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Ritorno di Ulisse a Itaca Igino dal libro Matrix
Ulisse, congedato dal re Alcinoo, arrivò ad Itaca ad una casa sua, dove c'era un servitore che aveva il nome di Eumeo, che non riconobbe Ulisse, poiché minerva aveva cambiato lui e il suo vestito. Eumeo gli chiese di dove fosse, e egli rispose che lui era arrivato li per un naufragio. Il quale quando il pastore lo interrogò vide Ulisse, gli disse che lui era in sua compagnia, e incominciò a dire sia i segni che gli argomenti. Eumeo lo ricevette presto a casa, e lo animò con cibo e bevande.
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Me miserum o me infelicem! Revocare tu me in patriam, Milo potuisti ego te in patria retinere non potero? Quid respondebo liberis meis qui te parentem alterum putant? Quid tibi, Quinte frater, ...
Oh me disgraziato, me infelice! Tu, Milone, mi potresti richiamare in patria, io non ti potrò trattenere in patria? Che risponderò ai miei figli, che ti reputano un altro padre? Cosa a te, Fratello Quinto, ora assente, partecipe con me di quei tempi? Che non ho potuto proteggere la salvezza di Milone? Non vogliate, vi prego, lasciare che il ritorno mi sia più amaro di quanto sia stata la partenza! Infatti come posso credermi reintegrato, se sono distaccato da quelli a cui debbo la mia reintegrazione? Magari P. Clodio non solo vivesse, ma fosse anche pretore, console, dittatore, piuttosto che vedere un tale spettacolo! 0 dei immortali, O uomo forte che dovete preservare, giudici! "No, no-dice- che quell'individuo abbia pur scontato il castigo meritato; noi sottostiamo a pene immeritate, se così è necessario" Quest'uomo nato per la patria morrà in qualche luogo che non sia la patria? Conserverete le testimonianze di questo coraggio e permetterete che il suo sepolcro non sia in Italia? Beata quella terra, che ospiterà tale uomo, ingrata questa, se lo scaccerà, |misera se lo perderà!
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Sexto decimo anno post reges exactos seditionem populus Romae fecit, tamquam a senatu atque consulibus premeretur. Tum et ipse sibi tribunos plebis quasi proprios iudices et defensores creavit, per quos contra senatum et consules tutus esse posset. Sequenti anno Volsci contra Romanos bellum repareverunt; victi sunt acie Coriolosque civitatem, quam habebant optimam, perdiderunt. Octavo decimo anno postquam reges eiedti erant, expulsus est ex urbe Q. Marcius Coriolanus, dux Romanus, qui Coriolos coperat, Volscorum civitatem
Nel sedicesimo anno dopo la cacciata dei re il popolo di Roma fece una secessione, come se fosse oppresso dai consoli e dal senato. Allora il popolo elesse per sé dei tribuni della plebe come propri giudici e difensori, attraverso i quali potesse essere al sicuro contro i soprusi del senato e dei consoli. Sequenti anno Volsci contra Romanos bellum reparaverunt, et victi acie etiam Coriolos civitatem, quam habebant optimam, perdiderunt. Durante l’anno sucessivo, i Volsci ripresero le ostilità contro i Romani; ed essendo stati sconfitti sul campo di battaglia, persero anche Corioli, la migliore città che avevano. Nell'anno seguente i Volsci rinnovarono guerra contro i romani, vennero vinti in battaglia e persero la città di Corioli, che avevano la migliore città che avevano. Nel diciottesimo anno dopo che erano stati cacciati i re, fu espulso dalla cittàCoriolano, comandante romano, che aveva preso Corioli, città dei Volsci.
versione dal libro matrix 2 pagina 313
Inizio: sexto decimo anno post reges exactos ...
"Nel sedicesimo anno dopo che furono cacciati i re, il popolo fece un'insurrezione a Roma, tale che fu frenata dal senato e dai consoli. Allora il popolo creò come propri giudici e difensori i tribuni della plebe, attraverso i quali potesse essere salvaguardato di fronte al senato ed ai consoli".