Filippo di Macedonia dovrebbe guidare una spedizione di Greci contro i Persiani- Versione greco di I
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Filippo di Macedonia dovrebbe guidare una spedizione di Greci contro i Persiani
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: Σκεψαι δ'ως αισχρον περιοραν την Ασιαν αμεινον
fine: καλλιστην γενησεσθαι δοξαν
TRADUZIONE
Guarda com'è avvilente lasciare che l'Asia versi in condizioni migliori dell'Europa, e che i barbari siano più ricchi dei Greci, e ancora, che siano chiamati Grandi Re quanti derivano il loro potere da quel Ciro che fu esposto sulla strada dalla madre, mentre i discendenti di quelPEracle, che Zeus per le sue virtù innalzò in cielo tra gli dèi, abbiano nomi ben più meschini di loro. Non bisogna permettere che si continui così, anzi, tutto ciò deve essere radicalmente mutato. Sta' pur sicuro che io non avrei cercato di esortarti a nessuna di queste imprese, se avessi visto che ne sarebbero derivati solo potere e ricchezza, perché penso che tu, di tali beni, ne abbia più che a sufficienza. E dimostra molta ingordigia chi sceglie di rischiare la vita per ottenerli. Pertanto non ti rivolgo questo discorso facendo riferimento al possesso di beni del genere ma pensando che da queste imprese ti deriverà una fama grandissima e splendida
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Conviene fare la pace
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: Ἆρʹούν ανεξαρκέσειενήμιν, ει τήν τε πόλιν ασφαλώς
fine: επιχειρούντες αι νυν δια τόν πόλεμον έκλελοìπασιν.
TRADUZIONE letterale n. 1
Potrebbero essere contenti di noi se abitassimo la città con sicurezza e diventassimo più ricchi nei vari settori riguardo la vita e se fossimo d'accordo nelle discussioni per noi stessi e ottenessimo buona fama presso i Greci ? Io credo infine che la città sarebbe felice avendo primeggiato questi propositi. Invero la guerra ci ha privato di tutto quanto detto, infatti ci ha resi piu poveri e ci ha costretti ad affrontare molti pericoli e ci ha scagliati contro gli elleni e ci ha resi infelici in tutti i modi. Se facessimo la pace e ci dimostrassimo noi stessi tali quali i patti comuni stabiliscono, abiteremo la città con molta sicurezza allontanatici dalle guerre dai pericoli e dall'agitazione cui ora ci troviamo reciprocamente, progrediremo ogni giorno verso l'abbondanza, ponendo fine alle tasse e agli obblighi di armamento e agli altri interessi riguardanti la guerra coltivando piacevolmente le terre e navigando il mare e dedicandosi agli altri lavori che sono venuti meno a causa della guerra.
traduzione letterale n. 2
Forse ci sarebbe sufficiente se vivessimo la città con sicurezza e diventassimo i più abili nelle cose riguardanti la vita e fossimo d'accordo sulle cose stresso tra di noi e fossimo stimati dai Greci? Io infatti credo che essendoci queste cose sino in fondo la città sarebbe prospera. La guerra dunque ci ha privato di tutte quelle cose che ho detto: infatti ci ha reso i più poveri e ci ha costretto a sopportare molti pericoli e ci ha messo in cattiva luce presso la Grecia e ci ha travagliato tutti gli usi. Se facciamo la pace e ci presentiamo noi stessi tali che i patti comuni ordinano, vivremo in città con molta sicurezza, tenendoci lontani dalle guerre, dai pericoli e dal disordine nel quale ora ci poniamo gli uni contro gli altri, per ciascun giorno matureremo nella ricchezza, esentati dalle tasse, dalla trierarchia e dagli altri impegni riguardo la guerra, senza paura, coltivando i campi e navigando per mare e accingendoci agli altri lavori che ora a causa della guerra abbiamo lasciato.
