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SOCRATE A POTIDEA NEL RICORDO DI ALCIBIADE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Taxis
ταῦτά τε γάρ μοι ἅπαντα προὐγεγόνει, καὶ μετὰ ταῦτα στρατεία ἡμῖν εἰς Ποτείδαιαν ἐγένετο κοινὴ καὶ συνεσιτοῦμεν ἐκεῖ. πρῶτον μὲν οὖν τοῖς πόνοις οὐ μόνον ἐμοῦ περιῆν, ἀλλὰ καὶ τῶν ἄλλων ἁπάντων. ὁπότ᾽ ἀναγκασθεῖμεν ἀποληφθέντες που, οἷα δὴ ἐπὶ στρατείας, ἀσιτεῖν, οὐδὲν ἦσαν οἱ ἄλλοι πρὸς τὸ καρτερεῖν· ἔν τ᾽ αὖ ταῖς εὐωχίαις μόνος ἀπολαύειν οἷός τ᾽ ἦν τά τ᾽ ἄλλα καὶ πίνειν οὐκ ἐθέλων, ὁπότε ἀναγκασθείη, πάντας ἐκράτει, καὶ ὃ πάντων θαυμαστότατον, Σωκράτη μεθύοντα οὐδεὶςπώποτε ἑώρακεν ἀνθρώπων. τούτου μὲν οὖν μοι δοκεῖ καὶ αὐτίκα ὁ ἔλεγχος ἔσεσθαι. πρὸς δὲ αὖ τὰς τοῦ χειμῶνος καρτερήσεις — δεινοὶ γὰρ αὐτόθι χειμῶνες — θαυμάσια εἰργάζετο τά τε ἄλλα, καί ποτε ὄντος πάγου οἵου δεινοτάτου, καὶ πάντων ἢ οὐκ ἐξιόντων ἔνδοθεν, ἢ εἴ τις ἐξίοι, ἠμφιεσμένων τε θαυμαστὰ δὴ ὅσα καὶ ὑποδεδεμένων καὶ ἐνειλιγμένων τοὺς πόδας εἰς πίλους καὶ ἀρνακίδας, οὗτος δ᾽ ἐν τούτοις ἐξῄει ἔχων ἱμάτιον μὲν τοιοῦτον οἷόνπερ καὶ πρότερον εἰώθει φορεῖν, ἀνυπόδητος δὲ διὰ τοῦ κρυστάλλου ῥᾷον ἐπορεύετο ἢ οἱ ἄλλοι ὑποδεδεμένοι, οἱ δὲ στρατιῶται ὑπέβλεπον αὐτὸν ὡς καταφρονοῦντα σφῶν.
TRADUZIONE
Tutte queste cose erano già accadute, quando ci trovammo insieme nella campagna militare di Potidea, e là eravamo compagni di mensa. Prima di tutto, nelle fatiche era superiore non solo a me, ma anche a tutti gli altri. Quando, restando isolati da qualche parte, come avviene in guerra, eravamo costretti a rimanere senza cibo, gli altri, nel resistere alla fame, non valevano nulla nei suoi confronti. Ma quando c'erano molte provviste, era il solo che sapesse godersele, e, fra le altre cose, anche nel bere, quando era costretto a farlo anche se non lo voleva spontaneamente, batteva tutti. E la cosa più straordinaria di tutte è che nessun uomo ha mai visto Socrate ubriaco. Nella sua resistenza, poi, ai freddi dell'inverno che là sono terribili, fece cose mirabili. Fra l'altro una volta, essendoci una gelata veramente terribile, mentre noi tutti ce ne stavamo al coperto senza uscire, o, se uscivamo, ci avvolgevamo in una incredibile quantità di indumenti, e si calzavano e avvolgevano i piedi con panni di feltro e pelli di agnello, costui, invece, uscì fuori con addosso quello stesso mantello che anche prima soleva portare, e si muoveva scalzo sul ghiaccio, meglio degli altri che avevano ai piedi i calzari, e i soldati lo guardavano irritati, come se li mortificasse.
