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I mitici re di Atene
versione latino Giustino traduzione libro
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Arare quoque ac serere frumenta hominibus glande viventibus monstraverunt. Eorum ...
Gli Ateniesi per primi fecero conoscere l'uso del vino, dell'olio della lavorazione della lana; mostrarono agli uomini che vivevano di ghiande ad arare e anche a seminare cereali. Si dice che Cecrope, che istituì i matrimoni fosse il loro primo re. A questi succedette Cranao la cui figlia Artide, diede il nome alla regione. Dopo di lui regnò Anfizione, che per primo consacrò la città ad Atena e le diede il nome Atene. Durante il regno di questo, l'innondazione delle acque distrusse la maggior parte dei popoli della Grecia: Gli Ateniesi che temevano il diluvio, poiché non sapevano in che modo salvarsi da una morte certa e dove dirigersi, in parte si rifugiarono sui monti, in parte in Tessaglia presso il re Deucalione dal quale si dice fosse stata salvata la razza umana. Per ordine di successione quindi, il regno giunse ad Erettéo. Anche Egeo padre di Teseo regnò su Atene. Dopo Egeo divenne re Teseo e sua volta il figlio di Teseo Demofonte, che offrì l'aiuto dei Greci contro i Troiani.
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Anno urbis septingentesimo fere ac nono interfecto Caesare civilia bella reparata sunt. Percussoribus enim Caesaris senatus favebat. Antonius consul partium Caesaris civilibus bellis opprimere eos conabatur. Ergo turbata re publica multa Antonius scelera committens a senatu hostis iudicatus est. Missi ad eum persequendum duo consules, Pansa et Hirtius, et Octavianus, adulescens annos X et VIII natus, Caesaris nepos, quem ille testamento heredem reliquerat et nomen suum ferre iusserat. Hic est, qui postea Augustus est dictus et rerum potitus. Qui profecti contra Antonium tres duces vicerunt eum. Evenit tamen ut victores consules ambo morerentur. Quare tres exercitus uni Caesari Augusto paruerunt.
Verso il settecentesimo anno della città, dopo l'assassinio di Cesare, furono riorganizzate le guerre civili. Infatti il senato favoriva gli uccisori di Cesare. Il console Antonio, del partito di Cesare, tentava di vincerli con le guerre civili. Dunque, agitata la repubblica, Antonio, che commetteva molti delitti, fu dichiarato pubblicamente un nemico dal senato. Furono mandati due consoli per punirlo, Pansa e Irzio, e il giovane Ottaviano, dell'età di diciotto anni, nipote di Cesare, il quale quello aveva nominato erede nel testamento e aveva comandato di tramandare il suo nome. Questo è colui che in seguito fu chiamato Augusto e si impadronì del potere. E avanzati contro Antonio tre condottieri lo vinsero. Tuttavia successe che ambedue i consoli vincitori morirono. Perciò tre eserciti furono a disposizione dello stesso Cesare Augusto.
