Ecbatana un progetto architettonico funzionale al potere imperiale - Erodoto Versione greco katalogo
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Ecbatana: un progetto architettonico
funzionale al potere imperiale
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
Traduzione dal libro kata logon
κύκλων δ᾽ ἐόντων τῶν συναπάντων ἑπτά, ἐν δὴ τῷ τελευταίῳ τὰ βασιλήια ἔνεστι καὶ οἱ θησαυροί. τὸ δ᾽ αὐτῶν μέγιστον ἐστὶ τεῖχος κατὰ τὸν Ἀθηνέων κύκλον μάλιστά κῃ τὸ μέγαθος. τοῦ μὲν δὴ πρώτου κύκλου οἱ προμαχεῶνες εἰσὶ λευκοί, τοῦ δὲ δευτέρου μέλανες, τρίτου δὲ κύκλου φοινίκεοι, τετάρτου δὲ κυάνεοι, πέμπτου δὲ σανδαράκινοι. οὕτω τῶν πέντε κύκλων οἱ προμαχεῶνες ἠνθισμένοι εἰσὶ φαρμάκοισι· δύο δὲ οἱ τελευταῖοί εἰσὶ ὃ μὲν καταργυρωμένους ὁ δὲ κατακεχρυσωμένους ἔχων τοὺς προμαχεῶνας.
99. ταῦτα μὲν δὴ ὁ Δηιόκης ἑωυτῷ τε ἐτείχεε καὶ περὶ τὰ ἑωυτοῦ οἰκία, τὸν δὲ ἄλλον δῆμον πέριξ ἐκέλευε τὸ τεῖχος οἰκέειν. οἰκοδομηθέντων δὲ πάντων κόσμον τόνδε Δηιόκης πρῶτος ἐστὶ ὁ καταστησάμενος, μήτε ἐσιέναι παρὰ βασιλέα μηδένα, δι᾽ ἀγγέλων δὲ πάντα χρᾶσθαι, ὁρᾶσθαι τε βασιλέα ὑπὸ μηδενός, πρός τε τούτοισι ἔτι γελᾶν τε καὶ ἀντίον πτύειν καὶ ἅπασι εἶναι τοῦτό γε αἰσχρόν.
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LA UBRIS DI SERSE - La υβρις di Serse
VERSIONE DI GRECO di LISIA
TRADUZIONE dal libro KATALOGON
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Ξέρξης ὁ τῆς Ἀσίας βασιλεύς, καταφρονήσας μὲν τῆς Ἑλλάδος, αχθόμενος δὲ τη σύμφορα, οργιζομενος δὲ τοις αιτιοις, δεκάτῳ ἔτει παρασκευασάμενος διακοσίαις μὲν καὶ χιλίαις ναυσὶν ἀφίκετο, τῆς δὲ πεζῆς στρατιᾶς οὕτως ἄπειρον τὸ πλῆθος ἦγεν, ὥστε καὶ τά ἔθνη τὰ μετ' αὐτοῦ ἀκολουθήσαντα πολὺ ἄν ἔργον εἴη καταλέξαι. Οδε δε μεγιστον σημειον τοῦ πληθους. Εξον γαρ αυτῳ χιλιαις ναυσὶ διαβιβασαι κατά τὸ στενὸτατον τοῦ Ελλησπὸντου την πεζην στρατιαν εκ της Ἀσίας εις την Ευρωπην, ουκ ηθελησεν, ηγουμενος την διατριβην αυτῳ πολλην εσεσθαι. Αλλ'οδὸν μὲν διά τῆς θαλάττης εποιησατο, πλουν δὲ διά τῆς γῆς ηναγκασε γενεσθαι, ζευξας μὲν τον Ελλησποντον, διορυξας δὲ τον Αθω, υφισταμενου ουδενος,
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Creso al Rogo
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro kata logon
Ως δε άρα μιν προσστηναι τοϋτο, άνενεικάμενόν τε και άναστενάξαντα εκ πολλής ήσυχίης ες τρί, ς όνομάσαι Σόλων ». Και τον Κϋρον άκούσαντα κελεΰσαι τους έρμηνέας έπειρέσθαι τον Κροϊσον τίνα τούτον έπικαλέοιτο, και. τους προσελθόντας έπειρωτάν. Κροϊσον δε τέως μεν σιγήν εχειν εΐρωτώμενον, μετά 5ε, ως ήναγκάζετο, είπεϊν' « Τον αν εγώ πάσι τυράννοισι προετίμησα μεγάλων χρημάτων ες λόγους έλθεϊν>>| Wς δε σφι άσημα έφραζε, πάλιν έπειρώτων τα λεγόμένα. Λιπαρεόντων 5έ αυτών και οχλον παρεχόντων, έλεγε δη ως ήλθε αρχήν ό Σόλων έών Αθηναίος, και θεησαμενος πάντα τον έωυτοϋ ολβον άποφλαυρίσειε οία δη εϊπας, ως τε αύτω πάντα άποβεβήκοι τη περ εκείνος είπε, ουδέν τι μάλλον ες έωυτόν λέγων ή <(ούκ)> ες άπαν το άνθρώπινον και, μάλιστα τους παρά σφίσι αύτοϊσι ολβίους δοκέοντας είναι. Τον μεν Κροϊσον ταϋτα άπηγέεσθαι, της δε πυρής ήδη άμμέ-ης καίεσθαι τα περιέσχατα".