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SOCRATE AL PROCESSO DELLE ARGINUSE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Sapheneia
ἐγὼ γάρ, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ἄλλην μὲν ἀρχὴν οὐδεμίαν πώποτε ἦρξα ἐν τῇ πόλει, ἐβούλευσα δέ καὶ ἔτυχεν ἡμῶν ἡ φυλὴ Ἀντιοχὶς πρυτανεύουσα ὅτε ὑμεῖς τοὺς δέκα στρατηγοὺς τοὺς οὐκ ἀνελομένους τοὺς ἐκ τῆς ναυμαχίας ἐβουλεύσασθε ἁθρόους κρίνειν, παρανόμως, ὡς ἐν τῷ ὑστέρῳ χρόνῳ πᾶσιν ὑμῖν ἔδοξεν. τότ᾽ ἐγὼ μόνος τῶν πρυτάνεων ἠναντιώθην ὑμῖν μηδὲν ποιεῖν παρὰ τοὺς νόμους καὶ ἐναντία ἐψηφισάμην καὶ ἑτοίμων ὄντων ἐνδεικνύναι με καὶ ἀπάγειν τῶν ῥητόρων, καὶ ὑμῶν κελευόντων καὶ βοώντων, μετὰ τοῦ νόμου καὶ τοῦ δικαίου ᾤμην μᾶλλόν με δεῖν διακινδυνεύειν ἢ μεθ᾽ ὑμῶν γενέσθαι μὴ δίκαια βουλευομένων, φοβηθέντα δεσμὸν ἢ θάνατον. καὶ ταῦτα μὲν ἦν ἔτι δημοκρατουμένης τῆς πόλεως·
TRADUZIONE
Io infatti, o uomini ateniesi, non esercitai mai nessun’altra carica in città, tranne quando fui membro del consiglio. La nostra tribù antiochide ottenne in sorte di esercitare la pritania proprio quando voi decideste di giudicare insieme i dieci strateghi che non avevano raccolto quelli che erano rimasti dopo la naumachia, illegalmente, come in un tempo successivo da tutti voi fu ammesso. Allora, io solo tra i pritani mi opposi a voi, perché non faceste nulla contro la legge e votai contro. Ed essendo gli oratori pronti a denunciarmi e a portarmi via, e voi li incitavate e gridavate, essendo davvero necessario rischiare per la legge e la giustizia, invece che rimanere con voi che volevate cose non giuste, perché preso dalla paura del carcere e della morte. E queste cose successero mentre la Città era ancora governata democraticamente.
Socrate ammonirà sempre gli ateniesi a cercare la verità e la virtù - versione greco Platone da Anth
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SOCRATE AMMONIRà SEMPRE GLI ATENIESI A CERCARE LA VERITà E LA VIRTù
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
TRADUZIONE
Io, uomini ateniesi, vi accolgo con affetto e mi siete cari, ma credo più agli dei che a voi, e finchè vivrò non smetterò di essere un filosofo e di essere chiamato da chiunque se successivamente mi trovi tra voi, dicendo: "oh migliori tra gli uomini, essendo Ateniesi, la più grande e la più famosa tra le città per la saggezza e la forza, non preoccupandosi delle ricchezze con vergogna, che per te sono come la cosa più grande, sia dalla credenza sia dall'onore, della saggezza e della verità e anche dell'anima, così come sarà la cosa più bella, e che tu non te ne occupi neppure avendoci pensato". E se qualcuno di noi dice di occuparsene, subito non lo abbandonerò né lo allontanerò, ma lo amerò, lo esaminerò e lo metterò alla prova.
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SOCRATE, ATTRAVERSO IL DIO, ESORTA LA CITTà ALLA VIRTù
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
Μη θορυβειτε, ω ανδρες Αθηναιοι, αλλ' εμμεινατε μοι οις εδεηθην υμων,
TRADUZIONE
Non rumoreggiate, o uomini ateniesi, ma rimanete nelle condizione che vi ho chiesto, non borbottate per le cose che dico, ma ascoltate: infatti, come io penso, avrete giovamento ascoltando. Dunque, sto per dirvi certe cose e altre sulle quali forse griderete; ma non farete questo in nessun modo. Sappiate bene, infatti, qualora voi mi ucciderete, essendo io tale come io dico, non danneggerete me più che voi stessi; né Meleto né Anito potrebbero danneggiarmi -né sarebbero in grado- poiché non credo che sia lecito che sia recato danno a un uomo migliore da uno peggiore. Forse tuttavia potrebbe farmi morire o cacciarmi o privarmi dei diritti civili; ma forse costui e qualche altro magari reputa queste cose grandi sventure, io invece non lo credo, ma considero molto di più ciò che costui ora a, tentare di uccidere un uomo ingiustamente. Ora, dunque, o uomini ateniesi, io sono molto lontano dal parlare in mia difesa, come qualcuno potrebbe pensare, ma (parlo) per voi, affinché non sbagliate in qualcosa sul dono del dio a voi, dopo aver condannato me. Qualora mi uccidiate, non facilmente troverete un altro tale, semplicemente – se anche molto ridicolo a dire- applicato alla città dal dio come ad un grande e nobile cavallo, ma alquanto pigro per la sua grandezza e bisognoso di essere destato da qualche sprone, come mi sembra il dio abbia posto alla città me come uno che non smette mai per tutto il giorno di svegliarvi, di persuadervi e di rimproverarvi uno ad uno, sedendovi vicino dappertutto. Non avrete facilmente un altro così, o uomini ateniesi, ma se mi darete ascolto, mi risparmierete. Voi forse odiandomi, come coloro che sonnecchiano quando vengono svegliati, avendomi colpito, dando retta ad Anito, mi potrete far uccidere facilmente e dopo continuereste a dormire la restante vita, se il dio, avendo pietà di voi, non vi mandasse un altro uomo. Ora voi potreste capire da ciò, che io mi trovo a essere tale da essere stato mandato dal dio alla città; infatti non sembra cosa umana il fatto che io, da un lato, abbia trascurato tutte le cose riguardanti me stesso e sopporti già da tanti anni di trascurare le questioni di famiglia, e che, dall’altro, faccia sempre il vostro interesse avvicinandomi come un padre o come un fratello maggiore a ciascuno in particolare, esortando a occuparsi della virtù. E tuttavia se io guadagnassi qualcosa da queste cose, e consigliassi ciò ricevendo un compenso, avrei qualche motivo (di farlo), ora vedete certo anche voi stessi che gli accusatori, pure incolpandomi di tutte le altre cose cos impudentemente, non furono capaci di essere stati sfrontati in questo, avendo presentato un testimone sul fatto che io qualche volta percepii o chiesi ricompensa. Infatti, io, credo, presento la testimonianza sufficiente che dico cose vere, cioè la mia povertà.
