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Polieno libro Agon
Φίλιππος Ῥοδίων πόλιν ἐν τῇ Περαίᾳ Πρινασσὸν ἐπολιόρκει· τῶν δὲ τειχῶν καρτερῶν ὄντων ἐπεχείρησεν ὑπορύττειν. πέτρας δὲ στερεωτάτης ἐν τῇ διώρυχι φανείσης καὶ τοῖς μεταλλευτικοῖς ὀργάνοις μηδαμῶς εἰκούσης ἐκέλευσε Φίλιππος μεθ᾽ ἡμέραν μὲν ἐπὶ τὴν διωρυχὴν καταβαίνειν ὡς ἐργαζομένους δὴ καὶ προκαλύμματα ὑπερέτεινεν ὡς βουλόμενος λανθάνειν· τὰ δὲ ἦν ἄρα φανερὰ τοῖς πολεμίοις ἀπὸ τῶν τειχῶν ὁρῶσι. νύκτωρ δὲ ἐκέλευσε τοὺς στρατιώτας ἀπὸ σταδίων ὀκτὼ ἢ δέκα ἔκ τινος βαθείας φάραγγος ἀνακομίζοντας χοῦν μεταβάλλειν πρὸ τοῦ στόματος τῶν ὀρυγμάτων· ἐπεὶ δὲ πολὺς χοῦς ἐγήγερτο σωρηδὸν, μεθ᾽ ἡμέραν οἱ ἀπὸ τῶν τειχῶν ἰδόντες τοῦτο, ἐκεῖνο ἐπίστευσαν, ὡς ἡ πόλις κάτωθεν ὑπορώρυκται. οὗτος ὁ φόβος ἔπεισεν αὐτοὺς παραδοῦναι Φιλίππῳ τὴν πόλιν. ὕστερον δὲ τὴν ἀπάτην μαθόντες πολλὰ τὴν αὑτῶν ἄνοιαν κατωδύραντο.
Filippo assediava Prinasso città dei Rodii nella Perea, ma poiché le sue mura erano assai salde, cercò di scavarvi sotto delle gallerie. Dal momento che nel corso dello scavo si era presentata una roccia durissima, che non cedeva in nessun modo agli attrezzi utilizzati per scavare, Filippo ordinò che di giorno scendessero nel fossato, facendo finta di continuare a lavorare, e vi estendessero delle coperture quasi che volesse tenere nascosto lo scavo. Questo era appunto ciò che i nemici potevano vedere dalle mura. Di notte invece ordinò che dei soldati prelevassero della terra da un profondo burrone distante otto o dieci stadi e la accumulassero danti all'imboccatura degli scavi: cosicchè di giorno gli uomini che erano sulle mura, vedendo crescere a mucchi un gran cumulo terra rimossa, non dubitavano che una galleria venisse scavata sotto la città. Questa paura li convinse a consegnare la città a Filippo, ma in seguito quando si accorsero dell'inganno, deplorarono vivamente la loro insensatezza.
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Polieno versione greco libro Alfa beta grammata
Πελοπίδας έν Θετταλίᾳ ποταμόν διαβῆναι μή δυνάμενος επικειμένων πολεμίων στρατοπεδεύσας τοῦ ποταμοῦ πρόσθεν χάρακα περιεβάλετο• πολλήν ὒλην τεμών άναπαύσας τούς στρατιώτας νυκτί μέσῃ τόν χάρακα κατέφλεξε. Τοῦ δέ πυρός έπί μέγα αίρομένου πανταχόθεν οί μέν πολέμιοι διώκειν έκωλύοντο. οί δέ άμφι Πελοπίδαν ασφαλῶς τόν ποταμόν διῆλθον. Θήβας έφύλασσε φρουρά Λακωνική, καί φρούραρχος έπι τῆς Καδμείας έτέτακτο. Ἦν Αφροδίτης εορτή• αί μέν γυναίκες έπαιζον τῇ θεῷ• οί δέ άνδρες άμφι ταύτας εἶχον. Έδοξε τῷ φρουράρχῳ τιμῆσαι τήν θεόν έκάλεσεν εταίρας. "Εχων ξιφίδιον κρυπτόν Πελοπίδας είσέχεται και τόν φρούραρχον άνελών ήλευθέρωσε τάς Θήβας
Pelopida in Tessaglia non potendo attraversare il fiume dei nemici che incombevano essendosi accampato davanti al fiume poneva attorno una trincea; tagliando molta legna dopo aver fatto riposare i soldati nel mezzo della notte bruciò la trincea. Sollevandosi molto il fuoco dappertutto i nemici venivano ostacolati a spingere. Gli amici di Pelopida attraversarono il fiume con sicurezza. Il corpo di spedizione Spartano sorvegliava Tebe, e un comandante di guarnigione era stato schierato contro Cadmo. Era la festa di Afrodite: mentre le donne cantavano alla dea; gli uomini invece stavano intorno ad esse. Al frurarco sembrò opportuno venerare la dea chiamò i compagni. Pelopida che aveva un pugnale nascosto giunge e avendo ucciso il frurarco liberò Tebe.
