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Da bruttissima a bellissima
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro kata logon
TRADUZIONE
Aristone aveva in moglie la donna di gran lunga più bella fra quante ve n'erano a Sparta, e per di più divenuta bellissima da bruttissima che era. Infatti la sua nutrice, osservando ch'essa era brutta di aspetto, mentr'era figlia di genitori ricchi, e spiacevole a vedersi, e oltre a ciò intendendo che i genitori consideravano una sventura il suo aspetto, comprendendo ad una ad una queste cose, medita tale proposito: la portava ogni giorno nel tempio di Elena: questo sorge nella cosiddetta Terapne, al di sopra del tempio di Febo. E la nutrice, ogniqualvolta la portava, la collocava presso la statua e supplicava la dea di liberar la bambina dal brutto aspetto. E appunto, una volta, alla nutrice che usciva dal tempio si dice comparisse una donna e dopo esser comparsa le domandasse che cosa essa portava fra le braccia, e quella rispose che portava una bambina. L'altra la pregò di mostrargliela, ma quella non volle saperne: infatti le era stato vietato dai genitori di mostrarla a chicchessia; però quella pregò a ogni costo di fargliela vedere. Allora la nutrice, intendendo che quella donna faceva gran conto del vederla, le mostrò la bambina: e quella, accarezzandole la testa, disse che si sarebbe distinta per bellezza su tutte le donne di Sparta. Orbene da quel giorno essa cambiò di aspetto.
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Clearco parla ai soldati VERSIONE DI GRECO di Senofonte traduzione dal libro kata logon
"Oi stratiwtai ouk efasan" fine: "Basilea poreuesqai ephnestan" inizia così : "Ανδρες στρατιωται, μη θαυμαζετε οτι χαλεπως φερω τοις παρουσι πραγμασιν. finisce : εγω συν υμιυ εψομαι και ο τι δεη πεισομαι"
TRADUZIONE
I soldati rifiutarono di proseguire in avanti, infatti gia' sospettavano di andare contro il re. Per primo Clearco cercò di costringere con la forza i suoi soldati a muoversi. in séguito, quando capì che la forza non serviva, convocò l'assemblea delle proprie truppe, e allora disse qst cose: "soldati, non meravigliatevi se soffro per come stanno le cose. ciro e' legato con me da vincoli di ospitalità, quando ero fuggito dalla patria, mi onorò molte cose e mi donò moltissimi darici. E nel momento in cui Ciro mi ha chiamato, mi sono messo in cammino alla vostra testa per dargli una mano, se ne avesse avuto bisogno. Ora, voi non intendete seguirmi, c'e' la neccessita' o di mantenere l'amicizia di Ciro tradendo voi oppure rimanere con voi mancando di fede a lui. Se prenderò la decisione giusta, non lo so; in ogni caso sceglierò voi e rimarrò con voi, sia quel che sia. Voi per me siete la patria, gli amici, i compagni. "disse tali cose, i soldati avendo ascoltato ciò che non intendeva marciare contro il re, lo applaudirono.
