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I romani si compiacciano di Archia
Versione da Romanorum cultus
versione latino Cicerone
questa versione è divisa in 2 pezzi... ha una principale... ovvero "sacro è il profeta"... e ha due specie di sottotitoli: " la presenza di un dio" e "i romani si compiacciano di Archia"
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Mihi certum est, non committere ut in hac causa praetor nobis consiliumque mutetur. Non patiar rem in id tempus adduci, ut , quos adhuc servi designatorum consulum non moverunt, cum eos novo exemplo universos arcesserent, eos tum lictores consulum vocent; ut homines miseri, antea socii atque amici populi Romani, nunc servi ac supplices, non modo ius suum fortunasque omnis eorum imperio amittant, verum etiam deplorandi iuris sui potestatem nonhabeant. Non sinam profecto, causa a me perorata , tum nobis denique responderi, cum accusatio nostra in oblivionem diuturnitate adducta sit: non committam, ut tum haec res iudicetur, cum haec frequentia totius Italiae Roma discesserit; quae convenit uno tempore undique, comitiorum, ludorum, censendique causa. Huius iudici et laudis fructum, et offensionis periculum, vestrum; laborem sollicitudinemque, nostram; scientiam quid agatur, memoriamque quid a quoque dictum sit, omnium puto esse oportere.
Sono fermamente deciso a non permettere che, durante questo processo, ci vengano sostituiti il pretore e il consiglio Non permetterò che la faccenda giunga al punto che i Siciliani siano convocati dai littori dei consoli, (Siciliani) che fino ad ora i servi dei consoli designati non hanno rimosso (dalle proprie posizioni), (neanche) quando li convocarono tutti quanti, con una procedura ufficiosa e. nuova, non che (i Siciliani stessi), uomini davvero sfortunati - prima alleati e amici di Roma, ora (ridotti al rango di) servi e supplici - non solo perderebbero i loro diritti e tutti i loro beni per lo strapotere di quei (consoli), ma non avrebbero neppure la possibilità di deplorare (la perdita de)i propri diritti. Di certo, non permetterò che, una volta ultimata la mia perorazione, la nostra accusa riceva replica solo una volta caduta nella dimenticanza a causa del lungo tempo trascorso, dopo l'intervallo dei quaranta giorni. Non permetterò che la sentenza sia pronunciata solo dopo che questa moltitudine di presenti, giunta da tutta l'Italia, avrà lasciato Roma; moltitudine convenuta da ogni dove e contemporaneamente a causa dei comizi, dei ludi e del censimento. Io ritengo che, di questo processo, a voi spetti e il frutto della gloria (qualora giudichiate nel giusto) e il rischio del discredito (qualora il processo lo falsiate); a noi, invece, spetta il lavoro (accusatorio) e la sollecitudine; a tutti (infine, l'aver) chiarezza a riguardo di come si svolge la causa e memoria delle testimonianze rese da ciascuno, accusa e difesa.
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Vetus opinio est iam usque ab heroicis ducta temporibus, eaque et populi Romani et omnium gentium firmata consensu, versari quandam inter homines divinationem, quam Graeci mann appellant, id est praesensionem et scientiam rerum futurarum. Magnifica quaedam res et salutaris, si modo est ulla, quaque proxime ad deorum vim natura mortalis possit accedere. Itaque ut alia nos melius multa quam Graeci, sic huic praestantissimae rei nomen nostri a divis, Graeci, ut Plato interpretatur, a furore duxerunt. Quam vero Graecia coloniam misit in Aeoliam, Ioniam, Asiam, Siciliam, Italiam sine Pythio aut Dodonaeo aut Hammonis oraculo? Aut quod bellum susceptum ab ea sine consilio deorum est?
