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LE ARPIE
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Klimax
INIZIO: Οι Αργοναυται καταντωσιν εις την της Θῥακης Σαλμυδησσον, ενθα ωκει
FINE: Βουλομενοις δέ τοις Αργοναυταις τα περί του πλου μαθειν υποθησεσθαι τον πλουν εφη, των αρπυιων αυτον εαν απαλλαξωσιν
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MALIGNITA' CONTRO PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: ο δε ψειδιας ειργαζετο μεν της θεου το χρουσον εδος,
fine: και χορεγειν μηδενος φειδομενον
TRADUZIONE
Fidia costruì una sedia d'oro della dea, ed egli viene scritta nella colonna come artefice di questa; tutte le cose erano sotto di lui e come abbiamo detto era a capo di tutti i tecnici per l'amicizia di Pericle. E questo fatto portò ad uno invidia e ad una altro maldicenza, poiché (fidia) accoglieva per Pericle donne libere che frequentavano presso lo stesso. Intorno a Tucide gli oratori accusando percle poiché superava le ricchezze e distruggeva le entrate, interrogò il popolo nell'assemblea, se sembrava che spendesse molto; dicendo quelli moltissimi, ebbene disse: "nn per voi, ma per me si spenda, e farò mia l'epigrafe della statua". Dunque dicendo Pericle queste cose gridavano ordinando dal denaro pubblico di spendere e di fare spese non risparmiando nulla.
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SAGGEZZA DI CAMILLO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
Επανελθών δε μετά πολλών λαφύρων είς Ρώμην έπ έδειζε φρονιμωτάτόυς απάντων τοΰς μή φοβηθέντας ασθένεια και γήρας ηγεμόνας έμπειρίαν και τόλμαν ίνοντος άλλ έλορέ νους ε κεΐνον άκοντα και νοσοΰντχ μάλλον η των έν ηλικία τοΰς δεομένους και σπουδάζοντας άρνειν Διί και Τουσκλάνων άγ ς άναι λεγομένων έκέλευον έζιέναι τον Καμιλλον έπ αύτοΰς νατών πέντε συς ρατη γων προσελόμενον 0 δέ καίπερ απάντων βουλομένων και δεομένων έάσας τοΰς άλλους προσείλετο Λεύ κιον Φούριον ούδενος άν προσδοκν σαντ ις Εκείνο γαρ ην ό παρά γνώμην του Καμίλλου διαγωνίσασθαι προθυμηδείς εναγ γος χαί ουςυχ αβζ περί την μάχην άλλα βουλόμενος ώ έοι κεν άποκρύψαι την συμιροράν και τίιν αϊσχύνην άπαλλάξαι τοϊ κεν άποκρύψαι συμιροράν άνδρδς άντι πάντων τούτον προηγαγεν
TRADUZIONE
Tornato a Roma con un ingente bottino, Camillo dimostrò che più saggi di tutti erano stati quei cittadini che senza lasciarsi intimorire dalla malferma salute e dalla vecchiaia di un generale che aveva esperienza e coraggio, avevano affidato l'incarico a lui, pur riluttante ad accettare e malato, anziché a quei giovani che chiedevano il comando e brigavano per averlo. Perciò alla notizia che i Tuscolani si erano ribellati, ordinarono a Camillo di muovere contro di loro, scegliendosi come aiuto uno dei cinque colleghi. Ed egli, sebbene tutt'e cinque ambissero e pregassero di essere prescelti, scartati gli altri, scelse fra la sorpresa generale Lucio Furio. Questi era proprio quello che poco prima era stato preso dalla brama di scontrarsi col nemico contro il parere di Camillo ed era stato sconfitto. Ma Camillo lo antepose agli altri, volendo, come sembra, cancellare il ricordo di quello sfortunato evento e allontanare da lui quel disonore.
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SINGOLARE DUELLO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
testo greco: Αλέξανδροσ δέ τήν εντόσ τού Ευφράτου...
...Ταύτα μέν ούν Ερατοσθένησ ιστόρηκε.
TRADUZIONE
Alessandro avendo conquistato tutta la parte al di la dell'Eufrate, andava da Dario, scendendocon centinaia di migliaia dell'esercito. Ma qualcuno gli indica tra i compagni, poiché il fatto era degno di riso, quelliche sherzavano delle due parti in cui li aveva divisi, dei quali ciascuno era uno stratego e condottiero, Alessandro, sebbeneDario fosse chiamato da questo; mentre stava cominciando a ingaggiare per le terre una guerra gli uni contro gli altri, quindi nelle battaglie, a stimolare l'esito positivo con la lotta e fino alle pietre e ai legni, essendo diventati moltie difficili da placare. Sentendo queste cose comandò gli stessi di combattere solo contro i comandanti, e lo stesso fece Alessandro, mentre Filota combatteva Dario, Lo stratego osservava, in qualche presagio coloro che stavano per compiere l'impresa. Essendo diventata la battaglia dura, vinse l'esultante Alessandro, e prese come dono 12 villaggi e che usò per la produzione di abbigliamento persiano. Eratostene ha narrato certamente di queste cose.
traduzione n. 2 altro utente
Impadronitosi di tutti i territori al di qua dell'Eufrate, Alessandro mosse contro Dario, il quale pure andava ad affrontarlo con un milione di uomini. Durante la marcia uno dei suoi compagni gli riferì che gli addetti ai servizi, per divertimento, si erano divisi in due schiere, mettendo a capo di ciascuna due finti generali a cui avevano dato rispettivamente i nomi di Alessandro e di Dario, e che i soldati dopo essersi lanciati delle zolle di terra avevano cominciato a prendersi a pugni, finché, scaldatisi sul serio, avevano messo mano a sassi e randelli con una tale foga che c'era voluta non poca fatica per separarli. Alessandro allora ordinò che i due caporioni si battessero, da soli, in un duello e lui stesso armò il finto Alessandro, mentre Pilota faceva altrettanto col finto Dario. Lo scontro, a cui assistette l'intero esercito, fu molto violento e l'esito venne interpretato come un buon auspicio per il futuro: vinse infatti quello ch'era stato chiamato Alessandro e si ebbe in premio dal re dodici villaggi e il privilegio di indossare la stola persiana. L'episodio è riportato da Eratostene nella sua Storia.
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UN GIOVANE AMBIZIOSO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Τη δε φιλοτιμια παντας uπερβαλεν...
Fine: ... και φιλοτιμιαν τοu αγωνος εχοντος.
TRADUZIONE
In ambizione superò tutti cosicchè essendo ancora giovane e sconosciuto scongiurò il suonatore di cetra Epicle di Ermione chiamto dagli ateniesi a cantare presso di lui ambendo che molti cercassero la sua casa e si recassero presso di lui. Essendo giunto ad olimpia e contendendo con Cimone riguardo ai posti, ai banchetti e allo splendore e ogni altro ricevimento non era gradito ai greci. Ritenevano infatti che a quello che era giovane e di nobile stirpe tali cose dovessero essere lecite per Cimone e per la sua grande casa, ma Temistocle non essendo diventato conosciuto, ma sembrando esaltato senza avere i mezzi, fu accusato di superbia.