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Temistocle procura finanziamenti allestire flotta
Νικοδήμου ἄρχοντος, ὡς ἐφάνη τὰ μέταλλα τὰ ἐν Μαρωνείᾳ, καὶ περιεγένετο τῇ πόλει τάλαντα ἑκατὸν ἐκ τῶν ἔργων, συμβουλευόντων τινῶν τῷ δήμῳ διανείμασθαι τὸ ἀργύριον, Θεμιστοκλῆς ἐκώλυσεν, οὐ λέγων ὅ τι χρήσεται τοῖς χρήμασιν, ἀλλὰ δανεῖσαι κελεύων τοῖς πλουσιωτάτοις Ἀθηναίων ἑκατὸν ἑκάστῳ τάλαντον, εἶτ' ἐὰν μὲν ἀρέσκῃ τὸ ἀνάλωμα, τῆς πόλεως εἶναι τὴν δαπάνην, εἰ δὲ μή, κομίσασθαι τὰ χρήματα παρὰ τῶν δανεισαμένων. λαβὼν δ' ἐπὶ τούτοις ἐναυπηγήσατο τριήρεις ἑκατόν, ἑκάστου ναυπηγουμένου τῶν ἑκατὸν μίαν, αἷς ἐναυμάχησαν ἐν Σαλαμῖνι πρὸς τοὺς βαρβάρους. ὠστρακίσθη δ' ἐν τούτοις τοῖς καιροῖς Ἀριστείδης ὁ Λυσιμάχου. τετάρτῳ δ' ἔτει κατεδέξαντο πάντας τοὺς ὠστρακισμένους ἄρχοντος Ὑψηχίδου, διὰ τὴν Ξέρξου στρατείαν· καὶ τὸ λοιπὸν ὥρισαν τοῖς ὀστρακιζομένοις, ἐντὸς Γεραιστοῦ καὶ Σκυλλαίου κατοικεῖν, ἢ ἀτίμους εἶναι καθάπαξ.
Sotto l'arcontato di Nicodemo, quando furono scoperte le miniere di Maronea e dai lavori lo stato ricavò un utile di cento talenti, alcuni consigliarono di distribuire quel denaro al popolo. Ma Temistocle si oppose: senza riferire a che cosa sarebbe servito, propose di distribuire un talento a ciascuno degli ateniesi più ricchi; poi se la spesa piacesse (fosse piaciuta), di inserirla in conto allo stato, altrimenti, di farsi rimborsare quella somma da quelli che l'avevano avuta in prestito. Ricevuto il denaro a queste condizioni, costruì centro triremi, ognuna a spese di uno dei cento cittadini; e gli ateniesi con esse combatterono a Salamina contro i barbari. In questa frangente fu ostracizzato Aristide figli di Lisimaco. Tre anni dopo, richiamarono tutto gli ostracizzati a causa della spedizione di Serse sotto l'arcontato di Ipsichide; e ordinarono agli ostracizzati di soggiornare per in futuro al di la di Geresto e di Scilleo, altrimenti avrebbero perso per sempre i diritti politici.