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Vetus opinio est iam usque ab heroicis ducta temporibus versari quandam inter homines divinationem, id est praesensionem et scientiam rerum futurarum Gentem quidem nullam video neque tam humanam atque doctam neque tam immanem tamque barbaram, quae non significari futura et a quibusdam intellegi praedicique posse censeat. Principio Assyrii, ut ab ultimis auctoritatem repetam, propter planitiam magnitudinemque regionum quas incolebant, cum caelum ex omni parte patens atque apertum intuerentur, traiectiones motusque stellarum observitaverunt, quibus notati, quid cuique significaretur memoriae prodiderunt Qua in natione Chaldaei, non ex artis sed ex gentis vocabulo nominati, diuturna observatione siderum scientiam putantur effecisse, ut praedici posset, quid cuique eventurum et quo quisque fato natus esset. Eandem artem etiam Aegyptii longinquitate temporum innumerabilibus paene saeculis consecuti putantur Cilicum autem et Pisidarum gens et his finituma Pamphylia, quibus nationibus praefuimus ipsi, volatibus avium cantibus que certissimis signis declarari res futuras putant Quam vero Graecia coloniam misit in Aeoliam, Ioniam, Asiam, Siciliam, Italiam sine Pythio aut Dodonaeo aut Hammonis oraculo? Aut quod bellum susceptum ab ea sine consilio deorum est?
È un'opinione antica, risalente ai tempi leggendari e corroborata dal consenso del popolo romano e di tutte le genti, che vi siano uomini dotati di una sorta di divinazione - chiamata dai greci mantiké -, cioè capaci di presentire il futuro e di acquisirne la conoscenza. Capacità magnifica e salutare, se davvero esiste, grazie alla quale la natura di noi mortali si avvicinerebbe il più possibile alla potenza degli dèi! E come in altri casi noi romani ci esprimiamo molto meglio dei greci, così anche a questa straordinaria dote i nostri antenati dettero un nome tratto dalle divinità, mentre i greci, come spiega Platone, derivarono il nome corrispondente dalla follìa. la Grecia inviò mai dei propri abitanti a fondar colonie in Eolia, in Ionia, in Asia, in Sicilia, in Italia senza aver prima consultato l'oracolo di Delfi o quello di Dodona o quello di Ammone? E quale guerra fu intrapresa dai greci senza aver consultato gli dei?
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C'è un'antica opinione, risalente ai tempi degli eroi leggendari e rafforzata dal consenso del popolo romano e di tutte le genti, secondo cui esistono uomini dotati di una capacità di divinazione - chiamata dai greci mantiké -, cioè in grado di prevedere il futuro Non conosco, in verità, alcun popolo, dai più civili e colti fino ai più efferati e barbari, che non creda che il futuro si manifesti con segni premonitori, e che esistano persone capaci di comprenderli e di spiegarli in anticipo. Incominciamo dalle testimonianze più antiche: per primi gli assiri, abitando vasti territori pianeggianti e potendo perciò vedere il cielo aperto fino all'orizzonte in ogni direzione, osservarono assiduamente i passaggi e i moti delle stelle, e, quando li ebbero registrati, tramandarono ai posteri quale presagio costituissero per ciascun individuo. Tra gli assiri, si ritiene che in particolare i caldèi - nome di una gente, non della loro arte - con l'incessante osservazione delle stelle abbiano fondato una scienza che permetteva di predire che cosa sarebbe accaduto a ciascuno e con quale destino ciascuno era nato. La stessa maestria si crede che abbiano raggiunto anche gli egiziani, nel corso di un tempo lunghissimo, durante secoli pressoché innumerevoli. Ancora: gli abitanti della Cilicia e della Pisidia e quelli, confinanti con loro, della Panfilia (genti, tutte, che io ho governato) credono che il volo e il canto degli uccelli servano a predire con la massima certezza il futuro. E la Grecia inviò mai dei propri abitanti a fondar colonie in Eolia, in Ionia, in Asia, in Sicilia, in Italia senza aver prima consultato l'oracolo di Delfi o quello di Dodona o quello di Ammone? E quale guerra fu intrapresa dai greci senza aver consultato gli dèi?.
