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Ego te quam primum, mea vita, cupio videre...
Io desidero vederti quanto prima, vita mia e morire nel tuo abbraccio dato che né gli dèi, che tu castissimamente hai venerato, né gli uomini, a cui io sempre ho servito, ci furono grati. Cosa ora dovrei chiederti, che tu giunga, donna malata e sfinita nel corpo e nell'animo? Il mio Cicerone cosa dovrebbe fare? In verità lui è sempre nel mio cuore e nel mio abbraccio. Non posso scrivere ormai di più: il dolore me lo impedisce. Ora io misero quando riceverò ormai le tue lettere? Chi me le consegnerà? Abbiamo vissuto molto onestamente, abbiamo prosperato: non ci ha abbattuto il nostro vizio, ma la nostra virtù. Abbi cura di stare bene, e di pensare, che io sono agitato più impetuosamente dalla tua miseria che dalla mia. Mia Terenzia, fedelissima e ottima moglie, e mia carissima figlioletta e nostra residua speranza, Cicerone, state bene.
(By Maria D.)
Versione tratta da Cicerone
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Fame coacta est vulpes et in alta vinea uvam appetebat. Summis viribus saliebat; quoniam eam tangere non potuit nam aberat discedit et exclamavit...
Una volpe fu spinta dalla fame e cercava di afferrare l'uva su un'alta vite. Saliva con sommi sforzi; dato che non riuscì a toccarla - infatti era lontana - si allontanò e esclamò: "Non è ancora matura; non voglio prenderla acerba". Coloro che screditano con le parole quelle cose che non possono fare, devono attribuire quest'esempio a loro stessi.
(By Maria D. )
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Gli anelli Antiqui anulum non ut ornatum sed ut signum gestabant. Unde nec plus habere quam unum anulum licebat, nec cuiquam nisi libero eum digito inserere, quia soli liberi fidem interponere poterant...
Gli antichi portavano l'anello non come ornamento ma come sigillo. Per cui non era lecito avere più di un anello, né inserirlo al dito di ognuno se non un libero, perché i liberi soltanto potevano interporre la fiducia; perciò gli schiavi non avevano il diritto dell'anello. Nell'anello sia se di ferro sia se d'oro c'era un'incisione e lo portava chiunque liberamente, su entrambe le mani, al dito che voleva. Poi l'utilizzo dell'età più ricca iniziò a scolpire i sigilli con gemme preziose: così relegarono alla mano sinistra l'uso dell'anello, la quale era meno usata. Scelsero in verità, nella stessa mano sinistra, il dito più vicino al più piccolo. Infatti il pollice, non di meno rispetto all'intera mano, è sempre in opera; in verità il dito indice è nudo e senza protezione; evitarono il medio e il più piccolo perché inadatti, l'uno per la grandezza, l'altro perché corto.
(by Maria D.)
Versione tratta da Macrobio
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Mithridates, qui Ponti rex erat atque Armeniam minorem et totum Ponticum mare tenebat...
Mitridate, che era il re del Ponto e occupava l'Armenia Minore e tutto il Mar Pontico, prima di tutto respinse dalla Bitinia Nicomede, re e amico del popolo romano; poi occupò la Cappadocia e la Paflagonia. Da lì si diresse ad Efeso e inviò lettere per l'intera Asia, dovunque si fossero trovati i cittadini romani, affinché fossero uccisi in un giorno. Frattanto anche Atene fu consegnata dagli Ateniesi a Mitridate. Mitridate aveva infatti inviato in Grecia Archelao, suo condottiero, tramite il quale fu occupata l'intera Grecia. Il senato romano inviò contro di lui Lucio Cornelio Silla con un ingente esercito. Quello bloccò Archelao presso il Pireo, non lontano da Atene e conquistò la stessa Atene. Mitridate inviò ad Archelao un nuovo esercito dall'Asia, contro cui Silla compì di nuovo una battaglia: tutte le milizie di Mitridate furono distrutte e lo stesso Archelao si nascose per tre giorni sguarnito nelle paludi. Dopo che udì ciò, Mitridate ordinò che si trattasse con Silla in merito alla pace.
(By Maria D. )
Versione tratta da Eutropio
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Alterum genus est equitum. Hi cum est usus atque aliquod bellum incidit...exanimantur homines.
Un altro ordine è dei cavalieri. Questi quando c'è la necessità e capita qualche guerra - cosa che prima dell'arrivo di cesare soleva accadere quasi ogni anno, o perché questi stessi arrecavano offese o per respingere le offese arrecate -, erano tutti riversati nella guerra, e come ciascuno di loro è più importante per genere e risorse, così ha intorno a sé moltissimi servi e clienti. Hanno conosciuto quest'unica grazia e potenza. Per il fatto che la vita se non di un uomo sia restituita in cambio della vita di un uomo, pensano che la volontà degli dèi immortali non possa essere placata diversamente, e hanno pubblicamente sacrifici ufficiali di questo stesso genere. Alcuni hanno simulacri d'immane grandezza, di cui riempiono le membra intrecciate di vimini con uomini vivi; queste incendiate, gli uomini vengono uccisi circondati dalla fiamma.
(By Maria D. )
Versione tratta da Cesare, De Bello Gallico VI, 15