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traduzione dal libro FORUM
Quo in discrimine versetur salus mea et bonorum omnium atque unversae rei publicae, ex eo scire potes, quod domos nostras et patriam ipsam vel diripiendam vel inflammandam reliquimus: in eum locum res deducta est, ut, nisi qui deus vel casus aliquis subvenerit, salvi esse nequeamus. Equidem, ut veni ad urbem, non destiti omnia et sentire et dicere et facere, quae ad concordiam pertinerent; sed mirus invaserat furor non solum improbis, sed etiam iis, qui boni habentur, ut pugnare cuperent me clamante nihil esse bello civili miserius. Itaque, quum Caesar amentia quadam raperetur et oblitus nominis atque honorum suorum Ariminum, Pisaurum, Anconam, Arretium occupavisset, urbem reliquimus: quam sapienter aut quam fortiter, nihil attinet disputari; quo quidem in casu simus, vides.
Quale sia il pericolo in cui versa la la salvezza mia, di tutti gli onesti e insomma dell’intero Stato, lo puoi ben comprendere dal fatto che abbiamo abbandonato le nostre dimore e la stessa Patria al loro destino di rovina e fuoco. La situazione è precipitata in un tale punto (fino a tal punto) che non ci è possibile uscirne vivi, a meno che non ci venga in soccorso un qualche dio o sopraggiunga un’eventualità fortunata.
In quanto a me, quando giunsi a Roma, non ho cessato di dirigere il mio pensiero, la mia eloquenza, il mio operato su tutto ciò che potesse promuovere la concordia. Ma un singolare furore – il desiderio di venire alle armi – s’era impossessato non solo dei cattivi, ma anche di quelli ritenuti onesti, benché io sostenessi a gran voce che nulla c’è di più orribile della guerra civile. Pertanto, quando Cesare – catturato da una sorta di follia e dimentico del proprio nome e dei propri onori – ebbe occupato Rimini, Pesaro, Ancona, Arezzo, noi lasciammo Roma: quanto (questa fuga sia dovuta) alla saggezza o piuttosto al coraggio, non val la pena discutere tu vedi in che occasione siamo.
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Veteres philosophi fingunt qualis in beatorum insulis sit vita sapientium. Putant enim hos, omni cura liberatos, nullum necessarium vitae cultum requirentes, nihil aliud agere nisi ut omne tempus inquirendo ac discendo in naturae congnitione consumant. Nos autem non solum beatae vitae istam esse oblectationem videmus sed etiam levamentum miseriarum. Itaque multi, cum in potestate essent hostium aut tyrannorum, multi in exilio, dolorem suum doctrinae studiis levavetur. Princeps Athenarum Demetrius Phalereus, cum pulsus patria est Alexandriam se contulit. Ibi, cum in philosophia excelleret, multa praeclara in illo catamitoso otio scripsit, non ad usum aliquem suum, quo erat orbatus, sed quia animi cultus ille ei erat quasi quidam humanitatis cibus.
I filosofi antichi fingono (idealizzano) quale sia la vita dei sapienti nelle isole dei beati. Credono che questi infatti, liberati da tutte le preoccupazioni, non richiedendo nulla del necessario al culto della vita, non fanno null'altro che consumare tutto il tempo nella cognizione della natura interrogando o imparando. Ma noi non solo vediamo che questa vita beata è un piacere ma anche un sollievo dalle miserie. Così molti essendo in potere dei nemici o dei tiranni, molti sotto sorveglianza, molti in esilio, trovano sollievo al loro dolore con lo studio della dottrina. Il primo principe di Atene Demetrio Falerio, essendo stato espulso dalla patria per un'ingiuria, si trasferì ad Alessandria. Qui, poiche’ eccelleva nella filosofia, scrisse molte cose famose in quell'ozio disgraziato non per una sua qualche utilità, di cui era stato privato, ma poiche’ per lui la cura dell'animo era quasi una specie di alimento dell'umanità.
