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La forza di Filippo
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro triakonta n. 5 pagina 124
Εἰ δέ τις ὑμῶν, ὦ ἄνδρες ᾿Αθηναῖοι, δυσπολέμητον οἴεται τὸν Φίλιππον εἶναι, σκοπῶν τό τε πλῆθος τῆς ὑπαρχούσης αὐτῷ δυνάμεως καὶ τὸ τὰ χωρία πάντ' ἀπολωλέναι τῇ πόλει, ὀρθῶς μὲν οἴεται, λογισάσθω μέντοι τοῦθ', ὅτι εἴχομέν ποθ' ἡμεῖς, ὦ ἄνδρες ᾿Αθηναῖοι, Πύδναν καὶ Ποτείδαιαν καὶ Μεθώνην καὶ πάντα τὸν τόπον τοῦτον οἰκεῖον κύκλῳ, καὶ πολλὰ τῶν μετ' ἐκείνου νῦν ὄντων ἐθνῶν αὐτονομούμενα κἀλεύθερ' ὑπῆρχε, καὶ μᾶλλον ἡμῖν ἐβούλετ' ἔχειν οἰκείως ἢ 'κείνῳ. Εἰ τοίνυν ὁ Φίλιππος τότε ταύτην ἔσχε τὴν γνώμην, ὡς χαλεπὸν πολεμεῖν ἐστιν ᾿Αθηναίοις ἔχουσι τοσαῦτ' ἐπιτειχίσματα τῆς αὑτοῦ χώρας ἔρημον ὄντα συμμάχων, οὐδὲν ἂν ὧν νυνὶ πεποίηκεν ἔπραξεν οὐδὲ τοσαύτην ἐκτήσατο δύναμιν. Ἀλλ' εἶδεν, ὦ ἄνδρες ᾿Αθηναῖοι, τοῦτο καλῶς ἐκεῖνος, ὅτι ταῦτα μέν ἐστιν ἅπαντα τὰ χωρί' ἆθλα τοῦ πολέμου κείμεν' ἐν μέσῳ, φύσει δ' ὑπάρχει τοῖς παροῦσι τὰ τῶν ἀπόντων, καὶ τοῖς ἐθέλουσι πονεῖν καὶ κινδυνεύειν τὰ τῶν ἀμελούντων. Καὶ γάρ τοι ταύτῃ χρησάμενος τῇ γνώμῃ πάντα κατέστραπται καὶ ἔχει,
TRADUZIONE
Se uno di voi, o cittadini ateniesi, pensa che Filippo sia invincibile, osservando la grandezza della forza militare che egli stesso possiede e (osservando) che ha distrutto tutte le fortificazioni delle città, lo pensa giustamente, però consideri questo, cioè che noi abbiamo avuto una volta, o Ateniesi, Pidna, Potidea e Mentone e tutto questo territorio intorno, e molti dei popoli che ora sono alleati con lui, erano liberi e autonomi e desideravano essere alleati con noi piuttosto che con quello. Se, dunque, Filippo avesse avuto questa opinione, cioè che era difficile combattere contro gli ateniesi che avevano molte fortezze nella propria regione, essendo privo di alleati, non avrebbe fatto nulla di quelle cose che ha fatto, né avrebbe acquistato tanto potere. Ma, o Ateniesi, egli vide bene questo, cioè che tutti questi territori sono premi di guerra per tutti e secondo natura toccano ai presenti i possedimenti degli assenti. E a coloro che vogliono faticare correre pericoli, quelli di coloro che non se ne danno cura. E, infatti, servendosi di questa opinione, ha conquistato e ha tenuto tutte queste cose.
