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L'asino e l'ortolano
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Triakonta
TRADUZIONE
Un asino era un aiutante di un ortolano e poiché mangiava poco e si addossava tutte le fatiche, rivolgeva preghiere agli dei ogni giorno affinché si allontanasse dall'ortolano e fosse venduto a un altro padrone. Essi allora lo ascoltarono e ordinarono a Ermes di condurre l'asino dal vasaio. Di nuovo l'asino era insofferente, poiché portava carichi pieni più di prima: infatti nella bottega del vasaio era costretto a portare argilla e i vasi. Perxciò dunque, l'asino supplicò di cambiare padrone e gli dei fecero sì che l'asino fosse venduto alla conceria. Di conseguenza l'asino passò ad un padrone peggiore dei primi e quando vide le azioni del nuovo padrone, con dei gemiti disse: "Ahimè infelice, era meglio restare presso i primi padroni: questo infatti, come vedo, desidera anche staccare la mia pelle". La storia mostra che senza dubbio i servi rimpiangono i primi padroni quando sperimentano gli altri.
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La cornacchia e il corvo
Versione greco traduzione libro Triakonta
La cornacchia essendo invidiosa di un corvo poiché esso dava oracoli per mezzo dell'osservazione del volo degli uccelli, prevedeva il futuro ed era perciò noto, si mise in testa di fare la stessa cosa. E quindi avendo visto passare i passanti, era volata su un albero e stando ferma là, iniziò a gracchiare a tutte le porte. Al suono della voce quelli essendosi girati spaventati ma uno disse subito: ''Suvvia, nulla amici, andiamo anche avanti. E' infatti una cornacchia che urlando non augura niente''. Così pure tra gli uomini chi si mette a fare a gara con i più forti non riesce a raggiungere le cose, si guadagna la beffa.
Traduzione n. 2
La cornacchia, gelosa del corvo, che dà auspici agli uomini, prevede il futuro ed è perciò da essi invocato come testimone, si mise in testa di fare altrettanto. Vedendo passare dei viandanti, volò su un albero e piantatasi là, cominciò a gracchiare a tutta forza. Al suono della sua voce, qli si volsero spaventati, ma uno disse dubito: "Amici andiamo pure avanti. E' soltanto una cornacchia e le sue grida non significano nulla" Così anche tra gli uomini, chi si mette a gareggiare coi più potenti di lui non solo non riesce ad eguagliarli, ma si guadagna anche le beffe.
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Convocazione urgente
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Οι δε Λακεδαιμονιοι, επει σαφως ᾔσθοντο τας μεγιστας πολεις συνεσθηκυιας επι πολεμῳ προς εαυτους, εβ κινδυνῳ τε την πολιν ευομισαν και στρατευειν αναγκαιον ηγησαντο ειναι. Και αυτοι μεν ταυτα παρεσκευαζοντο, ευθυς δε και επι τον Αγησιλαον πεμπουσιν Επικυδιδαν. Ο δε επει αφικετο, διηγειτο οτι η πολις επιστελλοι αυτῷ βοηθειυ ως ταχιστα τῇ πατριδι. Ο δε Αγησιαλος επει ηκουσε, χαλεπως μεν ηνεγκεν, ενθυμουμενος και οιωυ ελπιδων απεστρερειτο, ομως δε συγκαλεσας τους συμμαχους εδηλωσε τα υπο της πολεως μαργγελλομενα, και ειπεν οτι αναγκαιον ειη βοηθειν τῇ πατριδι· "Εαν μεντοι εκεινα καλως γενηται, ευ επιστασθε, εφη, ω ανδρες συμμαχοι, οτι ου μη επιλαθωμαι υμων, αλλα παλιν παρεσομαι πραξων ων υμεις δεισθε". Ακουσαντες ταυτα πολλοι μεν εδακρυσαν, παντες δ'εψκφισαντο βοηθειν μετ'Αγησιαλου τῇ Λακεδαιμονι.
TRADUZIONE
I Lacedemoni, dopo che si accorsero che la più grandi città si erano sicuramente coalizzate in guerra contro di loro, ritennero la città in pericolo e ritennero che fosse necessario organizzare una spedizione, E questi prepararono le armi, e subito inviarono Epicudide da Agesilao. Egli quando giunse, spiegò a questo che la città avrebbe dovuto mandare aiuto alla patria il più velocemente possibile. Agesilao, dopo che ebbe ascoltato, accettò a fatica, pensando sia di quali onori sia di quali speranze era stato privato, ma ugualmente, dopo aver radunato gli alleati, mostrò gli ordini alla città e disse che era necessario salvare la patria: "Qualora gli eventi vadano nel modo giusto, sappiate bene - disse - o alleati, che non mi dimenticherò di voi, ma di nuovo sarò presente per fare le cose di avete bisogno". Sentendo queste cose molti piansero e tutti decisero di portare aiuto a Sparta per Agesilao.
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Inizio: Η φιλία αγαθόν καì ήδιστον ανθρώποις εστί. Τοσουτον δέ τι αγαθόν κρίνω έγωγε ειναι ωστε νομίζω .... Fine: . Οίτινες ουν υτò των φύσει πεφυκότων μάλιστα φιλειν καì νομω συνηναγκασμένων ούτω μισουνται, πως υπ'άλλου γέ τινος οίεσθαι χρή αυτούς φιλεισθαι;
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Inizio: Ει τις αθλα προτιθειη και ευοπλιας και ευταξιας και ιππικης και αλκης της εν πολεμω και δικαιοσυνης της εν συμβολαιοις Fine: πολλους αν και τουτο εξορμησειεν εργον ποιεισθαι το σκοπειν τι αγαθον
Se qualcuno proponesse premi per i campi o per i villaggi a coloro che coltivano molto bene la terra, e a coloro che si dedicano fortemente a questo tra i cittadini realizzerebbero molte cose e buone; e difatti le entrate pubbliche aumenterebbero, e la prudenza accompagna molto di più con l’occupazione; e certamente anche le cattive azioni si sviluppano meno agli operosi, se anche il commercio giova una città,...
- Bisogna obbedire alle leggi - Senofonte versione greco triakonta
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