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Omnino qui rei publicae praefuturi sunt duo Platonis praecepta teneant: unum, ut utilitatem civium sic tueantur, ut quaecumque agunt, ad eam referant obliti commodorum suorum, alterum, ut totum corpus rei publicae curent, ne, dum partem aliquam tuentur, reliquas deserant. Ut enim tutela, sic procuratio rei publicae ad eorum utilitatem, qui commissi sunt, non ad eorum, quibus commissa est, gerenda est. Qui autem parti civium consulunt, partem neglegunt, rem perniciosissimam in civitatem inducunt, seditionem atque discordiam; ex quo evenit, ut alii populares, alii studiosi optimi cuiusque videantur, pauci universorum. Hinc apud Athenienses magnae discordiae, in nostra re publica non solum seditiones, sed etiam pestifera bella civilia
In generale, quelli che si dispongono a governare lo Stato, tengano ben presenti questi due precetti di Platone: primo, curare l'utile dei cittadini in modo da adeguare ad esso ogni loro azione, dimentichi e incuranti dei propri interessi; secondo, provvedere a tutto l'organismo dello Stato, affinché, mentre ne curano una parte, non abbiano a trascurare le altre. Come la tutela di un pupillo, così il governo dello Stato deve esercitarsi a vantaggio non dei Governanti, ma dei governati. D'altra parte, quelli che provvedono a una parte dei cittadini e ne trascurano un'altra, introducono nello Stato il più funesto dei malanni: la discordia e la sedizione; onde avvviene che alcuni appaiono amici del popolo, altri fautori degli ottimati; ben pochi sono devoti al bene di tutti. Di qui nacquero in Atene grandi discordie; di qui scoppiarono nella nostra repubblica, non solo sedizioni, ma anche rovinose guerre civili
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
praefuturi sunt indicativo presente terza persona plurale (praesum) - Coniugazione perifrastica attiva Paradigma: praesum, praees, praefui, -, praeesse - verbo intransitivo anomalo
teneant congiuntivo presente terza persona plurale (teneo) - Usato come iussivo Paradigma: tĕnĕo, tĕnēs, tĕnui, tentum, tĕnēre - verbo transitivo II coniugazione
tueantur congiuntivo presente terza persona plurale (tueor) - Usato come iussivo Paradigma: tŭĕor, tŭēris, tŭĭtus sum, tŭēri - verbo deponente II coniugazione
agunt indicativo presente terza persona plurale (ago) Paradigma: ăgo, ăgis, ēgi, āctum, ăgĕre - verbo transitivo III coniugazione
referant congiuntivo presente terza persona plurale (refero) - Usato come iussivo Paradigma: rĕfĕro, rĕfĕrs, rettŭli/rĕtŭli, rĕlātum, rĕfĕrre - verbo anomalo
obliti participio perfetto nominativo maschile plurale (obliviscor) Paradigma: oblīvīscor, oblīvīscĕris, oblītus sum, oblīvīsci - verbo deponente III coniugazione
curent congiuntivo presente terza persona plurale (curo) - Usato come iussivo Paradigma: cūrō, cūrās, cūrāvī, cūrātŭm, cūrāre - verbo transitivo I coniugazione
tuentur indicativo presente terza persona plurale (tueor) Paradigma: tŭĕor, tŭēris, tŭĭtus sum, tŭēri - verbo deponente II coniugazione
deserant congiuntivo presente terza persona plurale (desero) Paradigma: dēsĕrō, dēsĕris, dēsĕrui, dēsertum, dēsĕrĕre - verbo transitivo III coniugazione
gerenda est indicativo presente terza persona singolare (gero) - Coniugazione perifrastica passiva Paradigma: gĕro, gĕris, gessī, gestum, gĕrĕre - verbo transitivo III coniugazione
commissi sunt indicativo perfetto terza persona plurale passivo (committo) Paradigma: commīttō, commīttis, commīsi, commīssum, commīttĕre - verbo transitivo III coniugazione
est indicativo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
consulunt indicativo presente terza persona plurale (consulo) Paradigma: consŭlo, consŭlis, consŭlui, consultum, consŭlĕre - verbo transitivo III coniugazione
neglegunt indicativo presente terza persona plurale (neglego) Paradigma: neglĕgo, neglĕgis, neglēxi, neglēctum, neglĕgĕre - verbo transitivo III coniugazione
inducunt indicativo presente terza persona plurale (induco) Paradigma: indūco, indūcis, indūxī, indūctum, indūcĕre - verbo transitivo III coniugazione
evenit indicativo presente terza persona singolare (evenio) Paradigma: ēvĕnĭo, ēvĕnis, ēvēni, ēventum, ēvĕnīre - verbo intransitivo IV coniugazione
videantur congiuntivo presente terza persona plurale passivo (video) Paradigma: vĭdĕo, vĭdēs, vīdi, vīsum, vĭdēre - verbo transitivo II coniugazione
SOSTANTIVI
rei genitivo femminile singolare (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
publicae genitivo femminile singolare (publica sostantivo femminile I declinazione - publica, publicae) - Aggettivo sostantivato
praecepta accusativo neutro plurale (praeceptum sostantivo neutro II declinazione - praeceptum, praecepti)
utilitatem accusativo femminile singolare (utilitas sostantivo femminile III declinazione - utilitas, utilitatis)