TRADUZIONE libera
Non ci accontenteremo dunque di vivere nella nostra città senza paura di avere beni in quantità di esere in armonia all'interno fra di noi e di godere di un buon nome fra tutti i greci? per quanto mi riguarda credo proprio che a queste condizioni la città sarebbe perfettamente prospera. La guerra ci ha privato di tutto quello che ho appena detto perché ci ha reso più poveri ci ha costretto ad affronare molti pericoli ci ha fatto diventare il flagello di tutti i greci e ci ha torturato in ogni momento. Ma se faremo la pace ci atterremo agli ordini dei patti comuni vivremo in totale tranquillità qui nella nostra città liberi da guerre da pericoli e dal disordine interno imperante e ogni giorno faremo un passo avanti verso l'agiatezza esenti da tributi trierarchie e dalle altre liturgie che la guerra spilla a chi ne ha. Senza paura potremo coltivare i campi navigare il mare e riprendere le altre attività che ora cusa la guerra nessuno più cura.
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Demostene ha sempre goduto della fiducia degli ateniesi
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Kata logon
TRADUZIONE
Subito dopo la battaglia il popolo sapendo e avendo visto tutte quante le cose che io facevo essendomi imbattuto nelle stesse cose terribili e temibili; quando era cosa straordinaria che i piu non operassero senza giudizio nei miei confronti, per prima cosa votava le mie opinioni per la salvezza della citta, e faceva tutte quante le cose per la sicurezza, la distribuzione delle sentinelle, i fossati, le cose utili verso le mura, ci furono grazie ai miei decreti; trovando i mezzi di sostentamento il popolo voto me tra tutti. E dopo queste cose stando quelli insieme a coloro a cui stava a cuore che io operassi malamente, questi mandando a me accuse, accuse di prevaricazione, notifiche e tutte queste cose, in un primo momento non personalmente, ma per coloro i quali pensavano sarebbero rimasti sconosciuti, in tutte queste cose soprattuto per mezzo degli dei e poi grazie a voi e agli altri Ateniesi io mi salvai. Giustamente; infatti questo è vero grazie a coloro che hanno giurato e conoscono i giuramenti buoni dei giudici.
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Generoso comportamento di Alessandro Magno
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Τρεπομενᾡ δε προς το δειπνον αυτὧ φραζει τις εν τοις αιχμαλωτοις αγομενας μητερα και γυναικα Δαρειου και θυγατερας δυο παρθενους ιδουσας το αρμα και τα τοξα κοπτεσθαι και θρηνειν, ως απολωλοτος εκεινου. Συχνον ουν επισχων χρονον Αλεξανδρος, και ταις εκεινων τυχαις μαλλον ἢ ταις εαυτου συμπαθης γενομενος, πεμπει Λεοννατον, απαγγειλαι κελευσας ως ουτε Δαπειος τεθνηκεν ουτ' Αλεξανδρον δεδιεναι χρη; Δαρειω γαρ υπερ ηγεμονιας πολεμειν, εκειναις δε πανθ υπαρξειν ων και Δαρειου βασιλευοντος ηξιουντο. Του δε λογου ταις γυναιξιν ημερου και χπηστου φανεντος, ετι μαλλον τα των εργων απηντα φιλανθρωπα. Θαψαι γαρ οσους εβουλοντο Περσων εδωκεν, εσθητι και κοσμω χρησαμεναις εκ των λαφυρων
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Medea uccide i propri figli
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Kata logon
TRADUZIONE
Giasone e Medea giungevano a Corinto e essendo felici trascorrevano dieci anni, ancora una volta promettendo il re di Corinto Creonte la figlia Glauce a Giasone avendo Giasone abbandonato Medea, la sposava. Medea quindi, avendo chiamato in aiuto anche gli dei cui Giasone fece voto e avendo spesso accusato l'ingratitudine di Giasone, mandò alla sposa un peplo preparato con veleni, ricoprendosi del quale, si bruciò col fuoco violento col padre che l'aiutava, uccideva, i figli che ebbe da Giasone, Mermero e Fefeta, e avendo preso da Elio il carro dei dragoni alati fuggendo con questo andò ad Atene. Si dice anche che fuggendo lasciò i figli che erano ancora in tenera età, dopo averli fatti sedere supplichevoli presso l'altare di Era protettrice delle alture: i Corinzi avendoli sollevati li coprirono di ferite.