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FIGURACCIA DI DEMOSTENE VERSIONE DI GRECO di Eschine TRADUZIONE dal libro Triakonta
Ρηθεντων δε και τουτων και ετερων λογων, ηδη καθηκεν εις Δημοσθενην το της πρεσβειας μερος, και παντες προσειχον ως υπερβολας τινας δυναμεως ακουσομενοι λογων. και γαρ προς αυτον τον Φιλιππον και προς τους εταιρους αυτου εξηγγελτο η των επαγγελιων υπερβολή. Ουτω δε απαντων διακειμενων προς την ακροασιν, φθεγγεται το θηριον τουτο προοιμιον σκοτεινον τι και τεθνηκος δειλιᾁ, και μικρον προαγαγων ανω των πραγματων, εξαιφνης εσιγησε και διηπορηθη, τελευτων δε εκπιπτει του λογου. Ιδων δε αυτον ο Φιλιππος ως διεκειτο θαρρειν τε παρεκελευετο και μη νομιζειν, ωσπερ εν τοις θεατροις, δια τουτο οιεσθαι τι πεπονθεναι, αλλ'ησυχᾑ και κατα μικρον αναμιμνᾒσκεσθαι και λεγειν ως προειλετο. Ο δ'ως απαξ εταραχθη και των γεγραμμενων διεσφαλη, ουδ'αναλαβειν ετι αυτον εδυνηθη, αλλα και παλιν επιχειρησας λεγειν ταυτον επαθεν. Ως δ'ην σιωπή, μεταστηναι ημας ο κηρυξ εκελευεν.
Dopo che furono esposti questi ed altri discorsi, ormai toccava a Demostene il turno dell'ambasceria, e tutti volgevano l'attenzione come per ascoltare alcuni eccessi di forza (potenza) dei (suoi) discorsi. E l'eccezionalità delle citazioni era stata riferita contro lo stesso Filippo e i suoi compagni. Mentre tutti si disponevano così all'ascolto, quella bestia balbetta un esordio oscuro e annientato dalla paura e, dopo essersi spinto un pò più avanti nell'argomento , tacque improvvisamente, provò smarrimento, e finendo deviò dal discorso. Filippo, avendo visto in quale stato fosse lo invitava a farsi coraggio e a non credere, come succede nei teatri, che per questo pensasse di aver subito una qualche calamità, e a ricordarsi con calma e un pò alla volta e a parlare come aveva scelto di parlare. Ma egli, una volta turbatosi e smarritosi in ciò che era stato scritto, non potè più neppure riprendersi, anzi, dopo aver tentato una seconda volta di parlare, provò la stessa cosa (di prima). E poiché c'era silenzio, l'araldo ci invitò ad allontanarci.
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DIOGENE IN VIAGGIO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Inizio: Διογενης ò κυωυ οδοιπορων. ..
N. 3 traduzioni dello stesso passo
Traduzione dell'utente AXEN
Durante un viaggio il cinico diogene giunse alle rive di un fiume in piena e si arrestò sull'argine nel più totale imbarazzo. un tale, che abitualmente faceva il traghettatore, vedendolo incerto gli si avvicinò, se lo caricò sulle spalle e con grande gentilezza lo trasportò all'altra riva. diogene si fermò a maledire la propria povertà, che gli impediva di ricompensare il benefattore, ma, mentre ancora il filosofo faceva queste considerazioni tra sè e sè, l'uomo scorse un altro viandante che non sapeva come attraversare il fiume e si affrettò a trasportare anche lui. a quella vista diogene gli si accostò e gli disse: . la favola dimostra che quanti aiutano sia chi se lo merita sia gli indegni non si attirano la fama di uomini servizievoli, ma piuttosto di sconsiderati.
Traduzione dell'utente Rebecca
Diogene il filosofo cinico, mentre era in viaggio, giunto ad un fiume in piena, poiché era in difficoltà, salì su una barca. Un tale tra coloro che erano soliti traghettare, avendo visto che (Diogene) era in difficoltà, dopo essersi avvicinato, lo traghettò. (Diogene) ammirando la benevolenza dell’uomo si fermò biasimando la propria povertà per la quale non poteva ricompensare il benefattore. Mentre pensava a quelle cose, il traghettatore appena vide un altro viaggiatore che non poteva attraversare, affrettandosi, lo traghettò. Al che Diogene, avvicinatosi a lui, disse: "Ma io non provo più gratitudine per ciò che è accaduto; infatti vedo che lo fai per mania, non per scelta". Il racconto mostra che i benefattori sia con le brave persone che con i buoni a nulla attirano su di sé non la buona opinione di uomini servizievoli ma quella di sconsiderati.