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Le leggi sono come monete
versione greco Demostene traduzione libro triakonta
βούλομαι τοίνυν ὑμῖν κἀκεῖνο διηγήσασθαι, ὅ φασί ποτ’ εἰπεῖν Σόλωνα κατηγοροῦντα νόμον τινὸς οὐκ ἐπιτήδειον θέντος. λέγεται γὰρ τοῖς δικασταῖς αὐτὸν εἰπεῖν, ἐπειδὴ τἄλλα κατηγόρησεν, ὅτι νόμος ἐστὶν ἁπάσαις, ὡς ἔπος εἰπεῖν, ταῖς πόλεσιν, ἐάν τις τὸ νόμισμα διαφθείρῃ, θάνατον τὴν ζημίαν εἶναι. ἐπερωτήσας δ’ εἰ δίκαιος αὐτοῖς καὶ καλῶς ἔχων ὁ νόμος φαίνεται, ἐπειδὴ φῆσαι τοὺς δικαστάς, εἰπεῖν ὅτι αὐτὸς ἡγεῖται ἀργύριον μὲν νόμισμ’ εἶναι τῶν ἰδίων συναλλαγμάτων εἵνεκα τοῖς ἰδιώταις εὑρημένον, τοὺς δὲ νόμους ἡγοῖτο νόμισμα τῆς πόλεως εἶναι. δεῖν δὴ τοὺς δικαστὰς πολλῷ μᾶλλον, εἴ τις ὃ τῆς πόλεώς ἐστι νόμισμα, τοῦτο διαφθείρει καὶ παράσημον εἰσφέρει, μισεῖν καὶ κολάζειν, ἢ εἴ τις ἐκεῖν’ ὃ τῶν ἰδιωτῶν ἐστιν. προσθεῖναι δὲ τεκμήριον τοῦ καὶ μεῖζον εἶναι τἀδίκημα, τὸ τοὺς νόμους διαφθείρειν ἢ τὸ ἀργύριον, ὅτι ἀργυρίῳ μὲν πολλαὶ τῶν πόλεων καὶ φανερῶς πρὸς χαλκὸν καὶ μόλυβδον κεκραμένῳ χρώμεναι σῴζονται καὶ οὐδ’ ὁτιοῦν παρὰ τοῦτο πάσχουσιν, νόμοις δὲ πονηροῖς χρώμενοι καὶ διαφθείρεσθαι τοὺς ὄντας ἐῶντες οὐδένες πώποτ’ ἐσώθησαν.
Voglio riportarvi anche quello che, come enunciano, Solone pronunciò una volta in un processo contro un tale che proponeva una legge non giusta. Si parla infatti che quello, dopo aver portato a termine l'accusa, disse ai giudici che tutte le città per così dire, hanno un regolamento per cui, se uno falsifica la moneta, è prevista come pena la morte. Avendo chiesto poi se questa legge sembrasse loro giusta e opportuna, come i giudici risposero affermativamente, egli aggiunse che riteneva l'argento una moneta escogitata dai cittadini per le accordi private e le leggi una moneta dello Stato. Perciò, se qualcuno contraffa e mette in circolazione quella che è moneta dello Stato, i giudici debbono detestarlo e punirlo molto più che se uno falsifica quella che è dei privati. Ed aggiunse un argomento di grande peso per provare che è maggior delitto il guastare le leggi che la moneta: vale a dire che molte città facevano uso d'argento mescolato con rame e piombo ed erano salve né da ciò avevano tanto danno, ma di quelle che usavano cattive leggi, o lasciavano guastare le buone, non ce ne fu mai alcuna che non perisse.
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Clemenza verso i sudditi
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Triakonta
μετὰ γὰρ τὸ νικῆσαι μὲν τὰς Ῥωμαίων δυνάμεις, ἀποκτεῖναι δὲ τοὺς στρατηγοὺς ἀμφοτέρους, Πόπλιον καὶ Γνάϊον, ὑπολαβόντες ἀδήριτον αὐτοῖς ὑπάρχειν τὴν Ἰβηρίαν, ὑπερηφάνως ἐχρῶντο τοῖς κατὰ τὴν χώραν. τοιγαροῦν ἀντὶ συμμάχων καὶ φίλων πολεμίους ἔσχον τοὺς ὑποταττομένους. καὶ τοῦτ' εἰκότως ἔπαθον· ἄλλως μὲν γὰρ ἐπειδήπερ ὑπέλαβον δεῖν κτᾶσθαι τὰς ἀρχάς, ἄλλως δὲ τηρεῖν, οὐκ ἔμαθον διότι κάλλιστα φυλάττουσι τὰς ὑπεροχὰς οἱ κάλλιστα διαμείναντες ἐπὶ τῶν αὐτῶν προαιρέσεων, αἷς ἐξ ἀρχῆς κατεκτήσαντο τὰς δυναστείας, καίτοι γε προφανοῦς ὄντος καὶ ἐπὶ πολλῶν ἤδη τεθεωρημένου διότι κτῶνται μὲν ἄνθρωποι τὰς εὐκαιρίας εὖ ποιοῦντες καὶ προτεινόμενοι τὴν ἀγαθὴν ἐλπίδα τοῖς πέλας, ἐπειδὰν δὲ τῶν ἐπιθυμουμένων τυχόντες κακῶς ποιῶσι καὶ δεσποτικῶς ἄρχωσι τῶν ὑποτεταγμένων, εἰκότως ἅμα ταῖς τῶν προεστώτων μεταβολαῖς συμμεταπίπτουσι καὶ τῶν ὑποταττομένων αἱ προαιρέσεις. ὃ καὶ τότε συνέβη τοῖς Καρχηδονίοις
TRADUZIONE
Infatti, dopo aver battuto l'esercito romano e aver ucciso entrambi i generali, Publio e Gneo, ritenendo di avere saldamente in mano l'Iberia, trattarono in modo arrogante gli abitanti della regione. Perciò si resero nemici gli uomini a loro sottoposti invece che alleati e amici. E fu ovvio che subissero questo: dal momento che essi pensarono che dovevano impadronirsi del potere in un modo e in un altro mantenerlo, non capirono che conservano nel modo migliore la loro posizione di superiorità coloro che nel modo migliore rimangono coerenti ai princìpi grazie ai quali all'inizio hanno acquisito il Loro potere, anche se è evidente ed è stato ormai appurato in molte circostanze che gli uomini acquisiscono una posizione favorevole se trattano bene i vicini e prospettano a loro una vantaggiosa speranza; quando, dopo aver ottenuto quanto avevano desiderato, trattano male e governano despoticamente coloro che hanno assoggettato, è ovvio che insieme al cambiamento di chi governa cambi anche il modo di agire di chi è governato. Questo accadde anche ai Cartaginesi.
