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Obviam Miloni Clodius expeditus venit, in equo, nulla raeda, sine uxore (quod numquam fere faciebat), cum hic insidiator, qui iter ad caedem faciendam apparasset, cum uxore veheretur, in raeda, paenulatus, magno muliebri ac delicato ancillarum puerorumque comitatu. Statim complures cum telis in hunc faciunt de loco superiore impetum, raedarium occidunt. Cum autem Milo, reiecta paenula, de raeda desiluisset seque acri animo defenderet, illi qui erant cum Clodio, gladiis eductis, partim recurrere ad raedam ut a tergo adorirentur Milonem; partim, cum hunc iam interfectum putarent, caedere incipiunt servos eius qui post erant. Ex quibus qui animo fideli in dominum erant, partim occisi sunt, partim, cum ad raedam pugnari viderent et Milonem occisum putarent, non imperante domino nec sciente nec praesente, fecerunt quod suos quisque servos in tali re facere voluisset.
Senza i bagagli Clodiò andò incontro a Milone, seduto sul cavallo, senza alcun carro alcuno, senza la moglie (cosa che non usava mai fare), quando questo insediatore, che avrebbe progettato quel viaggio per compiere il misfatto, andava in carrozza con la moglie e in abito da viaggio, con un ampio e ingombrante seguito, effeminato e leggiadro di ancelle e giovani schiavii. Subito molti uomini armati si scagliano su di lui da un'altura: quelli che attaccano frontalmente uccidono il cocchiere. Mentre lui scagliato alle spalle il mantello da viaggio, era saltato giù dalla carrozza e si difendeva agguerritamente, alcuni degli uomini del seguito di Clodio sguainate le spade ritornarono di corsa verso la carrozza, altri invece, ritenendo oarmai Milone (già) morto, presero a fare strage degli schiavi della sua retroguardia. Quanti fra questi si dimostrarono fedeli al loro padrone e coraggiosi, in parte furono uccisi; in parte, visto che si lottava accanto alla carrozza, impediti com'erano dal prestare soccorso al padrone, sentendo dire da Clodio stesso che Milone era stato ucciso e ritenendo vera questa notizia, gli schiavi di Milone - lo dirò francamente non per stornare l'accusa, ma perché così è avvenuto - senza che il padrone lo ordinasse, senza che lo sapesse, senza che fosse presente, fecero ciò che ogni padrone si sarebbe augurato che i propri schiavi facessero in una circostanza simile.
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P. Scipionem, eum, qui primus Africanus appellatus est, dicere solitum scripsit Cato, qui fuit eius fere aequalis, numquam se minus otiosum esse, quam cum otiosus, nec minus solum, quam cum solus esset. Magnifica vero vox et magno viro ac sapiente digna; quae declarat illum et in otio de negotiis cogitare et in solitudine secum loqui solitum, ut neque cessaret umquam et interdum conloquio alterius non egeret. Ita duae res, quae languorem adferunt ceteris, illum acuebant, otium et solitudo. Vellem nobis hoc idem vere dicere liceret, sed si minus imitatione tantam ingenii praestantiam consequi possumus, voluntate certe proxime accedimus. Nam et a re publica forensibusque negotiis armis impiis vique prohibiti otium persequimur et ob eam causam urbe relicta rura peragrantes saepe soli sumus.
Catone, (il soggetto DI QUESTA frase è cato) che gli fu quasi coetaneo, scrisse che Publio Scipione, quello che per primo fu soprannominato l'Africano, era solito dire di non essere mai meno ozioso di quando era ozioso, e mai meno solo di quando era solo. Parole veramente magnifiche e degne di un uomo grande e saggio; esse dimostrano che nei periodi di riposo egli pensava agli affari e quando era solo era solito parlare con se stesso, sicché non gli mancava mai un'occupazione e non aveva bisogno di colloquiare con un altro. Cosi queste due situazioni, l'ozio e la solitudine, che arrecano agli altri fiacchezza, gli erano di stimolo. Vorrei che fosse lecito dire, con verità, lo stesso di me; ma se posso raggiungere in minor grado una si grande elevatezza d'ingegno con l'imitazione, certamente con l'intenzione mi ci avvicino molto di più. Infatti tenuto lontano dalla vita politica e dagli affari forensi dalla violenza delle armi sacrileghe, sono costretto a vivere in ozio e per questo motivo, lasciata la città, vagando per i campi spesso sono solo.
