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Ritirati in te stesso
VERSIONE DI GRECO di Marco Aurelio
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Ἀναχωρήσεις αὑτοῖς ζητοῦσιν ἀγροικίας καὶ αἰγιαλοὺς καὶ ὄρη, εἴωθας δὲ καὶ σὺ τὰ τοιαῦτα μάλιστα ποθεῖν. ὅλον δὲ τοῦτο ἰδιωτικώτατόν ἐστιν, ἐξόν, ἧς ἂν ὥρας ἐθελήσῃς, εἰς ἑαυτὸν ἀναχωρεῖν. οὐδαμοῦ γὰρ οὔτε ἡσυχιώτερον οὔτε ἀπραγμονέστερον ἄνθρωπος ἀναχωρεῖ ἢ εἰς τὴν ἑαυτοῦ ψυχήν, μάλισθ ὅστις ἔχει ἔνδον τοιαῦτα, εἰς ἃ ἐγκύψας ἐν πάσῃ εὐμαρείᾳ εὐθὺς γίνεται˙ τὴν δὲ εὐμάρειαν οὐδὲν ἄλλο λέγω ἢ εὐκοσμίαν. συνεχῶς οὖν δίδου σεαυτῷ ταύτην τὴν ἀναχώρησιν καὶ ἀνανέου σεαυτόν˙ βραχέα δὲ ἔστω καὶ στοιχειώδη ἃ εὐθὺς ἀπαντήσαντα ἀρκέσει εἰς τὸ πᾶσαν λύπην ἀποκλύσαι καὶ ἀποπέμψαι σε μὴ δυσχεραίνοντα ἐκείνοις ἐφ ἃ ἐπανέρχῃ. τίνι γὰρ δυσχερανεῖς; τῇ τῶν ἀνθρώπων κακίᾳ; ἀναλογισάμενος τὸ κρῖμα, ὅτι τὰ λογικὰ ζῷα ἀλλήλων ἕνεκεν γέγονε καὶ ὅτι τὸ ἀνέχεσθαι μέρος τῆς δικαιοσύνης καὶ ὅτι ἄκοντες ἁμαρτάνουσι καὶ πόσοι ἤδη διεχθρεύσαντες, ὑποπτεύσαντες, μισήσαντες, διαδορατισθέντες ἐκτέτανται, τετέφρωνται, παύου ποτέ.
TRADUZIONE
Si cercano un luogo di ritiro, campagne, lidi marini e monti; e anche tu sei solito desiderare fortemente un simile isolamento. Ma tutto questo è proprio di chi non ha la minima istruzione filosofica, visto che è possibile, in qualunque momento lo desideri, ritirarti in te stesso; perché un uomo non può ritirarsi in un luogo più quieto o indisturbato della propria anima, soprattutto chi ha, dentro, principî tali che gli basta affondarvi lo sguardo per raggiungere sùbito il pieno benessere: e per benessere non intendo altro che il giusto ordine interiore. Quindi concediti continuamente questo ritiro e rinnova te stesso; e siano brevi ed elementari i principî che, appena incontrati, basteranno a purgarti da ogni nausea e a congedarti senza che tu provi fastidio per le cose a cui ritorni. Che cosa, infatti, ti infastidisce? La cattiveria degli uomini? Considerati i termini del problema - e cioè che gli esseri razionali esistono gli uni per gli altri; che la tolleranza è parte della giustizia; che sbagliano senza volerlo - e considerato quanti già, dopo aver nutrito inimicizia, sospetto, odio, giacciono trafitti, ridotti in cenere, smettila, infine!
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Omicidio in palestra parla la difesa I Tetralogia
VERSIONE DI GRECO di Antifonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Τό μειράκιον ούχ ΰβρει ουδέ ακολασίᾳ, άλλά μελετών μετά των ήλίκων άκοντίζειν έν τῲ γυμνασίω, έβαλε μέν, ούκ άπέκτεινε δε ούδένα κατά γε την άλήθειαν ών έπραξεν, άλλου δ' εις αυτόν άμαρτόντος1 εις ακουσίους αιτίας ήλθεν. Ει μέν γάρ τό άκόντιον έξω των όρων της αύτοΰ πορείας έπί τον παΐδα έξενεχθέν ετρωσεν αυτόν, ουδείς αν ήμΐν λόγος2 ύπελείπετο μή φονεΰσιν είναι, του δε παιδός ύπό την τοϋ ακοντίου φοράν ύποδραμόντος και τό σώμα προστήσαντος, ό μέν διεκωλύθη του σκοπού τυχεΐν, ό δέ ύπό τό άκόντιον ύπελθών έβλήθη, και την αιτίαν ούχ ήμετέραν ούσαν προσέβαλεν ήμΐν. Λιά δέ τήν ύποδρομήν βληθέντος του παιδός, τό μέν μειράκιον ου δικαίως επικαλείται, ούδένα γάρ έβαλε τών άπό του σκοπού άφεστώτων• ό δέ παϊς εϊπερ έστώς φανερός ύμΐν έστι μή βληθείς, εκουσίως δ' ύπό τήν φοράν του ακοντίου ύπελθών, έτι σαφεστέρως δηλοΰται δια τήν αύτοΰ άμαρτίαν αποθανών ού γάρ άν εβλήθη άτρεμίζων και μή διατρέχων.
