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SCORAGGIAMENTO DEI MERCENARI GRECI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
ἐπειδὴ δὲ ἦσαν ἐν ταῖς κώμαις καὶ διεσπείροντο ὡς ἐπὶ τὸ λαμβάνειν, ἐπιπίπτουσιν αὐτοῖς οἱ Φαρναβάζου ἱππεῖς πρῶτοι· βεβοηθηκότες γὰρ ἦσαν τοῖς Βιθυνοῖς, βουλόμενοι σὺν τοῖς Βιθυνοῖς, εἰ δύναιντο, ἀποκωλῦσαι τοὺς Ἕλληνας μὴ ἐλθεῖν εἰς τὴν Φρυγίαν· οὗτοι οἱ ἱππεῖς ἀποκτείνουσι τῶν ἀνδρῶν οὐ μεῖον πεντακοσίους· οἱ δὲ λοιποὶ ἐπὶ τὸ ὄρος ἀνέφυγον. ἐκ τούτου ἀπαγγέλλει τις ταῦτα τῶν ἀποφευγόντων εἰς τὸ στρατόπεδον. καὶ ὁ Ξενοφῶν, ἐπεὶ οὐκ ἐγεγένητο τὰ ἱερὰ ταύτῃ τῇ ἡμέρᾳ, λαβὼν βοῦν ὑπὸ ἁμάξης (οὐ γὰρ ἦν ἄλλα ἱερεῖα), σφαγιασάμενος ἐβοήθει καὶ οἱ ἄλλοι οἱ μέχρι τριάκοντα ἐτῶν ἅπαντες. καὶ ἀναλαβόντες τοὺς λοιποὺς ἄνδρας εἰς τὸ στρατόπεδον ἀφικνοῦνται. καὶ ἤδη μὲν ἀμφὶ ἡλίου δυσμὰς ἦν καὶ οἱ Ἕλληνες μάλ᾽ ἀθύμως ἔχοντες ἐδειπνοποιοῦντο, καὶ ἐξαπίνης διὰ τῶν λασίων τῶν Βιθυνῶν τινες ἐπιγενόμενοι τοῖς προφύλαξι τοὺς μὲν κατέκαινον τοὺς δὲ ἐδίωξαν μέχρι εἰς τὸ στρατόπεδον. καὶ κραυγῆς γενομένης εἰς τὰ ὅπλα πάντες ἔδραμον οἱ Ἕλληνες· καὶ διώκειν μὲν καὶ κινεῖν τὸ στρατόπεδον νυκτὸς οὐκ ἀσφαλὲς ἐδόκει εἶναι· δασέα γὰρ ἦν τὰ χωρία· ἐν δὲ τοῖς ὅπλοις ἐνυκτέρευον φυλαττόμενοι ἱκανοῖς φύλαξι.
TRADUZIONE
Poichè i greci si trovavano nei villaggi ed erano divisi per prendere qualcosa, li assalirono per primi i cavalieri di Farnabaro. Infatti erano corsi in aiuto dei Bitini, poiché se avessero potuto insieme ai Bitini volevano impedire ai greci di giungere a Frigie; questi cavalieri uccisero non meno di ciquecento uomini, i rimanenti invece fuggirono verso il monte. In segiuto uno di coloro che erano sfuggiti, riferì ciò all'accampamento. Li accorsero sia Senofonte sia tutti gli altri sotto i trent'anni. Radunati i rimanenti uomini, ritornarono all'accampamento. E già era verso il tramonto che i Greci, non avendo molto coraggio, pranzavano e d'improvviso alcuni bitini, giunti agli avamposti attraverso i cespugli, uccisero alcuni e inseguirono altri fino all'accampamento. Poichè c'era clamore, tutti i greci corsero alle armi e sembrava che non fossero sicuri, inseguissero e agitassero l'accampamento di notte; la regione era coperta di boschi, passarno la notte in armi facendo la guardia con adeguate sentinelle.
