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Intempesta nocte coniurationis principes convocat ad M. Porcium Laecam... qui parabatur, enuntiat. Ita illi ianua prohibiti tantum facinus frustra susceperunt
Convoca di nuovo nel cuore della notte i capi della congiura in casa di M. Porcio Leca, e ivi rampognatili aspramente per la loro inerzia, li informa di aver mandato G. Manlio presso quelle bande che egli aveva riunito per prendere le armi, e anche altri in luoghi propizi per cominciare la guerra; egli stesso ardeva di raggiungere l'esercito, ma prima voleva sopprimere Cicerone che molto ostacolava i suoi piani. Pertanto, rimasti tutti gli altri sgomenti e dubbiosi G. Cornelio, cavaliere romano, e con lui L. Vargunteio senatore, ...(CONTINUA)
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Ait Herodotus, gravissimus rerum scriptor, apud Medos reges constitutos...quae cum omnibus una semper atque eadem voce loquerentur.
Erodoto, lo storico più autorevole (il più autorevole scrittore di avvenimenti), asserisce che presso i Medi vennero costituiti i monarchi per esercitare la giustizia e difendere i più deboli contro i più potenti. Cicerone ritiene che presso i Romani vi fu questa stessa esigenza di costituire i monarchi. Egli infatti scrive nel libro che è intitolato il De Re Publica, che gl’indigenti, nel momento in cui venivano pressati da coloro che avevano maggiori ricchezze, per sentirsi sicuri ricorrevano a qualche uomo, superiore per virtù ed onestà. ...(CONTINUA)
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Alexander, cum Macedonibus ex Europa profectus, Elaeuntem in Asia attigit, ... Ibi, dum heroum monumenta perlustrat, cippum, ubi Achilles sepultus esse dicebatur, repperit.
Alessandro, dopo essere partito dall'Europa con i Macedoni, giunse in Asia ad Elaunto, luogo sacro per il troiano Protesilao, il cui sepolcro è coperto da un piccolo tumulo. Vicino alla tomba vi sono fitti olmi, dai rami dei quali le foglie, germogliate al mattino, sembrano subito cadere giù: si dice così che esprimano il prematuro destino di Protesilao, che fu la prima vittima della guerra di Troia. A questo Alessandro dedicò omaggi funebri e lo supplicò affinché egli stesso con i migliori auspici raggiungesse la sorte avversa. In seguito si diresse verso il porto Sigeo che aveva accolto la flotta dei Greci ai tempi dei Troiani. Ormai la flotta era nel porto, quando Alessandro, gettata una lancia sulla costa, dichiarò di attribuirsi il dominio dell'Asia con il favore degli dei. In seguito costruì gli altari per Giove, Minerva ed Ercole dove lui stesso sbarcò. Dopo avanzò nella pianura, si diceva che erano sepolti i resti delle rovine di Troia. Qui, mentre perlustrava il monumento epico, trovò un cippo, dove si diceva che Achille fosse sepolto. (Curzio Rufo)
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Cum apud Bagradam flumen in Africa castra haberet et hostium impetum exspectaret, .... Ingentem feram milites pelle exuerunt et vastum corium a Regulo in patriam missum est.
Quando in Africa aveva l’accampamento presso il fiume Bagrada ed era in attesa dell’assalto dei nemici, Attilio Regolo dovette combattere non solo con gli uomini ma anche con enormi fiere. Infatti l’esercito Romano era terrorizzato da un serpente di straordinaria grandezza, dato che i soldati venivano afferrati dalla grande bocca o lacerati dai colpi della coda o privati del respiro dall’alito pestilenziale....(continua)
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Agamemnon, quem Graeci, in Asiam profecturi ut iniuriam raptae Helenae ulciscerentur, ... per Ulixem reddere.
Agamennone, che i Greci che stavano per partire verso l’Asia per vendicare l’ingiuria del rapimento di Elena, avevano eletto loro comandante, si dimostrò arrogante e superbo. Infatti il sacerdote di Apollo Crise, che, cinta la fronte con le bende sacre e sparse di lacrime le guance, era venuto per riavere sua figlia prigioniera, vergine di sedici anni, venne da lui respinto arrogantemente ed empiamente. Agamennone infatti non si vergognò a schernire un vecchio dai capelli bianchi. Cosa di cui molto presto si dovette pentire. Crise, infatti, dopo essere stato scacciato ed essendosi fermato a non molti passi dall’accampamento, iniziò a chiedere con flebile voce ad Apollo aiuto e vendetta, lamentandosi per l’offesa che aveva ricevuto. Allora il dio provò compassione del povero vecchio. Infatti, furioso per l’offesa al suo sacerdote e per l’empietà ed arroganza di Agamennone, discese dall’Olimpo, avendo armato la sua destra con frecce avvelenate, che cominciò a lanciare verso l’accampamento dei Greci. ...(CONTINUA)