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Agide re di sparta allontana i nemici con uno stratagemma
versione greco Polieno e traduzione
Inizio: "αγις ο βασιλευς, Πελοποννησιων Λακεδαιμονιοις τους πολεμους φοβησαι ...
Intraprendendo gli abitanti del Peloponneso una guerra agli Spartani, Il re Agide, volendo spaventare i nemici, inviò disertori che annunciassero che una grande alleanza nella notte successiva avrebbe attaccato gli Spartani. Per tutto il giorno legò le bocche degli animali, iniziata la notte le sciolse, cosicché gli animali essendo affamati, sciolti dai lacci, assumendo erba, saltavano, mugghiavano e facevano molto rumore; e le forre dei monti facevano eco. Ordinò che i soldati sparpagliati chi da una parte chi da un'altra accendessero duplici e triplici fuochi. E gli abitanti del Peloponneso, ingannati dalla moltitudine di grida e dalla grandezza del rumore, subito se ne andavano fuggendo.
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La battaglia di Salamina - versione greco Polieno
Θεμιστοκλής έναυλόχει περι Σαλαμίνα τόϊς "Ελλησιν έδόκει φεύγειν. Θεμιστοκλεΐ ναυμαχεί ν έν στενή θαλασσή. 'Ως δέ μένειν ουκ έπειθεν. ήν αϋτω Σίκιννος εύνοϋχος παιδαγωγός τοιν παίδοιν, νύκτωρ δέ τον Σίκιννον τούτον εις βασιλέα πέμπει μηνύσοντα κατ" εύνοιαν δή οτι άποδιδράσκει τό 'Ελληνικόν «Άλλ' εΐα ναυμαχεί». Πείθεται βασιλεύς και ναυμαχεί, και τό πλήθος των τριηρών συνετριψεν ή στενή θάλασσα* οί δέ "Ελληνες άκοντες ένίκησαν τή σοφία τοΰ στρατηγού.
Temistocle stava all’ancora presso Salamina: ai Greci sembrava opportuna fuggire, a Temistocle invece combattere nello stretto del mare. Poiché non li convinse a rimanere, egli aveva come precettore dei fanciulli l’eunuco Sicinno, e di notte mandò Sicinno dal re, che riferì con benevolenza che i Greci sarebbero scappati: “Ma suvvia, combattete”. Il re si convinse e combatté, e lo stretto del mare fiaccò la maggior parte delle triremi: i Greci controvoglia vinsero con la saggezza del capitano.
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Slealtà di un re Ellenistico
Polieno versione greco traduzione libro metis
Απολλοδορω ς ο Κασσαυδρευς δικην φευγων ως επιτιθεμενος τυραννιδι, προελθων εν μελαινη εσθητι, την γυναικα και τας θυγατερας εν ομοιω σχηματι προαγαγων, ικετηριας προτεινων αυτον ες πασαν τιμωριαν εξεδωκε τοις δικασταις οι παθοντες αφεσιν αυτω του εγκληματος εψηφισαντο. Αφεις Απολλοδωρος ουκ ες μακραν την τυραννιδα κατεσχε και μαλιστα δη τους αφεντας διξαστας ωμως εκολασε την σωτηριαν αναφερων εις εαυτου στρατηγιαν, ουκ εις την εκεινων φιλανθπωπιαν.
Il Cassandreo Apollodoro, sotto processo per avere aspirato alla tirannide, si presentò in abito nero. Conducendo avanti la moglie e le figlie vestite in modo simile, stendendo rami da supplice, consegnò se stesso ai giudici dicendo di essere pronto ad affrontare qualunque pena: quelli allora presi da pietà votarono l'assoluzione dall'accusa. Apollodoro, non molto tempo dopo l'assoluzione assunse la tirannide e punì crudelmente soprattutto i giudici che l'avevano liberato, attribuendo la sua salvezza alla sua abilità strategica e non alla loro benevolenza