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CONOSCERE è RICORDARE
Versione greco Platone e traduzione
4 versioni diverse per questo stesso titolo
la prima (libro non pervenuto)
INIZIO: Ει δε γε οἶμαι λαβοντες πριν γενεσθαι γιγνομενοι απωλέσαμεν FINE: ουδεν αλλ'ἣ αναμιμνῄσκονται ουτοι, και ἡ μαθησις αναμνεσις αυ εἴη
«Dunque, se noi, prima di nascere, possedevamo questa conoscenza e, con la nascita, ne potemmo disporre, ne consegue che già prima e, poi, una volta nati, noi avevamo non solo il concetto di Eguale in sé e quello di Maggiore e di Minore, ma anche tutte le altre Idee. Perché il nostro discorso, ora, non vale solo per l'Eguale in sé ma anche per il Bello, per il Buono, per il Giusto, per il Santo, insomma per tutto ciò che noi, parlando, definiamo coi termine di ‹realtà in sé›, sia nelle questioni che poniamo che nelle risposte che diamo. Dunque, necessariamente, di tutte queste realtà, noi dobbiamo averne avuto conoscenza prima di nascere. » «È così. » «E se una volta acquistata, noi non perdessimo con la nascita, questa conoscenza, nasceremmo sempre sapienti e tali saremmo per tutta la vita. Esser sapienti, infatti, significa aver acquistato conoscenza di qualcosa e conservarla, non perderla; perché forse, dimenticanza non è, Simmia, perdita di conoscenza?» «Senza dubbio, Socrate. » «Al contrario, se dopo aver perduto con la nascita questa conoscenza precedentemente acquisita, in seguito, con l'uso delle sensazioni, noi veniamo riacquistando le cognizioni che un tempo avevamo, ciò che noi chiamiamo imparare non consiste forse in un riacquisto di quel sapere che era già nostro? E se questo noi chiamiamo ‹reminiscenza›, non diciamo bene?» «Sì, certo. » «Infatti, si è dimostrato, che, percependo noi una data cosa con la vista o l'udito o con qualche altro organo di senso, ci si presenta alla mente un'altra cosa, che avevamo dimenticato, ma che ha una relazione con la prima, che può assomigliarle o meno. Da qui, una delle due: o siamo nati con la conoscenza, ripeto, delle realtà in sé e continuiamo ad averla per tutta la vita, oppure, quelli che noi diciamo che imparano dopo non fanno che ricordarsi e, in tal caso, la sapienza non è che reminiscenza. » «Effettivamente è così, Socrate. »
La seconda dal libro taxis
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IMPRESE DI LEOSTENE
versione di greco
TRADUZIONE dal libro Triakonta - pag. 124 n. 4
TRADUZIONE
Leostene vedendo che tutta la Grecia era umiliata e come sbigottita, distrutta da quelli che accettavano doni da Filippo e Alessandro contro le loro patrie, e (vedendo) la nostra città bisognosa di un uomo, tutta la Grecia (bisognosa) di una città, la quale potesse mettersi a capo dell'egemonia, diede volontariamente se stesso alla patria, la città ai greci per la libertà. E (Leostene) allestito un esercito di mercenari, divenuto egemone dell'esercito della città, vinse combattendo in Beozia coloro che per primi si erano opposti alla libertà dei Greci, (ossia) i beoti e i macedoni e gli eubei e tutti gli altri loro alleati. Da qui giunto alle Termopili e occupati i passaggi attraverso i quali i barbari marciarono anche prima in Grecia, fece desistere Antipatro dall'ingresso in Grecia, ostacolato quello in questi territori e avendo vinto con la battaglia lo assediava avendolo bloccato a Lamia.
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NATURA INSTABILE DELLA COSTITUZIONE ATENIESE
VERSIONE DI GRECO di Polibio
Inizio: Η των αθηναιων πολιτεια εκφανεστατα
Fine: και αλογως ενιοτε σφαλλεται