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Nam qui ius civile contemnendum putat, is vincula revellit non modo iudiciorum sed etiam utilitatis vitaeque communis; qui autem interpretes iuris vituperat, si imperitos iuris esse dicit, de hominibus, non de iure civili detrahit; sin peritis non putat esse obtemperandum, non homines laedit, sed leges ac iura labefactat; quod vobis venire in mentem profecto necesse est, nihil esse in civitate tam diligenter quam ius civile retinendum.
Infatti colui che pensa che il diritto civile sia da disprezzare, egli distrugge i vincoli non solo dei giudizi, ma anche della utilità e della vita comune; colui che d'altra parte vitupera gli interpreti del diritto, se dice che essi sono inesperti di diritto, toglie qualcosa agli uomini, non al diritto civile. Se invece non crede che ai giurisperiti bisogna obbedire, non fa male agli uomini, ma rovina le leggi e il diritto. Per cui è inevitabile che a voi venga in mente che nulla nella città deve essere conservato e osservato tanto diligentemente quanto il diritto civile.
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Omnis ergo populus, qui est talis coetus multitudinis, omnis civitas, quae est constitutio populi, omnis res publica, quae ut dixi populi res est, consilio quodam regenda est, ut diuturna sit. Id autem consilium primum semper ad eam causam referendum est quae causa genuit civitatem. Deinde aut uni tribuendum est, aut delectis quibusdam, aut suscipiendum est multitudini atque omnibus. Quare cum penes unum est omnium summa rerum, regem illum unum vocamus, et regnum eius rei publicae statum, cum autem est penes delectos, tum illa civitas optimatium arbitrio regi dicitur. Illa autem est civitas popularis -sic enim appellant -, in qua in populo sunt omnia
Dunque ogni popolo, che è tale aggregazione di una massa, ogni stato, che è l'organizzazione del popolo, ogni repubblica, che, come ho detto, è la cosa del popolo, deve essere governata da un organo decisionale, affinché sia durevole. Questo potere in primo luogo deve essere riportato sempre a quella causa che ha generato lo stato. Quindi o bisogna attribuire il potere ad uno solo, o ad alcuni scelti, o il potere deve essere assunto dalla massa e da tutti. Perciò, quando l'insieme di tutti i poteri è nelle mani di uno solo, chiamiamo quell'uno re, e regno la forma di governo di quello stato, quando invece è nelle mani di persone scelte, allora quello stato si dice (essere) retto dalla volontà degli aristocratici. Invece è popolare quella forma di governo - così infatti la chiamano -, nella quale nel popolo risiedono tutti i poteri.
TRADUZIONE LETTERALE AD USO SCOLASTICO
Dunque ogni popolo, che è tale aggregazione di una moltitudine, ogni città, che è l'organizzazione del popolo, ogni repubblica, che, come ho detto, è la cosa del popolo, deve essere governata (lett. è da reggersi) da una (certa) decisione, affinché sia durevole. Quella decisione, inoltre, deve essere ricondotta (lett. è da ricondursi) sempre per prima a quella causa che ha generato la città. Quindi (il potere) o deve essere attribuito (lett. è da attribuirsi) ad uno solo, o ad alcuni scelti, o deve essere assunto (lett. è da assumersi) dalla moltitudine e da tutti. Perciò, quando la somma di tutte le cose è nelle mani di (lett. penes) uno solo, chiamiamo "re" quell'uno, e "regno" la condizione di quello stato. Quando invece è nelle mani di (uomini) scelti, allora si dice che quella città è retta (lett. essere retta) dall'arbitrio degli ottimati. Invece è popolare quella città - così infatti (la) chiamano -, nella quale tutte le cose sono presso il popolo (lett. in populo).