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L'azione riformatrice di Solone crea malcontento tra gli Ateniesi (versione greco Aristotele)
Κύριος δὲ γενόμενος τῶν πραγμάτων Σόλων τόν τε δῆμον ἠλευθέρωσε καὶ ἐν τῷ παρόντι καὶ εἰς τὸ μέλλον, κωλύσας δανείζειν ἐπὶ τοῖς σώμασιν, καὶ νόμους ἔθηκε καὶ χρεῶν ἀποκοπὰς ἐποίησε, καὶ τῶν ἰδίων καὶ τῶν δημοσίων, ἃς σεισάχθειαν καλοῦσιν, ὡς ἀποσεισάμενοι τὸ βάρος. ἐν οἷς πειρῶνταί τινες διαβάλλειν αὐτόν· συνέβη γὰρ τῷ Σόλωνι μέλλοντι ποιεῖν τὴν σεισάχθειαν προειπεῖν τισι τῶν γνωρίμων, ἔπειθ´ ὡς μὲν οἱ δημοτικοὶ λέγουσι, παραστρατηγηθῆναι διὰ τῶν φίλων, ὡς δ´ οἱ βουλόμενοι βλαςφημεῖν, καὶ αὐτὸν κοινωνεῖν. δανεισάμενοι γὰρ οὗτοι συνεπρίαντο πολλὴν χώραν, καὶ μετ´ οὐ πολὺ τῆς τῶν χρεῶν ἀποκοπῆς γενομένης ἐπλούτουν. ὅθεν φασὶ γενέσθαι τοὺς ὕστερον δοκοῦντας εἶναι παλαιοπλούτους. οὐ μὴν ἀλλὰ πιθανώτερος ὁ τῶν δημοτικῶν λόγος· οὐ γὰρ εἰκὸς ἐν μὲν τοῖς ἄλλοις οὕτω μέτριον γενέσθαι καὶ κοινόν, ὥστ´ ἐξὸν αὐτῷ τοὺς ἑτέρους ὑποποιησάμενον τυραννεῖν τῆς πόλεως, ἀμφοτέροις ἀπεχθέσθαι καὶ περὶ πλείονος ποιήσασθαι τὸ καλὸν καὶ τὴν τῆς πόλεως σωτηρίαν ἢ τὴν αὑτοῦ πλεονεξίαν, ἐν οὕτω δὲ μικροῖς καὶ ἀναξίοις καταρρυπαίνειν ἑαυτόν. ὅτι δὲ ταύτην ἔσχε τὴν ἐξουσίαν, τά τε πράγματα νοσοῦντα μαρτυρεῖ, καὶ ἐν τοῖς ποιήμασιν αὐτὸς πολλαχοῦ μέμνηται, καὶ οἱ ἄλλοι συνομολογοῦσι πάντες. ταύτην μὲν οὖν χρὴ νομίζειν ψευδῆ τὴν αἰτίαν εἶναι.
Divenuto arbitro della politica, Solone liberò il popolo sia nel il presente che per il futuro, vietando di prestare denaro con la garanzia della persona e fece delle leggi e ordinò l’abolizione dei debiti, sia quelli pubblici che privati, che chiamano scuotimento, come se si fossero scossi di dosso il peso: a questo proposito alcuni tentarono di screditarlo. Accadde, infatti, a Solone mentre si accingeva a realizzare la seisachtheia di anticiparla ad alcuni fra i notabili, poi, come dicono i democratici, fu ingannato dagli amici, invece secondo quelli che intondono calunniarlo, anche lui ne trasse vantaggio; infatti quelli, essendosi fatto prestare denaro, avevano acquistato molta terra. E non molto tempo dopo, essendoci l’abolizione dei debiti, si arricchirono; da ciò si dice che siano discesi quelli che sembravano essere ricchi di antica data. Con tutto ciò è più convincente la versione dei democratici: infatti è probabile che Solone fosse così equilibrato ed imparziale in tutto il resto da farsi odiare da entrambi i partiti pur potendo sottomettere gli altri alla sua autorità e divenire tiranno, e da tenere in maggior conto il bene e l'integrità dello stato che il suo interesse privato, poi si sia lasciato corrompere in cose così meschine ed evidenti. Che egli abbia avuto questo potere lo testimonia la precarietà della situazione, nonchè le frequenti allusione alle sue poesie, e tutti gli altri storici sono concordi su questo punto. Perciò occorre ritenere falsa tale accusa.
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Ακραγαντίνων Φάλαρις έτυράννησε, παρανομία πάντα εκβαλων. Ου γαρ μονον εφονευε πολλους, αλλα και τιμωριας παρανομοις εχρησατο. Και τους μεν εις λεβητας ζεοντας, τους δε εις τους κρατηρας του πυρος απεστελλε τους δε και εις χαλκουν ταυρον ενεβαλλε και κατεκαιεν. Ονπερ ο δημος ετιμορησατο. Ενεπρησε δε και την μητερα και τους φιλους. Μεθ' ον Αλκαμενος παρελαβε τα πραγματα, και μετα τουτον Αλκανδρος προεστη, ανηρ επιεικης. Και ευσθενησαν ουτως ως περιπορφυρα εχειν ιματια.
Falaride era un tiranno di Agrigento che gettò tutti nell'ingiustizia. Non solo difatti trucidò molti ma (per farlo) usò anche delle torture malvagie. Ed alcuni li mandò a lessare nei lebeti, altri, invece, nei crateri del fuoco, altri ancora introdusse nel toro di bronzo e li bruciò. Il popolo lo punì. Bruciò sia la madre sia i figli. Dopo di lui prese il potere Alcamenone e dopo questo successe un uomo giusto, Alcandro. E furono così forti da avere vesti bordate di porpora.
