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TRATTATIVE DIPLOMATICHE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta - pag. 146 n. 4
ἅμα ἡλίῳ ἀνατέλλοντι κήρυκας ἔπεμψε περὶ σπονδῶνοἱ δ᾽ ἐπεὶ ἦλθον πρὸς τοὺς προφύλακας, ἐζήτουν τοὺς ἄρχοντας. ἐπειδὴ δὲ ἀπήγγελλον οἱ προφύλακες, Κλέαρχος τυχὼν τότε τὰς τάξεις ἐπισκοπῶν εἶπε τοῖς προφύλαξι κελεύειν τοὺς κήρυκας περιμένειν ἄχρι ἂν σχολάσῃ οἱ δ᾽ ἐπεὶ ἦλθον πρὸς τοὺς προφύλακας, ἐζήτουν τοὺς ἄρχοντας. ἐπειδὴ δὲ ἀπήγγελλον οἱ προφύλακες, Κλέαρχος τυχὼν τότε τὰς τάξεις ἐπισκοπῶν εἶπε τοῖς προφύλαξι κελεύειν τοὺς κήρυκας περιμένειν ἄχρι ἂν σχολάσῃ. ἐπεὶ δὲ κατέστησε τὸ στράτευμα ὡς καλῶς ἔχειν ὁρᾶσθαι πάντῃ φάλαγγα πυκνήν, ἐκ τῶν ὅπλων δὲ μηδένα καταφανῆ εἶναι, ἐκάλεσε τοὺς ἀγγέλους, καὶ αὐτός τε προῆλθε τούς τε εὐοπλοτάτους ἔχων καὶ εὐειδεστάτους τῶν αὑτοῦ στρατιωτῶν καὶ τοῖς ἄλλοις στρατηγοῖς ταὐτὰ ἔφρασεν. ἐπεὶ δὲ ἦν πρὸς τοῖς ἀγγέλοις, ἀνηρώτα τί βούλοιντο. οἱ δ᾽ ἔλεγον ὅτι περὶ σπονδῶν ἥκοιεν ἄνδρες οἵτινες ἱκανοὶ ἔσονται τά τε παρὰ βασιλέως τοῖς Ἕλλησιν ἀπαγγεῖλαι καὶ τὰ παρὰ τῶν Ἑλλήνων βασιλεῖ. ὁ δὲ ἀπεκρίνατο·-ἀπαγγέλλετε τοίνυν αὐτῷ ὅτι μάχης δεῖ πρῶτον· ἄριστον γὰρ οὐκ ἔστιν οὐδ᾽ ὁ τολμήσων περὶ σπονδῶν λέγειν τοῖς Ἕλλησι μὴ πορίσας ἄριστον. ταῦτα ἀκούσαντες οἱ ἄγγελοι ἀπήλαυνον
TRADUZIONE
Al sorgere del sole, il re dei persiani mandò dei messaggeri ai Greci a proposito di una tregua. Questi, dopo che arrivarono nei pressi delle sentinelle, chiesero dei capi. Quando le sentinelle l’ ebbero annunciati, Clearco, che in quel momento si trovava ad ispezionare gli schieramenti, disse alle sentinelle di chiedere ai messaggeri di aspettare fino a che avesse tempo. Dopo che aveva disposto l’esercito, chiamò i messaggeri, anzi, egli stesso avanzò scortato dai più equipaggiati e di più bell’aspetto dei suoi soldati e faceva cenno agli altri strateghi di imitarlo. Quando fu presso i messaggeri domandò che cosa volessero. Questi, dissero che erano venuti per una tregua essendo uomini idonei per riferire le richieste del re ai greci e quelle dei greci al re. Questo rispose: “ Riferitegli, allora, che prima dobbiamo combattere: noi non abbiamo, infatti, di che pranzare e chi parlerebbe di tregua ai greci senza procurare loro il pranzo. ” Udendo queste parole i messaggeri si allontanarono.
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INEVITABILITà DELLA GUERRA
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Triakonta
INIZIO: Ει μεν ουν εξεστιν ειρήνην αγειν τη πολει και εφʹημιν εστι τοῦτο,
FINE: τουτο δ'εστιν ο τῶν αναλισκομενων χρημάτων πάντων Φιλιππος ωνεῖται, αυτος μεν πολεμεῖν υμῖν, υφ'υμων δε μη πολεμεισθαι.