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Saepe homines aegri morbo gravi, cum aestu febrique iactantur, si aquam gelidam biberunt, primo relevari videntur, deinde multo gravius vehementiusque adflictantur, sic hic morbus, qui est in re publica, relevatus istius poena, vehementius reliquis vivis ingravescet. Qua re secedant inprobi, secernant se a bonis, unum in locum congregentur, muro denique, quod saepe iam dixi, secernantur a nobis; desinant insidiari domi suae consuli, circumstare tribunal praetoris urbani, obsidere cum gladiis curiam, malleolos et faces ad inflammandam urbem comparare; sit denique inscriptum in fronte uniuscuiusque quid de re publica sentiatPolliceor hoc vobis, patres conscripti, tantam in nobis consulibus fore diligentiam, tantam in vobis auctoritatem, tantam in equitibus Romanis virtutem, tantam in omnibus bonis consensionem, ut Catilinae profectione omnia patefacta, inlustrata, oppressa, vindicata esse videatis
spesso i malati gravi, quando sono in preda a un eccesso di febbre, se hanno bevuto acqua fresca, dapprima sembrano essere alleviati, poi sono travagliati molto più gravemente e violentemente, così questa malattia, che è nello Stato, alleviata con la sofferenza di questo, si aggrava moltissimo per i restanti vivi. Per questo motivo si allontanino i malvagi, si separino dagli onesti, si radunino in un solo luogo, infine, ho già spesso detto ciò, siano separati da noi con un muro; smettano di attentare alla vita del console a casa sua, di circondare il tribunale del pretore di Roma, di assediare il senato con le spade, di prepaparare i proiettili incendiari e le fiaccole per incendiare la città: infine sia scritto sulla fronte di ognuno cosa pensa dello Stato Questo vi prometto, padri coscritti: ci sarà tanto impegno in noi consoli, tanta autorità in voi senatori, tanto valore nei cavalieri, tanta unanimità in tutti i cittadini onesti che, con la partenza di Catilina, vedrete ogni cosa svelata, messa in luce, repressa, punita
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Cum autem pulchritudinis duo genera sint, quorum in altero venustas sit, in altero dignitas, venustatem muliebrem ducere debemus, dignitatem virilem. Ergo et a forma removeatur omnis viro non dignus ornatus, et huic simile vitium in gestu motuque caveatur. Nam et palaestrici motus sunt saepe odiosiores et histrionum nonnulli gestus ineptiis non vacant, et in utroque genere quae sunt recta et simplicia laudantur. Formae autem dignitas coloris bonitate tuenda est, color exercitationibus corporis. Adhibenda praeterea munditia est non odiosa neque exquisita nimis, tantum quae fugiat agrestem et inhumanam neglegentiam. Eadem ratio est habenda vestitus, in quo, sicut in plerisque rebus, mediocritas optima est. Cavendum autem est, ne aut tarditatibus utamur ingressu mollioribus, ut pomparum ferculis similes esse videamur, aut in festinationibus suscipiamus nimias celeritates, quae cum fiunt, anhelitus moventur, vultus mutantur, ora torquentur; ex quibus magna significatio fit non adesse constantiam.
Vi sono due specie di bellezza: l'una ha in sé la grazia, l'altra la dignità. Dobbiamo perciò apprezzare la grazia propria della donna e la dignità propria dell'uomo. Si tenga dunque lontano dalla nostra persona ogni ornamento non degno dell'uomo; si rifugga da un simile difetto anche nel gesto e nel moto. Invero, come certe movenze da ginnasti sono spesso alquanto affettate, così alcuni gesti di attori peccano di leziosaggine; nell'uno e nell'altro caso si lodano invece la semplicità e la naturalezza. La nobiltà dell'aspetto si manterrà con la freschezza del colorito, e questo con gli esercizi del corpo. Si ami inoltre la pulizia, non affettata né ricercata, ma quanto basta per schivare la rustica e incivile trascuratezza. La stessa cura dobbiamo avere anche nel vestire; in questo come nella maggior parte delle cose, la via di mezzo è la migliore. Anche nel camminare ci vuole misura: quando si è in cammino, non si tenga un passo troppo lento e molle, come chi va in processione, e quando si ha fretta, non si prenda la corsa, perché il respiro diventa affannoso, il volto si altera e la bocca si storce: segni evidenti che non c'è in noi fermezza di carattere.