Traduzione dell'utente daja
Il filosofo cinico Diogene come sopraggiunse attraverso un fiume in piena, essendo perplesso, si fermò agli argini. Un tale, essendo abituato a traghettare dall'altra parte (del fiume) lo vide in difficoltà e avvicinandosi lo conobbe. Egli meravigliandosi della sua gentilezza capì la sua povertà dicendo che avrebbe scambiato benefattore senza difficoltà. Inoltre mentre pensava a queste cose il traghettatore avendo visto che un altro viaggiatore non poteva attraversare, affrettandosi lo portò con sè.
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UN NUOVO PIANO
Versione greco Lisia traduzione libro Triakonta
έξιοϋαι δί μοι χαι Πείσωνι επιτυγχάνει Μηλόβιός τε χαι Μνη σι&είδης εχ τοϋ έργαστηρίου άπιόντες χαί χατα λαμβάνουαι πρός αύταίς ταίς &ύραις χαί ίρωτώαιν οττη βαδίζοιμεν δ δ ίφασχεν είς τά τοϋ άδελφοϋ τοϋ ε μου ίνα χαί τά εν εχείνη τη οίχία σχέψηται έχείνον μεν ουν έχέλευον βαδίζειν έμε δέ με& αύτών άχολου&είν εις Λαμνίππου ΧΙείαων δέ προσελ &ου σιγήν με παριχελεύετο χη & αρδιίν ως ηξων έχείσε χαταλημβάνομεν δέ αντό&ι Θέογνιν ετέρο φυλάττοντα ω παραδόντες έμέ πάλιν ωχοντο ίν τοιούτω δ οντι μοι χινδυνενειν έδόχει ως του γι άπα&ανείν ίπάρχοντος τ δη χαλέσας δέ Λάμνιππον λέγω προς αυτόν τάδε Έπιτηδειος μεν μοι τυγχάνεις ων ηχω δ τΙς την σήν οιχίαν άδιχώ δ ουδέν χρισμάτων δ ενεχα άπόλλυμαι ού ουν ταϋτα πά σχοντί μοι πρό&ιιμον παράσχου την σεσντου δύνα μιν είς την έμήν σωτηρίαν δ δ υπέβχετο τ ανχα ποιήσειν έδόχει δ αυτω βέλτιον είναι προς Θέογνιν μνηα&ηναι ηγείτο γαρ απαν ποιήσειν αύτόν εί τις άργύριον διδοίη
Mentre io e Pisone usciamo di casa ci imbattiamo in Melobio e Mnesiteide che uscivano dall'officina ci incontrano proprio sullla porta e ci domandano dove staimo andando: Pisone rispose che andava da mio fratello per fare un sopralluogo anche dei beni che si trovavano in quella casa. A lui dunque dissero di andare a me invece ordinarono di seguirli a casa diDamnippo. Pisone allora Mi si accostò dicendomi di tacere e di avere fiducia che mi avrebbe là raggiunto. Vi trovammo Teognide che stava sorvegliando deglia ltri arrestati i miei customi co consegnarono a lui e se ne andarono di nuovo. In quella situazione mi parve di dover affrontare qualsiasi rischio, perché ormai vedevo la morte in faccia. Chiamo Damnippo e gli dico "Tu mi sei amico Ecco, mi trovo in casa tua. Non ho fatto nulla di male, le mie ricchezze sono la causa della mia rovina. Tu dunque vedendomi in questa situazione metti generosamente a disposizione i tuo mezzi per salvarmi!" Ed egli promise di farlo. Gli sembrava però che fosse meglio farne parola con Teognide: era convinto che quell'omo avrebbe fatto qualsiasi cosa se gli si fosse offerto del denaro
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Ciò che da gioia ai cittadini preoccupa il tiranno
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro TriakontaPagina 260 n 14.
inizio: Αι μεν πολεις οταν κρατησωσι μαχη των εναντιων
Fine: αλλα φυλαττεται ετι μαλλον η το προσθεν.
