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L'egemonia ha portato alla rovina atene e sparta
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro kata logon
inizio: Τους γαρ ευ πλεισταις εξουσιαις γεγενημενοις ιδοι τις αν ται μεγισταις...
Fine: τας πολεις επαρασαν και παθειν αυαγκασασαν
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Una donna coraggiosa
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro kata logon
. . Riceveva anche una rendita in grano dal chersoneso... " E con tutte queste ricchezze in mano hai avuto il coraggio di affermare che il padre di questi ragazzi ha lasciato 2000 dracme e 30 stateri, che è giusto quanto Diodoto aveva lasciato a me e quanto io ti ho dato alla sua morte? Li hai scacciati dalla loro casa, i tuoi nipoti, con quattro stracci addosso scalzi senza un servo che li accompagnasse senza coperte ne vestiti senza il mobilio che il padre gli aveva lasciato e senza neppure il deposito che lui aveva lasciato nelle tue mani. E ora allevi nell'agiatezza i figli della mia matrigna fortunati loro, certo fai benissimo ma fai un torto ai miei, che cerchi in tutti i modi di rendere dei miserabili da ricchi che erano cacciandoli di casa senza alcun rispetto. E non hai timore degli dei ad agire così ne vergogna di me che so tutto ne ti ricordi di tuo fratello, ma tutti noi per te contiamo meno del denaro!"
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UNA MOGLIE FEDIFRAGA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Kata Logon
TRADUZIONE
Allora esortavo mia moglie a scendere e a dare il seno al bambino, perché smettesse di piangere. Ma lei dapprima non voleva, dicendo di avermi visto con gioia ritornare dopo un certo tempo. Poiché io però perdevo la pazienza e le chiedevo di scendere " Certo "- disse- " perché tu ci provi qui con la serva : anche in passato da ubriaco cercavi di trascinarla a letto. Ed io ridevo; lei però, alzatasi, mentre si allontana chiude la porta fingendo di scherzare. Ed io, senza preoccuparmi di tutto questo, e non sospettando di nulla, dormivo contento, perché ero tornato dalla campagna. Quando era quasi giorno, quella era tornata e aprì la porta. Poiché le chiedevo come mai le porte avevano cigolato durante la notte affermava che si era spenta la lucerna che stava accanto al bambino, allora l'aveva fatta riaccendere dai vicini. Io stavo zitto e pensavo che le cose stessero così. In realtà, giudici, mi sembrò che si fosse truccata il viso sebbene suo fratello fosse morto da meno di trenta giorni: tuttavia neppure così, senza avere detto nulla del fatto, uscito (da casa) me ne andavo fuori in silenzio. Dopo queste cose, giudici, essendo trascorso intanto del tempo e mentre io ero ben lontano dai mali mi si avvicina una vecchia, mandata da una donna con la quale quello aveva una relazione, come io venivo a sapere in seguito: quella, adirata e convinta di essere ingannata, perché non la frequentava più come prima lo faceva sorvegliare finchè scopri quale fosse il motivo. Avvicinatasi dunque a me la donna che mi spiava vicino casa: Eufileto - disse - non pensare che sia venuta da te per nessuna invadenza; l'uomo che oltraggia te e tua moglie si trova ad essere anche nostro nemico. Se dunque prendi la serva che va al mercato e che vi fa la domestica e la metti alle strette, saprai tutto. E' Eratostene di Oe colui che fa queste cose: che non ha sedotto solo tua moglie, ma anche molte altre: infatti fa questo di mestiere. Dopo aver letto questo, giudici, quella si allontanò e io subito mi sentivo sconvolto e mi tornava alla mente ogni cosa ed ero pieno di sospetto pensando che ero stato chiuso in camera ricordando poi che quella notte cigolavano sia la porta sul cortile sia quella sulla strada, cosa che non era mai successa prima, e che mi sembrò che mia moglie si fosse truccata. Tutte queste cose mi tornavano alla memoria ed ero pieno di sospetto. Tornato a casa, ordinavo alla serva di seguirmi al mercato dopo averla invece portata a casa di un mio conoscente, le dicevo che ero venuto a sapere tutto ciò che accadeva a casa mia. Ora a te - dissi - è possibile scegliere quella che vuoi tra due possibilità: O, dopo essere stata frustata, finire al mulino e non smettere mai di essere oppressa da tali sofferenze oppure, se dici tutta la verità, non subire alcuna punizione, ma ottenere da me il perdono delle tue colpe. Non mentire in nulla, ma di tutta la verità.