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
sint congiuntivo presente terza persona plurale (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
sit congiuntivo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
sit congiuntivo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
ducere infinito presente (duco) Paradigma: dūco, dūcis, dūxī, ductum, dūcĕre - verbo transitivo III coniugazione
debemus indicativo presente prima persona plurale (debeo) Paradigma: dēbeō, dēbēs, dēbuī, dēbĭtum, dēbēre - verbo transitivo II coniugazione
removeatur congiuntivo presente terza persona singolare passivo (removeo) - Usato come iussivo Paradigma: rĕmŏvēo, rĕmŏvēs, rĕmōvi, rĕmōtum, rĕmŏvēre - verbo transitivo II coniugazione
caveatur congiuntivo presente terza persona singolare passivo (caveo) - Usato come iussivo Paradigma: căvĕo, căvēs, cāvi, cautum, căvēre - verbo transitivo II coniugazione
sunt indicativo presente terza persona plurale (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
vacant indicativo presente terza persona plurale (vaco) Paradigma: văco, văcas, văcāvi, văcātum, văcāre - verbo intransitivo I coniugazione
sunt indicativo presente terza persona plurale (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
laudantur indicativo presente terza persona plurale passivo (laudo) Paradigma: laudō, laudās, laudāvī, laudātum, laudāre - verbo transitivo I coniugazione
tuenda est indicativo presente terza persona singolare (tueor) - Coniugazione perifrastica passiva Paradigma: tŭĕor, tŭēris, tŭĭtus sum, tŭēri - verbo deponente II coniugazione
Adhibenda est indicativo presente terza persona singolare (adhibeo) - Coniugazione perifrastica passiva Paradigma: adhĭbĕo, adhĭbēs, adhĭbui, adhĭbĭtum, adhĭbēre - verbo transitivo II coniugazione
fūgiat congiuntivo presente terza persona singolare (fugio) Paradigma: fŭgĭo, fŭgis, fūgi, fŭgĭtum, fŭgĕre - verbo intransitivo III coniugazione
est habenda indicativo presente terza persona singolare (habeo) - Coniugazione perifrastica passiva Paradigma: hăbĕo, hăbēs, hăbui, hăbĭtum, hăbēre - verbo transitivo II coniugazione
est indicativo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
Cavendum est indicativo presente terza persona singolare (caveo) - Coniugazione perifrastica passiva Paradigma: căvĕo, căvēs, cāvī, cautum, căvēre - verbo transitivo II coniugazione
utamur congiuntivo presente prima persona plurale (utor) Paradigma: ūtor, ūtĕris, ūsus sum, ūti - verbo deponente III coniugazione
esse videamur congiuntivo presente prima persona plurale passivo (video) Paradigma: vĭdĕo, vĭdēs, vīdi, vīsum, vĭdēre - verbo transitivo II coniugazione
suscipiamus congiuntivo presente prima persona plurale (suscipio) Paradigma: sŭscĭpĭo, sŭscĭpis, sŭscēpi, sŭcēptum, sŭscĭpĕre - verbo transitivo III coniugazione
fiunt indicativo presente terza persona plurale (fio) Paradigma: fīo, fīs, factus sum, fĭĕri - verbo anomalo
moventur indicativo presente terza persona plurale passivo (moveo) Paradigma: mŏvĕo, mŏvēs, mōvi, mōtum, mŏvēre - verbo transitivo II coniugazione
mutantur indicativo presente terza persona plurale passivo (muto) Paradigma: mūtō, mūtās, mūtāvi, mūtātum, mūtāre - verbo transitivo I coniugazione
torquentur indicativo presente terza persona plurale passivo (torqueo) Paradigma: torquĕo, torquēs, torsi, tortum, torquēre - verbo transitivo II coniugazione
fit indicativo presente terza persona singolare (fio) Paradigma: fīo, fīs, factus sum, fĭĕri - verbo anomalo
adesse infinito presente (adsum) Paradigma: adsum, ades, adfui, -, adesse - verbo intransitivo anomalo
SOSTANTIVI
pulchritudinis genitivo femminile singolare (pulchritudo sostantivo femminile III declinazione - pulchritudo, pulchritudinis)
genera nominativo neutro plurale (genus sostantivo neutro III declinazione - genus, generis)
venustas nominativo femminile singolare (venustas sostantivo femminile III declinazione - venustas, venustatis)
dignitas nominativo femminile singolare (dignitas sostantivo femminile III declinazione - dignitas, dignitatis)
venustatem accusativo femminile singolare (venustas sostantivo femminile III declinazione - venustas, venustatis)
dignitatem accusativo femminile singolare (dignitas sostantivo femminile III declinazione - dignitas, dignitatis)
forma ablativo femminile singolare (forma sostantivo femminile I declinazione - forma, formae)