civium genitivo maschile plurale (civis sostantivo maschile III declinazione - civis, civis)
eam accusativo femminile singolare (is sostantivo femminile I declinazione - ea, eae)
commodorum genitivo neutro plurale (commodum sostantivo neutro II declinazione - commodum, commodi)
corpus accusativo neutro singolare (corpus sostantivo neutro III declinazione - corpus, corporis)
partem accusativo femminile singolare (pars sostantivo femminile III declinazione - pars, partis)
reliquas accusativo femminile plurale (reliquus sostantivo femminile I declinazione - reliqua, reliquae) - Aggettivo sostantivato
tutela nominativo femminile singolare (tutela sostantivo femminile I declinazione - tutela, tutelae)
procuratio nominativo femminile singolare (procuratio sostantivo femminile III declinazione - procuratio, procurationis)
utilitatem accusativo femminile singolare (utilitas sostantivo femminile III declinazione - utilitas, utilitatis)
civium genitivo maschile plurale (civis sostantivo maschile III declinazione - civis, civis)
parti dativo femminile singolare (pars sostantivo femminile III declinazione - pars, partis)
partem accusativo femminile singolare (pars sostantivo femminile III declinazione - pars, partis)
rem accusativo femminile singolare (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
seditio accusativo femminile singolare (seditio sostantivo femminile III declinazione - seditio, seditionis) - Forma implicita
discordiam accusativo femminile singolare (discordia sostantivo femminile I declinazione - discordia, discordiae)
populares nominativo maschile plurale (popularis sostantivo maschile III declinazione - popularis, popularis) - Aggettivo sostantivato
studiosi nominativo maschile plurale (studiosus sostantivo maschile II declinazione - studiosus, studiosi) - Aggettivo sostantivato
cuiusque genitivo maschile singolare (quisque pronome indefinito) - Usato come sostantivo
universorum genitivo maschile plurale (universus sostantivo maschile II declinazione - universi, universorum) - Aggettivo sostantivato
discordiae nominativo femminile plurale (discordia sostantivo femminile I declinazione - discordia, discordiae)
sēditiones nominativo femminile plurale (seditio sostantivo femminile III declinazione - seditio, seditionis)
bella nominativo neutro plurale (bellum sostantivo neutro II declinazione - bellum, belli)
AGGETTIVI
Omnino avverbio di quantità
duo accusativo neutro plurale (duo, duae, duo - aggettivo numerale cardinale)
quaecumque pronome indefinito accusativo neutro plurale (quicumque, quaecumque, quodcumque)
suorum genitivo neutro plurale (suus, sua, suum - aggettivo possessivo) - Sostantivato
totum accusativo neutro singolare (totus, tota, totum - aggettivo pronominale)
aliquam accusativo femminile singolare (aliqui, aliqua, aliquod - aggettivo indefinito)
eorum pronome determinativo genitivo maschile plurale (is, ea, id)
perniciosissimam accusativo femminile singolare (perniciosus, perniciosa, perniciosum - aggettivo I classe, superlativo)
alii nominativo maschile plurale (alius, alia, aliud - aggettivo pronominale)
alii nominativo maschile plurale (alius, alia, aliud - aggettivo pronominale)
optimi genitivo maschile singolare (bonus, bona, bonum - aggettivo I classe, superlativo)
pauci nominativo maschile plurale (paucus, pauca, paucum - aggettivo I classe)
magnăe nominativo femminile plurale (magnus, magna, magnum - aggettivo I classe)
nostra ablativo femminile singolare (noster, nostra, nostrum - aggettivo possessivo)
pestifera nominativo neutro plurale (pestifer, pestifera, pestiferum - aggettivo I classe)
civilia nominativo neutro plurale (civilis, civilis, civile - aggettivo II classe)
ALTRE FORME GRAMMATICALI
qui pronome relativo nominativo maschile plurale (qui, quae, quod)
ut congiunzione comparativa/finale
ad preposizione accusativo
obliti participio perfetto nominativo maschile plurale (obliviscor)
ut congiunzione finale
ne congiunzione finale negativa
dum congiunzione temporale
ut congiunzione comparativa
sic avverbio di modo
ad preposizione accusativo
eorum pronome determinativo genitivo maschile plurale (is, ea, id)
qui pronome relativo nominativo maschile plurale (qui, quae, quod)
ad preposizione accusativo
eorum pronome determinativo genitivo maschile plurale (is, ea, id)
quibus pronome relativo dativo maschile plurale (qui, quae, quod)
Qui pronome relativo nominativo maschile plurale (qui, quae, quod)
autem congiunzione avversativa
ex preposizione ablativo
ut congiunzione consecutiva
alii pronome indefinito nominativo maschile plurale (alius)
alii pronome indefinito nominativo maschile plurale (alius)
apud preposizione accusativo
in preposizione ablativo
non avverbio di negazione
etiam avverbio
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Versione dal libro OPERATIVAMENTE a p. 248 n. 181...
