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Aemilio consule ingentes Gallorum copiae Alpes transierunt. Traditum est a Fabio historico, qui ei bello interfuit DCCC milia hominum parata ad id bellum esse. XL milia hostium perierunt et triumphus Aemilio decretus est. Aliquot deinde annos post contra Gallos intra Italiam pugnatum est, finitumque bellum M. Claudio Marcello et Cn. Cornelio Scipione consulibus. Tum Marcellus cum collega ingentes copias Gallorum peremit, Mediolanum expugnavit, grandem praedam Romam pertulit. M. Minucio Rufo P. Cornelio consulibus, bellum Punicum secundum Romanis illatum est per Hannibalem, Carthaginiensium ducem, qui Saguntum, Hispaniae civitatem Romanis amicam, oppugnare coepit. Huic Romani per legatos denuntiaverunt ut bello abstineret. Is legatos admittere noluit.
Sotto il consolato di Emilio ingenti truppe dei Galli oltrepassarono le Alpi. È stato tramandato dallo storico Fabio, che fu presente a quella guerra, che ottocentomila uomini erano stati preparati per quella guerra. Quarantamila nemici morirono e fu decretato il trionfo ad Emilio. In seguito alcuni anni dopo si combattè contro i Galli in Italia, e si terminò la guerra sotto il consolato di Marco Claudio Marcello e Gneo Cornelio Scipione. Allora Marcello con il collega annientò numerose truppe di Galli, espugnò Milano, portò un notevole bottino a Roma. Sotto il consolato di Marco Minucio Rufo e Publio Cornelio fu portata contro i Romani la seconda guerra punica per opera di Annibale, comandante dei Cartaginesi, che cominciò ad assediare Sagunto, città della Spagna amica ai Romani.
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Innumerae in Costantino animi corporisque virtutes claruerunt. Militaris gloriae adpetentissimus, vir fuit fortuna in bellis prospera. Civilibus artibus et studiis liberalibus deditus. Multas leges rogavit, quasdam ex bono et aequo, plerasque superfluas, nonnullas severas, primusque urbem nominis sui ad tantum fastigium evehere molitus est, ut Romae aemulam faceret. Bellum adversus Parthos moliens, qui iam Mesopotamiam fatigabant, uno et tricesimo anno imperii, aetatis sexto et sexagesimo, Nicomediae in villa publica obiit. Denuntiata mors eius est etiam per crinitam stellam, quae inusitatae magnitudinis aliquamdiu fulsit; eam Graeci cometen vocant.
Le virtù di Costantino divennero innumerevoli nelle virtù nell' animo del corpo. Desiderosissimo della gloria militare, l’uomo ebbe fortuna favorevole nelle guerre. Era dedito alle arti civili e agli studi liberali. Promulgò molte leggi, qualcuna giusta, alcune superflue, alcune severe, per primo innalzò la città che portava il suo nome a tanta gloria, da renderla emula di Roma. Mentre preparava una guerra contro i Parti, che ormai logoravano la Mesopotamia, nel trentunesimo anno del suo regno e a sessantacinque anni di età, morì a Nicomedia. La sua morte fu annunciata da una stella cometa, che di straordinaria grandezza brillò per molto tempo. Questa è chiamata la cometa dei Greci.
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Versione da LITTERA LITTERAE
Innumerare in Costantino animi corporisque virtutes claruerunt. Militaris gloriae adpetentissimus, vir fuit fortuna in bellis prospera. Civilibus artibus et studiis liberalibus deditus. Multas leges promulgavit quasdam aequas, plerasque superfluas, nonnullas severas, primusque urbem nominis sui ad tantum fastigium evehere molitus est, ut Romae aemulam faceret. Bellum adversus Parthos moliens, qui iam Mesopotamiam fatigabant, uno et tricesimo anno imperii. aetatis sexto et sexagesimo, Nicomediae obiit. Denuntiata mors eius est etiam per crinitam stellam, quae inusitatae magnitudinis aliquamdiu fulsit;
Le virtù dii Costantino divennero innumerevoli nelle virtù nell' animo del corpo. Desiderosissimo della gloria militare, l’uomo ebbe fortuna favorevole nelle guerre. Era dedito alle arti civili e agli studi liberali. Promulgò molte leggi, qualcuna giusta, alcune superflue, alcune severe, per primo innalzò la città che portava il suo nome a tanta gloria, da renderla emula di Roma. Mentre preperava una guerra contro i Parti, che ormai logoravano la Mesopotamia, nel trentunesimo anno del suo regno e a sessantacinque anni di età, morì a Nicomedia. La sua mort fu annunciata da una stella cometa, che di straordinaria grandezza brillò per molto tempo. Questa è chiamata la cometa dei Greci.