ornatus nominativo maschile singolare (ornatus sostantivo maschile IV declinazione - ornatus, ornatus)
gestu ablativo maschile singolare (gestus sostantivo maschile IV declinazione - gestus, gestus)
motuque ablativo maschile singolare (motus sostantivo maschile IV declinazione - motus, motus)
motus nominativo maschile plurale (motus sostantivo maschile IV declinazione - motus, motuum)
gestus nominativo maschile plurale (gestus sostantivo maschile IV declinazione - gestus, gestuum)
ineptiis ablativo femminile plurale (ineptia sostantivo femminile I declinazione - ineptia, ineptiae)
genere ablativo neutro singolare (genus sostantivo neutro III declinazione - genus, generis)
Formae genitivo femminile singolare (forma sostantivo femminile I declinazione - forma, formae)
dignitas nominativo femminile singolare (dignitas sostantivo femminile III declinazione - dignitas, dignitatis)
coloris genitivo maschile singolare (color sostantivo maschile III declinazione - color, coloris)
bonitate ablativo femminile singolare (bonitas sostantivo femminile III declinazione - bonitas, bonitatis)
exercitationibus ablativo femminile plurale (exercitatio sostantivo femminile III declinazione - exercitatio, exercitationis)
corporis genitivo neutro singolare (corpus sostantivo neutro III declinazione - corpus, corporis)
munditia nominativo femminile singolare (munditia sostantivo femminile I declinazione - munditia, munditiae)
neglegentiam accusativo femminile singolare (negligentia sostantivo femminile I declinazione - negligentia, negligentiae)
ratio nominativo femminile singolare (ratio sostantivo femminile III declinazione - ratio, rationis)
vestitus genitivo maschile singolare (vestitus sostantivo maschile IV declinazione - vestitus, vestitus)
rebus ablativo femminile plurale (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
mediocritas nominativo femminile singolare (mediocritas sostantivo femminile III declinazione - mediocritas, mediocritatis)
tarditatibus ablativo femminile plurale (tarditas sostantivo femminile III declinazione - tarditas, tarditatis)
ingressu ablativo maschile singolare (ingressus sostantivo maschile IV declinazione - ingressus, ingressus)
pomparum genitivo femminile plurale (pompa sostantivo femminile I declinazione - pompa, pompae)
ferculis ablativo neutro plurale (ferculum sostantivo neutro II declinazione - ferculum, ferculi)
festinationibus ablativo femminile plurale (festinatio sostantivo femminile III declinazione - festinatio, festinationis)
celeritates accusativo femminile plurale (celeritas sostantivo femminile III declinazione - celeritas, celeritatis)
anhelitus nominativo maschile plurale (anhelitus sostantivo maschile IV declinazione - anhelitus, anhelitus)
vultus nominativo maschile plurale (vultus sostantivo maschile IV declinazione - vultus, vultuum)
ora nominativo neutro plurale (os sostantivo neutro III declinazione - os, oris)
significatio nominativo femminile singolare (significatio sostantivo femminile III declinazione - significatio, significationis)
constantiam accusativo femminile singolare (constantia sostantivo femminile III declinazione - constantia, constantiae)
AGGETTIVI
muliebrem accusativo femminile singolare (muliebris, muliebris, muliebre - aggettivo II classe)
virilem accusativo femminile singolare (virilis, virilis, virile - aggettivo II classe)
omnis nominativo maschile singolare (omnis, omnis, omne - aggettivo II classe)
non avverbio di negazione
dignus nominativo maschile singolare (dignus, digna, dignum - aggettivo I classe)
simile nominativo neutro singolare (similis, similis, simile - aggettivo II classe)
saepe avverbio di tempo
odiosiores nominativo maschile plurale (odiosus, odiosa, odiosum - aggettivo I classe, comparativo)
nonnulli nominativo maschile plurale (nonnullus, nonnulla, nonnullum - aggettivo indefinito)
recta nominativo neutro plurale (rectus, recta, rectum - aggettivo I classe)
simplicia nominativo neutro plurale (simplex, simplex, simplex - aggettivo II classe)
non avverbio di negazione
odiosa nominativo femminile singolare (odiosus, odiosa, odiosum - aggettivo I classe)
neque congiunzione negativa (vale quanto et non)
exquisita nominativo femminile singolare (exquisitus, exquisita, exquisitum - aggettivo I classe / participio perfetto)
nimis avverbio di quantità
agrestem accusativo femminile singolare (agrestis, agrestis, agreste - aggettivo II classe)