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Tarquinio il superbo
VERSIONE DI GRECO di Dionigi di Alicarnasso
TRADUZIONE dal libro kata logon
μετὰ δὲ τοῦτον παραλαμβάνει Λεύκιος Ταρκύνιος τὴν Ῥωμαίων δυναστείαν οὐ κατὰ νόμους, ἀλλὰ διὰ τῶν ὅπλων κατασχών, κατὰ τὸν τέταρτον ἐνιαυτὸν τῆς ἑξηκοστῆς καὶ πρώτης ὀλυμπιάδος, ἣν ἐνίκα στάδιον Ἀγάθαρχος Κερκυραῖος ἄρχοντος Ἀθήνησι Θηρικλέους. οὗτος ὑπεριδὼν μὲν τοῦ δημοτικοῦ πλήθους, ὑπεριδὼν δὲ τῶν πατρικίων, ὑφ᾽ ὧν ἐπὶ τὴν δυναστείαν παρήχθη, ἔθη τε καὶ νόμους καὶ πάντα τὸν ἐπιχώριον κόσμον, ᾧ τὴν πόλιν ἐκόσμησαν οἱ πρότεροι βασιλεῖς, συγχέας καὶ διαφθείρας εἰς ὁμολογουμένην τυραννίδα μετέστησε τὴν ἀρχήν. καὶ πρῶτον μὲν φυλακὴν κατεστήσατο περὶ ἑαυτὸν ἀνθρώπων θρασυτάτων ξίφη καὶ λόγχας φερόντων ἐπιχωρίων τε καὶ ἀλλοδαπῶν, οἳ νυκτός τε περὶ τὴν βασίλειον αὐλιζόμενοι αὐλὴν καὶ μεθ᾽ ἡμέραν ἐξιόντι παρακολουθοῦντες, ὅπῃ πορεύοιτο, πολλὴν τὴν ἀπὸ τῶν ἐπιβουλευσόντων ἀσφάλειαν παρείχοντο. ἔπειτα τὰς ἐξόδους οὔτε συνεχεῖς οὔτε τεταγμένας, ἀλλὰ σπανίους καὶ ἀπροσδοκήτους ἐποιεῖτο ἐχρηματίζετό τε περὶ τῶν κοινῶν κατ᾽ οἶκον μὲν τὰ πολλὰ καὶ αὐτῶν τῶν ἀναγκαιοτάτων συμπαρόντων, ὀλίγα δ᾽ ἐν ἀγορᾷ. προσελθεῖν δ᾽ οὐδενὶ τῶν βουλομένων ἐπέτρεπεν, εἰ μή τινα καλέσειεν αὐτός: οὔτε τοῖς προσιοῦσιν εὐμενὴς οὐδὲ πρᾷος ἦν, ἀλλ᾽ οἷα δὴ τύραννος, βαρύς τε καὶ χαλεπὸς ὀργὴν καὶ φοβερὸς μᾶλλον ἢ φαιδρὸς ὀφθῆναι: καὶ τὰς περὶ τῶν ἀμφισβητήτων συμβολαίων κρίσεις οὐκ ἐπὶ τὰ δίκαια καὶ τοὺς νόμους, ἀλλ᾽ ἐπὶ τοὺς ἑαυτοῦ τρόπους ἀναφέρων ἐποιεῖτο. διὰ ταῦτ᾽ ἐπωνυμίαν τίθενται αὐτῷ Ῥωμαῖοι τὸν Σούπερβον
TRADUZIONE
Dopo di Lui prese la signoria di Roma Lucio Tarquinio non secondo le leggi, ma con le armi nell'anno quarto dell'olimèiade sessantesima prima, nella quale vinse nello stadio Agatarco, che era arconte di Atene Tericleo, costui disprezzando la moltitudine popolare, disprezzando i patrizi dai quali era stato condotto al trono e confondendo e disonorando ogni costume, legge e disciplina con la quale i re precedenti avevano dato forma a Roma, rivolse il governo in una manifesta tirannide. E per prima cosa mise intorno a se guardie di bravi, nazionali ed esteri, con spade e lance, chei vegliando di notte negli atri della reggia, e scordandolo di giorno, ovunque andasse, lo proteggessero completamente dalle insidie. Inoltre non usciva né di continuo, né con periodo certo, ma raramente e quando non ce lo si aspettava. Deliberava sulle cose comuni molto in casa sua e poco nel forum, in mezzo ai parenti che lo guardavano. Non concedette che alcuno di quelli che lo volevano si presentasse a lui, se non lo aveva chiamato lui, e se gli si presentava, non era con lui compiacevole e mite, ma grave ed aspro come un tiranno e terribile anzichè che gioviale a vedersi. Definiva le controversie sui contratti in conformità dei suoi costumi, non delle leggi e del diritto. Per queste ragioni i romani lo chiamarono "Superbo".
