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Antropon odoi Pagina 144
Dopo la Libia Ercole attraversava anche l’Egitto. Era re dell’Egitto Busiride, figlio di Poseidone e Lisianassa. Egli, secondo un oracolo, sacrificava gli stranieri sull’altare di Giove. Da nove anni infatti una carestia colpiva l’Egitto, e Frasio, vate venuto da Cipro, diceva: «La carestia finisce se ogni anno sacrificate a Zeus un uomo straniero»... (CONTINUA)
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LA POESIA DI ORFEO
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Anthropon odoi
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Orfeo, trace di stirpe, primeggiava in giovinezza tra coloro che sono ricordati per l'arte poetica e il canto; e infatti componeva un poema che era ammirato e che era diverso per l'armonia riguardo il canto. Avanzò verso l'onore, tanto da immaginare di affascinare le belve e le piante. Avendo appreso i racconti riguardo la teologia, partì per l'Egitto e la imparando molte cose, diventò il più importante tra i Greci non solo negli studi degli dei, ma anche nelle cerimonie mistiche sia nelle poesie sia nei canti. Per amore di una donna osò scendere nell'Ade inaspettatamente; persuase Persefone che guidava le anime dei morti con armonia a cooperare con i desideri e a concedere di fare salire la sua donna dall'Ade.
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SOCRATE E ALCIBIADE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Anthropon odoi
TRADUZIONE
Socrate vedendo Alcibiade che si insuperbiva per la ricchezza e aveva pensieri elevati per l'abbondanza e ancora di più per i campi, lo condusse verso una località della città. In quel luogo era posta una tavoletta che aveva una carta geografica, e ordinò ad lcibiade di ricercare in quel luogo l'Attica. Quando la trovò, ordinò a lui di cercare i propri campi. Dopo aver detto : " Ma non sono registrati da nessuna parte ". Socrate disse : "Certamente sei orgoglioso di queste cose, le quali appunto per nulla sono parte della terra ?".
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PERSEO E MEDUSA VERSIONE DI GRECO di greco TRADUZIONE dal libro Antropon odoi
Ἦσαν δὲ αὗται Σθενὼ Εὐρυάλη Μέδουσα. Μόνη δὲ ἦν θνητὴ Μέδουσα· διὰ τοῦτο ἐπὶ τὴν ταύτης κεφαλὴν Περσεὺς ἐπέμφθη. Εἶχον δὲ αἱ Γοργόνες κεφαλὰς μὲν περιεσπειραμένας φολίσι δρακόντων, ὀδόντας δὲ μεγάλους ὡς συῶν, καὶ χεῖρας χαλκᾶς, καὶ πτέρυγας χρυσᾶς, δι᾽ ὧν ἐπέτοντο. Τοὺς δὲ ἰδόντας λίθους ἐποίουν. Ἐπιστὰς οὖν αὐταῖς ὁ Περσεὺς κοιμωμέναις, κατευθυνούσης τὴν χεῖρα Ἀθηνᾶς, ἀπεστραμμένος καὶ βλέπων εἰς ἀσπίδα χαλκῆν, δι᾽ ἧς τὴν εἰκόνα τῆς Γοργόνος ἔβλεπεν, ἐκαρατόμησεν αὐτήν. Ἀποτμηθείσης δὲ τῆς κεφαλῆς, ἐκ τῆς Γοργόνος ἐξέθορε Πήγασος πτηνὸς ἵππος, καὶ Χρυσάωρ ὁ Γηρυόνου πατήρ·. Τούτους δὲ ἐγέννησεν ἐκ Ποσειδῶνος. Ὁ μὲν οὖν Περσεὺς ἐνθέμενος εἰς τὴν κίβισιν τὴν κεφαλὴν τῆς Μεδούσης ὀπίσω πάλιν ἐχώρει, αἱ δὲ Γοργόνες ἐκ τῆς κοίτης ἀναστᾶσαι τὸν Περσέα ἐδίωκον, καὶ συνιδεῖν αὐτὸν οὐκ ἠδύναντο διὰ τὴν κυνῆν. Ἀπεκρύπτετο γὰρ ὑπ᾽ αὐτῆς.
Esse si chiamavano Steno, Euriale e Medusa; Solo medusa era mortale e Perseo andava dalle Gorgoni perché voleva tagliare la sua testa. Le Gorgoni avevano sulle teste squame di serpenti spaventosi e volavano con ali dorate; ma se gli uomini le guardavano, li rendevano pietra. Quando Perseo giungeva presso di loro, Atena gli dava aiuto; ed egli infatti per guardare Medusa senza pericolo, si voltava indietro verso lo scudo di bronzo della dea come verso uno specchio, e così vedeva la sua immagine e le tagliava la testa. Pegaso e Crisaore saltavano fuori dalla testa di Medusa con molto sangue. L' uno era un cavallo alato, l'altro aveva una spada d'oro. Dunque Perseo metteva nella bisaccia la testa di Medusa ed andava di nuovo indietro. Quando le Gorgoni si alzavano dal letto, inseguivano invano Perseo; infatti non potevano vederlo a causa dell'elmo; infatti esso era straordinario e lo nascondeva.
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L'ORACOLO DI DELFI
versione di greco
TRADUZIONE
Versione n. 91 pag. 104 da Antropoi Odoi
Apollo, giunto a Delfi, uccideva Pitone, un terribile serpente. Il dio dunque desiderava essere là nel tempio per il responso; la sacerdotessa Pizia era designata dal serpente. Là vanno gli anziani delle città e i cittadini ricchi o poveri, interrogano la Pizia e portano offerte votive al dio. La Pizia quando è ispirata, predice oracoli esatti, talvolta invece ambigui e ingannevoli. Anche Temistocle consultando l'oracolo a Delfi presso il dio convinceva il popolo ad abbandonare Atene e a combattere contro la flotta navale. Poichè infatti il dio a Delfi esortava a cercare la salvezza nel muro di legno, Temistocle diceva che l'oracolo faceva allusioni riguardo alle navi e chiamava a guardia doi Atene i cittadini per affidare (loro)Atene. In questo modo giungevano su delle triremi.
traduzione
da altro libro (diversa)
L'oracolo di delfi era ritenuto essere il centro del cosmo. Qui Pizia era detta essere invasa dagli dei e dare responsi strani riguardo le sorti e le malattie e la morte a coloro che cercavano la verità. A Delfi era necessario che i ricercatori stessero per alcuni giorni e attendessero l'annuncio dell'esito, e rivolgessero le preghiere e le offerte al Dio, infine infine andavano davanti ai templi e interrogavano Pizia. Dunque Pizia non solo rispondeva con discorsi incerti ma anche gli interpreti dopo mostravano un pensiero nascosto e cacciavano gli stranieri. Gli stranieri invece davano ricompense e spesso donavano statue di eccellenti oracoli per ricordare. Dunque gli Ateniesi interrogavano Pizia Erodoto indugiava sulla battaglia in persia invece pizia rispondeva di aver bisogno di difendersi con mura di legno: gli strateghi tra gli ateniesi dichiaravano che le mura di legno erano le navi. Con le navi gli ateniesi vinsero i persiani.