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LA VIA DELLe VIRTù
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
Traduzione dal libro TRIAKONTA
E intanto l'altra donna, dopo essersi avvicinata, dissse: "e io sono arrivata da te, oh Eracle, sapendo chi ti ha generato e avendo analizzato la tua indole nell'infanzia, e da queste cose spero, qualora tu volga la tua strada verso di me, che diventerai buon artefice di azioni belle e degne di onore. Non ti ingannerò con promesse allettanti, ma ti racconterò sinceramente come gli dei hanno creato la realtà. Gli dei non concedono agli uomini niente di buono o bello senza fatica e impegno, ma se vuoi che gli dei ti siano favorevoli, bisogna che tu li veneri, se vuoi essere amato dagli amici, bisogna che tu ami gli amici, se desideri essere aiutato da qualche città, devi portare giovamento alla città, se ritieni giusto essere stimato da tutta la Grecia per la tua virtù, devi provare a fare del bene alla Grecia, se vuoi che la terra ti conceda infiniti frutti, devi curare la terra, se ritieni che si debba trarre ricchezza dal bestiame, devi prendertene cura; se vuoi essere capace nel corpo devi abituarlo a servire la mente ed esercitarlo con fatica e sudore. .
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UN DOLORE DI AGESILAO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta - pag. 123 n. 1
INIZIO: αγησιλαος αγγελιας μεν ελθουσης
CENTRO: φευ σου ω ελλας οποτε οι νυν τεθωηκοντεσ ικανοι ησαν ζωντες νικαν μαχομενοι
FINE: πολεις αλλα σωφρονιζειν.
TRADUZIONE
Agesilao dopo essergli giunta la notizia che circa diecimila dei nemici erano stati uccisi da otto fra gli spartani nella battaglia a corinto, non avendo detto che era evidente dunque parlò cosi: ahimè, di te o grecia, quando dunque coloro che erano morti erano sufficienti e coloro che vivono combattevano per vincere tutti i barbari. Dicendo eppure gli esuli di corinto che la città fornì loro macchine da guerra. Egli non voleva attaccare dicendo che non bisognava ridurre in schiavitù le città greche ma renderle sagge.
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LA MORTE TEATRALE DI AUGUSTO
Versione di greco
TRADUZIONE dal libro Triakonta - pag. 429 n. 9
TRADUZIONE
Augusto essendo malato convocò gli amici e dopo aver detto loro quello che desiderava alla fine disse: “Dopo aver ricevuto una Roma fatta di terra, la lascio a voi di pietra”. Espresse questo pensiero, dunque, non in riferimento alla perfezione dei suoi edifici, ma in riferimento alla solidità del potere. Chiedendo, poi, a loro un applauso allo stesso modo che agli istroni, come appunto alla fine di un mimo, fece battute in generale su tutta la vita degli uomini. E cos’ nel diciannovesimo giorno di agosto in cui aveva ottenuto tempo addietro per la prima volta la carica di console, passò a miglior vita dopo aver vissuto per settantacinque anni, dieci mesi e ventisei giorni (infatti era nato il ventitré di settembre) e dopo aver regnato, da quando vinse ad Anzio, per quarantaquattro anni meno tredici giorni.
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Un momento di scoraggiamento nell'esercito greco
Versione greco Senofonte traduzione Triakonta pagina 29 numero 1
Sul far del giorno i Greci vedevano i cavalieri pronti sull'altra riva, la fanteria disposta sulle alture sopra ai cavalieri per impedire loro di avanzare verso l'Armenia. Quelli Armeni e Mardi e Caldei erano mercenari. I Caldei dicevano di essere liberi e anche coraggiosi: avevano come armi grandi scudi e giavellotti. Quei mercenari, sopra i quali questi erano schierati, distavano tre o quattrocento piedi dal fiume: l'unica via a vedersi era quella che procedeva in alto. i Greci si preparavano a percorrerla; sia il fiume era impetuoso con grandi e scivolose rocce, sia era difficile indossare le armi in acqua: si ritirarono e si accamparono lì presso il fiume. Qui sui monti si trovavano la notte precedente i Greci, si rendevano conto che molti Carduchi erano radunati con le armi. In quella circostanza c'era molto scoraggiamento fra i Greci.