Magnae nobis est sollicitudini valetudo tua. Nam, tametsi qui veniunt te sine ullo periculo esse nuntiant, tamen in magna consolatione ingens inest sollicitudo, si diutius nobis afuturus es, is cuius usum et suavitatem desiderando sentimus. Ac tamen, quamquam videre te tota cogitatione cupio, tamen te penitus rogo ne te tam longae navigationi et viae per hiemen, nisi bene firmum, committas, neve naviges nisi explorare. Vix in ipsis tectis et oppidis frigus infirma valetudine vitatur, nedum in mari et via sit facile abesse ab iniuria temporis. Effice, si me diligis, ut valeas et ut nos firmus ac valens quam primum venias. Ama nos et vale. Quintus filius tibi salutem dicit. Traduzione
Sono davvero in grande ansia per la tua salute. Infatti, benchè coloro che giungono mi rassicurino che sei fuori pericolo, tuttavia, nel grande sollievo rimane una grande preoccupazione, dovuta al fatto che sarai lontano da me ancora a lungo, proprio tu (lett. terza persona) la cui compagnia e la cui piacevolezza ora sento, sentendone la mancanza
Ciononostante, benchè io desideri con tutto il cuore rivederti, pur ti scongiuro vivamente di non affrontare (di non affidarti) un viaggio per mare cosè lungo, per giunta in inverno, a meno che tu non ti sia completamente ristabilito e a non imbarcarti, se non a ragion veduta. Persino al chiuso delle case e nelle città un malato può a malapena evitare il freddo (costruzione al passivo), figurarsi quanto è difficile evitare i disagi del mal tempo per mare o per terra. Se davvero mi vuoi bene, cerca di ristabilirti completamente e vieni a noi quanto prima, ma fermo e guarito. Amani (plurale majestatis) e stammi bene. Il figlio Quinto (ti) manda i suoi saluti.
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Officia non eadem disparibus aetatibus tribuuntur aliaque sunt iuvenum, alia seniorum, aliquid etiam de hac distinctione dicendum est. Est igitur adulescentis maiores natu vereri exque iis deligere optimos et probatissimos, quorum consilio atque auctoritate nitatur; ineuntis enim aetatis inscitia senum constituenda et regenda prudentia est. Maxime autem haec aetas a libidinibus arcenda est exercendaque in labore patientiaque et animi et corporis, ut eorum et in bellicis et in civilibus officiis vigeat industria. Atque etiam cum relaxare animos et dare se iucunditati volent, caveant intemperantiam, meminerint verecundiae, quod erit facilius, si in eiusmodi quidem rebus maiores natu nolent interesse.
Non sono attribuibili li stessi doveri ad età diverse alcuni sono propri dei giovani, altri degli anziani: pertanto bisogna dire qualcosa anche riguardo a questa distinzione. È quindi (dovere) dell'adolescente rispettare i più grandi per età e scegliere tra questi i migliori ed i più stimati, affinché si affidi al senno ed all'autorità dei quali(degli anziani); infatti l'inesperienza dell'età giovanile deve essere consolidata e sostenuta dalla prudenza degli anziani. Specialmente quest'età poi deve essere tenuta lontano dalle passioni e (deve essere) esercitata nel lavoro e nell'energia sia morale che fisica, affinché la loro operosità abbia successo nei doveri sia bellici che civili. Ed anche ciò interessa ad ognuno di noi: quando i giovani vorranno rilassare gli animi e darsi alla giocondità, si guardino dalla sfrenatezza, rimembrino la verecondia, e questo sarà più facile, certamente se non vorranno che i più grandi x età non siano presenti.