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Il principio dell'unità di azione
versione greco numero Aristotele Poetica 1451a
Φανερὸν δὲ ἐκ τῶν εἰρημένων καὶ ὅτι οὐ τὸ τὰ γενόμενα λέγειν, τοῦτο ποιητοῦ ἔργον ἐστίν, ἀλλ' οἷα ἂν γένοιτο καὶ τὰ δυνατὰ κατὰ τὸ εἰκὸς ἢ τὸ ἀναγκαῖον. ὁ γὰρ ἱστορικὸς καὶ ὁ ποιητὴς οὐ τῷ ἢ ἔμμετρα λέγειν ἢ ἄμετρα διαφέρουσιν (εἴη γὰρ ἂν τὰ Ἡροδότου εἰς μέτρα τεθῆναι καὶ οὐδὲν ἧττον ἂν εἴη ἱστορία τις μετὰ μέτρου ἢ ἄνευ μέτρων)· ἀλλὰ τούτῳ διαφέρει, τῷ τὸν μὲν τὰ γενόμενα λέγειν, τὸν δὲ οἷα ἂν γένοιτο. διὸ καὶ φιλοσοφώτερον καὶ σπουδαιότερον ποίησις ἱστορίας ἐστίν· ἡ μὲν γὰρ ποίησις μᾶλλον τὰ καθόλου, ἡ δ' ἱστορία τὰ καθ' ἕκαστον λέγει. ἔστιν δὲ καθόλου μέν, τῷ ποίῳ τὰ ποῖα ἄττα συμβαίνει λέγειν ἢ πράττειν κατὰ τὸ εἰκὸς ἢ τὸ ἀναγκαῖον, οὗ στοχάζεται ἡ ποίησις ὀνόματα ἐπιτιθεμένη· τὸ δὲ καθ' ἕκαστον, τί Ἀλκιβιάδης ἔπραξεν ἢ τί ἔπαθεν.
Ed (è) chiaro dalle cose dette anche che non il narrare i fatti accaduti, questo è compito da poeta, ma quali fatti potrebbero accadere e i fatti possibili secondo il verisimile o il necessario. Infatti lo storico e il poeta differiscono non per il (fatto di) dire o parole messe in metro o parole senza metro (sarebbe possibile infatti che fossero messe in metri le opere di Erodoto e sarebbe una storia per nulla di meno con metro che senza metri); ma in questo differisce, per il (fatto che) l'uno narra i fatti accaduti, l'altro invece quali potrebbero accadere. Perciò la poesia è sia una cosa più filosofica sia una cosa più elevata rispetto alla storia: la poesia infatti narra più le cose universali, la storia invece le cose particolari. Ora universale è a quale persona quali cose capita di dire o di fare secondo il verisimile o il necessario, (scopo) al quale mira la poesia assegnando dei nomi propri; invece il particolare che cosa Alcibiade fece o che cosa gli capitò.
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Inizio: των παρά Ναξιοις ευπορων Fine: ανεφανη της πατρίδος.

Molti dei facoltosi abitavano la città a Nasso, altri, invece disseminati nei villaggi. In uno dei villaggi dunque, che si chiama Lestade, Telestagora viveva ricchissimo e onorato e stimato presso il popolo, tutti gli altri e quelli inviati ogni giorno. Ed allorchè quelli che arrivavano dalla città fossero difficili compratori delle cose che si vendevano, era usanza dire a quelli che vendono che avrebbero preferito di più dare a Telestagora che tanto ritirarsi. Alcuni giovani quindi avendo comprato un grosso pesce, poiché un pescatore disse le stesse cose, addoloratisi a sentire frequentemente, mentre sorseggiavano andarono a far baldoria presso di lui. Benché Telestagora li accolse cortesemente, i giovani lo offesero e anche le figlie nubili; e gli abitanti di Nasso sdegnati per queste cose e avendo brandito le armi andarono contro i giovani; allora avvenne una grande sommossa, essendo Lugdami capo degli abitanti di Nasso, questi si dichiarò da parte di questa strategia del tiranno della patria.