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Cesare si prepara alla guerra contro Ambiorige
versione di latino di Cesare
2 TRADUZIONI DIVERSE PER LO STESSO TITOLO
Traduzione dal libro versione latina per il biennio n. 288 PAG 250
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In italia multi et longi fluvii sunt. Inter Italiae praecipuos fluvios Padum, Arnum, Ticinum, Addum, Vulturnum, Aufidum multosque alios numeramus. padus, italiae fluvius longissimus, a summo iugo Alpium initium habet, per arva opima lotosque campos leniter fluit, Augustam Taurinorum, Placentiam, Cremonam alluit, in hadriaticum pelagus multis ostiis influit. Nigrae cupressi, patulae fagi, procerae populi in padi ripis sunt et umbra sua agricolas lassos recreant. Sed aquae fluvii interdum e ripis erumpunt et magno cum damno incolarum agros inundant vastantque. In antiquis fabulis poetae Padum etiam Eridanum appellant. In Padum Ticinus et Addua affluunt. Arnus Florentiam, clarum Tuscorum oppidum, interfluit et in Tuscum pelagus apud Pisas incidit. Vulturnus agrum Campanum fecundat, aufidus laetam Apuliam irrigat. Sed dominus italicorum fluviorum Tiberis iure putatur: nam apud eius ripas floret Roma, totius italiae domina.
In Italia vi sono numerosi (molti) e lunghi fiumi. Fra i principali fiumi dell'Italia, annoveriamo il Po, il Ticino, l'Adda, il Volturno, l'Ofanto e molti altri. Il Po, il fiume più lungo dell'Italia, ha origine da una altissima vetta delle Alpi, scorre dolcemente attraverso fertili campi e vaste pianure, bagna Torino, Piacenza e Cremona; la massa d'acqua si getta per mezzo di molte foci nell'Adriatico. Sulle rive del Po ci sono cipressi scuri, ampi faggi, alti pioppi e con la loro ombra ( compl. mezzo )ristorano gli stanchi agricoltori. Ma le acque del fiume talvolta escono fuori dalle rive e inondano e devastano i campi dei contadini con grande danno. Nelle antiche favole, i poeti chiamano il Po anche Eridano. Il Ticino e l'Adda affluiscono confluiscono (sfociano) nel Po. L'Arno scorre attraverso Firenze, famosa città fortificata degli Etruschi, e si getta verso il Tirreno vicino Pisa. Il Volturno feconda i campi campani, l'ofanto irriga quelli rigogliosi pugliesi. Ma il Tevere è considerato giustamente il signore dei fiumi italiani: infatti presso le sue coste fiorisce Roma, signora di tutta l'Italia.
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Belli Macedonici subibat iam cura, miscente Perseo inter Dardanos Bastarnasque certamina. et legati, qui missi ad res visendas in Macedoniam erant, iam reverterant Romam renuntiauerantque bellum in Dardania esse. ...
Già subentrava la preoccupazione per la guerra macedonica, proprio nel periodo in cui Perseo stava seminando discordia tra i Dardani e i Bastarni. E i legati che erano stati inviati ad esaminare la situazione della Macedonia, avevano già fatto ritorno a Roma e avevano riportato la notizia che in Dardania divampava la guerra. Peraltro erano arrivati, negli stessi giorni, degli emissari da parte di Perseo, i quali dovevano stornare il sospetto che fosse stato il loro re a chiamare i Bastarni e che nessuna delle iniziative di questo popolo era presa su sua istigazione. Il senato non liberò da quell'accusa il re, ma nemmeno gliene faceva apertamente carico: solamente ordinò ai legati di fargli presente che doveva stare bene attento a far vedere più che poteva che egli riteneva sacrosanto il patto che aveva stipulato con i Romani. I Dardani, vedendo che i Bastarni non solo non uscivano da loro territorio come era nelle loro speranze, ma che diventavano giorno dopo giorno sempre più difficili da sopportare grazie agli aiuti inviati. dai Traci loro confinanti e dagli Scordisci, si determinarono a fare qualcosa, per quanto temerario ciò potesse essere: tutti si armarono e si dettero appuntamento nella roccaforte più vicina all'accampamento dei Bastarni; era inverno e avevano atteso quella stagione proprio perché i Traci e gli Scordisci facessero ritorno nei propri territori. Quando questo accadde ed ebbero accertato che i Bastarni erano rimasti isolati, divisero le loro forze in due colonne: la prima doveva avanzare in linea retta per provocare il nemico frontalmente; la seconda, attraverso un passaggio fuori mano, doveva compiere una manovra di aggiramento e aggredirli alle spalle
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Ante Veios captos dii immortales, ut fama est, ... Statim a senatu legati Delphos missi sunt consultum oraculum Apollinis.
Prima della presa di Veio gli dei immortali, come è risaputo, mostrarono con un prodigio la vittoria ai romani. Infatti, Veio, città città degli Etruschi, ricca e famosa, per molti anni fu assediata dai romani, per la forza dei cittadini e la fortificazione delle opere, ma furono vinti. Così gli assediati e coloro che assediavano guerra erano a lungo oppressi dalla guerra. Allora gli dei accorsero in aiuto ai romani. Infatti improvvisamente ...(continua)
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La spedizione ateniese in Sicilia
versione latino Giustino traduzione
libro la versione latina nel biennio
Inzio: Post bellum inter Catinenses ... fine: et captivitatis dedecorecladem suorum auxit.
Dopo la guerra tra i Catanesi e i Siracusani, i Siracusani non osservarono le condizioni di pace, perciò i Catanesi mandarono ambasciatori in Grecia, i quali giunsero nell'assemblea con una lurida veste, con i capelli e la barba lunga e piangendo chiesero un aiuto dagli Ateniesi. Fu quindi deciso l'allestimento di una grande flotta; furono eletti comandanti Nicia, Alcibiade e Lamaco e furono mandati in Sicilia. Ma durante il viaggio Alcibiade fu richiamato in patria, citato in giudizio per empietà dagli Ateniesi. Così in Sicilia giunsero solo Nicia e Lamaco e in un primo tempo combatterono con Marte a loro favore; ma poi i Siracusani chiesero un aiuto dagli Spartani e da essi fu mandato, in aiuto alla città, Gilippo. E così gli Ateniesi, vinti in battaglia, furono messi in fuga; in quella battaglia Lamaco, combattendo valorosamente, fu ucciso. Allora Nicia ricominciò la battaglia navale, ma, dopo varie vicissitudini, la flotta degli Ateniesi fu vinta per la seconda volta e Nicia fuggì con i superstiti delle truppe terresti. Gilippo in parte catturò i fuggitivi, in parte li uccise. Nicia fu catturato e aumentò la disfatta dei suoi con il disonore della prigionia.