva: ''Se io ti darò l'acqua, tu mi userai come cibo''. La storia è utile per l'uomo che fa inganni e molestie attraverso la bugia
TRADUZIONE dal libro METIS
Un lupo morso da cani e stando male gettava il cibo a terra non potendo conservarselo. E quindi vedendo una pecora, pregava questa di portargli dell'acqua dal fiume vicino. "Se infatti tu mi darai dell'acqua -diceva- io troverò il cibo per me stesso". Quella rispondeva: "se io ti darò dell'acqua, tu poi ti servirai di me come cibo". La favola è adatta ad un malvagio che tende ipocritamente insidie.
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Le rane vicine di casa
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro I greci la lingua e la cultura 2
TRADUZIONE
Due rane erano vicine tra loro. Abitavano una in uno stagno profondo e lontano dalla strada, l'altra sulla strada stando in una piccola pozzanghera. E inoltre quella nello stagno esortava l'altra a trasferirsi da lei, per godere di una migliore e più sicura vita, e quella non veniva persuasa dicendo che era difficile staccarsi dalla dimora abituale, finché accadde che, non vedendola, un carro la schiacciò. In questo modo, anche tra gli uomini, coloro che sono attaccati alle sciocche abitudini vanno in rovina, piuttosto che cambiare in meglio.
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Calvo per amore VERSIONE DI GRECO di Esopo
Un uomo brizzolato aveva due amanti: una era più giovane dell'uomo, l'altra più vecchia. Quella più vecchia che vergognandosi di stare con uno più giovane, ogni volta che lui giungeva da lei, continuava a strappargli i capelli neri. Quella più giovane nascondendo di avere un amante vecchio, gli toglieva quelli bianchi. Così successe che l'uomo, tormentato da entrambe, divenne calvo
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IL CONTADINO E IL MARE
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
un contadino vedendo una nave in mare che si agitava e che veniva spinta a fondo si precipitò verso il mare piangendo. allora la nave gli disse ad alta voce queste cose perché o uomo mi biasimi senza ragione? non sono io infatti cause di pericoli ma i venti che mi agitano.
TRADUZIONE DA ALTRO LIBRO
Vedendo una nave piena di marinai sballottata dalle onde sul mare, un contadino gridò "Mare ingannevole, crudele e senza pietà! Sembri cosí invitante e poi distruggi tutti quelli che si avventurano alla larga su te. " Il mare udí e, assunta la voce di una donna, rispose "Perché rimproveri me, signore? Non sono stato io a causare la tempesta, ma i venti. Quando mi cadono addosso, non mi danno pace; ma se ti metti a veleggiare su di me quando non ci sono, vedrai che sono piú trattabile e maneggevole perfino della tua stessa Madre Terra. "