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SOCRATE NON SI FA COMPLICE DEI TRENTA
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Il test di greco
TRADUZIONE
Quando c'era l'oligarchia i Trenta, avendomi mandato a chiamare lo stesso (giorno) come quinto nel Tholos, comandarono di condurre da Salamina Leone di Salamina affinché morisse, come appunto quelli ordinarono molte cose a molti altri volendo coinvolgere il maggior numero di persone nelle cause. Dunque io non con la parola ma invece con il fatto dimostrai che a me importava della morte, se non è più rozzo parlarne, né di un bel niente, mentre di non afre niente né di ingiusto né di empio, di ciò mi importa molto. Infatti quel governo mi ha scacciato, così essendo potento, come aver compiuto una cosa ingiusta, ma appena andammo via dal Tholos, i 4 andarono a Salamina e condussero via Leone mentre io, essendo partito, me ne andai a casa. Probabilmente sarei morto per queste cose, se il governo non fosse stato sciolto poco dopo. Di ciò ci saranno molti testimoni.
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CHI VUOL ESSERE FELICE COLTIVA LA VIRTU'
E FUGGE I VIZI maturità 1980
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE
Il saggio, che è giusto e coraggioso e pio, è un uomo pienamente buono: e il buono fa in maniera accurata e soddisfacente qualunque cosa faccia e chi agisce bene è beato e felice, mentre è sventurato il cattivo e chi agisce male: costui sarebbe chi si comporta in maniera contraria al saggio, il dissoluto. Io mi pongo come principio queste cose e affermo che queste cose sono vere: se è vero che chi vuole essere felice deve seguire ed esercitare la virtù, e deve fuggire la dissolutezza quanto più ciascuno possa e deve provvedere a non aver per nulla necessità di essere punito, se lui o un altro dei suoi familiari o la sua città ne avesse necessità deve porre la giustizia e armonia, se vuole essere felice. Questo mi sembra essere lo scopo guardando al quale si deve vivere: che tutte le cose proprie e quelle della città, tendendo insieme al fine che giustizia e saggezza assistano chi ha intenzione di essere beato, agiscano così, e che le passioni non siano sfrenate e non aiutando ad appagarle, male senza fine, vivendo la vita del lestofante. Un uomo simile non potrebbe essere accetto né ad un altro uomo né al dio; è incapace di vivere in comunità; per l’uomo al quale non è possibile la convivenza, non potrebbe eserci amicizia
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LA CONDANNA DI SOCRATE SAREBBE UN MALE PER ATENE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Taxis
INIZIO: Μη θορυβειτε ω ανδρες Αθηναιοι αλλ εμμεινατε μοι οις εδεηθην
FINE: μη τι εξαμαρτητε περι την του θεου δοσιν υμιν εμου ϰαταψηφισαμενοι
TRADUZIONE
Non interrompetemi, cittadini, vi prego, non protestate per quello che dico, ma vogliate ancora ascoltarmi ché, oltretutto, ne potrete, io penso, trarre profitto. Ciò che sto per dirvi vi farà gridare, ma non lo fate, vi prego. Se mi condannerete a morte, poiché sono quel che vi ho detto, voi non danneggerete me più che voi stessi. Nessun danno possono, infatti, arrecarmi né Meleto, né Anito. Non lo possono perché non credo che un malvagio possa fare del male a un uomo buono. Potrebbero uccidermi, forse mandarmi in esilio, privarmi dei diritti civili; per loro e per altri queste, forse, sono grandi disgrazie; ma io non la penso così. Per me è assai peggior male far quello che stan facendo costoro: uccidere un uomo ingiustamente. Non è quindi me che difendo ora, come qualcuno potrebbe credere, ma voi, cittadini, perché condannandomi, non vi rendiate colpevoli verso un dono di dio. Se voi mi ucciderete, infatti, non tanto facilmente troverete un altro simile a me, che il volere di un dio ha inviato nella vostra