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Il sogno di un atleta
versione greco Artemidorotraduzione libro Phrasis
Δρομεύς μέλλων Ιερόν αγώνα άγωνίζεσθαι εδοξε κεράμιον εχων έπί κρήνην άφΐχθαι άρυσόμενος ΰδωρ. ... τον χεραμίον χατάξει.
Traduzione libera
Ad un corridore, che era in procinto di contenere nei giochi sacri, sembrò (sognò) avendo un'anfora di essere arrivato ad una fonte per prendere l'acqua, giunto alla fonte l'acqua scorreva, ma avvicinandosi volendo prenderla quella scomparve. Dopo un pò di tempo andando ancora e correndo ancora l'acqua fattosi vicino sparì per la terza volta, poi l'acqua fini' cosicche' costui pieno di ira gettò l'anfora (che portava) e la ruppe. Costui nel gioco del correre correva paro paro con un altro come che la bilancia della vittoria piegasse piuttosto verso di lui, tuttavia gli conveniva correre. Essendo poi la seconda volta giunto al termine della corsa in parità con l'avversario, corse la terza volta. Nella circostanza determinante non essendogli la vittoria favorevole, fu privato della corona infatti accadde che colui che faceva i giochi correndo lasciava avanti il suo avversario. Nel sogno dunque la fonte assomiglia al gioco, il canale al posto del gioco, l'acqua della corona, l'anfora all'esercizio, il mancare dell'acqua al canale, dandola a tempo, alla perdita della corona, per il preposto che favoriva l'avversario, L'esercizio fatto invano, all'anfora che egli sdegnato ruppe.
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Il Sistema educativo dei persiani versione greco Senofonte traduzione libro phrasis
πάσαν ήμέραν σωφρόνως διάγοντας, διδάσκουσι δέ αυτούς και πείθεσθαι τοις άρχουσι· μέγα δέ και εις χοΰτο συμβάλλεται ότι όρώσι τους πρεσβυτέρους πειθομένους τοΤς άρχουσιν ισχυρώς, διδάσκουσι δέ και έγκράτειαν γαστρός και ποτού· μέγα δέ και εις τούτο συμβάλλεται δτι όρώσι τούς πρεσβυτέρους ού πρόσθεν άπιόντας γαστρός ένεκα πριν άν άφώσιν οί άρχοντες, και ότι ού παρά μητρί αιτούνται οι παίδες, άλλά παρά τω διδασκάλω, όταν οί άρχοντες σημή-νωσι. φέρονται δέ οίκοθεν σίτον μέν άρτον, όψον δέ κάρδαμον, πιεΤν δέ, ήν τις δ\ψΡ\, κώθωνα, ώς άπό τοΰ ποταμού άρύσασθαι. πρός δέ τούτοις μανθάνουσι και τοξεύειν και άκοντίζειν. μέχρι μέν δή έξ ή έπτακαίδεκα ετών άπό γενεάς οί παίδες ταύτα πράττουσιν, έκ τούτου δέ εις τούς έφηβους εξέρχονται.
Seguendo i vecchi come passano tutto il giorno austeramente insegnano loro ad essere ubbidienti ai superiori, e molto aiuta ad apprendere anche questa virtù il vedere come i vecchi ubbidiscono strettamente ai superiori; si insegna a resistere agli stimoli dello stomaco e al desiderio di bere, e molto li aiuta ad apprendere questa virtù il vedere come i vecchi non si allontanano per saziare lo stomaco prima di averne ricevuto il permesso dai superiori. Si aggiunga che i fanciulli, se lo prescrive il precettore, non mangiano in famiglia, con la madre, ma col precettore, portando da casa il pane, del crescione come companatico, e per bere, nel caso che alcuno abbia sete, una tazza, con cui attingono l'acqua dal fiume
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Gesù a Nazareth
Versione greco Vangelo di Marco traduzione libro phrasis
Γενομένου σαββάτου ήρξατο διδάσκειν έν τη συναγωγή· και πολλοί άκούοντες έξεπλήσσοντο λέγοντες· Πόθεν τούτω ταύτα, και τίς ή σοφία ή δοθείσα τούτω και αί δυνάμεις τοιαϋται διά των χειρών αυτού γινόμεναι; Ούχ ούτος έστιν ό τέκτων, ό υιός της Μαρίας καί αδελφός Ιακώβου και Ίωσητος και Ιούδα και Σίμωνος; και ουκ· είσίν αί άδελφαί αυτού ώδε πρός ημάς; και έσκανδαλίζοντο έν αϋτώ. Και έλεγεν αϋτοϊς ό Ιησούς ότι Ούκ έστιν προφήτης άτιμος εί μή έν τη πατρίδι αυτού κάι έν τοις συγγενεύσιν αυτού και έν τή οικία αυτού. Και ούκ έδύνατο εκεί ποιήσαι οϋδεμίαν δύναμιν, εί μή ολίγοις άρρώστοις έπιθε'ις τάς χείρας έθερά· πευσεν και έθαύμαζεν διά τήν άπιστίαν αυτών.
