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Anche l'acqua può essere un dono degno di un re
versione di greco di Eliano traduzione da Moduli di lingua lessico e civiltà es. 2
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Ritratto di Ciro I e Ritratto di Ciro II
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione Esercizi II, pagina 59 n°44 Parte I
Si dice che Ciro sia nato dal padre Cambise, re dei Persiani; quel celebre Cambise era della discendenza dei Perseidi; i Perseidi vengono così chiamati da Perseo; si conviene (si riconosce) che sia nato dalla madre Mandane: Mandane stessa era figlia di Astiage, re dei Medi. Si dice che Ciro sia cresciuto e che il bellissimo aspetto sia cantato anche ora dai barbari, benevolissimo nell'animo, assai desidero di sapere e assai ambizioso, tanto da sopportare tutte le fatiche e da sostenere ogni pericolo, tanto che venne elogiato per questo.
Parte II
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Il corvo ed Ermes
Versione di greco di Esopo
Versione dal libro greco terza edizione Un corvo dopo che venne intrappolato da una rete, pregò ad Apollo di liberarlo e promise un sacrificio. Egli però si salvò dal pericolo ma si dimenticò della promessa. Poiché cadde nuovamente in un' altra trappola abbandonò Apollo ma ad Ermes promise un sacrificio. Egli disse al corvo: "Oh sciagurato, come pensi di essere degno di fiducia dopo che hai abbandonato il tuo primo padrone?"Il racconto mostra che coloro che sono ingrati verso i benefattori, quando incappano nel bisogno, non incontrano soccorrit or i. Versione da altro libro il corvo cadendo in una trappola pregava Apollo e annunciava il sacrificio. "signore Apollo, abbi compassione per un corvo sfortunato, infatti sono disposto ad offrire doni e ricompense nel tuo templio e preparare presso l'altare la purificazione. Il dio non solo liberava il volatile, ma si era dimenticato della promessa. invece l'altro che è caduto in trappola, ha messo Apollo da parte e promette di offrire sacrificio ad Ermes. In aggiunta il corvo disse: "o cattiveria, com'è lecito rispettare, quando prima il padrone mi ha abbandomato e lasciato?". La storia del racconto narra chè come se non bastasse le ingratitudini dei benefattori, qualche volta incorrono nel destino, i soccorritori non aiutano.
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Greco Terza edizione pagina 289 numero 141
Δημαδης ο ρηωρ δημηγορων ποτε εν Αθηναις, των Αθηναιων ου πανυ ... Ωστε των μεν αναγκαιων ολιγωπειν, τα δε προς ηδονην μαλλον αιρεισθαι
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Dopo la morte di Dario
Versione greco Libro Greco Nuova Edizione pag. 149 n° 27
Quando Dario si ammalava e immaginava il termine della (sua) vita mandò a chiamare con parole compassionevoli i due figli. Da una parte Serse era già nella reggia dall'altra Ciro satrapo della Lidia tornava di fretta con Tissaferne e gli opliti greci. A quel punto Dario muore e si insediava nel regno Artaserse, Tissaferne metteva Ciro contro il fratello e lo accusavano di tradimento. Serse si lasciava convincere dai discorsi dello stratega e catturava il fratello Ciro e voleva condannarlo a morte. Allora Parusatide reclama per il figlio e Ciro è rimandato di nuovo nella satrapia
dal libro GRECO Terza edizione volume esercizi 1
versione 40 pag. 134
Dario aveva due figli, Artaserse e Ciro. Poiché Dario si indeboliva e sentiva la fine della vita, mandava a chiamare con parole degne di compassione i due figli. Artaserse era già nei (palazzi) reali; Ciro invece era satrapo di Lidia e da là arrivava in fretta con il generale Tissaferne e opliti Greci. Dopochè Dario moriva e saliva al trono Artaserse, Tissaferne calunniava Ciro presso il fratello e lo accusava di tradimento. Artaserse credeva alle parole del generale, imprigionava Ciro e voleva punire il fratello con la morte. Ma la buona Parisatide cercava di ottenere la grazie per il figlio e così Ciro veniva rimandato di nuovo alla satrapia.