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Λέγεται γάρ τὸ παλαιὸν αἶγας εὑρεῖν τὸ μαντεῖον· οὗ χάριν αἰξί μάλιστα χρηστηριάζονται μέχρι τοῦ νῦν οἱ Δελφοί. Τόν δέ τρόπον τῆς εὑρέσεως γενέσθαι φασì τοιοῦντον. Ὄντος χάσματος ἐν τούτῳ τῷ τόπῳ καθ' ὃν ἐστι νῦν τοῦ ἱεροῦ το καλούμενον ἂδυτον, και περì τουτο νενομένων αἰγῶν διά τò μήπω κατοικεῖσθαι τους Δελφούς αἰεί τήν προσιοῦσαν τῷ χάσματι και προσβλέψασαν αὐτῷ σκιρτᾶν θαυμαστῶς και προΐεσθαι φωνήν διάφορον ἢ πρότερον ειώθει φθέγγεσθαι. Τον δ' επιστατοῦντα ταις αἰξί θαυμάσαι τὸ παράδοξον και προσελθόντα τω χάσματι και κατιδόντα οἷόνπερ ἦν ταὐτό παθεῖν ταις αἰξίν· εκείνας τε γαρ ὄμοια ποιεῖν τοις ενθουσιάζουσι και τοῦτον προλέγειν τά μέλλοντα γίνεσθαι. Μετά δέ ταῦτα της φήμης παρά τοις εγχωρίοις διαδοθείσης περì του πάθους των προσιόντων τῷ χάσματι πλείους απαντᾶν επì τον τόπον· διά δέ τό παράδοξον πάντων αποπειρωμένων τους αιεί πλησιάζοντας ενθουσιάζειν. Δι ' ἃς αιτίας θαυμαστωθῆναί τε τό μαντεῖον και νομισθῆναι της Γῆς εἶναι τό χρηστήριον.
traduzione dal libro phrasis numero 478 pagina 299
Si racconta infatti che le capre abbiano scoperto l’antico oracolo; per il quale gli abitanti di Delfi fino ad oggi sacrificano specialmente capre. Si dice che ci sia un luogo ben preciso della scoperta. Essendoci in questo luogo un’apertura su cui ora c’è quello che è chiamato sacrario del tempio, e intorno a questo posto poiché le capre avevano pascolato per stanziarsi a Delfi ogni volta dopo essersi accostati all’apertura e averla fissata saltellavano straordinariamente ed emettevano una voce diversa di quella che prima di solito emettevano. E che la cosa strana stupiva chi sorvegliava le capre e che avvicinandosi all’apertura e guardando giù era proprio questo che faceva accadere alle capre; che quelle si comportavano anche allo stesso modo a coloro che sono invasati dalla divinità e che costui preannuncia le cose future che devono accadere. Dopo queste cose diffusasi la notizia presso gli abitanti del luogo sui numerosi influssi tra quelli che si avvicinavano all’apertura andavano sul posto; per il fatto straordinario di tutti quelli che facevano l’esperienza ogni volta che avvicinandosi di guardare giù. E per questi motivi che l’oracolo viene considerato meraviglioso e si pensa che sia il responso della Dea Terra.
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Καὶ τοῦτο μὲν ἐν τούτῳ τῷ πόνῳ ὁ πολέμαρχος Καλλίμαχος διαφθείρεται, ἀνὴρ γενόμενος ἀγαθός, ἀπὸ δ' ἔθανε τῶν στρατηγῶν Στησίλεως ὁ Θρασύλεω· τοῦτο δὲ Κυνέγειρος ὁ Εὐφορίωνος ἐνθαῦτα ἐπιλαμβανόμενος τῶν ἀφλάστων νεός, τὴν χεῖρα ἀποκοπεὶς πελέκει πίπτει, τοῦτο δὲ ἄλλοι Ἀθηναίων πολλοί τε καὶ ὀνομαστοί. Ἑπτὰ μὲν δὴ τῶν νεῶν ἐπεκράτησαν τρόπῳ τοιούτῳ Ἀθηναῖοι, τῇσι δὲ λοιπῇσι οἱ βάρβαροι, ἐξανακρουσάμενοι καὶ ἀναλαβόντες ἐκ τῆς νήσου, ἐν τῇ ἔλιπον, τὰ ἐξ Ἐρετρίης ἀνδράποδα, περιέπλεον Σούνιον, βουλόμενοι φθῆναι τοὺς Ἀθηναίους ἀπικόμενοι ἐς τὸ ἄστυ. Αἰτίη δὲ ἔσχε ἐν Ἀθηναίοισι ἐξ Ἀλκμεωνιδέων μηχανῆς αὐτοὺς ταῦτα ἐπινοηθῆναι· τούτους γὰρ συνθεμένους τοῖσι Πέρσῃσι ἀναδέξαι ἀσπίδα ἐοῦσι ἤδη ἐν τῇσι νηυσί. Οὗτοι μὲν δὴ περιέπλεον Σούνιον·
Traduzione versione greco libro frasis pag 244 num 352
In questa impresa morì il polemarco Callimaco, dimostratosi un uomo valoroso, e fra gli strateghi Stesilao, figlio di Trasilao; inoltre Cinegiro, figlio di Euforione, mentre si afferrava agli aplustri di una nave cadde con la mano troncata da un colpo di scure; e perirono molti altri illustri Ateniesi.
