Se l'imputato sarà condannato le leggi non avranno più alcun valore - Lisia versione greco da Meleta
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SE L'IMPUTATO SARA' CONDANNATO LE LEGGI NON AVRANNO PIU' ALCUN VALORE
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Meletan
Prima frase: εμου τοινυν ω ανδρες οι μεν νομοι ου μονον απεγνωκοτες. .
Ultima frase: . .αυτη γαρ εστι παντων των εν τη πολει κυριοτατη
TRADUZIONE
Quanto a me, o giudici, le leggi non solo hanno escluso la mia colpevolezza, ma addirittura (mi) hanno imposto di prendermi questa vendetta: sta a voi decidere se esse debbano (ancora) avere valore o non contare più niente . Io, per conto mio, penso che tutti gli Stati sanciscano le leggi (appunto) per questo: perché, a proposito delle situazioni su cui siamo incerti, ricorrendo ad esse possiamo sapere che cosa dobbiamo fare. E le leggi , appunto, in casi del genere suggeriscono agli offesi di prendersi questa vendetta. Ritengo giusto che voi abbiate la stessa opinione delle leggi : altrimenti garantirete agli adulteri una tale impunità, che inciterete anche i ladri a dire che sono adulteri, ben sapendo che, se si dichiareranno rei di questa colpa e diranno di essersi introdotti in casa altrui per questo scopo, nessuno li toccherà. Tutti, infatti, sapranno che le leggi sull'adulterio bisogna salutarle, e (che bisogna) aver paura soltanto del vostro voto: perché (evidentemente) è questa la suprema autorità nel nostro Stato - autorevolissima fra tutte quelle nella città
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LA CITTA' DI CROTONE versione di greco di Pausania TRADUZIONE dal libro Synesis - pag. 78 n. 6
Κρότωνα πρότερον, ὡς Ἔφορός φησι. δοκεῖ δ' ἡ πόλις τά τε πολέμια ἀσκῆσαι καὶ τὰ περὶ τὴν ἄθλησιν· ἐν μιᾷ γοῦν Ὀλυμπιάδι οἱ τῶν ἄλλων προτερήσαντες τῷ σταδίῳ ἑπτὰ ἄνδρες ἅπαντες ὑπῆρξαν Κροτωνιᾶται, ὥστ' εἰκότως εἰρῆσθαι δοκεῖ διότι Κροτωνιατῶν ὁ ἔσχατος πρῶτος ἦν τῶν ἄλλων Ἑλλήνων· καὶ τὴν παροιμίαν δὲ ὑγιέστερον Κρότωνος λέγουσαν ἐντεῦθεν εἰρῆσθαί φασιν, ὡς τοῦ τόπου πρὸς ὑγίειαν καὶ εὐεξίαν ἔχοντός τι φορόν. πλείστους οὖν Ὀλυμπιονίκας ἔσχε, καίπερ οὐ πολὺν χρόνον οἰκηθεῖσα διὰ τὸν φθόρον τῶν ἐπὶ Σάγρᾳ πεσόντων ἀνδρῶν τοσούτων τὸ πλῆθος· προσέλαβε δὲ τῇ δόξῃ καὶ τὸ τῶν Πυθαγορείων πλῆθος καὶ Μίλων, ἐπιφανέστατος μὲν τῶν ἀθλητῶν γεγονὼς ὁμιλητὴς δὲ Πυθαγόρου διατρίψαντος ἐν τῇ πόλει πολὺν χρόνον.