TRADUZIONE
Se dunque alla città è possibile stare in pace e se questo dipende da noi, (per cominciare da qui) io sostengo che noi abbiamo il dovere di stare in pace e chi afferma questo ritengo giusto che lo scriva e agisca di conseguenza e non inganni; se invece un altro pur avendo le armi in pugno e con un grande esercito a parole ci fa proposte di pace, mentre di fatto è lui stesso ad avvalersi di azioni di guerra, cos’altro ci rimane se non difenderci? Se poi volete dire di essere in pace, come (fa) lui, io non ho niente da eccepire. Ma se uno concepisce come pace quella per effetto della quale lui dopo essersi impadronito di tutto il resto verrà contro di voi, prima di tutto è pazzo, poi parla della pace (come sarà) per lui da parte vostra, ma non (sarà così) per voi da parte sua; questo è quello che Filippo compra a prezzo di tutto il denaro che spende, (cioè) farvi guerra di sua iniziativa e nello stesso tempo non essere attaccato da voi.
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OCCASIONI PERDUTE
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Ου dei ύτπ ες ων φοβούνται εχειν η τοιούτον ω άνΰοες Άθψαΐοι παραπεπτωκ οτα καίξον άψεΐναι 2ουίε να&εϊν ταύτον οτσερ ύ ι πολλάκις προτεοον πεπόνθχτε ει γάρ ί 0 ηκομεν Έ ύβοεύ η βεβοτ ιριότες κα πανψ αν Άμφιπολιτων Ίέραξ και Στςατοκλης επι τουτί το βψοι κελεύοντες Άημ ας πλεΐν και ναραλοψ&κ νειν τψ πάλιν τψ αύτψ παοειχψεβ ν ιεϊς ύπεξ ημών αυτών πξο υμιαν ηνπερ ύπερ της Ευζοεων σωτηρίας είχετ αν Αμφπτολίν τοτβ και πάντων των μετά ταύτα αν ητε αττηλλαγμενοι πραγμάτων και πάλιν ηνίκα ΙΙυδνα Πο τώαια Μεθώνη Παγαο αι ταλλα Ινα μη κα έκαστα 60 λέγων οιατρ&ω πολιορκουμενα άπηγγελλετο εΐ τότε τούτων βν τω πρώτον προ ύμως και ως προσ ηκεν εβοη ησα μεν αυτοί ραονι και πολύ ταπεινοτερω νυν άν εχρωμεθα τω ΦιλιτΡΌΓω
TRADUZIONE
Non si deve, o ateniesi, lasciar passare l'occasione che si è presentata e ripetere un errore commesso ormai molte volte in passato. Se, quando siamo andati a portare aiuto agli Euboic e lerace e Stratocle di Anfipoli da questa tribuna vi esortavano a salpare e a prendere in consegna la città, noi ci fossimo impegnati per i nostri interessi come per la salvezza degli Euboici, allora avreste avuto Anfipoli e vi sareste sbarazzati di tutti i fastidi che seguirono. E ancora, quando ci fu riferita la notizia dell'assedio di Pidna, di Potidea, di Metone, di Pagase5 e di tutte le altre città, per non dilungarmi a elencarle una per una, se soltanto noi avessimo portato aiuto in modo risoluto e adeguato alla prima di queste, ora tratteremmo con un Filippo di gran lunga più arrendevole e umile.
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CAUSE Della SICCITA' IN EGITTO E IN GRECIA
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Triakonta
TRADUZIONE
A me sembra che gli Egiziani che abitano a nord del lago Meride e particolarmente nella regione chiamata Delta, se questa regione continua ad elevarsi in proporzione e ad accrescersi ugualmente, qualora il Nilo non la inondi, dovranno soffrire per tutto il tempo quello che una volta essi dissero che avrebbero dovuto soffrire i Greci. Avendo infatti saputo che tutta la terra dei Greci è bagnata dalla pioggia e non irrigata dai fiumi come la loro, dissero che i Greci, delusi una volta nella loro grande speranza, avrebbero dovuto soffrire la fame terribilmente. Queste parole vogliono significare che, se il dio non volesse mandar loro la pioggia ma causare invece la siccità, i Greci sarebbero presi dalla fame, poiché essi non hanno alcun'altra risorsa per avere l'acqua che non solo quella da Giove.
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ALCIBIADE METTE IN GUARDIA GLI STRATEGHI A EGOSPOTAMI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
TRADUZIONE
Alcibiade avendo visto dalle mura che gli Ateniesi erano ancorati presso una spiaggia e in nessuna città, che andavano a rifornirsi del necessario a Sesto che distava 15 stadi dalle navi, e che i nemici avevano ogni cosa nel porto e presso una città, disse che erano ormeggiati in un luogo non opportuno e consigliò invece di trasferire la flotta a Sesto vicino ad un porto e ad una città; stando lì, aggiunse: " Combatterete quando vorrete". Gli strateghi soprattutto Tideo e Menandro gli ordinarono di allontanarsi: infatti essi ora avevano il comando, non lui. Ed egli se ne andò.