Quotiescumque ego Archiam carmina recitantem audivi, magna admiratione affectus sum....Praesertim cum omne studium atque ingenium contulerit Archias ad populi Romani gloriam laudemque celebrandam.

Tutte le volte che io ho ascoltato Archia mentre recitava delle poesie, sono stato colto da grande ammirazione, e allietato da un piacere dolcissimo, ed ho sempre considerato che bisognasse onorare il suo nome con lodi grandissime. Quindi, non dovrei apprezzare Archia, non dovrei ammirarlo e ritenere che lo si debba difendere ad ogni costo? Quindi considerate sacrosanto questo titolo di poeta, che mai nessun uomo, neanche barbaro, osò profanare. Le montagne ed i deserti rispondono alla sua voce, persino gli animali più feroci diventano mansueti e si fermano al suo canto: e noi, che siamo stati educati esemplarmente, non dovremmo essere colpiti dalle parole dei poeti? ...(continua)