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Omnis: Aggettivo, nominativo maschile singolare, II classe. Attributo di populus. (omnis, omnis, omne)
ergo: Congiunzione conclusiva.
populus: Sostantivo maschile, nominativo singolare, II declinazione. Soggetto. (populus, populi)
qui: Pronome relativo, nominativo maschile singolare. Soggetto.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
talis: Aggettivo, nominativo maschile singolare, II classe. Attributo di coetus. (talis, talis, tale)
coetus: Sostantivo maschile, nominativo singolare, IV declinazione. Nome del predicato. (coetus, coetus)
multitudinis: Sostantivo femminile, genitivo singolare, III declinazione. (multitudo, multitudinis)
omnis: Aggettivo, nominativo femminile singolare, II classe. Attributo di civitas. (omnis, omnis, omne)
civitas: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto. (civitas, civitatis)
quae: Pronome relativo, nominativo femminile singolare. Soggetto.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
constitutio: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Nome del predicato. (constitutio, constitutionis)
populi: Sostantivo maschile, genitivo singolare, II declinazione. (populus, populi)
omnis: Aggettivo, nominativo femminile singolare, II classe. Attributo di res publica. (omnis, omnis, omne)
res publica: Locuzione sostantivale, nominativo femminile singolare. Soggetto. (res publica, rei publicae)
quae: Pronome relativo, nominativo femminile singolare. Soggetto.
ut: Avverbio/Congiunzione comparativa.
dixi: Verbo dīcō, dīcis, dixi, dictum, dīcĕre (III coniugazione). Indicativo perfetto, I persona singolare, attivo.
populi: Sostantivo maschile, genitivo singolare, II declinazione. (populus, populi)
res: Sostantivo femminile, nominativo singolare, V declinazione. Nome del predicato. (res, rei)
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
consilio: Sostantivo neutro, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di mezzo. (consilium, consilii)
quodam: Aggettivo indefinito, ablativo neutro singolare. Attributo di consilio. (quidam, quaedam, quoddam)
regenda est: Perifrastica passiva. regenda (gerundivo di regō, nominativo femminile singolare) est (verbo sum, indicativo presente, III persona singolare).
ut: Congiunzione finale.
diuturna: Aggettivo, nominativo femminile singolare, I classe. Nome del predicato. (diuturnus, diuturna, diuturnum)
sit: Verbo sum, es, fui, esse. Congiuntivo presente, III persona singolare, attivo.
Id: Aggettivo dimostrativo, nominativo neutro singolare. Attributo di consilium. (is, ea, id)
autem: Congiunzione avversativa.
consilium: Sostantivo neutro, nominativo singolare, II declinazione. Soggetto.
primum: Avverbio.
semper: Avverbio.
ad: Preposizione (regge l'accusativo).
eam: Aggettivo dimostrativo, accusativo femminile singolare. Attributo di causam. (is, ea, id)
causam: Sostantivo femminile, accusativo singolare, I declinazione. (causa, causae)
referendum est: Perifrastica passiva. referendum (gerundivo di referō, nominativo neutro singolare) est (verbo sum, indicativo presente, III persona singolare).
quae: Pronome relativo, nominativo femminile singolare. Soggetto.
causa: Sostantivo femminile, nominativo singolare, I declinazione. Nome del predicato. (causa, causae)
genuit: Verbo gignō, gignis, genui, genitum, gignĕre (III coniugazione). Indicativo perfetto, III persona singolare, attivo.
civitatem: Sostantivo femminile, accusativo singolare, III declinazione. Oggetto. (civitas, civitatis)
Deinde: Avverbio.
aut: Congiunzione (correlativa).
uni: Aggettivo numerale sostantivato, dativo maschile singolare. Dativo d'agente. (unus, una, unum)
tribuendum est: Perifrastica passiva (vedi sopra).
aut: Congiunzione (correlativa).