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Lo sconosciuto tormento di Dafni
VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista
TRADUZIONE dal libro kata logon versione n. 132 pagina 249
TRADUZIONE
“Perché mai il bacio di Cloe mi affligge? Le labbra più delicate delle rose e la bocca più dolce, il bacio più pungente della puntura delle api. Spesso amai dei capretti, spesso amai i cuccioli nati da poco e il vitellino, che Dorcone mi aveva regalato; ma questo è un bacio inaspettato. L’aria sbalza fuori da me, il cuore sobbalza, l’anima si strugge e ugualmente di nuovo voglio amore. Oh vittoria malvagia, oh male nuovo, di cui non so dire il nome. Forse Cloe sperimentò dei filtri magici stando in procinto di amarmi? Come mai dunque non sono matto? Senti come gli usignoli cantano, ma la mia zampogna tace; senti come i capretti saltano, invece io sto seduto; senti come i fiori fioriscono, ed io non intreccio corone. Ma le viole e il giacinto spuntano, invece Dafni appassisce. Come mai fu visto più bello di me e di Darcone?"
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Organizzazione di una sortita
VERSIONE DI GRECO di Senofonte e TRADUZIONE
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ἀναστὰς δὲ πάλιν εἶπε Ξενοφῶν· --ὦ ἄνδρες, ἀκούσατε ὧν προσδοκεῖ μοι. δῆλον ὅτι πορεύεσθαι ἡμᾶς δεῖ ὅπου ἕξομεν τὰ ἐπιτήδεια· ἀκούω δὲ κώμας εἶναι καλὰς οὐ πλέον εἴκοσι σταδίων ἀπεχούσας· οὐκ ἂν οὖν θαυμάζοιμεν εἰ οἱ πολέμιοι, ὥσπερ οἱ δειλοὶ κύνες τοὺς μὲν παριόντας διώκουσί τε καὶ δάκνουσιν, ἢν δύνωνται, τοὺς δὲ διώκοντας φεύγουσιν, εἰ καὶ αὐτοὶ ἡμῖν ἀπιοῦσιν ἐπακολουθοῖεν. ἴσως οὖν ἀσφαλέστερον ἡμῖν πορεύεσθαι πλαίσιον ποιησαμένους τῶν ὅπλων, ἵνα τὰ σκευοφόρα καὶ ὁ πολὺς ὄχλος ἐν ἀσφαλεστέρῳ εἴη. εἰ οὖν νῦν ἀποδειχθείη τίνας χρὴ ἡγεῖσθαι τοῦ πλαισίου καὶ τὰ πρόσθεν κοσμεῖν καὶ τίνας ἐπὶ τῶν πλευρῶν ἑκατέρων εἶναι, τίνας δ᾽ ὀπισθοφυλακεῖν, οὐκ ἂν ὁπότε οἱ πολέμιοι ἔλθοιεν βουλεύεσθαι ἡμᾶς δέοι, ἀλλὰ χρᾐμεθα ἂν εὐθὺς τοῖς τεταγμένοις. εἰ μὲν οὖν ἄλλο τις βέλτιον ὁρᾷ, ἄλλως ἐχέτω· εἰ δὲ μή, Χειρίσοφος μὲν ἡγοῖτο, ἐπειδὴ καὶ Λακεδαιμόνιός ἐστι· τῶν δὲ πλευρῶν ἑκατέρων δύο τὼ πρεσβυτάτω στρατηγὼ ἐπιμελοίσθην· ὀπισθοφυλακοῖμεν δ᾽ ἡμεῖς οἱ νεώτατοι ἐγὼ καὶ Τιμασίων τὸ νῦν εἶναι. τὸ δὲ λοιπὸν πειρώμενοι ταύτης τῆς τάξεως βουλευσόμεθα ὅ τι ἂν ἀεὶ κράτιστον δοκῇ εἶναι. εἰ δέ τις ἄλλο ὁρᾷ βέλτιον, λεξάτω