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Ea enim ipsa, quae inanima diximus, pleraque sunt hominum operis effecta, quae nec haberemus, nisi manus et ars accessisset, nec iis sine hominum administratione uteremur. Neque enim valitudinis curatio neque navigatio, neque agricultura neque frugum fructuumque reliquorum perceptio et conservatio sine hominum opera ulla esse potuisset. Iam vero et earum rerum quibus abundaremus, exportatio, et earum quibus egeremus invectio certe nulla esset, nisi iis muneribus homines fungerentur. Eademque ratione nec lapides ex terra exciderentur ad usum nostrum necessarii, nec ferrum, aes, aurum, argentum effoderetur penitus abditum sine hominum labore et manu.
Infatti quelle stesse cose che abbiamo detto inanimate, sono per la maggior parte il prodotto del lavoro umano, che non avremmo se non ci fossero state le mani e la mente, e non le potremmo nemmeno usare senza l'ausilio degli uomini. Senza l'opera dell'uomo non sarebbero possibili la medicina, la navigazione, l'agricoltura, il raccolto e la conservazione delle messi e di tutti gli altri frutti. Inoltre l'esportazione di quei prodotti dei quali abbondiamo e l'importazione di quelli di cui scarseggiamo non sarebbero possibili, se gli uomini non si dedicassero a questi compiti. Per lo stesso motivo non si estrarrebbero dalla terra le pietre necessarie al nostro uso, né il ferro, il bronzo, l'oro e l'argento nascosto nel profondo si estrarrebbero senza la fatica e la mano dell'uomo.
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Etsi tibi omnia suppetunt ea quae consequi ingenio aut usu homines aut diligentia possunt, tamen amore nostro non sum alienum arbitratus ad te perscribere ea quae mihi veniebant in mentem dies ac noctes de petitione tua cogitanti, non ut aliquid ex his nobi addisceres, sed ut ea quae in re dispersa atque infinita viderentur esse ratione et distributione sub uno aspectu ponerentur. Quamquam plurimum naturam valet, tamen videtur in paucorum mensium negotio posse simulatio naturam vincere. Civitas quae sit cogita, quid petas, qui sis. Prope cottidie tibi hoc ad forum descendenti meditandum est: "Novus sum, consulatum peto, Roma est. " Nominis novitatem dicendi gloria maxime sublevabis. Semper ea res plurimum dignitatis habuit; non potest qui dignus habetur patronus consularium indignus consulatu putari. Quam ob rem quoniam ab hac laude proficisceris et quicquid es ex hoc es, ita paratus ad dicendum venito quasi in singulis causis iudicium de omni ingenio futurum sit. Eius facultatis adiumenta, quae tibi scio esse seposita, ut parata ac prompta sint cura, et saepe quae de Demosthenis studio et exercitatione scripsit Demetrius recordare.
Benché tu sia sufficientemente dotato di tutto quelo che gli uomini possono raggiungere con il loro talento o con l'esperienza o con l'applicazione costante, tuttavia, a nome del nostro affetto, non ho creduto fuori luogo scriverti quanto mi veniva alla mente, ripensando giorno e notte alla tua candidatura. Non pretendo che tu vi tragga qualche nuovo insegnamento, ma ho ritenuto opportuno presentarti in uno sguardo d'insieme ed in un'organica sistemazione delle idee che, in realtà, apparivano sparse ed confuse. Benché la natura eserciti una forza notevole, sembra tuttavia che, in una questione della durata di pochi mesi, essa possa cedere il passo a qualche artificio particolare. Considera quale sia la tua città, che cosa tu richiedi, chi tu sia. Quasi ogni giorno, percorrendo la strada che porta al foro, devi riflettere su questo: 'Sono un uomo nuovo, aspiro al consolato, si tratta di Roma'. Alla novità del nome potrai dare un sostegno soprattutto con la tua fama di oratore; l'eloquenza ha sempre riscosso una grandissima considerazione: non può essere ritenuto indegno del consolato chi è ritenuto degno patrocinatore di uomini consolari. Perciò, dal momento che prendi le mosse da questa fama, e tutto ciò che sei lo devi all'eloquenza, presentati a parlare con una preparazione tale, come se in ogni causa si dovesse dare un giudizio complessivo sul tuo ingegno. Preoccupati che siano sempre pronti e a portata di mano tutti i trucchi del mestiere favorevoli a quest'arte, che, lo so bene, tu tieni in serbo; ricordati sempre quanto scrisse Demetrio sull'applicazione e sul modo di esercitarsi di Demostene
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Etsi tibi omnia suppetunt ea quae consequi ingenio aut usu homines aut diligentia possunt, tamen amore nostro non sum alienum arbitratus ad te perscribere ea quae mihi veniebant in mentem dies ac noctes de petitione tua cogitanti, non ut aliquid ex his nobi addisceres, sed ut ea quae in re dispersa atque infinita viderentur esse ratione et distributione sub uno aspectu ponerentur. Quamquam plurimum naturam valet, tamen videtur in paucorum mensium negotio posse simulatio naturam vincere. Civitas quae sit cogita, quid petas, qui sis. Prope cottidie tibi hoc ad forum descendenti meditandum est: "Novus sum, consulatum peto, Roma est. " Nominis novitatem dicendi gloria maxime sublevabis. Semper ea res plurimum dignitatis habuit; non potest qui dignus habetur patronus consularium indignus consulatu putari. Quam ob rem quoniam ab hac laude proficisceris et quicquid es ex hoc es, ita paratus ad dicendum venito quasi in singulis causis iudicium de omni ingenio futurum sit. Eius facultatis adiumenta, quae tibi scio esse seposita, ut parata ac prompta sint cura, et saepe quae de Demosthenis studio et exercitatione scripsit Demetrius recordare.