delectis: Participio perfetto sostantivato, dativo maschile plurale. Dativo d'agente. (delectus, delecta, delectum)
quibusdam: Aggettivo indefinito, dativo maschile plurale. Attributo di delectis. (quidam, quaedam, quoddam)
aut: Congiunzione (correlativa).
suscipiendum est: Perifrastica passiva (vedi sopra).
multitudini: Sostantivo femminile, dativo singolare, III declinazione. Dativo d'agente. (multitudo, multitudinis)
atque: Congiunzione coordinante copulativa.
omnibus: Aggettivo sostantivato, dativo maschile plurale, II classe. Dativo d'agente. (omnis, omnis, omne)
Quare: Avverbio (Nesso relativo).
cum: Congiunzione temporale/causale.
penes: Preposizione (regge l'accusativo).
unum: Aggettivo numerale sostantivato, accusativo maschile singolare. (unus, una, unum)
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
omnium: Aggettivo, genitivo femminile plurale, II classe. Attributo di rerum. (omnis, omnis, omne)
summa: Sostantivo femminile, nominativo singolare, I declinazione. Soggetto. (summa, summae)
rerum: Sostantivo femminile, genitivo plurale, V declinazione. (res, rei)
regem: Sostantivo maschile, accusativo singolare, III declinazione. Predicativo dell'oggetto. (rex, regis)
illum: Pronome dimostrativo, accusativo maschile singolare. Oggetto. (ille, illa, illud)
unum: Aggettivo numerale, accusativo maschile singolare. Attributo di illum. (unus, una, unum)
vocamus: Verbo vocō, vŏcas, vocavi, vocatum, vŏcāre (I coniugazione). Indicativo presente, I persona plurale, attivo.
et: Congiunzione coordinante copulativa.
regnum: Sostantivo neutro, accusativo singolare, II declinazione. Predicativo dell'oggetto. (regnum, regni)
eius: Pronome dimostrativo, genitivo singolare. (is, ea, id)
rei publicae: Locuzione sostantivale, genitivo femminile.
statum: Sostantivo maschile, accusativo singolare, IV declinazione. Oggetto. (status, status)
cum: Congiunzione temporale/causale.
autem: Congiunzione avversativa.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
penes: Preposizione (regge l'accusativo).
delectos: Aggettivo sostantivato (participio perfetto), accusativo maschile plurale. (delectus, delecta, delectum)
tum: Avverbio.
illa: Aggettivo dimostrativo, nominativo femminile singolare. Attributo di civitas. (ille, illa, illud)
civitas: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto.
optimatium: Sostantivo maschile, genitivo plurale, III declinazione. (optimas, optimatis)
arbitrio: Sostantivo neutro, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di mezzo/modo. (arbitrium, arbitrii)
regi: Verbo regō, regis, rexi, rectum, regĕre (III coniugazione). Infinito presente, passivo (retto da dicitur).
dicitur: Verbo dīcō, dīcis, dixi, dictum, dīcĕre (III coniugazione). Indicativo presente, III persona singolare, passivo (costruzione personale).
Illa: Pronome dimostrativo, nominativo femminile singolare. Soggetto.
autem: Congiunzione avversativa.
est: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona singolare.
civitas: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Nome del predicato.
popularis: Aggettivo, nominativo femminile singolare, II classe. Attributo di civitas. (popularis, popularis, populare)
sic: Avverbio.
enim: Congiunzione esplicativa.
appellant: Verbo appellō, appellas, appellavi, appellatum, appellāre (I coniugazione). Indicativo presente, III persona plurale, attivo.
in: Preposizione (regge l'ablativo).
qua: Pronome relativo, ablativo femminile singolare. (qui, quae, quod)
in: Preposizione (regge l'ablativo).
populo: Sostantivo maschile, ablativo singolare, II declinazione. (populus, populi)
sunt: Verbo sum, es, fui, esse. Indicativo presente, III persona plurale.
omnia: Aggettivo sostantivato, nominativo neutro plurale, II classe. Soggetto. (omnis, omnis, omne)
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