Gli Iapigi prima abitavano Crotone, così dice Efeso. Sembra che la città esercitasse la guerra e le attività riguardo la lotta; nelle Olimpiadi per esempio coloro che venivano prima di tutti nello stadio, i sette epulari Crotoniati dettero inizio a qualunque cosa, in modo che verosimilmente sembrasse che annunciassero che l'ultimo degli abitanti di Crotone fosse il primo tra gli altri Greci; e allora disse che una parabola che predicava riguardo il più corretto di Crotone sentenziò che per la salute e per l'abilità dell'occasione di doveva fornire un qualsiasi tributo. Certamente aderirono in molti per i giochi Olimpici, sebbene in realtà per molto tempo il popolo si trovò in rovina con tutti cadaveri umani nel Sayra. Ebbe una moltitudine di pitagorici e Milone, che è il più famoso tra gli atleti, aveva come seguace Pitagora che trascorse molto tempo in città.
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Brasida devasta l'Attica
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro synesis
θέρους καὶ τοῦ σίτου ἀκμάζοντος, ἐσέβαλον ἐς τὴν ᾿Αττικήνˇ ἡγεῖτο δὲ ᾿Αρχίδαμος ὁ Ζευξιδάμου, Λακεδαιμονίων βασιλεύς. καὶ καθεζόμενοι ἔτεμνον πρῶτον μὲν ᾿Ελευσῖνα καὶ τὸ Θριάσιον πεδίον καὶ τροπήν τινα τῶν ᾿Αθηναίων ἱππέων περὶ τοὺς Ῥείτους καλουμένους ἐποιήσαντοˇ ἔπειτα προυχώρουν ἐν δεξιᾷ ἔχοντες τὸ Αἰγάλεων ὄρος διὰ Κρωπιᾶς, ἕως ἀφίκοντο ἐς ᾿Αχαρνάς, χωρίον μέγιστον τῆς ᾿Αττικῆς τῶν δήμων καλουμένων, καὶ καθεζόμενοι ἐς αὐτὸ στρατόπεδόν τε ἐποιήσαντο χρόνον τε πολὺν ἐμμείναντες ἔτεμνον. γνώμῃ δὲ τοιᾷδε λέγεται τὸν ᾿Αρχίδαμον περί τε τὰς ᾿Αχαρνὰς ὡς ἐς μάχην ταξάμενον μεῖναι καὶ ἐς τὸ πεδίον ἐκείνῃ τῇ ἐσβολῇ οὐ καταβῆναιˇ τοὺς γὰρ ᾿Αθηναίους ἤλπιζεν, ἀκμάζοντάς τε νεότητι πολλῇ καὶ παρεσκευασμένους ἐς πόλεμον ὡς οὔπω πρότερον, ἴσως ἂν ἐπεξελθεῖν καὶ τὴν γῆν οὐκ ἂν περιιδεῖν τμηθῆναι. ἐπειδὴ οὖν αὐτῷ ἐς ᾿Ελευσῖνα καὶ τὸ Θριάσιον πεδίον οὐκ ἀπήντησαν, πεῖραν ἐποιεῖτο περὶ τὰς ᾿Αχαρνὰς καθήμενος εἰ ἐπεξίασινˇ
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ADMETO E ALCESTI
versione greco TRADUZIONE dal libro Synesis
durante le nozzze si dimenticò di sacrificare ad artemide perciò trovò la camera nuziale riempita di molto serpenti. apollo avendo detto di placare la dea chiese alla moglie che qualora admeto fosse stato per morire sarebbe stato liberato dalla morte se qualcuno volontariamente fosse stato disposto a morire per lui. quando giunse il tempo di morire non volendo ne il padre ne la moglie morire al suo posto, alcesti si sacrificò: allora artemide lo mandò indietro come dicono alcuni eracle avendo conbattuto nell'ade lo portò con se
traduzione n. 2
Sacrificando alle nozze si dimenticò di aver sacrificato ad Artemide: perciò avendo aperto la camera nunziale, la trovò pieno di spire di serpenti. apollo avendo detto di fare sacrifici in onore del dio, chiese per convenienza che qualora Admeto fosse sul punto di morire, venisse liberato dalla morte, se qualcuno volontariamente avesse scelto di morire al suo posto. Quando arrivò il giorno della morte, poiché né il padre né la madre vollero morire al suo posto, Alcesti morì per lui. E Persefone lo spedì nuovamente, come alcuni raccontano, ed Eracle dopo aver combattuto contro Ade, la portò verso di lui.
