- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Ergo Hadriano Romae et provinciarum in imperio successit ...
Dunque ad Adriano, nel governo di Roma e delle province, successe T. Antonino Fulvio Boionio, nato da una famiglia illustre, ma non particolarmente antica; era considerato un grande uomo. Amava gli uomini giusti, viceversa disprezzava gli uomini disonesti, manteneva ricco l'erario di Roma, era apprezzato dai cittadini per via della benevolenza. I popoli barbari deponevano le armi, ricomponevano le controversie ed obbedivano al parere di Antonino. Dai cittadini e dagli stranieri era definito "il Pio" per via della clemenza. Morì a Lorio, una sua tenuta, e meritatamente veniva innalzato tra gli dei Superi. Successivamente governano Roma M. Antonino Vero e L. Annio Antonino Vero. Vero Annio Antonino aveva la figlia di M. Antonino in sposa, invece M. Antonino era il genero di Antonino il Pio tramite la moglie Galeria Faustina, sua cugina. Costoro, insieme agli alleati, conducevano una guerra contro i Parti, feroci nemici di Roma.
Versione tratta da: Eutropio
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Lysander Spartae gignitur et magnam relinquit suae vitae famam ...
Lisandro viene messo al mondo a Sparta, e lascia un grande ricordo della sua vita. Infatti gli abitanti di Atene facevano una guerra contro gli abitanti del Peloponneso. Lisandro sconfigge in battaglia gli abitanti di Atene, non grazie al coraggio delle sue truppe, ma grazie all'indisciplina dei nemici: infatti gli abitanti di Atene non ascoltavano gli ordini dei comandanti, ma abbandonavano le navi e davano le spalle agli Spartani. Per questa ragione venivano sottomessi dagli avversari. Dopo la vittoria sugli abitanti di Atene, Lisandro si fa superbo: alla fine gli Spartani cadono in odio alla Grecia. Presso il fiume Ego, Lisandro sconfigge in battaglia le truppe di Atene. In ogni luogo affida il potere a dieci cittadini. Così, fonda nelle città della Grecia il potere dei decemviri. Dopo la vittoria, Lisandro tornava dall'Asia e deviava verso Taso: infatti Taso era un'isola leale verso gli abitanti di Atene, e Lisandro desiderava rovesciare Taso. Nel frattempo, gli Spartani smantellano il potere dei decemviri di Lisandro, e Lisandro si infiamma di collera. Gli Spartani facevano le guerre sulla base dei pareri degli dei: Lisandro, per primo, cerca di corrompere l'oracolo di Delfi, ma invano. Allora si dirige a Dodona; infatti a Dodona, in Epiro, c'era un oracolo di Giove: anche da qui viene scacciato. Alla fine giunge presso il tempio di Giove, in Egitto, ma i sovrintendenti di Giove scacciano Lisandro dal tempio; mandano ambasciatori a Sparta e accusano Lisandro, ma Lisandro viene assolto. Successivamente Lisandro viene inviato in aiuto agli abitanti di Orcomeno, e viene ucciso dai Tebani presso Aliarto.
Versione tratta da: Cornelio Nepote
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Sabini cruentum bellum contra populum Romanum parabant...
I Sabini preparavano una guerra sanguinaria contro il popolo Romano, pertanto affidano a Tito Tazio il comando di tutto il popolo. Tito conduce verso Roma molte truppe. I Sabini, però, non sconfiggono la città con le armi, ma, per mezzo dell'oro, corrompono Tarpea, una fanciulla Romana. Tarpea era considerata dai concittadini una donna frivola e pretenziosa. I Sabini trasformano la stupidità della fanciulla in un loro vantaggio e, con l'inganno, ordinano alla fanciulla: O fanciulla, apri velocemente le porte di Roma, e guida una piccola truppa di uomini armati. Se aprirai le porte della tua città, ti daremo ciò che portiamo sulle braccia sinistre. La donna sciocca viene ingannata, infatti, i Sabini intendono le armi, le lance e gli scudi (che portavano con le braccia sinistre), Tarpea, al contrario, capisce i gioielli d'oro e d'argento. E così dall'avida fanciulla vengono aperte le porte, e la patria viene consegnata: subito i Sabini, per mezzo degli scudi, schiacciano la fanciulla, ed espugnano Roma. La donna, di nascosto, cerca la fuga, ma Romolo, il re dei Romani, la punisce e la butta giù da un'alta rupe presso il Campidoglio. I Romani chiameranno l'alta rupe "Tarpea", in memoria dell'episodio. Successivamente, dalla rupe Tarpea, verranno buttati giù gli uomini sleali.
