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Tarquinius Superbus cognomen morum acerbitate meruit: nam tradunt eum regnum nefando scelere sibi paravisse, cum necavisset socerum Servium Tullium, et gravi crudelitate imperium exercuisse. Constat eum nobiles cives innumeris modis vexavisse, nonnullos interfecisse, alios exsulare coegisse. Strenuus tamen in bello fuit et imperii fines amplificavit: Latinos Sabinosque subegit, Pometiam Etruscis eripuit, Gabios vi et fraude occupavit; praetera urbem aedificiis exornavit. Cum instituisset aedificare Capitolium, caput hominis invenit, unde vates praedixerunt Urbem caput mundi futuram esse. Cum autem Sextus Tarquinius, eius filius, Lucretiam, nobilissimam atque pudicissimam matronam, violasset, patricii, coniuratione facta, omnes Tarquinios urbe expulerunt. Tarquinius ad Porsenam, Clusii regem, confugit, sed frusta per eum regnum recuperare temptavit. Denique concessit Cumas, ubi reliquum vitae tempus exegit.
Tarquinio meritò il cognome(n) di Superbo per la durezza (cattiveria) dei suoi modi: raccontano infatti che durante il suo regno si procurò il potere con un nefando delitto, avendo ucciso il suocero Servio Tullio, e che egli esercitò il potere con grave/molesta crudeltà. Risulta che maltrattò i cittadini nobili in moltissimi modi, ne uccise molti e costrinse gli altri ad andare in esilio. Tuttavia fu valoroso in battaglia ed estese il territorio del regno: sottomise i Latini e i Sabini, strappò Pomezia agli Etruschi, occupò Gabii con la forza e con l'astuzia; in seguito abbellì la città con edifici. Quando ordinò di edificare (riempire di edifici) sul Campidoglio, trovò la testa di un uomo, da cui i profeti (indovini) predissero che Roma stava per diventare capitale del mondo. Ma Lucio Tarquinio, suo figlio, avendo maltrattato Lucrezia, nobilissima e onestissima donna (matrona), i patrizi, dopo aver preparato una congiura, espulsero dalla città tutti i Tarquini. Tarquinio si rifugiò da Porsenna, re di Chiusi, ma tentò invano di recuperare il potere (regno) attraverso di lui. Infine si ritirò a Cuma, dove trascorse il tempo di vita che gli rimaneva.
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Il re Pirro versione latino Eutropio
Nel medesimo tempo fu dichiarata una guerra ai Tarantini, che già si trovavano nella parte meridionale dell'Italia, poiché avevano fatto un torto agli ambasciatori romani, questi chiesero aiuto contro i romani, a Pirro, re dell'Epiro che traeva origine dalla stirpe di Achille. Egli venne subito in Italia e allora per la prima volta i romani combatterono con un nemico d'oltremare. Fu mandato contro Pirro il console P. Valerio Levino, il quale dopo aver catturato gli esploratori di Pirro, ordinò che essi fossero condotti per l'accampamento, che fosse mostrato tutto l'esercito e che allora fossero lasciati andare, affinché riferissero a Pirro tutto ciò che i romani stavano facendo. Attaccata immediatamente battaglia mentre, sebbene Pirro fuggisse già, vinse con l'aiuto degli elefanti i quali impaurirono i romani giacché non li avevano mai visti. Ma la notte pose fine al combattimento; Levino tuttavia fuggì durante la notte. Pirro catturò mille ! e ottocento romani e li trattò con sommo rispetto, fece seppellire quelli uccisi. E dopo aver visto questi anche morti con ferite sul petto e con un aspetto orribile, si dice che portò le mani al cielo con queste parole: che egli avrebbe potuto essere padrone di tutto quanto il mondo se gli fossero capitati tali soldati.