città (perdonatemi il paragone forse ridicolo) come un moscone sopra un cavallo alto e di buona razza ma alquanto pigro per la sua stessa mole e bisognoso di essere sempre stimolato. Un simile compito dio sembra avermi affidato nella nostra città per cui io, senza sosta, vi sono da presso, per stimolarvi, per esortarvi, per rimproverarvi, ad uno ad uno, ogni giorno. Un altro come me, ateniesi, non lo troverete facilmente. Ecco perché se mi darete ascolto, voi mi risparmierete. O, forse, accadrà che voi, stizziti come chi nel sonno vien destato all'improvviso, ascolterete Anito e mi colpirete, mandandomi stupidamente a morte. Ma allora voi continuerete a vivere come dormendo, per il resto della vostra vita, se dio non avrà compassione di voi e non vi manderà qualcun altro
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SOCRATE NON VERRà MAI MENO AL SUO COMPITO
VERSIONE DI GRECO di Platone
"Io, cittadini ateniesi, vi sono grato e vi voglio bene, ma obbedirò più al dio che a voi, e finchè avrò un soffio di vita1 e ne sarò capace, non smetterò di filosofare, di esortarvi e di ammonire chiunque di voi di volta in volta incontri, dicendo quelle parole che sono solito (dire): ‘O (tu che sei) il migliore degli uomini, che sei Ateniese, (cittadino) della città più grande e famosa per sapienza e potenza, non ti vergogni di darti pensiero delle ricchezze, (preoccupandoti) di averne il più possibile, e della fama e degli onori, mentre non ti dài pensiero né ti curi della saggezza, della verità e dell’anima, che diventi il più possibile ottima?’ E se qualcuno di voi contesterà e dirà che se ne prende cura, non lo lascerò andare subito e non me ne andrò (io stesso), ma lo interrogherò e (lo) esaminerò, lo confuterò, e se mi sembrerà che non possieda la virtù, ma che (lo) dica (soltanto), (gli) rinfaccerò che stima pochissimo le cose degne di moltissima considerazione, mentre stima di più le cose che valgono meno. Queste cose farò a chiunque (io) incontri, sia giovane sia vecchio".
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CHI VUOL ESSERE FELICE COLTIVI
LA VIRTU' E FUGGA IL VIZIO
VERSIONE DI GRECO di Platone
INIZIO: ο σωφρων δικαιος...
FINE: φιλια ουκ αν ειη
TRADUZIONE
Il saggio, che è giusto e coraggioso e pio, è un uomo pienamente buono: e il buono fa in maniera accurata e soddisfacente qualunque cosa faccia e chi agisce bene è beato e felice, mentre è sventurato il cattivo e chi agisce male: costui sarebbe chi si comporta in maniera contraria al saggio, il dissoluto. Io mi pongo come principio queste cose e affermo che queste cose sono vere: se è vero che chi vuole essere felice deve seguire ed esercitare (attenzione agli aggettivi verbali) la virtù, e deve fuggire la dissolutezza quanto più ciascuno possa e deve provvedere a non aver per nulla necessità di essere punito, se lui o un altro dei suoi familiari o la sua città ne avesse necessità deve porre la giustizia e armonia, se vuole essere felice. Questo mi sembra essere lo scopo guardando al quale si deve vivere: che tutte le cose proprie e quelle della città, tendendo insieme al fine che giustizia e saggezza assistano chi ha intenzione di essere beato, agiscano così, e che le passioni non siano sfrenate e non aiutando ad appagarle, male senza fine, vivendo la vita del lestofante. Un uomo simile non potrebbe essere accetto né ad un altro uomo né al dio; è incapace di vivere in comunità; per l’uomo al quale non è possibile la convivenza, non potrebbe eserci amicizia
- La creazione degli esseri viventi - versione greco Platone
- Socrate si difende dalle ingiuste accuse mossegli - versione greco Platone da Greco nuova edizione
- C'era una volta Atlantide - versione greco Platone
- Si procacem libertatem fugimus servitutem ipsam fugimus - versione greco Platone maturità 1959 secon