- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Λέγεται δὲ Φίλιππος ἐν Σαμοθρᾴκῃ τῇ Ὀλυμπιάδι συμμυηθείς, αὐτός τε μειράκιον ὢν ἔτι κἀκείνης παιδὸς ὀρφανῆς γονέων ἐρασθῆναι, καὶ τὸν γάμον οὕτως ἁρμόσαι, πείσας τὸν ἀδελφὸν αὐτῆς Ἀρύββαν. Ἡ μὲν οὖν νύμφη πρὸ τῆς νυκτός, ᾗ συνείρχθησαν εἰς τὸν θάλαμον, ἔδοξε βροντῆς γενομένης ἐμπεσεῖν αὐτῆς τῇ γαστρὶ κεραυνόν, ἐκ δὲ τῆς πληγῆς πολὺ πῦρ ἀναφθέν, εἶτα ῥηγνύμενον εἰς φλόγας πάντῃ φερομένας διαλυθῆναι. Ὁ δὲ Φίλιππος ὑστέρῳ χρόνῳ μετὰ τὸν γάμον εἶδεν ὄναρ αὑτὸν ἐπιβάλλοντα σφραγῖδα τῇ γαστρὶ τῆς γυναικός· ἡ δὲ γλυφὴ τῆς σφραγῖδος ὡς ᾤετο λέοντος εἶχεν εἰκόνα. Τῶν δ' ἄλλων μάντεων ὑφορωμένων τὴν ὄψιν, ὡς ἀκριβεστέρας φυλακῆς δεομένων τῷ Φιλίππῳ τῶν περὶ τὸν γάμον, Ἀρίστανδρος ὁ Τελμησσεὺς κύειν ἔφη τὴν ἄνθρωπον· οὐθὲν γὰρ ἀποσφραγίζεσθαι τῶν κενῶν· καὶ κύειν παῖδα θυμοειδῆ καὶ λεοντώδη τὴν φύσιν. Ὤφθη δέ ποτε καὶ δράκων κοιμωμένης τῆς Ὀλυμπιάδος παρεκτεταμένος τῷ σώματι, καὶ τοῦτο μάλιστα τοῦ Φιλίππου τὸν ἔρωτα καὶ τὰς φιλοφροσύνας ἀμαυρῶσαι λέγουσιν, ὡς μηδὲ φοιτᾶν ἔτι πολλάκις παρ' αὐτὴν ἀναπαυσόμενον, εἴτε δείσαντά τινας μαγείας ἐπ' αὐτῷ καὶ φάρμακα τῆς γυναικός, εἴτε τὴν ὁμιλίαν ὡς κρείττονι συνούσης ἀφοσιούμενον
Prodigi che precedettero la nascita di Alessandro
versione greco di Plutarco
Si dice che Filippo mentre da fanciulloveniva iniziato ai misteri nell'isola di Samotracia insieme con Olimpia, ce era orfana dei genitori, se ne innamorò e di lì a poco, ottenuto il consenso dal fratello di lei, Aribba, la sposò. La notte precedente al matrimonio la fanciulla bbe una visione in cui le sembrava che un fulmine, scoppiato con grande fragore, la colpisse al ventre e che dalla ferita si sprigionasse una massa di fuoco con delle fiamme che guizzavano di qua e di là, finché la vampa non si spense. Successivamente, dopo le nozze, Filippo sognò di marchiare il ventre nudo della moglie con un sigillo che vi lasciava impressa l'immagine di un leone. Gli indovini non diedero gran peso a quel sogno, interpretandolo solo nel senso che Filippo doveva prendersi maggior cura della moglie. Aristandro di Telmesso, invece, dopo aver fatto notare che nessun sigillo viene impresso su ciò che è vuoto, sentenziò che la donna era incinta e che avrebbe partorito un ragazzo coraggioso e dalla forza di un leone. Una volta poi, mentre Olimpiade dormiva, fu anche visto un serpente disteso accanto al corpo, e dicono che soprattutto questo smorzò la passione e l'affetto di Filippo, a questo episodio egli attenuò le sue effusioni amorose verso la moglie sino a diradare i suoi incontri notturni con lei, vuoi perché temeva che la donna potesse fargli dei sortilegi, vuoi perché, convinto che avesse rapporti con un essere superiore, voleva evitare di toccarla
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Ultime parole di Pericle
versione di greco di Plutarco
