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Versione pag 30 dal nuovo comprendere e tradurre volume 3. .
M. Tullio Cicerone oratore et C. Antonio consulibus, anno ab urbe condita sexcentesimo octogesimo nono, L. Sergius Catilina, nobilissimi generis vir, sed ingenii pravissimi, ad delendam patriam coniuravit cum quibusdam claris quidem, sed audacibus viris. A Cicerone urbe expulsus est. Socii eius deprehensi in carcere strangulati sunt. Ab Antonio, altero consule, Catilina ipse victus proelio est et interfectus.
Essendo consoli M. Tullio Cicerone l'oratore e C. Antonio, l'anno seicentottantanove dalla fondazione di Roma, L. Sergio Catilina, uomo di stirpe nobilissima, ma d'indole assai trista, congiurò per distruggere la patria con alcuni pur uomini ragguardevoli, ma audaci. Da Cicerone fu espulso da Roma. I suoi compagni arrestati furono strangolati in carcere. Catilina stesso vinto da Antonio, l'altro console, rimase ucciso in battaglia.
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Versione da lingua latina pag 434 es 2
Da allora ebbero inizio i consoli, due al posto di un unico re, creati per questo fine affinché, qualora uno avesse voluto essere malvagio, l'altro, possedendo un'autorità simile, lo frenasse. E si decise che essi non avessero il potere per più di un anno, affinché per la lunghezza del mandato non diventassero troppo insolenti, bensì fossero sempre moderati, dato che sapevano che dopo un anno sarebbero stati privati cittadini. Dunque durante il primo anno dall'espulsione dei re furono consoli L. Giunio Bruto, che più di tutti si era impegnato per cacciare Tarquinio, e Tarquinio Collatino, il marito di Lucrezia. Ma a Tarquinio Collatino venne subito revocata la carica. Si era deciso infatti che in città non rimanesse nessuno che si chiamasse Tarquinio. Pertanto, preso tutto il suo patrimonio, si trasferì dalla città e al suo posto venne nominato console L. Valerio Publicola.
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VERSIONE DA Littera Litterae (2C) - Pagina 40 Numero 1
1. L’istituzione del consolato
Da allora ebbero inizio i consoli, due al posto di un unico re, creati per questo fine affinché, qualora uno avesse voluto essere malvagio, l'altro, possedendo un'autorità simile, lo frenasse. E si decise che essi non avessero il potere per più di un anno, affinché per la lunghezza del mandato non diventassero troppo insolenti, bensì fossero sempre moderati, dato che sapevano che dopo un anno sarebbero stati privati cittadini. Dunque durante il primo anno dall'espulsione dei re furono consoli L. Giunio Bruto, che più di tutti si era impegnato per cacciare Tarquinio, e Tarquinio Collatino, il marito di Lucrezia. Ma a Tarquinio Collatino venne subito revocata la carica. Si era deciso infatti che in città non rimanesse nessuno che si chiamasse Tarquinio. Pertanto, preso tutto il suo patrimonio, si trasferì dalla città e al suo posto venne nominato console L. Valerio Publicola.
Hinc consules coepere, pro uno rege duo, hac causa creati, ut, si unus malus esse voluisset, alter eum, habens potestatem similem, coerceret. Et placuit, ne imperium longius quam annuum haberent, ne per diuturnitatem potestatis insolentiores redderentur, sed civiles semper essent, qui se post annum scirent futuros esse privatos. Fuerunt igitur anno primo ab expulsis regibus consules L. Iunius Brutus, qui maxime egerat, ut Tarquinius pelleretur, et Tarquinius Collatinus, maritus Lucretiae. Sed Tarquinio Collatino statim sublata est dignitas. Placuerat enim, ne quisquam in urbe remaneret, qui Tarquinius vocaretur. Ergo accepto omni patrimonio suo ex urbe migravit, et loco ipsius factus est L. Valerius Publicola consul. Commovit tamen bellum urbi Romae rex Tarquinius, qui fuerat expulsus, et collectis multis gentibus, ut in regnum posset restitui, dimicavit.
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Versione Pag. 42 Littera Litterae 2C n. 2
Durante il nono anno dapo la cacciata dei re, dato che il genero di Tarquinio aveva radunato un ingente esercito per vendicare l'oltraggio subito dal suocero, a Roma fu creata una nuova carica, che venne chiamata dittatura, di maggior rilievo del consolato. Nello stesso anno venne eletto anche il comandante della cavalleria, che obbedisse al dittatore. Ora il primo dittatore a Roma fu T. Larcio, il primo comandante della cavalleria fu Spurio Cassio.
Nono anno post reges exactos, cum gener Tarquini ad iniuriam soceri vindicandam ingentem collegisset exercitum, nova Romae dignitas est creata, quae dictatura appellatur, maior quam consulatus. Eodem anno etiam magister equitum factus est, qui dictatori obsequeretur. Neque quicquam similius potest dici quam dictatura antiqua huic imperii potestati, quam nunc tranquillitas vestra habet, maxime cum Augustus quoque Octavianus, de quo postea dicemus, et ante eum C. Caesar sub dictaturae nomine atque honore regnaverint. Dictator autem Romae primus fuit T. Larcius, magister equitum primus Sp. Cassius.
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Versione da : Littera Litterae (2C) numero 3 pagina 44
Nel sedicesimo anno dopo la cacciata dei re il popolo di Roma fece una secessione, come se fosse oppresso dai consoli e dal senato. Allora il popolo elesse per sé dei tribuni della plebe come propri giudici e difensori, attraverso i quali potesse essere al sicuro contro i soprusi del senato e dei consoli.