115) In tal modo gli Ateniesi catturarono sette navi nemiche; sulle rimanenti i barbari presero il largo e, caricati gli schiavi di Eretria dall'isola dove li avevano lasciati, doppiarono il Capo Sunio, con l'intenzione di arrivare ad Atene prima delle truppe ateniesi. In Atene corse poi la voce accusatrice che essi avessero concepito questo piano grazie alle macchinazioni degli Alcmeonidi. Essi, infatti, d'accordo con i Persiani avrebbero fatto segnali con uno scudo quando questi erano già sulle navi.
116) I Persiani, insomma, doppiavano il Sunio
In questa impresa morì il polemarco Callimaco, dimostratosi un uomo valoroso, e fra gli strateghi Stesilao, figlio di Trasilao; inoltre Cinegiro, figlio di Euforione, mentre si afferrava agli aplustri di una nave cadde con la mano troncata da un colpo di scure; e perirono molti altri illustri Ateniesi. In tal modo gli Ateniesi catturarono sette navi nemiche; sulle rimanenti i barbari presero il largo e, caricati gli schiavi di Eretria dall'isola dove li avevano lasciati, doppiarono il Capo Sunio, con l'intenzione di arrivare ad Atene prima delle truppe ateniesi. In Atene corse poi la voce accusatrice che essi avessero concepito questo piano grazie alle macchinazioni degli Alcmeonidi. Essi, infatti, d'accordo con i Persiani avrebbero fatto segnali con uno scudo quando questi erano già sulle navi. I Persiani, insomma, doppiavano il Sunio
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PRIAMO
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro PHRASISpagina 208 n 309
Inizio: Μετά δε το αιρεθηναι Ιλιον υπο Ηρακλεους...
Fine: και κομισας επι των χωριων ως ιδιον παιδα ετρεφεν, ονομασας
Παριν.
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NICIA CERCA INVANO D'IMPEDIRE LA SPEDIZIONE ATENIESE IN SICILIA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Frasis
'Ο δ'ουν Νικίας, των Αιγεστεων πρεσβεων
...πολλους ουτε δυνατους ειχε συναγωυιστας
TRADUZIONE
Quando giunsero gli ambasciatori di Segesta e Leontini per convincere gli ateniesi ad intraprendere una spedizione in Sicilia, Nicia, che si era opposto fu sconfitto dai disegni ambiziosi di Alcibiade, il quale, ancora prima che si radunasse l'assemblea, aveva già il popolo nelle sue mani, corrotto dai suoi discorsi pieni di promesse, tanto che sia i giovani nelle palestre, sia gli anziani nelle botteghe o seduti nei luoghi di ritrovo disegnavano carte geografiche della Sicilia e del mare che la circonda con i porti e i punti della costa dell'isola che guarda l'Africa. Infatti essi non consideravano la Sicilia il premio ultimo della guerra, ma una base di partenza per debellare i Cartaginesi e impadronirsi, insieme con l'Africa, di tutto il mare compreso entro le colonne d'Ercole. Poichè tutti erano entusiasti a questa prospettiva, Nicia non trovò nella sua opposizione che pochi e deboli sostenitori.
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UN CONVINTO FAUTORE DI TIBERIO GRACCO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Frasis
TRADUZIONE
Blossio Cumano, amico di (Tiberio) Gracco, fu portato davanti ai consoli e, interrogato sui fatti, confessò di aver eseguito una cosa x ordine di Tiberio. Avendogli Nasica domandato: “che avresti fatto, allora, se Tib. avesse comandato di dar fuoco al Campidoglio?”, dapprima obiettò ke ciò nn sarebbe avvenuto per ordine di Tiberio; poi, avendo anche molti rivolto la stessa domanda, rispose: “ma se quello me lo avesse comandato, pure per me sarebbe stato opportuno fare ciò: infatti, Tiberio non me lo avrebbe imposto, se non fosse stato utile al popolo”.