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Hiberna triclinia et balnearia ad occidentem spectent, .... Aestiva, contra, ad septentrionem spectent ut frigidulos venti flatus excipiant, quibus convivae epulantes recreentur.
In primo luogo, le sale da pranzo invernali ed i bagni siano rivolte ad occidente perché è necessario a chi legge e a coloro che scrivono con la luce serale, in secondo luogo perché il sole al tramonto di fronte avendo uno splendore, rilasciando calore nell'ora serale rende il luogo più tiepido. Cura che le camere da letto e le biblioteche siano rivolte ad est poiché l'uso mattutino richiede luce e così in biblioteca i libri non marciscono. Infatti se sono rivolte a sud o ad ovest i libri vengono guastati dai vermi e dall'umidità poiché i venti umidi che arrivano danno origine a quelle bestiole e le accrescono e infondendo aria umida corrompono con la muffa i volumi che vengono qui conservati....(continua)
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Me miserum! Quanti montes volvuntur aquarum! Iam iam eos sidera tacturos esse putem.... Dematur naufragium: mors mihi munus erit. Utinam possim in patria ponere corpus, nec aequoreis piscibus esse cibum!
Povero me! Quante montagne di acque (=cavalloni) (mi) travolgono! Crederei che stiano già per toccare le stelle. Quanti abissi, aperto il mare, sprofondano. Direi che arrivino già al nero Tartaro. Dovunque guardi non c'è niente se non mare e cielo, l'uno minaccioso di gonfi flutti, l'altro di nere nubi. Tra l'uno e l'altro fremono i venti con un turbine immane: non sai a quale vento obbedisca l'onda del mare. Infatti ora l'Euro acquista potenza dal purpureo oriente, ora sopraggiunge Zefiro mandato dall'occidente, ora il gelido Borea infuria dal nord, ora il Noto porta battaglie dalla parte opposta, il pilota è incerto, né trova che rotta evitare o fuggire. Per poco non precipitiamo e non c'è speranza di salvezza, se non vana, e mentre parlo, l'acqua inonda la mia faccia. Ma a casa la devota moglie non sa che sono sbattuto qua e là nell'immenso mare, non sa che sono scosso dai venti, non sa che la morte è imminente. ...(CONTINUA)
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Quotiescumque ego Archiam carmina recitantem audivi, magna admiratione affectus sum....Praesertim cum omne studium atque ingenium contulerit Archias ad populi Romani gloriam laudemque celebrandam.
Tutte le volte che io ho ascoltato Archia mentre recitava delle poesie, sono stato colto da grande ammirazione, e allietato da un piacere dolcissimo, ed ho sempre considerato che bisognasse onorare il suo nome con lodi grandissime. Quindi, non dovrei apprezzare Archia, non dovrei ammirarlo e ritenere che lo si debba difendere ad ogni costo? Quindi considerate sacrosanto questo titolo di poeta, che mai nessun uomo, neanche barbaro, osò profanare. Le montagne ed i deserti rispondono alla sua voce, persino gli animali più feroci diventano mansueti e si fermano al suo canto: e noi, che siamo stati educati esemplarmente, non dovremmo essere colpiti dalle parole dei poeti? ...(continua)
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Tre battute dell'imperatore Augusto
Versione di latino libro So Tradurre
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Villico contubernalis mulier adsignanda est, quae contineat eum ....pluviaque, quae cuncta prohibentur pellibus manicatis vel sagis cucullis
Bisogna assegnare al fattore come compagna una donna che lo contenga e lo aiuti in talune azioni. Al fattore bisogna inoltre insegnare a non sedere a tavola con il domestico e ancor meno con la gente comune estranea (di fuori). Tuttavia, qualche volta, a titolo d'onore si degni di ammettere alla sua mensa, nei giorni festivi, qualcuno che abbia conosciuto come (uno) diligente con assiduità nello svolgere le faccende. Non si facciano sacrifici, se non dietro un ordine del padrone. Non ammetta nella villa aruspici e maghe, che con superstizioni vani inducono le anime semplici a fare spese e (che portano) poi a delitti. Non frequenti la città né i mercati se non per acquistare o vendere prodotti che abbiano inerenza con lui....(CONTINUA)