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Una nuova flotta ateniese
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
οἱ δὲ Ἀθηναῖοι τὰ γεγενημένα καὶ τὴν πολιορκίαν ἐπεὶ ἤκουσαν, ἐψηφίσαντο βοηθεῖν ναυσὶν ἑκατὸν καὶ δέκα, εἰσβιβάζοντες τοὺς ἐν τῆι ἡλικίαι ὄντας ἅπαντας καὶ δούλους καὶ ἐλευθέρους· καὶ πληρώσαντες τὰς δέκα καὶ ἑκατὸν ἐν τριάκοντα ἡμέραις ἀρῆραν. εἰσέβησαν δὲ καὶ τῶν ἱππέων πολλοί. μετὰ ταῦτα ἀνήχθησαν εἰς Σάμον, κἀκεῖθεν Σαμίας ναῦς ἔλαβον δέκα· ἥθροισαν δὲ καὶ ἄλλας πλείους ἢ τριάκοντα παρὰ τῶν ἄλλων συμμάχων, εἰσβαίνειν ἀναγκάσαντες ἅπαντας, ὁμοίως δὲ καὶ εἴ τινες αὐτοῖς ἔτυχον ἔξω οὖσαι. ἐγένοντο δὲ αἱ πᾶσαι πλείους ἢ πεντήκοντα καὶ ἑκατόν. ὁ δὲ Καλλικρατίδας ἀκούων τὴν βοήθειαν ἤδη ἐν Σάμωι οὖσαν, αὐτοῦ μὲν κατέλιπε πεντήκοντα ναῦς καὶ ἄρχοντα Ἐτεόνικον, ταῖς δὲ εἴκοσι καὶ ἑκατὸν ἀναχθεὶς ἐδειπνοποιεῖτο τῆς Λέσβου ἐπὶ τῆι Μαλέαι ἄκραι . τῆι δ᾽ αὐτῆι ἡμέραι ἔτυχον καὶ οἱ Ἀθηναῖοι δειπνοποιούμενοι ἐν ταῖς Ἀργινούσαις· αὗται δ᾽ εἰσὶν ἀντίον τῆς Μυτιλήνης. τῆς δὲ νυκτὸς ἰδὼν τὰ πυρά, καί τινων αὐτῶι ἐξαγγειλάντων ὅτι οἱ Ἀθηναῖοι εἶεν, ἀνήγετο περὶ μέσας νύκτας, ὡς ἐξαπιναίως προσπέσοι· ὕδωρ δ᾽ ἐπιγενόμενον πολὺ καὶ βρονταὶ διεκώλυσαν τὴν ἀναγωγήν. ἐπεὶ δὲ ἀνέσχεν, ἅμα τῆι ἡμέραι ἔπλει ἐπὶ τὰς Ἀργινούσας
TRADUZIONE
Appena gli Ateniesi furono informati di questi avvenimenti e dell'assedio, decretarono di inviare una flotta di centodieci navi con tutti gli uomini in età di servizio militare, con gli schiavi e con quanti altri erano di condizione libera; equipaggiatele tutte e centodieci in trenta giorni, presero il largo. A bordo si trovavano anche numerosi cavalieri. Si diressero verso Samo, dove presero in consegna dieci navi; più di trenta ne ottennero dagli altri alleati, costringendo tutti a imbarcarsi, e allo stesso modo requisirono qualsiasi altra nave si trovasse in mare. In totale la flotta superò le centocinquanta unità. Quanto a Callicratida, appena venne a sapere che i rinforzi erano già a Samo, lasciò sul posto cinquanta navi al comando di Eteonico e prese il largo con le altre centoventi, arrivando per l'ora di cena al capo Malea, nell'isola di Lesbo.
II caso volle che lo stesso giorno anche gli Ateniesi si trovassero a quell'ora alle Arginuse, che sono di fronte a Mitilene.
Di notte, quando vide i fuochi e gli fu riferito che erano gli Ateniesi, Callicratida decise di salpare verso la mezzanotte per coglierli di sorpresa, ma impedì l'operazione un violento temporale scoppiato all'improvviso con grandi tuoni. Sul far del giorno, quando cessò, si diresse alle Arginuse