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Quinto Fabio Massimo
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Triakonta
ἦν δὲ τὰ προτερήματα Ῥωμαίων ἀκατάτριπτα χορήγια καὶ χειρῶν πλῆθος. διόπερ κατὰ τοὺς ἑξῆς χρόνους ἀντιπαρῆγεν τοῖς πολεμίοις ἀεὶ καὶ τοὺς εὐκαίρους προκατελάμβανε τόπους κατὰ τὴν ἐμπειρίαν. ἔχων δὲ κατὰ νώτου τὰς χορηγίας ἀφθόνους οὐδέποτε τοὺς στρατιώτας ἠφίει προνομεύειν οὐδὲ χωρίζεσθαι καθάπαξ ἐκ τοῦ χάρακος, ἅθρους δ' ἀεὶ καὶ συνεστραμμένους τηρῶν ἐφήδρευε τοῖς τόποις καὶ καιροῖς. καὶ πολλοὺς τῶν πολεμίων ἀποσπωμένους ἀπὸ τῆς ἰδίας παρεμβολῆς ἐπὶ τὰς προνομὰς διὰ τὸ καταφρονεῖν ὑποχειρίους ἐλάμβανε καὶ κατέφθειρε τῷ τοιούτῳ τρόπῳ. ταῦτα δ' ἐποίει, βουλόμενος ἅμα μὲν ἀφ' ὡρισμένου πλήθους ἐλαττοῦν ἀεὶ τοὺς ὑπεναντίους, ἅμα δὲ τὰς τῶν ἰδίων δυνάμεων ψυχὰς προηττημένας τοῖς ὅλοις διὰ τῶν κατὰ μέρος προτερημάτων κατὰ βραχὺ σωματοποιεῖν καὶ προσαναλαμβάνειν. εἰς ὁλοσχερῆ δὲ κρίσιν ἐξ ὁμολόγου συγκαταβαίνειν οὐδαμῶς οἷός τ' ἦν.
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La vecchiaia di Caio Mario
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Triakonta versione numero 5 pagina 86
Γάιος Μάριος τῶν ἀνθρώπων ἐπιφανέστατος γεγονὼς ἐπὶ μὲν τῆς νεότητος ἐζήλωσεν ἀφιλαργυρίαν, τῶν καλῶν ἔργων ὀρεχθείς· καὶ μεγάλας πράξεις ἐπί τε τῆς Λιβύης καὶ τῆς εὐρώπης κατεργασάμενος περιεποιήσατο τὴν περιβόητον ἐπιφάνειάν τε καὶ δόξαν. Ἐπὶ δὲ τοῦ ἐσχάτου γήρως ἐπιθυμήσας τὸν Μιθριδάτου τοῦ βασιλέως πλοῦτον καὶ τὴν ἐν ταῖς κατὰ τὴν Ἀσίαν πόλεσιν εὐπορίαν εἰς τὸν ἴδιον μετενεγκεῖν βίον τοῖς ὅλοις ἔπταισε· τήν τε γὰρ αὐτῷ προυυπάρχουσαν εὐδαιμονίαν κατῄσχυνε καὶ τοῦ Σύλλα Κορνηλίου τὴν δεδομένην ἐπαρχίαν παραιρούμενος παρανόμως τῇ προσηκούσῃ περιέπεσε συμφορᾶᾶ. Οὐ μόνον γὰρ τὸν ἐπιθυμηθέντα πλοῦτον οὐκ ἔλαβεν, ἀλλὰ καὶ τὴν ἰδίαν αοὐσίαν προσαπέβαλε, δημευθείσης αὐτοῦ τῆς ὑπάρξεως διὰ τὴν τῆς πλεονεξίας ὑπερβολήν.
TRADUZIONE
Caio Mario, dopo che divenne il più illustre tra gli uomini, nel tempo della giovinezza ricercò il disinteresse per il denaro, poiché aveva aspirato ad imprese virtuose; e avendo portato a termine grandi imprese anche in Libia e in Europa, si assicurò la celebrata rinomanza e la gloria. Pur avendo però, al culmine della vecchiaia, aspirato al patrimonio del re Mitridate e alla ricchezza nelle città d'Asia, non riuscì a trasferirla completamente nella propria vita; disonorò infatti il successo che aveva in precedenza e, togliendo illegalmente a Cornelio Silla il governo che gli era stato assegnato, dovette ingiustamente andare incontro alla disgrazia sopraggiunta che gli spettava. Infatti, non solo non riuscì ad impadronirsi della ricchezza desiderata, ma perse anche la propria, poiché i suoi averi (beni) furono confiscati per l'eccesso di avidità.