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3 Versioni da Nuovo comprendere e tradurre pagina 248 versione 1 a, b e c.
Hinc consules coepere pro uno rege duo hac causa creati, ut, si unus malus esse voluisset, alter, habens potestatem similem, eum coerceret. Et placuit ne imperium longius quam annuum haberent, ne per diuturnitatem potestatis insolentiores redderentur, sed ut civiles semper essent, qui se post annum scirent futuros esse privatos. Fuerunt igitur primo anno ab expulsis regibus consules L. Iunius Brutus, qui maxime egerat ut Tarquinius pelleretur, et Tarquinius Collatinus, maritus Lucretiae.
Nono anno post reges exactos, cum gener Tarquinii ut iniuram soceri vindicaret ingentem collegisset exercitum, Romae nova dignitas creata est, quae dictatura appellatur, maior quam consulatus. Eodem anno etiam magister equitum creatus est, qui dictatori oboediret. Dictator autem Romae primus fuit T. Larcius, magister equitum primus Sp. Cassius.
Sexto decimo anno post reges exactos seditionem populus Romanus fecit, tamquam a senatu atque consulibus premeretur. Tum et ipse tribunos plebis quasi proprios iudices et defensores creavit, per quos contra senatum et consules tutum esse posset.
Da questo momento ebbero inizio i consoli, in numero di due al posto di un re, eletti per questa ragione, affinché, se uno avesse voluto essere malvagio, l’altro, avendo un potere simile, lo frenerebbe. E si deliberò che non avessero il potere più a lungo di un anno, affinché non diventassero troppo prepotenti durante la lunga durata del potere, ma affinché fossero sempre moderati, dal momento che sapevano che dopo un anno sarebbero diventati cittadini privati. Allora nel primo anno dopo la cacciata dei re furono consoli Lucio Giunio Bruto che si era soprattutto dato da fare affinché Tarquinio fosse cacciato via, e Tarquinio Collatino, marito di Lucrezia.
Otto anni dopo la cacciata dei re, poiché il genero di Tarquinio, per vendicare un’offesa fatta al suocero, aveva radunato un grande esercito, a Roma fu creata una nuova carica pubblica, che è chiamata dittatura, più importante del consolato. Nello stesso anno fu eletto anche il comandante della cavalleria, che obbedisse al dittatore. Il primo dittatore di Roma fu Tito Larcio, mentre il primo comandante della cavalleria (fu) Spurio Cassio.
Quindici anni dopo la cacciata dei re il popolo romano fece un’insurrezione come se fosse oppresso dal senato e dai consoli. Inoltre lo stesso elesse i tribuni della plebe come propri giudici e difensori, attraverso i quali potesse essere più protetto contro il senato e i consoli.
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ita bellis in toto orbe confectis Octavianus Augustus Romam reverti...in amicos fidissimus quos tantis evexit honoribus, ut paene aequaret fastigio suo.
traduzione:
Cosi' finite le guerre in tutto il mondo, ottaviano augusto tornò a roma 12 anni dopo che era stato fatto console. Da allora per 44 anni governò lo stato da solo. Prima infatti aveva governato quello 12 anni con lepido e antonio. cosi' dal principio fino alla fine del suo principato passarono 56 anni.
Mori' a 76 anni di morte naturale in una borgo della campania : atella fu sepolto a roma in campo marzio uomo che non a torto dalla maggior parte fu giudicato simile a un dio. Nessuno infatti fa a buon conto o più fortunato di lui in guerra o più moderato in pace. Nei 44 anni in cui resse da solo l' impero visse da ottimo cittadino liberalissimo verso tutti. Fedelissimo con gli amici tanto che innalzò a se grandi onori da eguagliarli quasi alla sua altezza.