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
parabant indicativo imperfetto terza persona plurale (paro) Paradigma: paro, paras, paravi, paratum, parāre - verbo transitivo I coniugazione
tradunt indicativo presente terza persona plurale (trado) Paradigma: trado, tradis, tradidi, traditum, tradĕre - verbo transitivo III coniugazione
admovet indicativo presente terza persona singolare (admoveo) Paradigma: admoveo, admoves, admovi, admotum, admovēre - verbo transitivo II coniugazione
debellant indicativo presente terza persona plurale (debello) Paradigma: debello, debellas, debellavi, debellatum, debellāre - verbo transitivo I coniugione
corrumpunt indicativo presente terza persona plurale (corrumpo) Paradigma: corrumpo, corrumpis, corrupi, corruptum, corrumpĕre - verbo transitivo III coniugazione
convertunt indicativo presente terza persona plurale (converto) Paradigma: converto, convertis, converti, conversum, convertĕre - verbo transitivo III coniugazione
imperant indicativo presente terza persona plurale (impero) Paradigma: impero, imperas, imperavi, imperatum, imperāre - verbo intransitivo I coniugazione
Aperi imperativo presente seconda persona singolare (aperio) Paradigma: aperio, aperis, aperui, apertum, aperīre - verbo transitivo IV coniugazione
duc imperativo presente seconda persona singolare (duco) Paradigma: duco, ducis, duxi, ductum, ducĕre - verbo transitivo III coniugazione
aperueris congiuntivo perfetto seconda persona singolare (aperio) Paradigma: aperio, aperis, aperui, apertum, aperīre - verbo transitivo IV coniugazione
dabimus indicativo futuro semplice prima persona plurale (do) Paradigma: do, das, dedi, datum, dāre - verbo transitivo I coniugazione
gerimus indicativo presente prima persona plurale (gero) Paradigma: gero, geris, gessi, gestum, gerĕre - verbo transitivo III coniugazione
fallitur indicativo presente passivo terza persona singolare (fallo) Paradigma: fallo, fallis, fefelli, falsum, fallĕre - verbo transitivo III coniugazione
gerebant indicativo imperfetto terza persona plurale (gero) Paradigma: gero, geris, gessi, gestum, gerĕre - verbo transitivo III coniugazione
significabant indicativo imperfetto terza persona plurale (significo) Paradigma: significo, significas, significavi, significatum, significāre - verbo transitivo I coniugazione
intelligebat indicativo imperfetto terza persona singolare (intellego) Paradigma: intellego, intellegis, intellexi, intellectum, intellegĕre - verbo transitivo III coniugazione
aperiuntur indicativo presente passivo terza persona plurale (aperio) Paradigma: aperio, aperis, aperui, apertum, aperīre - verbo transitivo IV coniugazione
proditur indicativo presente passivo terza persona singolare (prodo) Paradigma: prodo, prodis, prodidi, proditum, prodĕre - verbo transitivo III coniugazione
obruunt indicativo presente terza persona plurale (obruo) Paradigma: obruo, obruis, obrui, obrutum, obruĕre - verbo transitivo III coniugazione
expugnant indicativo presente terza persona plurale (expugno) Paradigma: expugno, expugnas, expugnavi, expugnatum, expugnāre - verbo transitivo I coniugazione
petit indicativo presente terza persona singolare (peto) Paradigma: peto, petis, petivi, petitum, petĕre - verbo transitivo III coniugazione
punit indicativo presente terza persona singolare (punio) Paradigma: punio, punis, punivi, punitum, punīre - verbo transitivo IV coniugazione
praecipitat indicativo presente terza persona singolare (praecipito) Paradigma: praecipito, praecipitas, praecipitavi, praecipitatum, praecipitāre - verbo transitivo I coniugione
SOSTANTIVI
Sabini nominativo maschile plurale (Sabini sostantivo maschile II declinazione (Sabini, Sabinorum))
bellum accusativo neutro singolare (bellum sostantivo neutro II declinazione (bellum, belli))
populum accusativo maschile singolare (populus sostantivo maschile II declinazione (populus, populi))
imperium accusativo neutro singolare (imperium sostantivo neutro II declinazione (imperium, imperii))
Tito Tatio dativo maschile singolare (Titus Tatius, nome proprio)
copias accusativo femminile plurale (copia sostantivo femminile I declinazione (copia, copiae))
oppidum accusativo neutro singolare (oppidum sostantivo neutro II declinazione (oppidum, oppidi))
armis ablativo neutro plurale (arma sostantivo neutro II declinazione (arma, armorum))
auro ablativo neutro singolare (aurum sostantivo neutro II declinazione (aurum, auri))
Tarpeiam accusativo femminile singolare (Tarpeia sostantivo femminile I declinazione (Tarpeia, Tarpeiae))
puellam accusativo femminile singolare (puella sostantivo femminile I declinazione (puella, puellae))