traduzione di altro utente
Quando sono nei villaggi e si disperdono per arraffare, ecco che piombano su di loro i cavalieri di Farnabazo per primi. Erano giunti in appoggio ai Bitini, perché insieme a quest'ultimi volevano, se possibile, sbarrare ai Greci il passaggio in Frigia. I cavalieri uccidono non meno di cinquecento uomini, mentre gli altri si rifugiano sul monte. Dopo di che, qualche fuggiasco porta la notizia all'accampamento. Senofonte, poiché quel giorno le vittime non avevano dato segni favorevoli, prese un bue da tiro - non c'erano altri animali da sacrificio - e lo immolò. Poi corse in aiuto insieme a tutti i soldati che, di età, non avevano superato la trentina. Dopo aver recuperato i superstiti, rientrano al campo. Si era ormai al calar del sole e i Greci, molto depressi, stavano cenando, quand'ecco che, all'improvviso, un gruppo di Bitini balza dalla macchia e assale gli avamposti greci, massacra alcune sentinelle e insegue le altre fino all'accampamento. Le grida che si levarono fecero correre tutti i Greci alle armi: inseguire il nemico o spostare il campo non sembravano, di notte, operazioni senza rischi, perché la zona era coperta da una fitta vegetazione. Trascorsero la notte in armi, rafforzando la sorveglianza con adeguati posti di guardia.
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L'AUTORITà DI CLEARCO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
πολεμικὸς δὲ αὖ ταύτῃ ἐδόκει εἶναι ὅτι φιλοκίνδυνός τε ἦν καὶ ἡμέρας καὶ νυκτὸς ἄγων ἐπὶ τοὺς πολεμίους καὶ ἐν τοῖς δεινοῖς φρόνιμος, ὡς οἱ παρόντες πανταχοῦ πάντες ὡμολόγουν. καὶ ἀρχικὸς δ᾽ ἐλέγετο εἶναι ὡς δυνατὸν ἐκ τοῦ τοιούτου τρόπου οἷον κἀκεῖνος εἶχεν. ἱκανὸς μὲν γὰρ ὥς τις καὶ ἄλλος φροντίζειν ἦν ὅπως ἔχοι ἡ στρατιὰ αὐτῷ τὰ ἐπιτήδεια καὶ παρασκευάζειν ταῦτα, ἱκανὸς δὲ καὶ ἐμποιῆσαι τοῖς παροῦσιν ὡς πειστέον εἴη Κλεάρχῳ. τοῦτο δ᾽ ἐποίει ἐκ τοῦ χαλεπὸς εἶναι: καὶ γὰρ ὁρᾶν στυγνὸς ἦν καὶ τῇ φωνῇ τραχύς, ἐκόλαζέ τε ἰσχυρῶς, καὶ ὀργῇ ἐνίοτε, ὡς καὶ αὐτῷ μεταμέλειν ἔσθ᾽ ὅτε. καὶ γνώμῃ δ᾽ ἐκόλαζεν: ἀκολάστου γὰρ στρατεύματος οὐδὲν ἡγεῖτο ὄφελος εἶναι, ἀλλὰ καὶ λέγειν αὐτὸν ἔφασαν ὡς δέοι τὸν στρατιώτην φοβεῖσθαι μᾶλλον τὸν ἄρχοντα ἢ τοὺς πολεμίους, εἰ μέλλοι ἢ φυλακὰς φυλάξειν ἢ φίλων ἀφέξεσθαι ἢ ἀπροφασίστως ἰέναι πρὸς τοὺς πολεμίους. εἰ μέλλοι ἢ φυλακὰς φυλάξειν ἢ φίλων ἀφέξεσθαι ἢ ἀπροφασίστως ἰέναι πρὸς τοὺς πολεμίους. ἐν μὲν οὖν τοῖς δεινοῖς ἤθελον αὐτοῦ ἀκούειν σφόδρα καὶ οὐκ ἄλλον ᾑροῦντο οἱ στρατιῶται
TRADUZIONE
Amava tanto la guerra e si vedeva anche che ne era unun profondo conoscitore. Gli piaceva il pericolo, di giorno e di notte incalzava i nemici; nelle situazioni più drammatiche rimaneva lucido, come confermano tutti quelli che lo accompagnavano sempre. Si diceva che, più di chiunque, fosse nato per il comando, a causa del suo temperamento. Era capace, come nessun altro, di preoccuparsi che non mancassero all'esercito i viveri e di procurarli; era capace di infondere in chi stava attorno a lui la convinzione che bisognava obbedire a Clearco Lo otteneva con la severità. Anche l'aspetto era cupo, la voce roca; puniva con durezza, talvolta in preda a uno scatto d'ira, tanto da pentirsene in certi casi. Ma puniva per un preciso motivo: un esercito indisciplinato, pensava, non serviva a nulla. Diceva - raccontano - che il soldato doveva temere il suo comandante più dei nemici, se si voleva che osservasse i turni di guardia, che non arrecasse danni ai popoli amici o che muovesse contro il nemico senza addurre pretesti. Nei momenti più delicati i soldati erano disposti ad ascoltare soprattutto lui e non gli preferivano altri