Giunto il sabato, cominciò ad insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicendo: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua". E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
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La Mater Matuta, dea Italica dell'Aurora
versione greco Plutarco traduzione libro phrasis
Ἡ δὲ σύγκλητος εἰς τὸ δέκατον ἔτος τοῦ πολέμου καταλύσασα τὰς ἄλλας ἀρχὰς δικτάτορα Κάμιλλον ἀπέδειξεν· ἵππαρχον δ' ἐκεῖνος αὑτῷ προσελόμενος Κορνήλιον Σκιπίωνα, πρῶτον μὲν εὐχὰς ἐποιήσατο τοῖς θεοῖς ἐπὶ τῷ πολέμῳ τέλος εὐτυχὲς λαβόντι τὰς μεγάλας θέας ἄξειν καὶ νεὼν θεᾶς, ἣν Μητέρα Ματοῦταν καλοῦσι Ῥωμαῖοι, καθιερώσειν. ταύτην ἄν τις ἀπὸ τῶν δρωμένων ἱερῶν μάλιστα Λευκοθέαν νομίσειεν εἶναι. καὶ γὰρ θεράπαιναν εἰς τὸν σηκὸν εἰσάγουσαι ῥαπίζουσιν, εἶτ' ἐξελαύνουσι καὶ τὰ τῶν ἀδελφῶν τέκνα πρὸ τῶν ἰδίων ἐναγκαλίζονται, καὶ δρῶσι περὶ τὴν θυσίαν ἃ ταῖς Διονύσου τροφαῖς καὶ τοῖς διὰ τὴν παλλακὴν πάθεσι τῆς Ἰνοῦς προσέοικε.
Il senato, arrivato al decimo anno di guerra, abrogò tutte le altre magistrature ed elesse dittatore Camillo. Scelto come suo comandante della cavalleria Cornelio Scipione, per prima cosa fece voto agli dei che se la guerra avesse avuto un esito felice avrebbe celebrato i Grandi Ludi e avrebbe dedicato un tempio alla dea che i romani chiamano Matre Matuta. Dai riti che si celebrano in suo onore questa dea si potrebbe identificare con maggiori probabilità sopra ogni altra con Leucotea perché le donne fanno entrare una serva nel sacro recinto e poi la percuotono portando in braccio i figli dei fratelli invece dei propri e durante il sacrificio compiono azioni simili a quelle delle nutrici di Dioniso che ricordano le sofferenze di Ino a causa della concubina di suo marito.
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Plutarco dichiara di non conoscere bene il latino
versione greco Plutarco traduzione libro Phrasis
Τῷ μέντοι σύνταξιν ὑποβεβλημένῳ καὶ ἱστορίαν, ἐξ οὐ προχείρων οὐδ’ οἰκείων, ἀλλὰ ξένων τε τῶν πολλῶν καὶ διεσπαρμένων ἐν ἑτέροις συνιοῦσαν ἀναγνωσμάτων, τῷ ὄντι χρῆν πρῶτον ὑπάρχειν καὶ μάλιστα „τὰν πόλιν εὐδόκιμον“ καὶ φιλόκαλον καὶ πολυάνθρωπον, ὡς βιβλίων τε παντοδαπῶν ἀφθονίαν ἔχων, καὶ ὅσα τοὺς γράφοντας διαφυγόντα σωτηρίᾳ μνήμης ἐπιφανεστέραν εἴληφε πίστιν, ὑπολαμβάνων ἀκοῇ καὶ διαπυνθανόμενος, μηδενὸς τῶν ἀναγκαίων ἐνδεὲς ἀποδιδοίη τὸ ἔργον. Ἡμεῖς δὲ μικρὰν μὲν οἰκοῦντες πόλιν, καὶ ἵνα μὴ μικροτέρα γένηται φιλοχωροῦντες, ἐν δὲ Ῥώμῃ καὶ ταῖς περὶ τὴν Ἰταλίαν διατριβαῖς οὐ σχολῆς οὔσης γυμνάζεσθαι περὶ τὴν Ῥωμαϊκὴν διάλεκτον ὑπὸ χρειῶν πολιτικῶν καὶ τῶν διὰ φιλοσοφίαν πλησιαζόντων, ὀψέ ποτε καὶ πόρρω τῆς ἡλικίας ἠρξάμεθα Ῥωμαϊκοῖς συντάγμασιν ἐντυγχάνειν, καὶ πρᾶγμα θαυμαστὸν μέν, ἀλλ’ ἀληθὲς ἐπάσχομεν. Οὐ γὰρ οὕτως ἐκ τῶν ὀνομάτων τὰ πράγματα συνιέναι καὶ γνωρίζειν συνέβαινεν ἡμῖν, ὡς ἐκ τῶν πραγμάτων, ὧν ἁμῶς γέ πως εἴχομεν ἐμπειρίαν, ἐπακολουθεῖν δι’ αὐτὰ καὶ τοῖς ὀνόμασι.
Ma chi si è proposto di comporre un'ordinata opera storica che risulti da letture di testi non accessibili, né familiari e per lo più stranieri e sparsi qua e là, dovrebbe effettivamente e prima di tutto abitare in un a città famosa che sia amante del bello e popolosa cosicchè avendo abbondanza di libri di tutti i generi e apprendendo per sentito dire o tramite conversazioni quelle notizie che, sfuggite agli scrittori, ma salvate dalla memoria sono di più manifesta credibilità, possa produrre un'opera cui nulla manchi di quanto è necessario. Ma io abito in una piccola città e vi rimango perché essa non diventi più piccola, a Roma e durante i miei soggiorni in Italia non ho avuto il tempo di esercitarmi nella lingua latina un pò per le incombenze politiche e poi per via di quelli che venivano da me a discutere di filosofia, soltanto tardi già avanti negli anni incominciai a leggere opere latine. e mi capitava un fatto strano ma vero. Mi accadeva non tanto di capire e di riconoscere gli avvenimenti dalle parole, quanto di tener dietro alle parole muovendo dai fatti stessi dei quali più o meno avevo nozione.
- Il singolare Simposio di Apemanto e Timone - Plutarco versione greco phrasis
- Clearco comandante dell'esercito di ciro teme qualche manovra accerchiante - Senofonte versione grec
- Il piacere principio e fine ultimo della vita felice - Epicuro versione greco phrasis
- Il filosofo Teofrasto - Diogene Laerzio versione greco phrasis