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UN PREMIO PER I MIGLIORI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
βουλόμενος ὡς βελτίστους καὶ πλείστους ἄγειν μεθ’ ἑαυτοῦ, ἆθλα προὔθηκε ταῖς πόλεσιν, ἥτις ἄριστον στράτευμα πέμποι, καὶ τῶν μισθοφόρων τοῖς λοχαγοῖς, ὅστις εὐοπλότατον λόχον ἔχων συστρατεύοιτο καὶ ὁπλιτῶν καὶ τοξοτῶν καὶ πελταστῶν. προεῖπε δὲ καὶ τοῖς ἱππάρχοις, ὅστις εὐιπποτάτην καὶ εὐοπλοτάτην τάξιν παρέχοιτο, ὡς καὶ τούτοις νικητήριον δώσων. τὴν δὲ κρίσιν ἔφη ποιήσειν, ἐπεὶ διαβαίησαν ἐκ τῆς Ἀσίας εἰς τὴν Εὐρώπην, ἐν Χερρονήσῳ, ὅπως εὖ εἰδείησαν ὅτι τοὺς στρατευομένους δεῖ εὐκρινεῖν. ἦν δὲ τὰ ἆθλα τὰ μὲν πλεῖστα ὅπλα ἐκπεπονημένα εἰς κόσμον καὶ ὁπλιτικὰ καὶ ἱππικά· ἦσαν δὲ καὶ στέφανοι χρυσοῖ· τὰ δὲ πάντα ἆθλα οὐκ ἔλαττον ἐγένοντο ἢ ἀπὸ τεττάρων ταλάντων. τοσούτων μέντοι ἀναλωθέντων, παμπόλλων χρημάτων ὅπλα εἰς τὴν στρατιὰν κατεσκευάσθη. ἐπεὶ δὲ διέβη τὸν Ἑλλήσποντον, κριταὶ κατέστησαν Λακεδαιμονίων μὲν Μένασκος καὶ Ἡριππίδας καὶ Ὄρσιππος, τῶν δὲ συμμάχων εἷς ἀπὸ πόλεως. καὶ Ἀγησίλαος μέν, ἐπεὶ τὴν κρίσιν ἐποίησεν, ἔχων τὸ στράτευμα ἐπορεύετο τὴν αὐτὴν ὁδὸν ἥνπερ βασιλεὺς ὅτε ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα ἐστράτευεν.
TRADUZIONE n. 1
Poiché voleva portare con sé gli uomini migliori e più numerosi che fosse possibile, propose dei premi per la città che inviasse il miglior esercito e per il locago di truppe mercenarie che partecipasse alla* spedizione con la compagnia meglio armata di opliti, di arcieri e di peltasti. Comunicò anche agli ip-parchi che avrebbe premiato chi di loro presentasse lo squadrone di cavalieri meglio addestrato e meglio armato. Dichiarò poi che avrebbe scelto i vincitori solo una volta passati dall'Asia in Europa, nel Chersoneso, perché fosse chiaro che sarebbero stati ammessi alla gara soltanto i partecipanti alla spedizione. Per gli opliti e per i cavalieri i premi consistevano, per la maggior parte, in armi lavorate ad arte; ma v'erano anche delle corone d'oro; complessivamente i premi valevano almeno quattro talenti. Pur essendo tale somma notevole, tuttavia servì a procurare all'esercito un armamento di prim'ordine. Attraversato l'EUesponto, furono nominati giudici Menasco, Erippida e Orsippo per gli Spartani e, per gli alleati, uno per città. Scelti i vincitori, Agesilao si mise in marcia con l'esercito, seguendo la stessa strada fatta dal Re quando invase la Grecia.
traduzione letterale da altro utente
Agesilao, volendo portare con sé i migliori e tantissimi, aveva offerto dei premi per qualunque città inviasse il miglior esercito, e per qualunque locago di mercenari, di opliti, di arcieri e di peltasti compisse la spedizione comune con il plotone meglio equipaggiato.
E proclamò che avrebbe dato un premio a qualunque comandante di cavalleria presentasse uno schieramento abile a cavalcare e ben equipaggiato. Disse che avrebbe fatto una scelta dopo esser andato dall’Asia in Europa, nel Cheronneso. E era i premi per la disciplina chi aveva foggiato le migliori armi oplitiche e della cavalleria; e c’erano anche delle corone d’oro; tutti i premi non erano minori di quattro talenti. Certamente essendo spese tanto grandi somme, all’esercito si fornì delle armi fra le numerosissime ricchezze. Dopo che attraversò l’Ellesponto, i giudici decisero fra i Lacedemoni Menasco, Erippida e Orsippo, che erano fra gli alleati fuori città. E Agesilao, dopo aver scelto, percorreva con l’esercito quella via che aveva percorso il re quando portò guerra alla Grecia.
ancora altra traduzione
gesilao, volendo condurre con sè i migliori e i più grandi, propose premi alle città, q uella che avrebbe mandato l'esercito migliore, e ai comandanti dei mercenari, quello che avendo una truppa ben equipaggiata avrebbe condotto insieme opliti, arceri e scudieri. Annunciò anke ai comandanti della cavalleria, quello che avesse portato la formazione con i più bei cavalli e ben armata, così anche a quello sarebbe stato dato il premio della vittoria. Disse che avrebbe fatto una scelta, dopo che avessero attaversato dall'Asia all'Europa nella Penisola. I premi erano per lo più armi eseguite con cura per la disciplina da soldato o da ippico; c'erano anche corone d'oro; tutti i premi non erano inferiori a quattro talenti. Avendo speso così grandi e abbondanti ricchezze. le armi furono equipaggiate verso l'esercito. Dopo che attraversò l'Ellesponto, i giudici furono tra i Lacedemoni, Menasco, Erippide e Orippo, uno per città tra gli alleati. Agesilao, dopo che fece una schiera, avendo l'esercito percorse questa strada che (aveva percorso) il re -Serse- quando fece una spedizione militare presso la Grecia.