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è inammissibile anche la vendetta
versione di greco di Platone
Traduzione dal libro klimax
Οὔτε ἄρα ἀνταδικεῖν δεῖ οὔτε κακῶς ποιεῖν οὐδένα ἀνθρώπων͵ οὐδ΄ ἂν ὁτιοῦν πάσχῃ ὑπ΄ αὐτῶν. καὶ ὅρα͵ ὦ Κρίτων͵ ταῦτα καθομολογῶν͵ ὅπως μὴ παρὰ δόξαν ὁμολογῇς· οἶδα γὰρ ὅτι ὀλίγοις τισὶ ταῦτα καὶ δοκεῖ καὶ δόξει. οἷς οὖν οὕτω δέδοκται καὶ οἷς μή͵ τούτοις οὐκ ἔστι κοινὴ βουλή͵ ἀλλὰ ἀνάγκη τούτους ἀλλήλων καταφρονεῖν ὁρῶντας ἀλλή λων τὰ βουλεύματα. σκόπει δὴ οὖν καὶ σὺ εὖ μάλα πότε ρον κοινωνεῖς καὶ συνδοκεῖ σοι καὶ ἀρχώμεθα ἐντεῦθεν βουλευόμενοι͵ ὡς οὐδέποτε ὀρθῶς ἔχοντος οὔτε τοῦ ἀδικεῖν οὔτε τοῦ ἀνταδικεῖν οὔτε κακῶς πάσχοντα ἀμύνεσθαι ἀντι δρῶντα κακῶς͵ ἢ ἀφίστασαι καὶ οὐ κοινωνεῖς τῆς ἀρχῆς; e ἐμοὶ μὲν γὰρ καὶ πάλαι οὕτω καὶ νῦν ἔτι δοκεῖ͵ σοὶ δὲ εἴ πῃ ἄλλῃ δέδοκται͵ λέγε καὶ δίδασκε. εἰ δ΄ ἐμμένεις τοῖς πρόσθε͵ τὸ μετὰ τοῦτο ἄκουε.
Traduzione
(socrate) Dunque non dobbiamo ricambiare le ingiustizie, né fare del male a nessuno degli uomini, qualsiasi cosa gli altri facciano a noi. E bada, Critone, di non concordare con me su questo punto se non sei veramente di questo parere: a condividere queste opinioni, lo so bene, sono e sempre saranno in pochi. E fra chi la pensa così e chi no non è possibile comunità d’intenti, è anzi inevitabile che quando confrontano le rispettive scelte provino disprezzo l’uno per l’altro. Perciò, rifletti bene anche tu se condividi la mia opinione, se davvero sei d’accordo (e le nostre considerazioni muovano allora dal principio che non è mai corretto commettere ingiustizia e neppure ricambiarla, né reagire ai maltrattamenti facendo del male a propria volta); o se ti distacchi, e questo principio non lo condividi. Io la penso così da tempo e continuo tuttora, ma se tu la pensi diversamente dillo, e istruiscimi. Se invece resti fedele alle nostre premesse, ascolta il seguito. .
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Quando Annibale assalì Roma accadde che tumulto e terrore in generale si abbatterono sulla città. Dato che ci fu un'azione improvvisa e completamente inattesa per il fatto che Annibale non si era mai trovato a così breve distanza dalla città, insinuandosi contemporaneamente un tale pensiero, che i nemici non si sarebbero avvicinati così tanto e sarebbero stati fiduciosi se gli eserciti non avessero perso vicino Capua. Perciò gli uomini occupavano le mura e i luoghi appropriati vicino la città, le mogli facendo il giro delle navi pregavano di pulire con i cappelli i terreni dei sacerdoti infatti è loro costume fare ciò, ogni volta che un pericolo generale si abbattesse sulla patria.
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Disperazione di Demetra
Libro: Climax
L'inizio è Πλούτων δέ Περσεφόνης ἐρασθεἰς
la fine γυναικας σκώπτειν λέγουσιν
Essendo innamorato di persefone, plutone, con l'aiuto di zeus, la rapì di nascosto. demetra invece la cercava per tutta la terra, di notte con della torce e di giorno; appresa da ermione che plutone l'aveva rapita, adiratasi con gli dei, abbandonò il cielo e sotto le sembianze di una donna si recò da Eleusi. e inizialmete si sedette su una roccia da lei chiamata triste presso un pozzo denominato fonte delle belle danze. in seguito quando giunse da cereo, allora re degli eleusini, fra le donne che trovò in casa, e dicevano di essere sedute presso essa, una vecchia Iambe, sebbene avesse schernito la dea la fece sorridere. perciò dicono che nei tempi di demetra tesmofora, le donne scherzano.
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Quando Annibale assalì Roma accadde che tumulto e terrore in generale si abbatterono sulla città. Dato che ci fu un'azione improvvisa e completamente inattesa per il fatto che Annibale non si era mai trovato a così breve distanza dalla città, insinuandosi contemporaneamente un tale pensiero, che i nemici non si sarebbero avvicinati così tanto e sarebbero stati fiduciosi se gli eserciti non avessero perso vicino Capua. Perciò gli uomini occupavano le mura e i luoghi appropriati vicino la città, le mogli facendo il giro delle navi pregavano di pulire con i cappelli i terreni dei sacerdoti infatti è loro costume fare ciò, ogni volta che un pericolo generale si abbattesse sulla patria.
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Disperazione di Demetra
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L'inizio è Πλούτων δέ Περσεφόνης ἐρασθεἰς
la fine γυναικας σκώπτειν λέγουσιν
Essendo innamorato di persefone, plutone, con l'aiuto di zeus, la rapì di nascosto. demetra invece la cercava per tutta la terra, di notte con della torce e di giorno; appresa da ermione che plutone l'aveva rapita, adiratasi con gli dei, abbandonò il cielo e sotto le sembianze di una donna si recò da Eleusi. e inizialmete si sedette su una roccia da lei chiamata triste presso un pozzo denominato fonte delle belle danze. in seguito quando giunse da cereo, allora re degli eleusini, fra le donne che trovò in casa, e dicevano di essere sedute presso essa, una vecchia Iambe, sebbene avesse schernito la dea la fece sorridere. perciò dicono che nei tempi di demetra tesmofora, le donne scherzano.