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LO SPARTANO ETEONICO TRAE IN SALVO LA FLOTTA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
τῶι δ᾽ Ἐτεονίκωι ὁ ὑπηρετικὸς κέλης πάντα ἐξήγγειλε τὰ περὶ τὴν ναυμαχίαν. ὁ δὲ αὐτὸν πάλιν ἐξέπεμψεν εἰπὼν τοῖς ἐνοῦσι σιωπῆι ἐκπλεῖν καὶ μηδενὶ διαλέγεσθαι, παραχρῆμα δὲ αὖθις πλεῖν εἰς τὸ ἑαυτῶν στρατόπεδον ἐστεφανωμένους καὶ βοῶντας ὅτι Καλλικρατίδας νενίκησε ναυμαχῶν καὶ ὅτι αἱ τῶν Ἀθηναίων νῆες ἀπολώλασιν ἅπασαι. καὶ οἱ μὲν τοῦτ᾽ ἐποίουν· αὐτὸς δ᾽, ἐπειδὴ ἐκεῖνοι κατέπλεον, ἔθυε τὰ εὐαγγέλια, καὶ τοῖς στρατιώταις παρήγγειλε δειπνοποιεῖσθαι, καὶ τοῖς ἐμπόροις τὰ χρήματα σιωπῆι ἐνθεμένους εἰς τὰ πλοῖα ἀποπλεῖν εἰς Χίον καὶ τὰς τριήρεις τὴν ταχίστην. αὐτὸς δὲ τὸ πεζὸν ἀπῆγεν εἰς τὴν Μήθυμναν, τὸ στρατόπεδον ἐμπρήσας. Κόνων δὲ καθελκύσας τὰς ναῦς, ἐπεὶ οἵ τε πολέμιοι ἀπεδεδράκεσαν καὶ ὁ ἄνεμος εὐδιαίτερος ἦν, ἀπαντήσας τοῖς Ἀθηναίοις ἤδη ἀνηγμένοις ἐκ τῶν Ἀργινουσῶν ἔφρασε τὰ περὶ τοῦ Ἐτεονίκου. οἱ δὲ Ἀθηναῖοι κατέπλευσαν εἰς τὴν Μυτιλήνην, ἐκεῖθεν δ᾽ ἐπανήχθησαν εἰς τὴν Χίον, καὶ οὐδὲν διαπραξάμενοι ἀπέπλευσαν ἐπὶ Σάμου.
TRADUZIONE
II battello di vedetta portò a Eteonico tutte le informazioni relative alla battaglia. Egli lo mandò poi indietro, raccomandando all'equipaggio di uscire dal porto in silenzio e senza parlare con nessuno, e di ritornare subito al campo portando corone e gridando che Callicratida aveva vinto e che le navi ateniesi erano state tutte affondate. Ed essi così fecero. Quanto a lui, dopo il loro sbarco compì i sacrifici di ringraziamento, poi ordinò ai soldati di mangiare, ai mercanti di caricare in silenzio le loro mercanzie e di andare a Chio (il vento era favorevole) e alle triremi di partire il più velocemente possibile. Egli, invece, bruciò il campo e riportò la fanteria a Metimna. Dopo la fuga dei nemici, appena il vento migliorò, Conone calò in mare le navi e andò incontro agli Ateniesi che dalle Arginuse stavano ormai rientrando; raccontò poi loro ciò che aveva fatto Eteonico. Gli Ateniesi tornarono a Mitilene, da dove ripartirono per Chio, quindi, non avendo compiuto nessuna operazione, per Samo.
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NECESSITà DELL'OBBEDIENZA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Pensate quale città verrebbe distrutta da un esercito non maturo; quale amicizia sarebbe stata difesa da persone non buone; quale esercito di uomini che non obbediscono potrebbe ottenere la vittoria; quale altra azione buona potrebbe essere portata a compimento da coloro che non hanno fiducia nei migliori; quali città potrebbero essere governate secondo le leggi e quali abitanti potrebbero essere messi al sicuro; come le navi potrebbero salpare quando è necessario. Per quale altra ragione facemmo di più, piùttosto che obbedire a chi comanda? Perciò di giorno e di notte siamo giunti tanto velocemente quanto necessario; noi valorosi seguendo il capo eravamo molto forti, non lasciavamo nulla di incompiuto di ciò che il capo ci ordinava.
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CATILINA, CAPO DEI RIVOLUZIONARI
Versione di greco di Plutarco
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