Benché tu sia sufficientemente dotato di tutto quelo che gli uomini possono raggiungere con il loro talento o con l'esperienza o con l'applicazione costante, tuttavia, a nome del nostro affetto, non ho creduto fuori luogo scriverti quanto mi veniva alla mente, ripensando giorno e notte alla tua candidatura. Non pretendo che tu vi tragga qualche nuovo insegnamento, ma ho ritenuto opportuno presentarti in uno sguardo d'insieme ed in un'organica sistemazione delle idee che, in realtà, apparivano sparse ed confuse. Benché la natura eserciti una forza notevole, sembra tuttavia che, in una questione della durata di pochi mesi, essa possa cedere il passo a qualche artificio particolare. Considera quale sia la tua città, che cosa tu richiedi, chi tu sia. Quasi ogni giorno, percorrendo la strada che porta al foro, devi riflettere su questo: 'Sono un uomo nuovo, aspiro al consolato, si tratta di Roma'. Alla novità del nome potrai dare un sostegno soprattutto con la tua fama di oratore; l'eloquenza ha sempre riscosso una grandissima considerazione: non può essere ritenuto indegno del consolato chi è ritenuto degno patrocinatore di uomini consolari. Perciò, dal momento che prendi le mosse da questa fama, e tutto ciò che sei lo devi all'eloquenza, presentati a parlare con una preparazione tale, come se in ogni causa si dovesse dare un giudizio complessivo sul tuo ingegno. Preoccupati che siano sempre pronti e a portata di mano tutti i trucchi del mestiere favorevoli a quest'arte, che, lo so bene, tu tieni in serbo; ricordati sempre quanto scrisse Demetrio sull'applicazione e sul modo di esercitarsi di Demostene
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Bellezze della terra
versione di latino di Ciceron e
Traduzione dal libro NOVE
Un utente ci ha inviato questa versione senza inviarci il relativo testo latino.
La terra è posta nel centrodell'universo, solida e rotonda, ricoperta di fiori, di erba, di alberi, di raccolti: l'incredibile moltitudine di tutti questi si distingue per l'infinita varietà di colori. Si aggiunga a ciò la fredda inesauribilità delle fonti, le acque limpide dei fiumi, il ricco rivestimento delle rive, le profondità incavate delle grotte, le asperità delle rocce, l'altezza dei monti scoscesi e l'immensità dei terreni pianeggianti, si aggiungano anche i luoghi nascosti dell'oro e i filoni di argento e l'infinita forza del marmo. Oltre a ciò quali e quanto vari tipi di bestie sia domestiche sia selvatiche! Che voli e canti di uccelli! Che meravigliosi pascoli di animali! O quanto grande è la bellezza del mare! Quale la bellezza dell'universo! Che abbondanza e varietà di isole! Che bellezza delle spiaggie e delle coste1 Quanti tipi di animali in parte sommersi, in parte che nuotano e galleggiano e in parte vivono attaccati ai sassi! Che cosa posso dire del genere degli uomini? E questi costituiti come coltivatori della terra, non sopportano che essa venga resa selvaggia né dalla ferocia delle belve né dalle male erbe; e grazie all'opera di costoro, i campi, le isole e i litorali si distinguono per il loro splendore da tetti e città.
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Intuendi nobis sunt non solum oratores sed etiam actores, ne mala consuetudine ad aliquam deformitatem pravitatemque veniamus. Exercenda est etiam memoria ediscendis ad verbum quam plurimis scriptis. Legendi etiam poetae, cognoscendae historiae, omnium bonarum artium doctores atque scriptores eligendi et peruolutandi et exercitationis causa laudandi, inter pretandi, corrigendi, uituperandi, refellendi; disputandumque de omni re in contrarias partis et, quicquid erit in quaque re, quod probabile videri possit, eliciendum, atque dicendum. Perdiscendum ius ciuile, cognoscendae leges, percipienda omnis antiquitas, disciplina rei publicae, iura sociorum, foedera, pactiones; libandus est etiam facetiarum lepos, quo tamquam sale perspergatur omnis oratio. Effudi vobis omnia quae sentiebam, quae fortasse, quemcumque patremfamilias adripuissetis ex aliquo circulo, eadem vobis percontantibus respondisset
Deve ssere conosciuta la storia i maestri e gli autori di tutte le buone arti devono essere scelti e voluti fortemente, e, a scopo di esercitazione, devono essere lodati, interpretati, corretti, criticati confutati sia per cercare argomenti a favore e contro su ogni cosa sia, e qualunque cosa ci sarà in qualunque situazione, che possa sembrarti verisimile, per dedurre e parlare. Per conoscere bene il diritto civile, conoscere le leggi, per comprendere il passato in ogni suo aspetto, la costituzione dello stato, le leggi degli alleati, alleanze e accordi; Si deve saggiare anche la grazia delle facezie che è come il sale per condire tutto il discorso. Vi ho esposto tutto ciò che pensavo, le stesse cose che forse anche un qualsiasi padre di famiglia, da voi preso a caso da un crocchio di persone, avrebbe potuto dirvi se glielo aveste chiesto