Ἤδη δὲ πρὸς τῷ τελευτᾶν ὄντος αὐτοῦ, περικαθήμενοι τῶν πολιτῶν οἱ βέλτιστοι καὶ τῶν φίλων οἱ περιόντες λόγον ἐποιοῦντο τῆς ἀρετῆς καὶ τῆς δυνάμεως, ὅση γένοιτο, καὶ τὰς πράξεις ἀνεμετροῦντο καὶ τῶν τροπαίων τὸ πλῆθος· ἐννέα γὰρ ἦν ἃ στρατηγῶν καὶ νικῶν ἔστησεν ὑπὲρ τῆς πόλεως. Ταῦτα, ὡς οὐκέτι συνιέντος, ἀλλὰ καθῃρημένου τὴν αἴσθησιν αὐτοῦ, διελέγοντο πρὸς ἀλλήλους· ὁ δὲ πᾶσιν ἐτύγχανε τὸν νοῦν προσεσχηκώς, καὶ φθεγξάμενος εἰς μέσον ἔφη θαυμάζειν ὅτι ταῦτα μὲν ἐπαινοῦσιν αὐτοῦ καὶ μνημονεύουσιν, ἃ καὶ πρὸς τύχην ἐστὶ κοινὰ καὶ γέγονεν ἤδη πολλοῖς στρατηγοῖς, τὸ δὲ κάλλιστον καὶ μέγιστον οὐ λέγουσιν. “Οὐδεὶς γάρ, ” ἔφη, “δι᾽ ἐμὲ τῶν ὄντων Ἀθηναίων μέλαν ἱμάτιον περιεβάλετο. ”
Quanto (Percicle) era già prossimo a morire, gli stavano intorno i maggiorenti, e gli amici che erano in città e parlavano della sua virtù e del suo potere quanto grande questo era stato ed elencavano i suoi successi ed il numero dei suoi trofei (9 erano quelli che vittorioso aveva riportato da stratego). Costoro dialogavano tra loro convinti che egli non sentisse più (nulla) ma Pericle era attento a tutto e interrompendoli disse che si stupiva del fatto che di lui ricordavano e lodavano ciò che aveva messo mano il caso e che era successo già ad altri strateghi, mentre non ricordavano il suo più grande e più bel merito e aggiunse "nessuno degli ateniesi di oggi ha indossato una veste di lutto per causa mia"
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Per una sana educazione bisogna evitare gli eccessi
versione di grecodi Plutarco Maturità 1996
traduzione della Versione dal libro Triakonta
Ήδη δέ τινας εγω ειδον πατερας, οις το λιαν φιλειν του με φιλειν αιτιον κατεστη. . ...πλειστον του δεοντοςαμαρτανοντες
Io vidi già alcuni padri, per i quali l'amare molto (troppo) fu (diventò) causa del non amare. Dunque che cos'è che voglio dire? renderò il discorso più chiaro per esempio: infatti coloro che sollecitavano i figli a primeggiare piuttosto velocemente in tutto infliggono a loro eccessive fatiche da cui essendo abbatuti si allontanano, ed altronde essendo dovracaricati appesantiti dalle sofferenze, non ricevono pazientemente l'insegnamento. Infatti nello stesso modo in cui le piante si nutrono con moderata acqua, ma annegano con eccessive quantità d'acqua, nello stesso modo l'anima si accresecon moderate fatiche ma sono sommerse da quelle eccessive. Bisogna dunque dare ai ragazzi respiro dalle continue fatiche, considerando che tutta la nostra vita è divisa fra riposo ed impegno. E per questo furono inventate non solo la veglia, ma anche il sonno, e non (solo) la guerra, ma anche la pace, e non (solo) il tempo brutto, ma anche quello bello, e non (solo) le attività lavorative, ma anche le feste. Per dirla in sintesi, il riposo è il condimento delle fatiche. E non solo negli esseri viventi si può osservare che questo avviene, ma anche nelle cose inanimate: infatti allentiamo gli archi e le lire, per poterli tendere (di nuovo). In generale poi il corpo è preservato dallo svuotamento e dal riempimento, la mente dal riposo e dalla fatica. (È) giusto poi biasimare alcuni dei padri, i quali, dopo aver affidato i figli a pedagoghi e maestri, non controllano né verificano affatto di persona la loro istruzione, venendo così meno in modo gravissimo al proprio dovere.