stultitiam accusativo femminile singolare (stultitia sostantivo femminile I declinazione (stultitia, stultitiae))
utilitatem accusativo femminile singolare (utilitas sostantivo femminile III declinazione (utilitas, utilitatis))
dolo ablativo maschile singolare (dolus sostantivo maschile II declinazione (dolus, doli))
puella vocativo femminile singolare (puella sostantivo femminile I declinazione (puella, puellae))
portas accusativo femminile plurale (porta sostantivo femminile I declinazione (porta, portae))
oppidum accusativo neutro singolare (oppidum sostantivo neutro II declinazione (oppidum, oppidi))
virorum genitivo maschile plurale (vir sostantivo maschile II declinazione (vir, viri))
catervam accusativo femminile singolare (caterva sostantivo femminile I declinazione (caterva, catervae))
brachiis ablativo neutro plurale (brachium sostantivo neutro II declinazione (brachium, brachii))
femina nominativo femminile singolare (femina sostantivo femminile I declinazione (femina, feminae))
arma nominativo neutro plurale (arma sostantivo neutro II declinazione (arma, armorum))
tela nominativo neutro plurale (telum sostantivo neutro II declinazione (telum, teli))
scuta nominativo neutro plurale (scutum sostantivo neutro II declinazione (scutum, scuti))
ornamenta nominativo neutro plurale (ornamentum sostantivo neutro II declinazione (ornamentum, ornamenti))
armillas accusativo femminile plurale (armilla sostantivo femminile I declinazione (armilla, armillae))
argento ablativo neutro singolare (argentum sostantivo neutro II declinazione (argentum, argenti))
puella ablativo femminile singolare (puella sostantivo femminile I declinazione (puella, puellae))
portae nominativo femminile plurale (porta sostantivo femminile I declinazione (porta, portae))
patria nominativo femminile singolare (patria sostantivo femminile I declinazione (patria, patriae))
scutis ablativo neutro plurale (scutum sostantivo neutro II declinazione (scutum, scuti))
fuga accusativo femminile singolare (fuga sostantivo femminile I declinazione (fuga, fugae))
Romulus nominativo maschile singolare (Romulus sostantivo maschile II declinazione (Romulus, Romuli))
rex nominativo maschile singolare (rex sostantivo maschile III declinazione (rex, regis))
Romanorum genitivo maschile plurale (Romanus sostantivo maschile II declinazione (Romanus, Romani))
Tarpeiam accusativo femminile singolare (Tarpeia sostantivo femminile I declinazione (Tarpeia, Tarpeiae))
saxo ablativo neutro singolare (saxum sostantivo neutro II declinazione (saxum, saxi))
Capitolium accusativo neutro singolare (Capitolium sostantivo neutro II declinazione (Capitolium, Capitolii))
AGGETTIVI
cruentum accusativo neutro singolare (cruentus, cruenta, cruentum - aggettivo I classe)
cuncti nominativo maschile plurale (cunctus, cuncta, cunctum - aggettivo I classe)
multas accusativo femminile plurale (multus, multa, multum - aggettivo I classe)
Romanam accusativo femminile singolare (Romanus, Romana, Romanum - aggettivo I classe)
vanam accusativo femminile singolare (vanus, vana, vanum - aggettivo I classe)
ambitiosam accusativo femminile singolare (ambitiosus, ambitiosa, ambitiosum - aggettivo I classe)
suam accusativo femminile singolare (suus, sua, suum - aggettivo possessivo)
celeriter avverbio (da celer, celeris, celere - aggettivo II classe)
armatorum genitivo maschile plurale (armatus, armata, armatum - aggettivo I classe)
parvam accusativo femminile singolare (parvus, parva, parvum - aggettivo I classe)
sinistris ablativo maschile plurale (sinister, sinistra, sinistrum - aggettivo I classe)
stolida nominativo femminile singolare (stolidus, stolida, stolidum - aggettivo I classe)
sinistris ablativo maschile plurale (sinister, sinistra, sinistrum - aggettivo I classe)
avida ablativo femminile singolare (avidus, avida, avidum - aggettivo I classe)
alto ablativo neutro singolare (altus, alta, altum - aggettivo I classe)
ALTRE FORME GRAMMATICALI
quia congiunzione causale
contra preposizione ( accusativo)
autem congiunzione avversativa
non... sed locuzione congiuntiva (non... ma)
in preposizione ( accusativo)
Postquam congiunzione temporale
tibi pronome personale dativo seconda persona singolare (tu, tui, tibi, te, te)
quod pronome relativo accusativo neutro singolare (qui, quae, quod)
itaque congiunzione conclusiva
mox avverbio
clam avverbio
apud preposizione ( accusativo)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Postquam Romanus exercitus in Germaniam intravit, subacti Canninefates, Attuarii, Bructeri, recepti Cherusci, transitus Visurgis ...