TRADUZIONE n. 1
Si dice dunque che a lui venne in mente questo, riprendendosi e lamentandosi con molta calma ripeté tre volte il nome di Solone. Ciro lo udì e ordinò agli interpreti di chiedere a Creso chi stesse invocando; essi gli si avvicinarono e lo interrogarono. Creso dapprima evitò di rispondere alle domande, poi, cedendo alle insistenze rispose: «Uno che avrei dato molto denaro perché fosse venuto a parlare con tutti i re». Ma poiché queste parole suonavano incomprensibili, gli chiesero ulteriori spiegazioni. Visto che continuavano a infastidirlo con le loro insistenze, raccontò come una volta si fosse recato da lui Solone di Atene e dopo aver visto le sue ricchezze le avesse disprezzate; ne riferì anche le affermazioni e narrò come poi tutto si fosse svolto secondo le parole che Solone aveva rivolto non soltanto a lui, Creso, ma a tutto il genere umano e specialmente a quanti a loro proprio giudizio si ritengono felici. Mentre Creso raccontava questi fatti, la pira, a cui era stato appiccato il fuoco, bruciava ormai tutto intorno.
traduzione n. 2
Con questo pensiero, sospirando e gemendo, dopo un lungo silenzio, pronunciò tre volte il nome di Solone. Ciro lo udì e ordinò agli interpreti di chiedere a Creso chi stesse invocando; essi gli si avvicinarono e lo interrogarono. Creso dapprima evitò di rispondere alle domande, poi, cedendo alle insistenze rispose: "Uno che avrei dato molto denaro perché fosse venuto a parlare con tutti i re". Ma poiché queste parole suonavano incomprensibili, gli chiesero ulteriori spiegazioni. Visto che continuavano a infastidirlo con le loro insistenze, raccontò come una volta si fosse recato da lui Solone di Atene e dopo aver visto le sue ricchezze le avesse disprezzate; ne riferì anche le affermazioni e narrò come poi tutto si fosse svolto secondo le parole che Solone aveva rivolto non soltanto a lui, Creso, ma a tutto il genere umano e specialmente a quanti a loro proprio giudizio si ritengono felici. Mentre Creso raccontava questi fatti, la pira, a cui era stato appiccato il fuoco, bruciava ormai tutto intorno
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Una condanna educativa
VERSIONE DI GRECO di Lisia
εγω μεν ουν ω ανδρες ουκ ιδιαν e finisce con της πολεως νομοις επειθομην...
Traduzione n. 1 dal libro kata logon numero 32 pagina 508
. Io dunque, o giudici, ritengo che questo atto di giustizia si stato compiuto non per me nel mio interesse privato ma nell’interesse dell’intera città; infatti quelli che compiono tali azioni, vedendo quali premi sono stabiliti per le cose siffatte, saranno più corretti verso gli altri, qualora vedano che anche voi avete la stessa opinione. Se no sarebbe molto meglio cancellare le leggi vigenti e approvarne altre che stabiliranno le pene per coloro che custodiranno le proprie mogli e assicureranno la massima impunità per quelli che vorranno commettere adulterio con esse. Una misura di questo genere sarebbe molto più giusta che lasciare che i cittadini siano insidiati dalle leggi, le quali ordinano che, qualora uno sorprenda un adulterio gli possa fare tutto quello che voglia, mentre poi i processi sono più pericolosi per gli offesi che per coloro che disonorano le mogli altrui. Infatti ora corro pericolo riguardo alla mia vita e ai miei beni e a tutte le altre cose perché ho obbedito alle leggi della città.
traduzione n. 2
I o dunque, signori, ritengo che questa vendetta non sia stata (compiuta) nel mio interesse privato , ma nell'interesse di tutta la collettività: infatti gli individui che commettono bravate del genere, vedendo quali sono le ricompense che spettano ad azioni del genere , si renderanno meno colpevoli nei confronti degli altri, se vedranno che anche voi avete la medesima opinione (in proposito). Altrimenti, (sarebbe) molto meglio abrogare le leggi vigenti e promulgarne delle nuove, che puniscano con (le loro) pene quelli che custodiscono le proprie mogli e concedano la massima impunità a quelli che vogliono sedurle . (Sarebbe) molto più giusto così, piuttosto che (far sì che) i cittadini fossero insidiati dalle leggi, che prescrivono che, se uno coglie (in flagrante) un adultero, ne faccia ciò che meglio crede , mentre poi i processi risultano più pericolosi per quelli che hanno subìto il torto che per chi disonora le donne altrui contro le leggi. Io infatti adesso sto rischiando la mia vita, il mio denaro e tutto il resto (solo) perché ho avuto fiducia nelle leggi dello Stato.
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Inizio: ἐμπειρότατοι δὲ λόγων καὶ πραγμάτων ὄντες οὕτως ἀλογίστως ἔχομεν ..... Fine: τούτους πιστοτάτους φύλακας ἡγούμεθα τῆς πολιτείας εἶναι·