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Multa nefanda scelera a Tarquinio, Tarquinii Prisci filio, commissa sunt. Socer Servius Tullius, Romanorum rex, Tulliae uxoris auxilio ab eo necatus est regnumque occupatum. Nobiles cives a Tarquinio exsilio multabantur aut occidebantur. Proinde e nimia crudelitate ei cognomen Superbum additum est. Magnam tamen virtutem in bello praebuit: Volscos in Campania vicit, Gabios Suessamque Pometiam subegit, cum Tuscis indutias fecit. Templum praeterea in Capitolo aedificavit. postea Ardeam, Rutulorum civitatem, oppugnavit, sed tum imperium perdidit. Romae enim Lucretia, nobilis mulier, Collatini uxor, a Tarquinii filio violata erat. Itaque Collatinus atque Brutus, Collatini amicus, populum adversus regem concitaverunt, et Tarquinius regno spoliatus est ac Urbe expulsus.
Molti crudeli delitti furono commessi da Tarquinio, figlio di Tarquinio Prisco. Il suocero Servio Tullio, re dei romani, fu ucciso da lui con l'aiuto della sorella Tullia e occupò il regno. I nobili cittadini erano puniti da Tarquinio con l'esilio oppure erano uccisi. Inoltre per la sua incredibile crudeltà gli venne aggiunto il soprannome di Superbo. Offrì in guerra una grande virtù: vinse i Volsci, e sottomise i Gabi e la Pomezia, sancì una tregua con i Tusci. Inoltre edificò un tempio nel Campidoglio. Dopo assediò Ardea, città dei Rutuli, ma quindi perse il potere. Infatti a Roma Lucrezia, donna nobile, moglie di Collatino, era stata violentata dal figlio di Tarquinio. E così Colatino e Bruto, amico di Collatino, spinsero il popolo contro il re, e Tarquinio venne privato del regno e cacciato da Roma.
dal Libro: Cotidie legere pag 210 n 7
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T. Quintius dictator adversus Gallos, qui ad Italiam venerant, missus est. Hi ab urbe quarto miliario trans Anienem fluvium consederant. Ibi nobilissimus de senatoribus iuvenis L. Manlius provocantem Gallum ad singulare certamen progressus occidit, et sublato torque aureo colloque suo inposito in perpetuum Torquati et sibi et posteris cognomen accepit. Galli fugati sunt, mox per C. Sulpicium dictatorem etiam victi. Non multo post a C. Marcio Tusci victi sunt et octo milia captivorum ex his in triumphum ducta
Traduzione
Il dittatore Tito Quinto fu inviato contro i galli, i quali erano venuti in Italia. Questi si erano appostati al 4° miglio dalla città al di là del fiume Aniene. L. Manlio, essendo stato spinto ad una particolare sfida, uccise il gallo provocante(la battaglia) e presentata la collana d'oro e messa sul suo collo, ricevette per sempre sia per se che per i posteriil cognome di Torquato. I galli furono cacciati, in seguito vinti per il dittatore C. Sulpicio. Non molto dopo furono vinti da Marcio Tuscio e tra loro degli 8000 prigionieri furono condotti verso il corteo trionfante.
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Tarquinio con l'aiuto di Porsenna cerca di riconquistare il
potere Versione latino Eutropio traduzione
Libro Nuovo Comprendere e tradurre, vol 2 pag 307
Un anno dopo la cacciata del re, Tarquinio, per sottomettere il regno, indisse una guerra ai Romani con l'aiuto di Porsenna, re dell'Etruria, e per poco non conquistò Roma. Ma allora, fu vinto. Due anni dopo, non potendo reggere il regno e, non prestandogli aiuto Porsenna, che aveva fatto pace coi Romani, scappò in Toscana, che è una regione non lontana da Roma, e qui per 14 anni trascorse la vecchiaia come cittadino privato con la moglie.
Secundo anno post reges exactos Tarquinius, ut regnum reciperet, bellum Romanis indixit cum Porsennae, Tusciae ...