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Non bisogna anteporre l'utile al giusto
VERSIONE DI GRECO di Plutarco maturità 2009
TRADUZIONE dal libro Triakonta pagina 124
Θεμιστοκλεους δέ πρός τόν δήμον ειποντος, ως έχει τι βουλευμα και γνώμην απορρητον, ωφέλιμον δέ τη πόλει και σωτήριον, εκέλευσαν Άριστείδην μόνον ακουσαι καί συνδοκιμάσαι. Φράσαντος δέ τω Άριστείδη τοΰ Θεμιστοκλέους, ως διανοειται τό ναύσταθμον εμπρησαι των Έλλήνων, ούτω γαρ έσεσθαι μεγίστους και κυρίους απάντων τους Άθηναίους, παρελθών εις τον δημον ο Άριστείδης έφη της πράξεως ην Θεμιστοκλής πράττειν διανοεΐται μήτε λυσιτελεστέραν άλλην μήτ' αδικωτέραν εΐναι. Ταΰτ' ακούσαντες οι Άθηναΐοι παύσασθαι τον Θεμιστοκλέα προσέταξαν. Ούτω μεν οΰν ο δημος ην φιλοδίκαιος, ούτω δε τω δήμω πιστός ο ανήρ και βέβαιος.
TRADUZIONE n. 1
Sebbene Temistocle avesse detto al popolo che aveva deciso e capito qualcosa in segreto, utile e vantaggioso per la città, gli Ateniesi chiesero al solo Aristide di ascoltare e valutare. Quando Temistocle spiegò ad Aristide che aveva in mente di bruciare le navi all'ancoraggio dei greci, in modo che gli Ateniesi sarebbero stati sia potenti che i migliori in assoluto, andato dal popolo, Aristide disse che quella cosa che Temistocle aveva intenzione di fare non era né la cosa più vantaggiosa, ma nemmeno la più ingiusta (o illegale). Ascoltate queste cose, gli Ateniesi ordinarono a Temistocle di fermarsi. Così dunque il popolo si dimostrò leale, e il singolo cittadino sicuro e fedele al popolo.
TRADUZIONE n. 2
Dopo che Temistocle ebbe detto davanti al popolo, che aveva un piano segreto, ma utile e salvifico per la città, ( i cittadini ) ordinarono che il solo Aristide lo ascoltasse e lo esaminasse insieme a lui. Ma quando Temistocle ebbe detto ad Aristide, che aveva in mente di incendiare la flotta dei Greci, e che così gli Ateniesi sarebbero stati i più importanti e i padroni di tutti, Aristide, presentatosi al popolo disse che un'altra azione non era né più vantaggiosa, ma nemmeno più ingiusta di quella che Temistocle aveva in mente di compiere. Sentite queste parole, gli Ateniesi ordinarono a Temistocle di fermarsi lì ( di smettere ). Così amante della giustizia era dunque il popolo ateniese, così degno di fiducia e risoluto per il popolo era quell'uomo.
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Colpa morale di Leocrate
VERSIONE DI GRECO di Licurgo
TRADUZIONE dal libro Triakonta n°1 pag. 278
inizio: Ὅσα μὲν τῶν αδικημάτον...
fine: ποιήσασθαι τοῦ δικαιου
TRADUZIONE
Per quante ingiustizie una legge ha distinto, è facile che voi, usando questa regola, puniate i trasgressori; per quante colpe una legge invece non abbia compreso chiamandolo con un nome, qualcuno ha commesso ingiustizie più grandi di queste, è sottoposto ugualmente a tutte quante, è necessario che il vostro giudizio elargisca (ai successori) un precetto. Giudici, sapete bene che non solo punirete costui votando per la condanna, ma anche che indirizzerete tutti i giovani alla virtù. Ci sono infatti due elementi che istruiscono i giovani, la punizione per coloro che commettono ingiustizie, e la ricompensa data agli uomini giusti, prendendo in considerazione ciascuno di questi, i primi la evitano per paura, i secondi la desiderano per ricompensa. Bisogna perciò, giudici, prestare attenzione a questa causa e non stimare nulla più della giustizia.
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TRIAKONTA pagina 74 numero 1 n. 1 pag, 74
Inizio: Σωφροσυνην δ αυτου επιδεικνυς Κυρος μαλλον Fine: ἀλλὰ ἰδὼν ἂν αὐτοὺς ἡγήσω τῷ ὄντι εἰς κάλλος