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I MOTIVI PER CUI SOCRATE NON SI E' DATO ALLA POLITICA
VERSIONE DI GRECO di Platone
Testo greco e traduzione
Originale
Facilitato
Ισως αν ουν δοξειεν ατοπον ειναι, οτι δη εγω ιδια μεν ταυτα συμβουλευω περιιων και πολυπραγμονω, δημοσια δε ου τολμω αναβαινων εις το πληθος το υμετερον συμβουλευειν τη πολει. Τουτου δε αιτιον εστιν ο υμεις εμου πολλακις ακηκοατε πολλαχου λεγοντος, οτι μοι θειον τι και δαιμονιον γιγνεται φωνη, ο δη και εν τη γραφη επικωμωδων Μελητος εγραψατο. Εμοι δε τουτ' εστιν εκ παιδος αρξαμενον, φωνη τις γιγνομενη, η οταν γενηται, αει αποτρεπει με τουτο ο αν μελλω πραττειν, προτρεπει δε ουποτε. Τουτ' εστιν ο μοι εναντιουται τα πολιτικα πραττειν, και παγκαλως γε μοι δοκει εναντιουσθαι: ευ γαρ ιστε, ω ανδρες Αθηναιοι, ει εγω παλαι επεχειρησα πραττειν τα πολιτικα πραγματα, παλαι αν απολωλη και ουτ' αν υμας ωφεληκη ουδεν ουτ' αν εμαυτον. Και μοι μη αχθεσθε λεγοντι ταληθη: ου γαρ εστιν οστις ανθρωπων σωθησεται ουτε υμιν ουτε αλλω πληθει ουδενι γνησιως εναντιουμενος και διακωλυων πολλα αδικα και παρανομα εν τη πολει γιγνεσθαι, αλλ' αναγκαιον εστι τον τω οντι μαχουμενον υπερ του δικαιου, και ει μελλει ολιγον χρονον σωθησεσθαι, ιδιωτευειν αλλα μη δημοσιευειν.
TRADUZIONE italiana
Forse potrebbero sembrare strano che io consigli queste cose nel privato, me andando in giro e affaccendandomi, mentre pubblicamente non osi, salendo verso la vostra moltitudine, dare dei consigli alla città. La causa di ciò è quello che voi mi avete sentito dire spesso e in molti luoghi, che a me si manifesta qualcosa di divino e di demonico, di cui appunto Meleto scrisse nell’accusa, facendosene gioco. E’ qualcosa che è cominciata in me fin dalla fanciullezza, una voce, che quando si manifesta, sempre mi distoglieva ciò che sto per fare e non mi incita mai. Questo è ciò che impedisce a me di occuparmi delle cose della città. Certo mi sembra che si opponga del tutto opportunamente: infatti sappiate bene, o uomini ateniesi, se io da molto tempo avessi intrapreso a occuparmi della politica, da molto tempo sarei morto e non avrei giovato per nulla né a voi ne forse a me stesso. E non adiratevi con me perché dico la verità: non c’è nessuno fra gli uomini che resterà vivo, opponendosi con franchezza alla massa unita e a voi e impedendo che molte ingiustizie e illegalità avvengano nello stato, ma è necessario che chi combatte in realtà per la giustizia, anche se deve essere salvo per poco tempo, viva da privato e non si occupi delle cose pubbliche