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Οί λύκοι προς τά πρόβατα τι δέ ημϊν άσπονδος αεί χαϊ ακήρυκτος πόλεμος αίτιοι δέ οί κάκιστα άπο λούμενοι κύνες οϊ προσιόντας δέ ημάς νλαχτονσιν ουδέν δέ ήδιχηχότας σνγχρυύυυσιν άλλ εί τούτους εχ ποδών καταστήσετε σπονδαϊ ένθένδε χαϊ διαλλα γαϊ καταστήσονται ε ιπον είς άπάτην Τά δέ ραδίως νπήγετο χαϊ οι μεν κύνες ελήλαντο αυτά δέ έρημα φυλακής διεφθείρετο Εχθροΐς πεῖαρχών ύποστήση τον κίνδυνον
Pecore e lupi infidi Esopo versione greco ellenisti volume 2, pagina 31 numero 7
I lupi alle pecore: «Perché contro noi c’è sempre una guerra implacabile e senza tregua? I cani che (ci) distruggono malamente sono la causa, essi abbaiano contro noi che ci avviciniamo, non facendo alcun male sono in opposizione. Ma se li farete stare lontani da questo momento si stabilirebbero tregue e riconciliazioni. Dicono contro l’inganno: queste le provoca facilmente. E mentre i cani furono allontanati, le pecore, invece, abbandonate dalla custodia venivano uccise. Quando ubbidisci ai nemici affronterai il pericolo.
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ποιμὴν εὑρὼν λυκιδεῖς τούτους μετὰ πολλῆς ἐπιμελείας ἔτρεφεν οἰόμενος, ὅτι τελειωθέντες οὐ μόνον τὰ ἑαυτοῦ πρόβατα τηρήσουσιν, ἀλλὰ καὶ τὰ ἑτέρων ἁρπάζοντες αὐτῷ οἴσουσιν. οἱ δὲ ὡς τάχιστα ηὐξήθησαν, ἀδείας τυχόντες πρῶτον αὐτοῦ τὴν ποίμνην διέφθειραν. καὶ ὃς ἀναστενάξας εἶπεν· ἀλλ' ἔγωγε δίκαια πέπονθα. τί γὰρ τούτους νηπίους ὄντας ἔσῳζον, οὓς ἔδει καὶ ηὐξημένους ἀναιρεῖν; Οι μυθοϛ δηλοι οτι οἱ τοὺς πονηροὺς πονηρους διασωζοντεϛ ρωννυασι αυτους πρωτον καθ' εαυτων
Traduzione
Un pastore, avendo trovato (poichè trovò) dei lupicini, li allevava con molte attenzioni sperando che, una volta adulti, non solo loro avrebbero potuto custodire ( proteggere) le sue pecore, ma anche rapendone altre, le avrebbero portate a lui. Ma quelli, non appena crescevano e si sentivano sicuri divoravano il suo gregge. E questi piangendo diceva: " La colpa è mia! Perchè mai, conservavo in vita questi piccoli dei quali bisognava occuparsi?" L favola dimostra che i difensori dei deboli rafforzano quelli invece di se stessi. .
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Ξύλινόν τις Ἑρμῆν κατασκευάζει καὶ προσφέρει εἰς ἀγορὰν καὶ πωλεῖ· μηδενὸς δὲ θνητοῦ προσιόντος, ἐκκαλεῖν τινας βουλόμενος, βοᾷ ὡς ἀγαθοποιὸν δαίμονα καὶ κέρδους δωρητικὸν πιπράσκει. Λέγοντός τινος πρὸς αὐτόν· «Ὦ οὗτος, καὶ τί τοῦτον τοιοῦτον ὄντα πωλεῖς, δέον τῶν παρ' αὐτοῦ ἀφελειῶν ἀπολαύειν;». Ὁ δὲ ἀποκρίνεται· «Ὅτι ἐγὼ μὲν ταχείας ὠφαλείας τινὸς δέομαι, αὐτὸς δὲ βραδέως τὰ κέρδη περιποιεῖν, Πρὸς ἄνδρα αἰσχροκερδῆ λόγος εὔκαιρος. (da Esopo)
Un tale scolpisce Ermes in legno e lo porta verso la piazza per venderlo (lett. e vuole vendere); poiché non si vede nessun compratore, volendo attirare qualcuno, grida che sta arrivando un dio benevolo e dispensatore di guadagni. Dicendogli un tale: "Caro, e perché vendi così tanto, se puoi trarne vantaggio?", egli risponde: "Perchè io ho bisogno di un vantaggio immediato, questo dà vantaggi passato il tempo" La storia è consona ad un uomo avido di guadagno
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Il pastore che scherzava Favola di Esopo e versione greco
Καὶ που παιδίον ποίμνια νέμον ἐφ᾿ ὑψηλοῦ τόπου ἱστάμενον πολλάκις ἀνέκραγε· Βοηθεῖτέ μοι, λύκοι. Οἱ δὲ ἀγρότεροι τρέχοντες ἐν τῇ ποίμνῃ τοῦτον ηὕρισκον μηδαμῶς ἀληθεύοντα. Τοῦτο δὲ πολλάκις τοῦ παιδὸς πραξαμένου, οἱ τοιοῦτοι συνήρχοντο καὶ ἀεὶ ψεῦδος εὑρίσκοντες ἀπήρχοντο. Μετὰ δὲ ταῦτα τοῦ λύκου προσελθόντος, ὁ παῖς ἐβόα· Ὁ λύκος, δεῦτε. Ἐπεὶ δὲ οὐδεὶς ἐπίστευεν οὐδ᾿ ἀπήρχετο βοηθῆσαι, ὁ λύκος ἀδείας λαβόμενος, εὐκόλως τὴν ποίμνην πᾶσαν διέφθειρεν. Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι τοσοῦτον οὐκ ὠφελεῖ τινα τὸ μὴ λαλεῖν τὰ ἀληθῆ ὅσον δεῖ φοβεῖσθαι μήπως ἐκ τούτου οὐδὲ τὰ ἀληθῆ λέγων εἰσακούσθῃ.
Un pastore conducendo il gregge nel villaggio continuava a comportarsi scherzosamente. Invocando infatti i paesani in aiuto, diceva che i lupi attaccavano le pecore. Due volte e tre quelli del villaggio si spaventarono, poi con risa si allontanavano, accadde che per l'ultima volta il lupo attaccò davvero. Distrutto il gregge e mentre il pastore gridava in aiuto, i paesani pensarono che lui stesse scherzando come sua abitudine e non si preoccuparono, e così accadde che lui viene privato del bestiame. Il racconto dimostra che i bugiardi quando dicono la verità non sono creduti.
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Un lupo guardava per caso una capra che stava sopra il precipizio di una grotta, poiché non poteva raggiungerla, la esortava a scendere più in basso, non si accorgeva di cadere; diceva che infatti il prato era meglio in quel luogo, poiché anche l'erba era assai fiorente. Quella gli rispose: "Ma non chiami al pascolo l'amico, perché tu stesso manchi di cibo". Così i malvagi tra gli uomini, qualora agiscano male verso quelli che sanno, diventano incapaci di inganno.
e altra da altro libro
un lupo, avendo visto una capra che pascolava presso un dirupo, poiché non poteva arrivare da lei, le consiglio di scendere più in basso, dicendole che anche vicino a lui c'erano prati ed erba più fresca. E quella a lui: "Non mi chiami per il pascolo"-disse- "ma piuttosto perché manchi di cibo". E così gli uomini cattivi, ogni qual volta siano malvagi nei confronti degli intelligenti, non traggono vantaggi dagli inganni.