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L'EROISMO DI COLORO CHE ABBATERONO I TRENTA TIRANNI
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Kata Logon
TRADUZIONE
Vale la pena ricordare sia privatamente che pubblicamente quegli uomini che fuggendo la schiavitù e combattendo per la giustizia e dopo essersi ribellati per la democrazia fornendo molti nemici giunsero al Pireo, non poiché costretti dalla legge, ma persuasi dalla loro natura, avendo riprodotto con nuovi pericoli l’antica virtù dei progenitori, per riprendersi la città comune con le loro anime e con gli altri, preferendo la morte con la libertà piuttosto che la vita con la schiavitù, non avendo vergogna delle sventure, meno che adirandosi con i nemici, decisi a morire per la loro terra più che vivere una vita altrui, avendo da una parte i giuramenti degli alleati e i patti, dall’altra i nemici che prima erano presenti e i loro cittadini.
TRADUZIONE n. 2
Invece è doveroso commemorare pubblicamente e in privato anche quegli uomini che per sfuggire alla schiavitù e combattendo per la giustizia scesero in lotta a difesa della democrazia e pur avendo tutti contro vennero al Pireo. Essi non costretti dalla legge ma obbedendo a un loro impulso naturale rinnnovarono l'antico valore degli avi con le loro nuove lotte per riconquistare in comune con gli altri la città a prezzo della loro vita wcegliendo piuttosto una morte da uomini liberi che una vita di servitù. provavano vergogna delle loro sventure non meno che ira verso i loro nemici e preferirono morire nella loro terra piuttosto che vivere abitando in terra straniera. avevano come alleati i giuramenti e i patti e come nemici non solo quelli che lo erano già prima ma anche i loro stessi concittadini
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NESSUNA CLEMENZA PER GENTE COME QUESTA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Kata Logon
Σκέψασθαι δέ χρή, ὦ ἄυδρες δικασθαι, διὰ ἄυ τιςτοιούτων ἀυδρων φείσαιτο; Ποτερον ᾡς πρός μέν τήν πόλιν δεδυστυχήκασιν, ἄλλως δέ κόσμιοί εἰσι καί σωφρόυως βεβιώκασιν; Ἀλλ' οὐχ οι μέν πολλοί αὐτων ἡταιρήκασιν, οι δ'ἀδελφαις συγγεγόυασι, τοις δ'εκ θυγατέρωνπαιδες γεγόυασιν, οι δέ μυστήρια πεποιήκασι και τους Ερμας περικεκόφασι και περί πάντας τους θεους ἠσεβήκασι και εις ἅπασαν τήν πόλιν ἡαρτήκασιν, ἀδίκως και παρανόμως και πρός τους ἄλλους πολιτευόμενοι και πρός σφας αυτους διακειμενοι, ουδεμιας τόλμης απεχόμενοι, ουδενός ἕργου δεινου απειροι γεγονότες; αλλα και πεπονθασιν απαντα και πεποιήκασιν απερ πεπονθασιν. ουτω γαρ διακεινται, ωστ' επί μεν τοις καλοις αισχύνεσθαι, επί σε τοις κακοις φιλοτιμεισθαι
TRADUZIONE
Bisogna anche riflettere, giudici, sul perché si dovrebbero risparmiare uomini come questi; forse perché sono stati sfortunati nei rapporti con lo Stato, ma per il resto sono cittadini disciplinati e hanno tenuto una condotta di vita moderata? Ma non è forse vero che molti di loro si sono prostituiti, altri sono andati a letto con le sorelle, altri ancora hanno avuto figli dalle loro figlie? E non hanno parodiato i misteri, spezzato le Erme, commesso empietà contro tutti gli dei e fatto torto a tutta quanta la città, con una condotta ingiusta e senza regole sia nei rapporti con gli altri che tra di loro, senza astenersi da alcun atto audace e senza risparmiarsi l'esperienza di nessuna malvagità? Insomma, hanno provato ogni infamia, e quel che hanno provato lo hanno anche fatto agli altri. La loro indole infatti è tale che si vergognano delle azioni buone e si fanno un vanto delle cattive