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Un piccante spettacolo conclude un convito
VERSIONE DI GRECO d i Senofonte
TRADUZIONE dal libroSynesis Eserciz i
᾿Εκ δὲ τούτου πρῶτον μὲν θρόνος τις ἔνδον κατετέθη, ἔπειτα δὲ ὁ Συρακόσιος εἰσελθὼν εἶπεν· "᾿Ω ἄνδρες, ᾿Αριάδνη εἴσεισιν εἰς τὸν ἑαυτῆς τε καὶ Διονύσου θάλαμον· μετὰ δὲ τοῦθ᾿ ἥξει Διόνυσος ὑποπεπωκὼς παρὰ θεοῖς καὶ εἴσεισι πρὸς αὐτήν, ἔπειτα παιξοῦνται πρὸς ἀλλήλους. ᾿Εκ τούτου πρῶτον μὲν ἡ ᾿Αριάδνη ὡς νύμφη κεκοσμημένη παρῆλθε καὶ ἐκαθέζετο ἐπὶ τοῦ θρόνου. Οὔπω δὲ φαινομένου τοῦ Διονύσου ηὐλεῖτο ὁ βακχεῖος ῥυθμός. ἔνθα δὴ ἠγάσθησαν τὸν ὀρχηστοδιδάσκαλον. Εὐθὺς μὲν γὰρ ἡ ᾿Αριάδνη ἀκούσασα τοιοῦτόν τι ἐποίησεν ὡς πᾶς ἂν ἔγνω ὅτι ἀσμένη ἤκουσε· καὶ ὑπήντησε μὲν οὒ οὐδὲ ἀνέστη, δήλη δ᾿ ἦν μόλις ἠρεμοῦσα. ᾿Επεί γε μὴν κατεῖδεν αὐτὴν ὁ Διόνυσος, ἐπιχορεύσας ὥσπερ ἂν εἴ τις φιλικώτατα ἐκαθέζετο ἐπὶ τῶν γονάτων, καὶ περιλαβὼν ἐφίλησεν αὐτήν. ἡ δ᾿ αἰδουμένῃ μὲν ἐῴκει, ὅμως δὲ φιλικῶς ἀντιπεριελάμβανεν. Οἱ δὲ συμπόται ὁρῶντες ἅμα μὲν ἐκρότουν, ἅμα δὲ ἐβόων αὖθις.
TRADUZIONE
Dopo di ciò, per prima cosa, fu disposto all'interno un trono, poi, il siracusano entrando disse: «Signori, entra Arianna nel talamo nuziale suo e di Dioniso; dopo di ciò arriverà Dioniso dopo aver bevuto un pò (un pò brillo) tra gli dèi e si presenterà a lei, poi si divertiranno (scherzeranno) tra di loro. Allora per prima cosa si presentò Arianna adornata come una ninfa e si sedette sul trono. Poichè non si mostrava ancora Dioniso, veniva suonato al flauto un ritmo bacchico; a quel punto ammirarono il maestro di danza. Subito Arianna, avendo ascoltato, fece una cosa tale quale ognuno avrebbe pensato facesse per il fatto che aveva ascoltato con gioia (con piacere); e non andò incontro (a Dioniso) e neppure si alzò, ma era chiaro che a stento si tratteneva. Quando poi Dioniso la vide, dopo essere entrato danzando, si sedette sulle sue ginocchia come uno potrebbe fare in maniera molto affettuosa, e abbracciandola la baciò. Sembrava che lei ne provasse pudore, tuttavia lo abbracciò a sua volta con affetto. I convitati, vedendo ciò, applaudivano e nello stesso tempo gridavano : "ancora!".