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ROMOLO UCCIDE REMO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Frasis
TRADUZIONE
Romolo, che fondò Roma, collocò attorno al Palatino un fossato in fretta, affinché nessuno dei vicini ostacolasse la sua scelta. Ma Remo, essendo geloso del fratello per il (suo) successo, avvicinandosi a coloro che lavoravano li rimproverava dicendo che il fossato era stretto e che era facile per i nemici passarci sopra. E Romolo disse: "Comanderò a tutti i cittadini di evitare che gli assalitori (lo) attraversino. " Remo invece diceva sparlando ai lavoranti che loro facevano il fossato stretto, e dicendo egli stesso che (quelli) lo superavano con un salto. Il primo allora gridò: "Io respingerò chi lo supererà, secondo il comando del re" contemporaneamente dicendo le seguenti cose alzava la vanga e avendo colpito la testa (del fratello) uccise Remo.
Per i magistrati chi ha ucciso Eufrone merita la pena capitale - versione greco Senofonte da phrasis
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PER I MAGISTRATI CHI HA UCCISO EUFRONE MERITA LA PENA CAPITALE
Versione greco Senofonte
Traduzione dal libro PHRASIS n. 86 pagina 92
Essendo infatti in contrasto a Sicione la nobiltà e il popolo, Eufrone avendo assoldato da Atene truppe mercenarie. di nuovo ritornò. E conquistò la rocca con il popolo; e essendo l'acropoli in mano all'armosta di Tebe, dopo seppe che non avrebbe potuto, se i tebani tenevano l'acropoli, impadronirsi della città. Così avendo preparato le ricchezze se ne era andato pensando con quelle di persuadere i tebani a cacciare i nobili, e di rendere a lui la città. Gli esuli del passato accorgendosi della sua fuga e dei suoi preparativi marciarono contro Tebe. Quando videro che egni era insieme in patria con i comandanti, temendo che fosse riuscito a fare ciò che voleva alcuni corsero il rischio e uccisero Eufrone nell'acropoli mentre gli arconti e la bulè erano in seduta.
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DIONISIO E FILOSSENO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Frasis - pag. 277 n. 414
Διονύσιος ὁ τῶν Συρακοσίων τύραννος ἀπολελυμένος τῶν πρὸς Καρχηδονίους πολέμων πολλὴν εἰρήνην καὶ σχολὴν εἶχεν. Διὸ καὶ ποιήματα γράφειν ὑπεστήσατο μετὰ πολλῆς σπουδῆς, καὶ τοὺς ἐν τούτοις δόξαν ἔχοντας μετεπέμπετο καὶ προτιμῶν αὐτοὺς συνδιέτριβε καὶ τῶν ποιημάτων ἐπιστάτας καὶ διορθωτὰς εἶχεν. Ὑπὸ δὲ τούτων διὰ τὰς εὐεργεσίας τοῖς πρὸς χάριν λόγοις μετεωριζόμενος ἐκαυχᾶτο πολὺ μᾶλλον ἐπὶ τοῖς ποιήμασιν ἢ τοῖς ἐν πολέμῳ κατωρθωμένοις. Τῶν δὲ συνόντων αὐτῷ ποιητῶν Φιλόξενος ὁ διθυραμβοποιός, μέγιστον ἔχων ἀξίωμα κατὰ τὴν κατασκευὴν τοῦ ἰδίου ποιήματος, κατὰ τὸ συμπόσιον ἀναγνωσθέντων τῶν τοῦ τυράννου ποιημάτων μοχθηρῶν ὄντων ἐπηρωτήθη περὶ τῶν ποιημάτων τίνα κρίσιν ἔχοι. Ἀποκριναμένου δ' αὐτοῦ παρρησιωδέστερον, ὁ μὲν τύραννος προσκόψας τοῖς ῥηθεῖσι, καὶ καταμεμψάμενος ὅτι διὰ φθόνον ἐβλασφήμησε, προσέταξε τοῖς ὑπηρέταις παραχρῆμα ἀπάγειν εἰς τὰς λατομίας.
In Sicilia, Dionigi tiranno di Siracusa, liberatosi dalla guerra cartaginese viveva intanto in profonda pace; ed impiegava il suo ozio per scrivere poemi, chiamando presso di sè quanti nell'arte di verseggiare erano più rinomati, onorandoli e famigliarmente conversando con essi, e sottomettendo alla loro censura i suoi componimenti ed approfittando delle loro lezioni. E come per le grazie che essi ne ricevevano, il magnificavano altamente, inanendosi, per i versi suoi ormai estimavasi più che per le insigni sue imprese di guerra. Fra i poeti a lui famigliare c'era Filosseno, scrittore di Ditirambi, nel quale genere si era guadagnata eminente reputazione. Ora costui, domandato cosa gli paresse dei gonfi versi di Dionigi, che erano stati recitati nel convito, avendo risposto con assai libertà, ne incontrò lo sdegno; perciocchè persuasosi Dionigi, che così avesse parlato per invidia, chiamati i suoi satelliti, lo fece condurre alle latomie.
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è RISORTO NON è QUI
VERSIONE DI GRECO dal Vangelo Matteo
TRADUZIONE
Più tardi poi, passato il sabato, al sorgere del primo giorno della settimana, Maria Maddalena con l’altra Maria andò a vedere il sepolcro. Ed ecco, vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, infatti, scese dal cielo e avvicinandosi rotolò la pietra e stava seduto su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e le sue vesti bianche come la neve. Per paura di lui le guardie rimasero sconvolte e diventarono come morte. Allora rispondendo l’angelo disse alle donne: “Non vogliate temere (Non temete): so infatti che cercate Gesù che è stato crocifisso. Non è qui: infatti è risorto, come aveva detto. Venite, osservate il luogo dove era stato deposto. E ora, presto, andate e dite ai suoi discepoli: “Egli è risono dai morti e vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, ve l’ho detto”.
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GESù ENTRA NELLA CASA DI ZACCHEO
VERSIONE DI GRECO dal Vangelo Luca
TRADUZIONE
Gesù entrò a Gerico e la stava attraversando. E ecco un uomo di nome Zaccheo, egli era il capo dei repubblicani e era ricco. Egli desiderava vedere chi fosse Gesù ma non ci riusciva a causa della folla poiché era piccolo di statura. Quindi procedette correndo avanti e salì su un sicomoro per vederlo poiché (Gesù) sarebbe passato di là. Quando arrivò in quel punto, Gesù guardò in alto e gli disse: "Zaccheo, scendi in fretta, oggi infatti devo fermarmi a casa tua". Egli scese subito e lo accolse con gioia. Tutti coloro che vedettero ciò brontolavano dicendo che (Gesù) era andato ad alloggiare da un peccatore. Alzatosi Zaccheo disse al Signore: "Ecco, la metà dei miei averi, Signore, la dono ai poveri, e se ho rubato qualcosa a qualcuno restituisco quattro volte tanto". Allora Gesù gli disse che oggi la salvezza era entrata in quella casa.