Altra traduzione tradotta dal libro test di greco
Io ho già visto in passato dei padri per cui l’amore eccessivo ha dato origine alla mancanza di amore. Cosa intendo dire? Chiarirò il discorso con un esempio adeguato. (I padri) incitando i loro figli a primeggiare in breve tempo in tutti i campi, impongono loro fatiche smisurate; a queste essi soccombono e crollano a terra, e, aggravati peraltro da sofferenze, non accettano docilmente gli insegnamenti impartiti. Come infatti le piante crescono per effetto di irrigazioni in giusta misura, mentre con molta acqua soffocano, allo stesso modo la mente si allarga grazie a sforzi adeguati, e invece viene come sommersa da fatiche eccessive; ai fanciulli dunque si deve concedere una pausa dalle continue fatiche, considerando che tutta la nostra vita si divide in riposo e impegno e per questo è stata inventata non solo la veglia, ma anche il sonno, la guerra come la pace, l’inverno e la bella stagione, l’attività lavorativa e la festa. Per dirla in breve, il riposo è il companatico delle fatiche. E si potrebbe vedere che questo si verifica non solo per gli esseri viventi, ma anche per quelli inanimati: anche gli archi e le lire li rilasciamo per poterli di nuovo tendere. Insomma un organismo fisico sopravvive per l’alternarsi dello svuotamento e del riempimento e lo spirito per l’alternarsi di riposo e fatica. È giusto rimproverare alcuni padri che, affidando a pedagoghi e maestri i propri figli, non osservano né ascoltano di persona, quindi non si occupano affatto dell’apprendimento di essi, mostrandosi gravemente carenti in un compito necessario.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Talete gioca un brutto scherzo a Solone versione di greco di Plutarco
ὡς δυστυχὴς ἐκεῖνος, ” φάναι τὸν Σόλωνα. “τίνα δὲ ὠνόμαζον αὐτόν; ” “ἤκουσα, ” φάναι, “τοὔνομα, ” τὸν ἄνθρωπον, “ἀλλ' οὐ μνημονεύω: πλὴν ὅτι πολὺς λόγος ἦν αὐτοῦ σοφίας καὶ δικαιοσύνης. ” οὕτω δὴ καθ' ἑκάστην ἀπόκρισιν τῷ φόβῳ προσαγόμενον τὸν Σόλωνα καὶ τέλος ἤδη συντεταραγμένον αὐτὸν ὑποβάλλειν τοὔνομα τῷ ξένῳ, πυνθανόμενον μὴ Σόλωνος ὁ τεθνηκὼς υἱὸς ὠνομάζετο. φήσαντος δὲ τοῦ ἀνθρώπου, τὸν μὲν ὁρμῆσαι παίειν τὴν κεφαλὴν καὶ τἆλλα ποιεῖν καὶ λέγειν ἃ συμβαίνει τοῖς περιπαθοῦσι, τὸν δὲ Θαλῆν ἐπιλαβόμενον αὐτοῦ καὶ γελάσαντα, “ταῦτά τοι, ” φάναι, “ὦ Σόλων, ἐμὲ γάμου καὶ παιδοποιί̈ας ἀφίστησιν, ἃ καὶ σὲ κατερείπει τὸν ἐῤῥωμενέστατον. ἀλλὰ θάῤῥει τῶν λόγων ἕνεκα τούτων: οὐ γάρ εἰσιν ἀληθεῖς.
Traduzione numero 1
” Oh uomo infelice esclamò solone come si chiama? Ho sentito il suo nome rispose quello ma non me lo ricordo. so che si faceva un gran parlare della sua saggezza e della sua giustizia. Così a ogni risposta solone era preso dalla paura e alla fine ormai turbato suggerì lui stesso al forestiero il nome chiedendogli se il ragazzo morto dicevano fosse il figlio di Solone. Avendo l'uomo risposto di si Solone si mise a battersi il capo e a fare e dire tutte le altre cose che capita di fare e di dire a coloro che sono colpiti da una sventura. ma Talete prendetelo per mano e scoppiato in una risata (disse) Questo o Solone mi trattiene dal prender moglie dal mettere al mondo dei figli questo che prostra anche te che per sei un uomo fortissimo. Ma non disperarti per queste notizie: sono false.
Traduzione numero2 da greco per il biennio
Arrivato a Mileto, una volta Solone si stupì di Talete perché ha ignorato del tutto matrimonio e generazione. E Talete allora tacque, poi, dopo aver fatto trascorrere pochi giorni, gli presentò uno straniero che diceva di venire da Atene nel decimo giorno. Quando Solone gli chiese se si era verificato qualche cosa di nuovo ad Atene, lo straniero che era stato istruito sulle cose che doveva dire, "niente altro", disse, "eccetto il funerale di un ragazzo; era figlio, come dissero, di un uomo famoso e che primeggiava per virtù; egli non era presente, ma dissero che era assente dalla patria ormai da molto tempo". "Come quello è infelice", disse Solone, "quale è il uso nome?", "ho sentito il nome", disse lo straniero, "ma non lo ricordo"; eccetto che ci fu un lungo discorso sulla sua sapienza e giustizia". Allora Solone, turbato, domanda: "Forse che il morto era chiamato figlio di Solone?" Allora, quando lo straniero annuì, Solone iniziò a battere la testa, a fare e a dire le altre cose che accadono a coloro che sono fortemente agitati. Allora Talete, avendo sorriso disse: "Queste cose, o Solone, ti tengono lontano dal matrimonio e dalla generazione. Ma fatti coraggio: infatti, le cose che lo straniero ha raccontato non sono vere. "
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Generosità di Fabio
dal libro greco nuova edizione
versione di greco di Plutarco
Εν τοσούτῳ δέ κακῷ τῶν Ῥωμαìων ὄντων, οὐκ...
...τούς πολεμìους ἤμαρτεν, αὖθις αἰτιασòμεθα.