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Cum acerrime comminus pugnarent, L. Fabius centurio et qui una cum eo murum ascenderant, ab hostibus circumdati, de muro praecipitabantur. M. Petronius, eiusdem legionis centurio, cum portas excidere conatus esset, a multitudine hostium oppressus ac vitae suae desperans, multis iam vulneribus acceptis, militibus suis, qui illum secuti erant: “Quoniam-inquit-me una vobiscum servare non possum, vestrae quidem vitae certe providebo et spem salutis praebebo vobis quos, cupididate gloriae adductus, in gravem periculum ddeduxi. Vos, data facultate, vobis ipsis consulite!”. Simul in medios hostes irrupit et, duobus interfectis, reliquos a porta paulum submovit. ” Simul in medios hostes irrupit duobusque interfectis reliquos a porta paulum submovit. Cum sui ei auxiliari conarentur: “Frusta” inquit “meae vitae subvenire conamini; me enim iam sanguis viresque deficiunt. Proinde abite dum est facultas, vosque ad legionem recipite. Ita pugnans post paulum concidit ac suis saluti fuit. ”
Si lottava corpo a corpo, duramente. i nemici speravano nella posizione e nel numero, i Romani nel valore. All'improvviso comparvero sul nostro fianco scoperto gli Edui, inviati da Cesare sulla destra per dividere le truppe nemiche. Al loro arrivo, la somiglianza delle armi galliche seminò il PANICO tra i nostri, che avevano sì visto il braccio destro scoperto, segno convenzionale di riconoscimento, ma pensavano che si trattasse di una mossa nemica per ingannarli. Al tempo stesso, il centurione L. Fabio e i soldati che avevano scalato con lui la cinta, circondati e uccisi, vengono precipitati dalle mura. M. Petronio, centurione della stessa legione, mentre tentava di abbattere le porte, fu sopraffatto da una massa di nemici. Ferito a più riprese, senza ormai speranza di salvezza, gridò ai soldati del suo manipolo, che lo avevano seguito: "Non posso salvarmi insieme a voi, ma voglio almeno preoccuparmi della vostra vita, io che vi ho messo in pericolo per sete di gloria. Ne avete la possibilità, pensate a voi stessi". E subito si lanciò all'attacco nel folto dei nemici, ne uccise due e allontanò alquanto gli altri dalla porta. Ai suoi che cercavano di corrergli in aiuto, disse: "Tentate invano di soccorrermi, perdo troppo sangue e mi mancano le forze. Perciò fuggite, finché ne avete modo, raggiungete la legione". Poco dopo cadde, con le armi in pugno, ma fu la salvezza dei suoi.
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Cum quidam adulescentuli, hostium adventu perterriti, ad Thebanos transfugere vellent et locum extra urbem edìtum cepissent, Agesilaus, qui perniciosissimum fon putabat, si animadversum esset quemquam adhostes transfugere conarì, cum suis eo1 venitatque, ut si (= «come se») bono animo fecisset, iuvenes laudavit, quodeum locum occu-passent2 et se quoque idfieri debere animadvertisse dixit. Sic illos simulata adulatione recuperava et, adiunctis suis comitibus, locum tutum reliquit. Namque adulescentes se movere non ausi sunt, quod latère arbitrabantur quae cogitaverant.
Poichè alcuni giovani, spavebtati dall'arrivo dei nemici, desideravano passare ai Tebani e avevano occupato un luogo elevato al di sopra della città, Agesilao, che riteneva sarebbe stato asssai dannoso, se ci si fosse accorti che qualcuno tentava di passare dalla parte dei nemici, arrivò in quel luogo con i suoi e, come se l'avessero fatto di buon proposito, lodò i giovani, poiché avevano occupato quel luogo e disse che anche lui si era accorto che ciò dovesse essere fatto. Così si riconciliò ( il favore dei...) i giovani e, aggiunti dei suoi accompagnatori, lasciò il luogo sicuro. Infatti i giovani non ebbero il coraggio ( ausi sunt ) di muoversi, perché pensavano che rimanessero nascosti i progetti che ( quae ) avevano pensato.
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Profetiche parole di un bambino
Autore: Sconosciuto
nuovo comprendere tradurre vol. 2 pag. 204
l'imperatore Commodo designò console tra moltissimi candidati Severo Settimio, che a causa della severità e della moderazione era stimato da tutti moltissimo. Settimio, benchè fosse console, viveva alquanto sobriamente e frugalmente: infatti a Roma aveva abitazioni molto piccole, nel campo Veientano aveva un piccolo podere. Dopo il consolato comprò a poco prezzo grandi giardini e qui visse da cittadino privato molti mesi. Un giorno, mentre cenava con i figli parcamente nei giardini sdraiato sulla terra, il figlio maggiore, ragazzo di acutissimo ingegno, che era in quell'epoca quindicenne, distribuì con mano alquanto larga le mele poste sulla tavola ai compagni di gioco. Avendo detto il padre, riprendendo il figlio"Dividi più moderatamente, figlio mio, infatti ancora non possiedi risorse regali" il figlio rispose "ma le possiederò". Il nome del figlio era Bassiano Antonio, ma gli fu attribuito il cognome di "Caracalla" e dopo la morte del padre, che fu eletto imperatore, governò l'impero sei anni.
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- Nulla rende piacevole un cibo o una bevanda come la fame o la sete - VERSIONE comprendere e tradurr
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