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La città di Lampsaco e Alessandro Magno
VERSIONE DI GRECO di Pausania
TRADUZIONE dal libro triakonta n. 5 pagina 421
TRADUZIONE libera
Alessandro ardendo di sdegno contro quelli di Lampsaco del partito del re di Persia, o almeno essendo creduti tali, li minaccio dei più grandi mali. I cittadini preoccupati per le mogli, i figli e per la stessa patria inviarono Anassimene per mediatore, il quale era conosciuto ad alessandro e prima ancora a suo padre Filippo. Presentatosi Anassimene ad Alessando, ascoltata la causa della sua venuta, dicono che chiamando a testimoni i numi dei greci giurò di fare tutto ciò che alle sue preghiere sarebbe stato contrario. Allora disse Anassimene: "fammi, o re, questa grazia, metti in schiavitù le donne e i figli dei lampsaceni, radi al suolo tutta la città ed incendia i loro tempi degli dei. Questo egli disse. Alessandro non sapendo cosa fare contro una siffatta astuzia, ed obbligato dalla forza del giuramento, concesse senza volerlo ai lampsaceni il perdono.
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Un incontro inaspettato VERSIONE DI GRECO di Arriano TRADUZIONE dal libro Triakonta pag. 37 n°8
Ο χωρος Αρμòζεια εκαλειτο. Δαψιλη δέ ήδη καί πάνφορα τά ταύτη ην, πλήν ελαιαι ου πεφύκεσαν. Ενταυθα οι στρατιωται εκβαίνουσι τε εκ των νεων καί απò των πολλων πòνων άσμενοι ανεπαύοντο, μεμνημένοι όσα κακά κατά τήν θάλασσαν πεπονθότες ησαν καί πρός τη γη των Ιχθυοφάγων, τήν τε ερημίαν της χώρης καί τούς ανθρώπους όπως θηριώδεις καί τάς αυτων απορίας επιλεγόμενοι. Καί τινες αυτων απò θαλάσσης ες τò πρόσω ανηλθον κατά ζήτησιν άλλος άλλου. Ενταυθα άνθρωπος αυτοις ώφθη χλαμύδα τε φορων Ελληνικήν καί τά άλλα ως Έλλην εσκευασμένος, καί φωνήν Ελλάδα εφώνει. Τουτον οι πρωτοι ιδόντες δακρυσαι έλεγον. Επηρώτων τε οπòθεν ήκοι καί όστις ών· ο δέ απò του στρατοπέδου του Αλεξάνδρου αποσκεδασθηναι έλεγε, καί ειναι ου πόρρο τò στρατόπεδον καί αυτòν Αλέξανδρον. Τουτον τòν άνθρωπον βοωντές τε καί κροτουντες ανάγουσι παρά τòν στρατηγόν.
La regione si chiamava Arnoza. Questa aveva prodotti abbondanti e ricchi, tuttavia non crescevano ulivi. allora i soldati scenevano dalle navi e si riposavano contenti dalle loro molte fatiche, ricordando quanti mali avevano subìto in mare e presso la terra degli Ictofagi, ripensando al deserto della regione e agli uomini praticamente selvaggi e alle loro difficoltà. E alcuni di loro dal mare risalirono più in là alla ricerca l'uno dell'altro. Allora un uomo fu visto da loro indossando un mantello greco e quando al resto vestito come un greco e parlava la lingua greca. I primi che lo videro dicevano che scoppiasse a piangere. Gli chiedevano da dove arrivasse e chi fosse, questo rispose che si era disperso dall'accampamento di Alessandro, e che l'accampamento e lo stesso Alessandro non erano lontani. Essendo partiti e avendolo acclamato, lo condussero dal generale.