Dopo che l'esercito romano penetrò nella Germania, vennero assoggettati i Canninefati, gli Attuarii, i Bructeri, sottomessi i Cherusci, si attraversò il Visurgi, furono penetrate le regioni più lontane. Tiberio si addossava ogni compito dell'asprissima e rischiosissima guerra, e mise a capo di tutte le altre, che erano di minor pericolo, il luogotenente Senzio Saturnino, uomo ricco di varie virtù, diligente, pronto, prudente ed estremamente resistente alle fatiche militari, e al contempo espertissimo. La campagna militare, prolungatasi fino al mese di dicembre, recò il beneficio di un'immane vittoria. Nell'estate successiva, sotto il comandante Tiberio, compimmo grandissime imprese. L'intera Germania fu perlustrata con le armi, (furono) sconfitte popolazioni dal nome pressoché sconosciuto (lett. : "pressoché sconosciute quanto ai nomi"), assoggettate le genti dei Cauci; tutta la gioventù, smisurata nel numero, immane nelle corporature, sicurissima per la posizione di luoghi, riconsegnò le armi insieme ai propri comandanti. Furono abbattuti i Longobardi, popolo più feroce anche della ferocia germanica; infine l'esercito romano fu condotto con le insegne fino al fiume Albi, che scorre presso il territorio dei Sermoni. Nella medesima località, per straordinaria fortuna e per la scrupolosità del comandante, la flotta, che aveva navigato rasente le insenature dell'Oceano, si riunì all'esercito vittoriosa (lett. : "con la vittoria") su moltissime genti, con abbondantissima quantità di ogni bene.
Versione tratta da: Velleio Patercolo
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Hamilcar, cognomine Barca, Carthaginiensis, primo Poenico bello, sed temporibus extremis, admodum adolescentulus in Siciliam ...
Amilcare, di soprannome Barca, cartaginese, molto giovane guidò l'esercito in Sicilia nella prima guerra punica, ma nei periodi finali. Non arretrò mai davanti al nemico, e anzi lo provocò di frequente, e riuscì sempre vincitore. Successivamente, i Cartaginesi furono sconfitti con la flotta dal console C. Lutazio presso le isole Egadi, e Amilcare richiese la pace ai Romani: la patria, infatti, impoverita dalle spese, non poteva sopportare più a lungo le sciagure della guerra. Non appena Amilcare giunse a Cartagine, esplose una guerra intestina: dapprima i soldati mercenari, di cui i Cartaginesi si erano serviti contro i Romani, si ribellarono, sollevarono l'intera Africa, attaccarono Cartagine. I Cartaginesi, atterriti dalla paura, chiesero truppe ausiliarie ai Romani, ma infine nominarono Amilcare comandante supremo. Egli non soltanto stornò i nemici dalle mura di Cartagine, ma riconsegnò alla patria anche tutte le città ribelli, le più potenti dell'intera Africa. In seguito, con animo sicuro ed estremamente avverso nei confronti dei romani, il comandante fu inviato in Spagna insieme all'esercito, e lì portò con sé il figlio Annibale, molto giovane. In più c'era, con Amilcare, un giovane insigne, bellissimo, Asdrubale, che guidò l'esercito dopo la morte di lui e per primo traviò con la corruzione le antichissime consuetudini dei Cartaginesi. Ma Amilcare, dopo che oltrepassò il mare ed arrivò in Spagna, realizzò grandi cose grazie alla sorte favorevolissima: soggiogò popolazioni molto importanti e molto bellicose, arricchì l'Africa intera di cavalli, armi, uomini e denaro. Otto anni dopo che era arrivato in Spagna, venne ucciso mentre combatteva in battaglia contro i Vettoni.
Versione tratta da: Cornelio Nepote