inhumanam accusativo femminile singolare (inhumanus, inhumana, inhumanum - aggettivo I classe)
eadem nominativo femminile singolare (idem, eadem, idem - aggettivo determinativo)
optima nominativo femminile singolare (bonus, bona, bonum - aggettivo I classe, superlativo)
mollioribus ablativo femminile plurale (mollis, mollis, molle - aggettivo II classe, comparativo)
nimias accusativo femminile plurale (nimius, nimia, nimium - aggettivo I classe)
magnā nominativo femminile singolare (magnus, magna, magnum - aggettivo I classe)
non avverbio di negazione
ALTRE FORME GRAMMATICALI
Cum congiunzione temporale/causale
autem congiunzione avversativa
duo aggettivo numerale nominativo neutro plurale (duo, duae, duo)
quorum pronome relativo genitivo neutro plurale (qui, quae, quod)
in preposizione ablativo
in preposizione ablativo
Ergo congiunzione conclusiva
et congiunzione copulativa
a preposizione ablativo
virō sostantivo dativo/ablativo maschile singolare (vir)
et congiunzione copulativa
huic dativo neutro singolare (hic, haec, hoc - aggettivo dimostrativo)
in preposizione ablativo
et congiunzione copulativa
et congiunzione copulativa
in preposizione ablativo
et congiunzione copulativa
in preposizione ablativo
autem congiunzione avversativa
Adhibenda gerundivo nominativo femminile singolare (adhibeo)
praeterea avverbio di congiunzione
neque congiunzione negativa (vale quanto et non)
tantum avverbio di quantità
quae pronome relativo nominativo femminile singolare (qui, quae, quod)
et congiunzione copulativa
in preposizione ablativo
sicut congiunzione comparativa
in preposizione ablativo
ne congiunzione finale negativa
aut congiunzione disgiuntiva
aut congiunzione disgiuntiva
in preposizione ablativo
ut congiunzione comparativa
quae pronome relativo nominativo femminile plurale (qui, quae, quod)
cum congiunzione temporale
ex preposizione ablativo
quibus pronome relativo ablativo neutro plurale (qui, quae, quod)
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Brundisium veni Kalendis Maiis. Eodem die pueri tui mihi a te litteras reddiderunt, et alii pueri post tertium diem alias litteras mihi attulerunt. Quod nos in Italiam salvos venisse gaudes, hoc mihi valde gratum est magnoque solacio. Quod me ad vitam revocas, id quidem fraterno animo facis, sed nihil prodest: odi enim celebritatem urbis et fori, fugio homines, lucem aspicere vix possum. Nolo nunc enumerare miserias omnes, in quas ob summam iniuriam hominum perditorum incidi. Hoc tamen scito: me praesertim angi et dolere quod atiam scelere invidorum, quos amicos ego putaveram, in tanta calamitate verser. Adde quod in maximis meis doloribus excruciant me et valetudo Tulliolae nostrae et sollicitudines Terentia, amantissimae uxoris, quas beatissimas semper esse volui. Hoc quidem adfirmo: neminem umquam tot miseriis esse affectum, nemini mortem magis optandam fuisse. Nulla est igitur causa, qua in vita tam miserabili atque infelici manere cupiam, nisi quod eam spem nondum amisi recuperandae salutis, quae me proficiscentem persequebatur. Vale referenda sunt omnia.
Venni a Brindisi alle Calende di Maggio. In quello stesso giorno i tuoi figli mi diedero una tua lettera e altri fanciulli dopo tre giorni me ne portarono un'altra. Poichè ti rallegri per il fatto che siamo tornati salvi in Italia, ciò mi è molto gradito e di grande sollievo. Il fatto che mi richiami alla vita, e certamente fai ciò con animo fraterno, ma non serve a nulla: infatti odio l'affollamento delle città e del foro, evito gli uomini, posso a malapena vedere la luce. Ora non voglio enumerare tutte le miserie, nelle quali mi abbatterei a causa della somma ingiuria di uomini malvagi. Tuttavia sappi questo: sopratutto io sono tormentato e soffro per il fatto che inoltre spesso a causa degli invidiosi, che avevo reputato amici, mi ritrovo in grave disgrazia. Aggiungi nei più grandi dolori che mi tormentano sia la salute della nostra Tullia sia le preoccupazioni di Terenzia, amatissima moglie, che io ho sempre voluto felici. Questo certamente affermo: nessuno mai sia affetto da tante disgrazie, che da nessuno deve essere più desiderata la morte. Nessuna dunque è la ragione per cui si desideri rimanere in una vita così miserabile ed anche infelice, se non perché non ho ancora perso la speranza di recuperare la salvezza, che mi perseguitava incalzante. Abbi cura di te.